Incredibile risultato ottenuto grazie alle campagne animaliste: una proposta di legge prevede il divieto di vendita di pellicce e qualsiasi vello di origine animale in California.
Dai risultati ottenuti da CE Delft: la produzione di pellicce (di visone, nello specifico) ha un impatto particolarmente rilevante su cambiamenti climatici, consumo di acqua e terreno utile, emissioni nocive per la terra e per l’uomo,e chi più ne ha più ne metta.
Difronte al tono di questo articolo di Alberta Marzotto che tratta con ironia il tema del ritorno delle pellicce sulle passerelle e nelle collezioni autunno inverno 2012, nasce un pò di amarezza. Anche più di un pò.
Non ci sarà nessuna pelliccia sulle passerelle durante la settimana della moda di Oslo, la “Oslo Fashion Week” che si svolgerà il prossimo febbraio. Questo risultato è stato ottenuto grazie all’impegno e alla costanza degli attivisti e un grandissimo contributo è stato dato dalle investigazioni sugli allevamenti di animali da pelliccia rese pubbliche negli ultimi 3 anni.
Ogni anno 400.000 visoni nascono e muoiono in cattività. Vivono, o meglio vegetano, in gabbie minuscole, con il solo compito di crescere abbastanza da offrire un’apprezzabile quantità di pelle agli scuoiatori. Sette mesi, in genere, sono sufficienti. Poi vengono soppressi, asfissiati con il gas, in modo che il loro prezioso pelo resti lucido e non risulti danneggiato.
Il famoso marchio tedesco si piega di fronte alla campagna internazionale
La famiglia Pisacane ha annunciato la resa: «Basta, non ne possiamo più, ci arrendiamo: a fine anno chiudiamo l’allevamento, il 30 dicembre sarà l’ultimo giorno, lasciateci lavorare fino ad allora e poi non se ne parlerà più».
Sabato 20 marzo e sabato 3 aprile si svolgeranno a Palermo la terza e la quarta Passeggiata contro La Rinascente, alle 18,30 appuntamento al Palchetto della musica, P.zza Castelnuovo – Palermo.
L’ultima investigazione sugli allevamenti di animali “da pelliccia” in Finlandia, fatta in collaborazione da Oikeutta Eläimille e Animal Defenders International ha mostrato ancora una volta quell’orrore e quella sofferenza che gli allevatori e le loro lobbies ci tengono a nascondere. Il 26 febbraio giornata internazionale di mobilitazione nei confronti del governo finlandese.
Complici le temperature rigide di questo inverno, tornano in auge le pellicce, rivisitate in chiave moderna. Così, anche le ragazze più giovani possono indossare il capo di lusso coi jeans.
Ogni giorno migliaia di animali vengono uccisi per essere mangiati e per diventare capi d’abbigliamento e d’arredamento. Anche questo 2010 riserva delle novità riguardo allo sfruttamento degli animali per soddisfare falsi bisogni dell’uomo.
Maria Pia Zingaro, fantasiosa stilista, propone pellicce in fibra di seta stampate con fantasie animalier spacciandole per “ecologiche”.
Sappiamo che la seta tutto è meno che rispettosa dell’ambiente e che è una fibra di origine animale che nasce dall’uccisione di milioni di bachi.
Per la prima volta in Italia sono stati portati in piazza i cadaveri di animali come prova delle atroci condizioni degli allevamenti nell’ambito di una protesta contro La Rinascente che continua a mettere in vendita pellicce nonostante le dichiarazioni successive alla campagna di pressione durata anni da parte degli attivisti della Campagna A.I.P. in tutta Italia.





