Se partiamo dall’assunto che non esista alcuna divinità e che l’esistente non ha una coscienza e, dunque, non può ragionare seguendo una logica umana, risulta assolutamente ovvio dire che non si può affatto parlare di selezione della specie.
Attualmente è diventata una realtà riconosciuta dagli enti pubblici e istituzionali, molti dei quali hanno emanato leggi per incentivarla e fare in modo che la produzione si diffonda.
Come se non fosse già abbastanza il numero di animali “normali” massacrati ogni giorno dall’uomo per produrne carne e derivati, adesso giunge la notizia della macellazione di un toro clonato in Gran Bretagna.
Ancora animali sfruttati dall’uomo, ancora animali creati al solo scopo di soddisfare bisogni umani.
La vicenda di Richard Gradwol, allevatore che per risolvere i suoi problemi con il fisco “economizza” lo spazio dedicato alle mucche da lui allevate decidendo di investire su bestiame di taglia mini ha dell’agghiacciante: dà il via al nuovo business delle “mini mucche”.
Controlli insufficienti. Allevamenti lager. Macellazioni clandestine. Ampio uso di farmaci. È allarme per quanto riguarda la qualità della carne che finisce sulle tavole degli italiani.
I parlamentari dell’Unione Europea hanno bocciato oggi la proposta di consentire in Europa la vendita di cibo prodotto da animali clonati o dalla loro progenie, facendo appello a dubbi etici sulla produzione industriale di una simile carne.
Nonostante quanto scritto dalla LAV nell’opuscolo distribuito in questo periodo in molte piazze, la realtà degli allevamenti di galline allevate a terra non è tanto rosea come si può credere.
Articolo comparso sul Corriere.it riguardo all’investigazione sull’industria della pelliccia finlandese condotta dall’Adi in 30 allevamenti di animali da pelliccia
L’ultima investigazione sugli allevamenti di animali “da pelliccia” in Finlandia, fatta in collaborazione da Oikeutta Eläimille e Animal Defenders International ha mostrato ancora una volta quell’orrore e quella sofferenza che gli allevatori e le loro lobbies ci tengono a nascondere. Il 26 febbraio giornata internazionale di mobilitazione nei confronti del governo finlandese.
L’unica scelta che può davvero essere ritenuta dalla parte degli animali e dell’ambiente, è quella di non consumare carne e derivati.
Un ennesimo studio condotto questa volta dall’Università della Tuscia, prova che l’alimentazione carnea ha un impatto ambientale decisamente maggiore di una che escluda gli alimenti di origine animale.





