Un esauriente studio ha appena concluso che la carne rossa, così come i suoi derivati, se consumata in dosi maggiori ai 500gr. a settimana, non solo potrebbe potenzialmente aumentare le probabilità di contrarre il cancro, ma il rischio è così alto da spingere il governo ad emettere un comunicato ufficiale in proposito.
Per 1 kg di carne servono 15-20mila litri d’acqua, per far crescere un pomodoro 13 litri, per un caffè 140. Lo dice allarmata la Fao: la domanda d’acqua crescerà sempre più e “causerà un’altra crisi globale”.
Come se non fosse già abbastanza il numero di animali “normali” massacrati ogni giorno dall’uomo per produrne carne e derivati, adesso giunge la notizia della macellazione di un toro clonato in Gran Bretagna.
Ancora animali sfruttati dall’uomo, ancora animali creati al solo scopo di soddisfare bisogni umani.
La vicenda di Richard Gradwol, allevatore che per risolvere i suoi problemi con il fisco “economizza” lo spazio dedicato alle mucche da lui allevate decidendo di investire su bestiame di taglia mini ha dell’agghiacciante: dà il via al nuovo business delle “mini mucche”.
Controlli insufficienti. Allevamenti lager. Macellazioni clandestine. Ampio uso di farmaci. È allarme per quanto riguarda la qualità della carne che finisce sulle tavole degli italiani.
Lo studio pubblicato sulla rivista “Public Health Nutrition”, evidenzia come negli ultimi decenni, l’età media del primo ciclo mestruale si sia drasticamente abbassata. Solo cinquanta anni fa le giovani avevano il menarca intorno ai quattordici anni, oggi la media in tutta Europa si è stabilizzata sugli 11 anni.
I parlamentari dell’Unione Europea hanno bocciato oggi la proposta di consentire in Europa la vendita di cibo prodotto da animali clonati o dalla loro progenie, facendo appello a dubbi etici sulla produzione industriale di una simile carne.
Il leone nel piatto degli americani per “festeggiare” i mondiali. Sotto forma di hamburgher accompagnato da patate speziate e pannocchie di granturco
Lettera aperta di una madre al Washington post. Suo figlio si rifiuta di mangiare carne e la madre chiede consiglio su come comportarsi. L’opinionista da un lato suggerisce, neanche troppo velatamente, di mentire al proprio figlio, dall’altra, dà delle informazioni inaccurate, diseducative e certamente di scarso aiuto.
Tentativo di insabbiamento di un nuovo caso di encefalopatia spongiforme bovina in Canada, in nome del profitto dell’industria della carne.
Interessante intervista a Robert Goodland, autore dello studio “Livestock and climate change”
Hanno carni poco pregiate e non danno, ovviamente, latte: scaricati dagli allevatori centinaia di piccoli bufali nel casertano.
Ennesima trovata nell’ambito del business dell’alimentazione a base di carne. La nuova pietanza diventa il cibo preferito dai turisti e leva per incentivare il “mercato locale”, in barba allo sterminio dei cammelli.
L’allarme lanciato da “Livestock and Climate Change” di Robert Goodland e Jeff Anhang. Bestiame e derivati sono responsabili del 51% dei gas serra liberati nell’atmosfera.
La questione dell’ allevamento intensivo del bestiame è in questo periodo un argomento che nessuno dovrebbe ignorare. Essendo uno scrittore, il mio modo di prestarvi attenzione è scriverne. Jonathan Safran Foer
Come già avvenuto per canguri e conigli, in Australia viene autorizzato l’abbattimento dei cammelli, ritenuti dannosi per il territorio e per le coltivazioni.
Un disegno di legge intende vietarne il consumo e il commercio. Pena la reclusione. Gli ambientalisti esultano, ma in rete protesta il popolo dei contrari.
L’unica scelta che può davvero essere ritenuta dalla parte degli animali e dell’ambiente, è quella di non consumare carne e derivati.
Nutrirsi seguendo un’alimentazione basata sui cibi vegetali è un modo facile ed economico per porre fine alla crudeltà verso gli animali e per ripulire l’ambiente. Come mai, allora, ci sono ancora così tanti “progressisti” che si aggrappano ai loro chicken nuggets? Articolo Articolo di Kathy Freston tratto da Alternet.
Produzione e consumo di carne: alcune riflessioni importanti riguardo all’attuale sistema di produzione. Milioni di ricchi consumatori dei paesi industrializzati muoiono a causa di malattie legate all’abbondanza di cibo – attacchi di cuore, infarti, cancro, diabete – malattie provocate da un’eccessiva e sregolata assunzione di grassi animali; mentre i poveri del Terzo mondo muoiono di malattie poiché viene loro negato l’accesso alla terra per la coltivazione di grano e cereali destinati all’uomo.





