Cos’è Ri.Med
Ri.Med, Centro per le Biotecnologie e la Ricerca Biomedica, è un grande centro di ricerca che nascerà a Carini, a pochi chilometri dall’aeroporto di Palermo con l’obiettivo di diventare un polo di riferimento nell’ambito delle biotecnologie.
Promosso da diversi partner, in primis dalla Fondazione Ri.Med, istituita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri grazie ad un finanziamento del Governo italiano, il progetto si avvale della collaborazione attiva dell’Università di Pittsburgh e dell’ University of Pittsburgh Medical Center (UPMC – Centro Medico dell’Università di Pittsburgh) e ha goduto dell’intercessione della Presidenza della Regione Siciliana e del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
In più, a mettere a disposizione l’area su cui dovrebbe sorgere il CBRB è stata la Regione Siciliana che ha conferito i terreni interessati alla fondazione.
Il progetto ha subito un grosso rallentamento sotto il governo Prodi visto l’articolo 190 della Finanziaria di quell’anno, ma attualmente un emendamento presentato dal Governo ha previsto che i fondi per RIMED non siano più soppressi ma “ridotti” di 10 milioni nel 2007 e 2008 e di 50 nel 2009.
Stando all’ultima stesura della Finanziaria la fondazione, quindi, a fronte di un patrimonio di 330 milioni di euro previsto nel progetto originario, è già destinataria di stanziamenti per 260 milioni di euro.
E non sono bruscolini. Nonostante le lamentele dei promotori che, poverini, dovranno stringere la cinghia.
Molte sono state le polemiche legate al rischio che questo enorme progetto non fosse finanziato, molte le posizioni, anche politiche oltre che scientifiche prese in merito, ma chiaramente per questo genere di cose, i soldi vengono sempre stanziati. Non avevamo dubbi.
Nel frattempo, prima della realizzazione effettiva del progetto Ri.Med, non si è perso tempo ed è partita una stretta collaborazione gestionale tra UPMC e l’ISMETT, Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad alta specializzazione, collaborazione che troverebbe, con la realizzazione del Centro, compimento anche nel campo della ricerca.
E’ importante, per comprendere appieno quanto questo progetto sia enorme, analizzare punto per punto le aree in cui le ricerche che verranno portate avanti al suo interno troveranno applicazione e basarsi sui dati che ci vengono forniti riguardo alla struttura.
Innanzi tutto Il Centro per le Biotecnologie e la Ricerca Biomedica sarà costituito da un edificio-laboratorio di 25.000 mq, comprendente:
- Laboratorio di Biologia strutturale,
- Struttura vivarium e topi transgenici
- Laboratori di ricerca di ingegneria biomedica
- Laboratori per lo sviluppo di vaccini
- Laboratorio di Imaging molecolare
- Laboratorio di neuroscienza
- Laboratori centrali
- Incubatore d’impresa
- Altre strutture
Si prevede che il CBRB potrà dotarsi di uno staff comprendente circa 600 addetti, tra cui principal investigators (fino a 50, leader dei vari team di ricerca), ricercatori, tecnici, fellow, borsisti, amministratori, assistenti, addetti alla gestione degli animali, personale di servizio, ingegneri IT etc.
Già da molto tempo è attiva una sezione “Lavora con noi” sul sito e sono attivi molti annunci relativi a diverse mansioni.
Ovviamente non viene persa mai l’occasione di fare leva sull’aspetto occupazionale, che in una realtà come quella siciliana è senza dubbio la carta vincente per accaparrarsi consensi.
Saranno otto le linee di ricerca che verranno condotte presso i laboratori del CBRB, da far accapponare la pelle:
- Linea 1: Ricerca di nuovi farmaci
- Linea 2: Sviluppo vaccini
- Linea 3: Ingegneria dei tessuti e medicina rigenerativa
- Linea 4: Sviluppo di dispositivi biomedici
- Linea 5: Biologia strutturale
- Linea 6: Biologia computazionale
- Linea 7: Neuroscienze
- Linea 8: Imaging molecolare
Analizzarle punto per punto può essere veramente utile, per comprendere appieno quanto questo progetto sia pericoloso, enorme e criminale.

Verranno utilizzate varie tecniche, si legge sul sito “dalla biologia strutturale e computazionale, alla bioinformatica, dalla genomica alla proteomica al fine di creare e valutare l’efficacia di nuovi farmaci la cui struttura sia stata “disegnata” per modificare il comportamento di specifiche molecole responsabili di malattie.”
Tutto quanto la scienza abbia a disposizione per immettere sul mercato nuovi farmaci cosiddetti “sicuri” e “mirati” per la cura delle malattie.
Il centro non mancherà di muoversi nell’ambito della cosiddetta “prevenzione”, con “Il programma di sviluppo di nuovi vaccini (che) coinvolgerà scienziati di diversa formazione impegnati nella ricerca su AIDS, SARS, influenza aviaria ed altre malattie infettive soprattutto di tipo epidemico.”
Un tema molto alla moda ultimamente, nel tempo della cosiddetta influenza suina, nel tempo del panico diffuso ad hoc, nel tempo del dominio delle case farmaceutiche che continuano ad arricchirsi proprio con farmaci e vaccini.
Anche i ricercatori in ingegneria dei tessuti e medicina rigenerativa avranno modo di lavorare presso i laboratori del CBRB, tanto per non scontentare nessuno, e si dedicheranno “agli studi pre-clinici, studiando i nuovi trattamenti in topi geneticamente modificati per riprodurre patologie umane.”
Non manca quindi l’aspetto della sperimentazione animale.
Molti saranno gli animali sacrificati in nome della scienza all’interno del grande laboratorio di ricerca, di sicuro topi, così come si legge già adesso, ma chissà quante altre vite oltre quelle dei piccoli roditori saranno stroncate oltre quei cancelli.
Il tutto, ancora una volta, in nome della scienza.
Se non bastasse ancora, via alle nanotecnologie, cioè alla possibilità di miniaturizzare dispositivi da inserire nel corpo umano per rilevare e per manipolare determinati fattori fisiologici.
A Ri.Med si occuperanno anche di questo, così’ come di biologia strutturale e computazionale, chiaramente “alla base dello sviluppo di farmaci che agiscano sulle molecole stesse e di vaccini che interagiscano con il sistema immunitario.”
E non finisce qui, tanto per toccare un altro aspetto a noi caro, ” I ricercatori del CBRB utilizzeranno tecniche all’avanguardia per visualizzare strutture e funzioni cerebrali a livello cellulare/molecolare e per individuare le anomalie alla base di disturbi neurodegenerativi e psichiatrici.”
Ovviamente anche queste informazioni saranno utilizzate per lo sviluppo di nuove “cure”, in questo caso dei cosiddetti disturbi psichiatrici. Resta fermo il nostro rifiuto totale del concetto di malattia mentale, e la nostra convinzione che il disturbo psichiatrico altro non sia se non un’etichetta attribuita a comportamenti antisociali che non rientrano nei ranghi di quanto questa società ci impone e resta ferma la nostra convinzione che anni di cure psichiatriche abbiano portato torture e abusi nei confronti dei cosiddetti “malati”.
Pensiamo che basti questa veloce carrellata all’interno delle aree di interesse del centro per rendere l’idea, siamo coscienti di quanto intraprendere una lotta contro la realizzazione di questa struttura sia difficile e di quanto, soprattutto in un territorio come la Sicilia, sia molto complesso anche solo pensare aver a che fare con istituzioni e para istituzioni per l’organizzazione di una vera e propria campagna, sappiamo quanto qui gli interessi mossi siano più grandi di quanto non appaiano.
Ma riteniamo fondamentale informare quante più persone possibile riguardo a questo progetto.
Vogliamo che tutti vengano a conoscenza di quanto sta accadendo.
Per questo mettiamo a disposizione una rassegna stampa riguardo al progetto, utile per ricostruirne la storia passata e per seguirne i “progressi”.
Vogliamo ribadire ancora una volta la nostra posizione, riteniamo questo progetto un agghiacciante riassunto di tutto ciò che detestiamo con tutte le nostre forze e che è parte integrante del sistema industriale.
Biotecnologie, nanotecnologie, sperimentazione animale, neuroscienze:
Questo è il loro sviluppo, il disastro è insito nella riuscita dei loro progetti.
Con le biotecnologie e nanotecnologie gli effetti sono di una portata irreversibile, il potere entra oggi in un livello davvero profondo che non si limiterà più solo a gestire e controllare i processi vitali, ma arriverà a riprogettarli, plasmarli e modificarli; un potere sulla vita stessa concepita in termini di proprietà molecolari, di sequenze di geni codificabili nelle quali tutto è racchiuso.
Rifiutiamo la coesistenza tra ogm e specie tradizionali, come ovvia impostura di chi vorrebbe farci credere che sia possibile convivere con nocività come gli OGM mantenendo allo stesso tempo un ambiente naturale integro.
Rifiutiamo la sperimentazione animale, la violenza inaudita dell’uomo su esseri viventi di cui si crede di poter disporre in nome dell’inutile progresso scientifico.
La posta in gioco è la nostra esistenza, quella di ogni altro essere vivente e il mondo naturale come oggi lo conosciamo con tutta la sua biodiversità: una posta in gioco troppo alta che necessita una totale opposizione all’ingegneria genetica su umani, animali e piante, in ogni sua applicazione da quella nel campo agricolo a quello medico, e una totale messa in discussione dell’intero sistema industriale.
Mettiamo a disposizione una rassegna stampa su Ri.Med, a seguire alcuni degli articoli comparsi sulla stampa locale e nazionale.





















