I volatili di Villa Niscemi dinuovo senza cibo

raccolta volatili_640x386Nonostante le comunicazioni che il Comitato Villa Niscemi ha ricevuto relativamente alla gestione dei volatili di Villa Niscemi (qui l’articolo) oggi scatta nuovamente l’allarme cibo.

Le scorte della Villa sono terminate e papere, germani, oche e tutti i volatili presenti all’interno della villa comunale  non hanno NULLA di cui nutrirsi.

Abbiamo sollecitato telefonicamente l’UFFICIO DIRITTI ANIMALI ricevendo una risposta in pieno “burocratese” : “FATE UN ESPOSTO”, ci dicono. Come se non ne avessimo fatti degli altri e come se non fossero stati loro stessi a scriverci svariate volte relativamente ai provvedimenti che avrebbero dovuto adottare, distribuzione del cibo compresa.

Abbiamo immediatamente provveduto ad inoltrarlo, questo esposto,  ma quella che NOI ci ritroviamo ad affrontare in questo momento è una vera e propria emergenza che certo non può essere risolta con un foglio di carta.

La maggior parte dei responsabili dell’ufficio diritti animali sono ad oggi in ferie, per cui sappiamo che questo esposto non avrà di certo un effetto immediato.

Come possiamo affrontare l’emergenza?

raccolte domenicali_640x452Avevamo già programmato per TUTTE LE DOMENICHE DI AGOSTO le raccolte di cibo per la colonia felina e i volatili, dalle 18,30 alle 20.0o davanti all’ingresso della villa.

Purtroppo quest’ennesima emergenza rende tutto ancora più importante e vogliamo rinnovare l’invito per tutti coloro i quali siano interessati ad aiutarci a partecipare a queste raccolte portando cibo sia per i gatti che per le papere.

E’ ben accetto granone ma anche pane raffermo per i volatili.

In più, ci rendiamo disponibili anche per ritirare eventuali altre donazioni di pane e granone per le papere in altri giorni diversi da domenica, già oggi ci ritroveremo a dover provvedere all’acquisto di diversi sacchi di granone per far fronte alle esigenze dei volatili e, senza l’aiuto delle forniture comunali, la spesa sarà veramente alta.

Basta pochissimo per aiutare gli animali della villa.

Contattateci se volete aiutarci acquistando del granone che provvederemo a ritirare, o se volete donare del pane raffermo e diffondete questo appello il più possibile.

20 domande per l'Ediga (Ente Difesa Gatti) di Palermo

Domenica 4 luglio in occasione della “Giornata dell’adozione” molte persone si sono ritrovate presso la struttura di via Pandolfini per visitarla, per adottare un cucciolo, per fare una donazione o semplicemente per curiosità.

Anche noi abbiamo voluto essere presenti viste le continue segnalazioni che abbiamo ricevuto relativamente alla gestione delle struttura gattile dell’Ediga e alle difficoltà che molte persone hanno incontrato proprio nell’adozione dei gatti e considerato che anche noi abbiamo in un passato abbastanza recente avuto modo di riscontrare questi problemi di persona.

Dopo questa visita, ribadiamo il nostro intento di sollevare alcune questioni che riteniamo essere fondamentali, a cui vorremmo che in seguito a quest’occasione pubblica chi gestisce la struttura desse una risposta, una volta per tutte.

Riteniamo che un chiarimento sia dovuto, che sia giusto che chi contribuisce o semplicemente è interessato alla gestione del gattile sia a conoscenza di tutto quello che riguarda la sua gestione, per il bene degli animali che vivono al suo interno e per farsi un’opinione precisa al riguardo.

Probabilmente queste domande risulteranno provocatorie e susciteranno una reazione di ostilità nei nostri confronti e nei confronti di tutti quegli altri che vorranno porle insieme a noi e vorranno ricevere una risposta, ma non possiamo esimerci dal porle pubblicamente, perché il nostro pensiero è rivolto ogni giorno ai gatti che vivono all’interno della struttura e che vorremmo trovassero tutti una casa, avessero la possibilità di cambiare vita, di uscire dalle gabbie in cui vivono attualmente e avere quell’affetto e quel calore che meritano.

Non possiamo pensare che questo non avvenga, che una forma di amore morboso li trattenga, per quanto accuditi con le possibilità dei gestori, che un muro venga eretto davanti a proposte concrete di aiuto, che un secco “NO” venga pronunciato davanti a uno spiraglio e una speranza di trovare una casa, che ottime adozioni vengano rifiutate e che i gatti messi in adozione realmente siano pochissimi rispetto a quelli detenuti all’interno della struttura.

Questo non lo possiamo accettare. Non possiamo accettare che nessuna informazione trapeli riguardo alla gestione, che i dubbi che abbiamo raccolto non vengano sciolti.

Perché, se questa struttura è da considerarsi un gattile, per quanto privato, tutti i cittadini hanno il diritto/dovere di essere informati e di scegliere se contribuire o meno, comunque consapevolmente, alle sue attività e intervenire in caso di problemi di gestione.

Ci assumiamo la piena responsabilità delle domande che poniamo, certi del fatto che sia nostro pieno diritto porle e preciso dovere dei gestori rispondere.

Quello che è importante è il bene assoluto degli animali. Perché sebbene privato un gattile è una struttura che deve garantire standard ben precisi nella gestione degli animali e ha precisi doveri e diritti e deve rispondere dei criteri seguiti nella gestione davanti alle domande dei cittadini e davanti alla Legge.

Per questo vi invitiamo a farvi delle domande, se non avete già cominciato a farlo e, ancora di più, a spingere per ottenere delle risposte precise e concrete dopo aver visionato l’ulteriore documentazione fotografica sulle condizioni dei felini.

Alla maggior parte di queste domande noi abbiamo già una risposta e la nostra ultima visita non ha fatto che aumentare le nostre preoccupazioni relativamente alla gestione del gattile.

Di certo molto altro c’è da sapere, ma sarebbe già sufficiente ora come ora ricevere una risposta precisa a ognuna di queste precise domande.

Quello che abbiamo visto durante questa giornata non ha fatto altro che confermare le nostre impressioni e, ancora di più, ci ha sconvolto il fatto che nessun altro a parte noi abbia posto queste domande e la maggior parte dei presenti si sia invece limitata a contribuire economicamente acquistando biglietti per l’estrazione di una crociera e la partecipazione a un’ulteriore giornata di finanziamento non vedendo quello che a noi è invece parso evidente visitando tutti i box.

Condizioni igienico sanitarie precarie, pochissimi gatti messi in adozione rispetto a tutti quelli presenti, una percentuale molto bassa di gatte sterilizzate, maschi e femmine insieme, gattini nati all’interno della struttura.

Come avete fatto a rimanere là senza accorgervi di tutto questo?

Come avete potuto non accorgervi che l’adozione degli adulti è stata ulteriormente rifiutata in almeno 2 casi durante la giornata?

Come avete potuto non notare la presenza di decine di altri gattini oltre a quelli messi in adozione all’interno dei box e quelli nati all’interno della struttura con tanto di madre in allattamento?

Quello che vogliamo è che questa vicenda si risolva e sappiamo che l’unico modo per farlo è che la gestione delle adozioni cambi radicalmente.

Le 20 domande:

1.Gli animali che sono ospitati all’interno della struttura sono tutti registrati?

2.Gli animali che sono ospitati all’interno della struttura sono sterilizzati o quantomeno messi nelle condizioni di non riprodursi in attesa che vengano sterilizzati?

3.Sono state registrate nascite negli ultimi anni?

4.Come mai la struttura non si avvale delle cure gratuite messe a disposizione dai veterinari del presidio di via Tiro a Segno rivolgendosi piuttosto a veterinari privati pagando per riceverle?

5.Esiste un registro ufficiale delle cure a cui i gatti vengono sottoposti?

6.Esiste un registro dove risultino gli animali deceduti nel corso degli anni all’interno della struttura?

7.Esiste un registro degli animali fatti adottare con relativi controlli post affido?

8.Tutti i gatti in caso di bisogno, vengono immediatamente soccorsi e sottoposti a cure?

9.Quali sono i criteri seguiti per le adozioni e quali sono i motivi per cui un’adozione può essere rifiutata?

10.TUTTI i gatti sono in adozione o alcuni di essi sono ritenuti inadottabili? E per quali motivi questo avviene quotidianamente?

11.La struttura, ha ricevuto fondi pubblici negli ultimi anni?

12.Sono stati portati a termine i progetti che sono stati finanziati pubblicamente come il Censimento delle colonie feline finanziato dal Comune di Palermo nel 2006?

13.Delle donazioni ricevute da privati c’è traccia ed è possibile sapere come sono state utilizzate?

14.Qualcuno dei volontari è stato mai allontanato perché rifiutava di attenersi alle regole dettate da chi attualmente gestisce il gattile?

15.La struttura è da considerarsi un gattile o semplicemente un terreno dove un privato cittadino custodisce degli animali?

16.E’ possibile per singoli cittadini o per altre associazioni collaborare con l’attuale gestione del gattile avendo voce in capitolo, facendo delle proposte concrete e impegnandosi per la loro attuazione?

17.E’mai stata rifiutata la collaborazione di qualcuno di essi?

18.Questo è possibile anche riguardo alle adozioni?

19.Sono stati attuati tutti i mezzi per una gestione snella della struttura soprattutto per quanto riguarda lavori per la struttura, cure veterinarie e adozioni?

20.Alcuni dei mezzi di cui il gattile si era dotato come il sito internet sono stati dismessi. Per quali motivi?

La gestione delle colonie feline al nord italia e la situazione palermitana

cuccioliSe passeggiando in qualche giardino o fra un padiglione e l’altro di un ospedale o in un cimitero o in una stradina defilata vi imbattete in un gatto; se puntando gli occhi su qualche cornicione vi accorgete di felini che non sembrano appartenere a nessuno (non hanno collare e si muovono con dimestichezza fra auto e cemento), sappiate che i mici in questione sono illustri. Nel senso che non sono sconosciuti. Registrati, sterilizzati, identificabili grazie a un segno particolare sull’orecchio. E residenti come noi, in una via e sotto un particolare numero civico. Assieme alle altre migliaia di felini liberi in città. C’è un ufficio comunale che da due anni a questa parte si è preso la briga di contare i gatti, curarli, sterilizzarli, nobilitando l’impegno delle gattare, in molti casi sostenendone le spese e inventando una nuova professione, quella del «catturatore di felini». In città ci sono 400 colonie stanziali, ciascuna ospita decine di gatti fino a un massimo di sessanta. Da Bruzzano al Trivulzio, da via don Gnocchi a via Buzzi a via Suzzani, in tutti i cimiteri e gli ospedali, nelle case di ricovero per anziani, in svariate scuole e asili, al carcere di san Vittore e nei giardini di molti condomini.

Il censimento completo si deve allo sportello del garante degli Animali che, strada per strada, sa dove abitano le bestiole e conosce per nome chi li sfama. Di più. «Abbiamo deciso di comprare noi il cibo alle gattare – spiega il garante Gianluca Comazzi – Perché molto spesso queste donne, perlopiù anziane e con la pensione minima, non riuscivano a procurarsi le scatolette». E così il Comune distribuisce ogni anno qualcosa come 50mila chili fra croccantini e carne. «Abbiamo un magazzino in via Friuli dove avviene lo smistamento – spiega Comazzi – ma molto più spesso sono i volontari che portano il cibo direttamente a casa delle gattare». Ci sono cinque associazioni accreditate, e sono i volontari di queste ultime che hanno l’incarico di «catturare i felini», per sterilizzarli o per curarli in caso di malattia (a spese del Comune). Li prelevano e li portano ai veterinari Asl che, dopo la sterilizzazione, fanno un piccolo segno sull’orecchio del gatto per identificarli. In questo modo, dal 2005, le sterilizzazioni sono cresciute del 30 per cento e tuttora viaggiano al ritmo di 1.200 l’anno. È faticoso occuparsi dei problemi dei gatti? «Spesso dobbiamo inviare lettere ad amministratori di condominio o a direttori sanitari e ricordare loro che i felini hanno il diritto di vivere nel posto che hanno scelto – aggiunge il garante - ci sono due leggi nazionali, la 281 del ’91 e la 189 del 2004, oltre a un regolamento regionale e a uno comunale, talvolta però sono ignorati. Purtroppo c’è ancora chi prende le bestiole a scopate o minaccia le signore che si occupano di nutrire felini». Capita che un cantiere alteri le abitudini della colonia, «quando ci arriva una segnalazione di questo tipo interveniamo, spostiamo i punti-cibo, facciamo in modo che i gatti riconoscano nelle vicinanze il loro nuovo territorio».

Questo si legge su un articolo riguardante le colonie feline milanesi su Il Giornale di domenica 13 giugno 2010.

Questo vorremmo avvenisse anche a Palermo dove le colonie feline sono prima di tutto un concetto sconosciuto ai cittadini prima che alle istituzioni e dove occuparsene è un impegno complesso più che altrove.

Per questo abbiamo deciso di coordinarci cercando di dare un’organizzazione sistematica al nostro impegno nel provvedere ai bisogni dei gatti di colonia e abbiamo dato vita al Progetto Colonie Feline, per dare modo a chi si occupa di gatti nella nostra città di confrontarsi con altre persone che vivono ogni giorno la stessa esperienza e di collaborare.

La strada da fare è ancora lunga, ma con impegno e costanza riusciremo a ottenere dei risultati, soprattutto per quanto riguarda la sensibilità dei quartieri ospitanti riguardo al tema colonie; molti ne abbiamo già ottenuti stringendo i rapporti tra “gattare” e confrontandoci sulla gestione delle colonie e di progetti particolari come quello legato agli animali di Villa Niscemi.

E’ una gioia quando lo stesso vicino che fino a poco tempo prima si lamentava per la presenza dei gatti, scende di casa di proposito per portare ai mici qualcosa da mangiare o quando qualcuno si indigna per un qualsiasi problema legato alla permanenza dei gatti nelle zone dove vivono.

Sono risultati che si possono ottenere con il tempo e solo dimostrando praticamente quanto una buona gestione delle colonie sia il presupposto fondamentale con cui tutti concordano – gattare e quartieri – e grazie al quale i gatti possono vivere meglio.

Purtroppo nella nostra città la disinformazione è tanta.

Spesso chi si occupa di gatti, pur facendolo da molto tempo, non conosce i servizi attivati dal Comune o non sa come rapportarsi con  gli abitanti di zone difficili, si ritrova a dover fronteggiare problematiche legate agli abbandoni e conseguenti adozioni, a sobbarcarsi i costi delle spese per il cibo e per le medicine, a non avere a disposizione un vero e proprio censimento capillare delle colonie. Questo è quanto avviene per tante “gattare” che continuano però a impegnarsi ogni giorno per il benessere dei gatti.

Invitiamo ancora una volta tutte le persone che si occupano di gatti a prendere parte alle iniziative del Progetto Colonie Feline e scriverci a laboratorioantispecistapa@hotmail.it per suggerimenti, domande, critiche e proposte e per essere informati sulle periodiche riunioni e sulle iniziative in programma.


Resoconto secondo incontro "Progetto Colonie Feline". Nasce il "Comitato Villa Niscemi"

Si è svolto oggi a Palermo il secondo incontro del Progetto Colonie Feline di Laboratorio Antispecista a cui hanno preso parte una decina di persone per discutere della gestione delle colonie in città e, nello specifico, del caso Villa Niscemi.

Si è costituito il “Comitato Villa Niscemi“, formato da tutti i volontari che si sono occupati degli animali della Villa ed è stata scritta una lettera, primo documento firmato proprio dal comitato,  indirizzata all’Ufficio diritti animali del Comune di Palermo, al Sindaco e agli organi di informazione, per chiedere che il Comune collabori con i volontari nel provvedere al sostentamento degli animali e alla loro salute.

Qui la lettera.

L’obiettivo è quello di fare in modo che il Comune si attivi per il censimento della colonia felina dando modo ai gatti di usufruire delle cure gratuite e delle sterilizzazioni e per il sostentamento dei volatili collaborando con i volontari che ben conoscono le esigenze degli animali della villa.

Si è discusso delle condizioni dei gatti e soprattutto dei cuccioli e delle madri in allattamento, sono stati organizzati i turni per la settimana e delle cure da somministrare.

Oggi, fra l’altro, è stata ufficialmente censita la colonia di Via Arrigo Boito che, da oggi, è ufficialmente riconosciuta e potrà usufruire delle cure e delle sterilizzazioni da parte del Comune.

Questo incontro, così come il lavoro svolto ogni giorno per la realizzazione di questo progetto,  è stato molto importante perché ha dimostrato che effettivamente si può fare qualcosa per gli animali della nostra città collaborando e attivandosi tutti insieme.

Non sappiamo se effettivamente l’amministrazione si muoverà già con la lettera che il Comitato Villa Niscemi ha steso e diffonderà, ma senza dubbio tutte le persone che hanno a cuore la vicenda specifica e, in generale, il benessere degli animali continueranno a collaborare fino a che il problema non sarà risolto e il Progetto Colonie Feline andrà avanti.

Palermo: Il Comune lascia a digiuno gli animali di Villa Niscemi

Pubblichiamo un articolo, comparso oggi su Repubblica Palermo, riguardo alla situazione dei volatili e dei gatti che vivono all’interno di Villa Niscemi a Palermo.
La villa è la sede di rappresentanza del Sindaco della città ma anche al suo interno, così come nel resto del territorio cittadino, gli animali sono dimenticati dal Comune e sopravvivono solo grazie all’impegno di volontari che provvedono al loro sostentamento.

La vicenda risulta ridicola proprio perchè gli animali si trovano all’interno di una villa di pertinenza diretta del Comune, sempre sotto l’occhio diretto del Sindaco,tanto che anche Angelo Ribaudo, consigliere dell’Idv, ha presentato un’interrogazione in merito.

Ma la sorte degli animali di Villa Niscemi non è diversa da quella degli animali che vivono sul resto del territorio cittadino.

Noi stessi, occupandoci da anni di colonie feline, provvediamo quotidianamente e a nostre spese al sostentamento dei gatti che fanno parte delle colonie gestite direttamente da noi e da altri volontari a cui siamo vicini e ci siamo più volte scontrati con la burocrazia dell’Ufficio diritti animali, organismo preposto a curare la questione colonie.

Attualmente la città di Palermo non è dotata di un vero e proprio registro delle colonie, l’incarico era stato affidato nel lontano 2006 all’EDIGA, ente difesa gatti, ma il censimento delle colonie non è mai stato completato anche se sono stati elargiti dei fondi per questo scopo e, ancora oggi, per registrare una colonia felina e accedere alle sterilizzazioni gratuite, è preferibile recarsi direttamente al canile municipale e parlare direttamente coi veterinari, piuttosto che impelagarsi in trafile inutili presso l’Ufficio diritti animali.

Inutile sottolineare oltretutto, la completa mancanza di informazioni che il Comune fornisce ai cittadini in merito. Ci capita ogni giorno di consigliare persone interessate ad accedere alle sterilizzazioni gratuite per i randagi che non sanno a chi rivolgersi e come gestire la cosa, che non hanno ricevuto informazioni chiare e non sanno bene cosa il Comune fornisca alle colonie.

E’ per questo che abbiamo attivato il Progetto colonie feline, per dare modo a chi si occupa attivamente di gatti possa acquisire tutte le informazioni necessarie ad accedere ai servizi del Comune,  possa ricevere aiuto per le adozioni, per le cure e per gli stalli.

La questione Villa Niscemi è, dunque, la punta di un iceberg.

Ricordiamo a tutti coloro i quali gestiscano colonie che è possibile contattarci per ricevere maggiori informazioni e organizzare iniziative in merito.

La nostra solidarietà va a chi si occupa degli animali di Villa Niscemi e, più in generale, a tutti coloro i quali, ogni giorno, impieghino il loro tempo a provvedere al benessere degli animali che vivono la nostra città, altrimenti abbandonati a loro stessi.

Fonte: Repubblica.it – 9 aprile 2010

villa niscemiSpennacchietta aspetta con ansia che i suoi amici umani, quattro volte alla settimana, le portino da mangiare pane o granone. Li aspetta anche Gibone, che però al pane preferisce di gran lunga i bocconcini di carne e di pollo. Spennacchietta è uno dei cento pennuti che abitano nel laghetto di Villa Niscemi: la sede di rappresentanza del Comune di Palermo, il quartier generale del sindaco, che si affaccia sul parco della Favorita. Ci sono papere, oche, anatre e germani reali. Gibone, invece, è uno dei dieci gattini della villa: gatti e papere, però, non sopravvivrebbero a lungo senza l’aiuto dei volontari.

Il Comune infatti non si occupa del loro sostentamento: lo denuncia il consigliere di Italia dei valori Angelo Ribaudo, che ha presentato un’interrogazione al sindaco. “Uccelli e gatti mangiano solo grazie all’impegno dei volontari“. A partire da Bruno Testa, tenente della Croce rossa militare, che insieme con Mirella Puccia, Rita La Torella e Alessandra Di Piazza compra a proprie spese granone e cibo per gatti. “Diamo loro da mangiare quattro volte a settimana – racconta Testa, che da dieci anni si occupa degli animali di Villa Niscemi – da tempo ormai il Comune ha smesso di acquistare il cibo per papere e gatti“.

Gli angeli protettori di pennuti e felini di Villa Niscemi spendono circa 1.400 euro all’anno per acquistare il cibo. “Ci occupiamo anche di ripulire, dopo che gli animali hanno mangiato - continua Testa – ma devo dire che ci aiutano moltissimo i vigili urbani che lavorano a Villa Niscemi“. Testa racconta della papera ammalata, curata proprio da un vigile: “Mi chiedo come il Comune possa non occuparsi dei propri animali“, conclude.

Nell’interrogazione Ribaudo chiede come mai gli animali non vengano nutriti e come mai non si siano sterilizzati i gatti: “Dovrebbero essere fatti controlli igienico-sanitari e veterinari sia a vantaggio degli animali sia delle persone che lavorano o visitano la villa: potrebbero essere esposti a malattie“.