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	<title>LaboratorioAntispecista</title>
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		<title>(A) come Antispecismo</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 17:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiuRo</dc:creator>
				<category><![CDATA[VARIE]]></category>

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		<description><![CDATA[L'uomo non è che uno tra i tanti animali esistenti sulla terra e liberare l'animale vuol dire liberare l'uomo, liberare l'uomo vuol dire abbattere ogni gerarchia: stato, chiesa, famiglia. Anarchismo è il nome più ampio dell'insieme delle lotte per la liberazione animale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>“Il sapere serve a prendere posizione” M.Foucault</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/05/a.png"><img class="alignleft size-full wp-image-5963" title="a" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/05/a.png" alt="" width="150" height="150" /></a>Accede spesso, specie parlando con un giovane, di sentirsi dire che la politica è una cosa negativa, qualcosa da cui tenersi lontani; qualunque richiamo a qualcosa di riconducibile a quella prassi viene vista come deprecabile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo è uno dei portati di quell&#8217;ideologia infame che è la democrazia. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Essa ha come proprio pilastro non l&#8217;idea ma l&#8217;opinione e identifica la politica con la rappresentanza, la delega; andare a votare è per il pio cittadino, fedele della religione della morale, imprescindibile liturgia di appartenenza. Capita spesso, a chi non fa parte del gregge, di vedersi condannato dagli occhi del giovane galoppino che tira la volata a questo o a quel politicante e, magari, sentirsi dire “<em>Mi spiace alla tua età tu abbia messo via le armi e ti sia arreso</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per altri versi a qualcuno una chiara rivendicazione di appartenenza fa storcere il naso “<em>Cosa c&#8217;entra la politica con la musica, con la lotta di liberazione animale?</em>”sfoggiando,in qualche modo, un atteggiamento crociano che vorrebbe l&#8217;attività “artistica” di questi signori idealisticamente irraggiungibili alle beghe degli uomini.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso allora i ragazzi proclamano la loro apoliticità, la loro non appartenenza a questo o quel movimento, salvo poi saltare sul carro di gruppi assolutamente schierati quando la cosa appare opportuna. “<em>No, siete voi a fare degli steccati, a dividere</em>” dice il ragazzo che magari si sta muovendo di fianco alla Brambilla e che poi si lascia scappare un “<em>Se proprio dovessi votare ecco a chi darei il mio voto”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, bisogna essere un attimo accademici e mettere i puntini sulle i: politica e rappresentanza, politica e delega, politica e democrazia <strong>NON SONO LA STESSA COSA</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La parola politica viene dal greco polis ed indica qualcosa di inerente la città. Più nel dettaglio: qualunque azione intrapresa da un uomo in un contesto di uomini, di convivenza, è politica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualunque scelta, qualunque posizione questi assuma, egli sta facendo politica.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La neutralità non esiste</strong>; chi non prende posizione in realtà ne sta prendendo già una:  quella del più forte, dell&#8217;oppressore, del potere.</p>
<p style="text-align: justify;">La vigliaccheria fa pensare che così si abbiano meno conseguenze, che in fondo la tempesta possa infuriare sopra le teste e lasciare incolumi a coltivare il nostro orticello ma non è così; anche il nascere non è un fatto neutro, è una presa di posizione anche se involontaria; vivere significa costantemente mettere in gioco se stessi, scegliere, lottare, prendere posizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non prendere coscienza di ciò fa sì che ci si richiami ad una innocenza incantata, che ci si assolva dalle proprie responsabilità e si pensi che, in fondo, il male arriva da un altrove, che noi siamo vittime nostro malgrado, che non abbiamo fatto nulla per far sì che le cose andassero così come sono andate.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non è così. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il potere, per disprezzabile che sia, ha un complice in noi, nella nostra connivenza, nella nostra scelta di una servitù volontaria</strong> che ci fa sperare in quei piccoli vantaggi che ci permettano piccoli piaceri, accettazione sociale, e ci facciano sentire realizzati nel contemplare il piccolo monticello di feccia che abbiamo accumulato. Se l&#8217;esistente è quello che è, è per colpa nostra, perché abbiamo finto che non dipendesse da noi, perché non abbiamo fatto quello che andava fatto, non abbiamo alzato la testa e non ci siamo ribellati.</p>
<p style="text-align: justify;">E ribellarsi significa essere ai ferri corti con l&#8217;esistente, guardare in faccia il moloch ed affrontarlo a viso aperto sperando nell&#8217;unica vittoria possibile: la nostra ribellione, la nostra emancipazione, la nostra liberazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Liberati dalle catene dell&#8217;oppressione che la nostra rinuncia ha posto alle nostre mani e ai nostri piedi, dalla ruota del sistema produci-consuma-crepa, non abbiamo più un dio in cielo né uno nel nostro cuore a cui votare i nostri giorni e l&#8217;Uomo, questo totem inviolabile, può giacere di nuovo nel fango di cui è fatto e goderne.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutto, perduta la gerarchia imposta dal nostro delirio, torna ad essere semplicemente se stesso; nessun dominatore, nessun dominato ma istinto, desiderio: vita. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questa è senza dubbio una proposta politica autocosciente che vede l&#8217;antispecismo come una parte  in un quadro più ampio e questo quadro si chiama Anarchia.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo mantenendo infatti una visione antropocentrica che faccia delle distinzioni tra umani e non umani si può pensare che vi siano più lotte di liberazione, più lotte per l&#8217;abbattimento della gerarchia, che si possa lottare per la liberazione dei non umani e, al contempo, non interessarsi alle sorti dell&#8217;umano.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe evidentemente una lotta illusoria, un porre il problema in maniera sbagliata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;uomo non è che uno tra i tanti animali esistenti sulla terra e liberare l&#8217;animale vuol dire liberare l&#8217;uomo, liberare l&#8217;uomo vuol dire abbattere ogni gerarchia: stato, chiesa, famiglia. Anarchismo è il nome più ampio dell&#8217;insieme delle lotte per la liberazione animale. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La vita non è sacra</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 16:43:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiuRo</dc:creator>
				<category><![CDATA[VARIE]]></category>

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		<description><![CDATA[La vita non è sacra.

Né la vita di un uomo, né quella di un gatto, né quella di una lattuga.

La vita è pulsare di un cuore, riempirsi di polmoni, gioia nell'attuazione di una decisione. La vita non è il bene supremo, la cosa irrinunciabile e anzi vale solo se la si mette in gioco, se si è pronti a perderla, a metterla in discussione. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/05/antropocentrismo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5959" title="antropocentrismo" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/05/antropocentrismo.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>La vita è sacra.</strong> Questo refrain ricorre come un mantra quasi in ogni ambito della nostra cultura e fa il paio con il comandamento della non violenza, ormai a tal punto metabolizzato che il solo sollevare obiezioni al riguardo fa sorgere inquietudini.</p>
<p style="text-align: justify;">Sacra, nella nostra società giudaico-cristiana, è la vita umana, inviolabile dal concepimento alla morte perché proprietà di dio; sacro è il diritto dell&#8217;uomo che vuole decidere se vivere o morire.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La divergenza tra le due posizioni è solo apparente; nei fatti essi rappresentano uno e un solo punto di vista, quello antropocentrico,</strong> che vede nell&#8217;uomo, e solo in quello, il campione delle creature; le altre possono essere SALVATE solo a patto di essere assimilate, di aver qualcosa in comune con l&#8217;essere sentito come l&#8217;apice della creazione: tutelo gli animali non umani perché in essi scorgo quella vita che riconosco in me umano e che è per me il bene assoluto. Siamo dunque in ambito riformista, quello che vede nella moderazione, nel dialogo, i modelli da seguire e in Gandhi il suo campione: la società non viene abbattuta e ricostituita; si ammette il nuovo venuto nelle proprie fila e si fa marciare il carrozzone con l&#8217;andatura di prima.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora, un vegano che voglia mettere in atto una lotta autenticamente sovversiva dovrebbe guardare con estrema diffidenza ad un simile lessico e a queste idee.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se infatti a muoverci è il desiderio di liberare noi stessi in quanto animali, se si vuol deporre l&#8217;antropocentrismo, se si vuol minare alle fondamenta l&#8217;edificio dello sfruttamento, non si può ancora guardare all&#8217;umano come all&#8217;essere a cui tutti debbano far riferimento e non si può guardare alla pratica riformista della non violenza come alla giuda per giungere ad un autentico sovvertimento dell&#8217;esistente.</p>
<p style="text-align: justify;">Checché se ne dica Gandhi non fu che un piccolo burocrate borghese, un uomo intriso di alto senso dello stato; il frutto della più tipica educazione britannica. Le sue lotte, i suoi movimenti di contrasto, non furono che i banali giochi di un potere locale ormai tanto addestrato dal colonizzatore da poter prendere la guida del paese. Gandhi non ragionò mai che in termini di diritto occidentale e non gli venne mai in mente di lottare contro nozioni come la patria e la divisione in caste. Fu invece un nazionalista, un uomo con un progetto partitico ben chiaro, qualcuno che si pose a capo dell&#8217;esistente senza spargere una goccia di sangue; fu insomma un amministratore inglese, qualcuno di cui qualunque madre sarebbe stata orgogliosa e la madre patria britannica lo fu molto del suo pupillo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;India post-gandhiana non divenne il bengodi ma rimase una terra profondamente gerarchizzata con un apparato burocratico efficiente ed una continuità con l&#8217;epoca coloniale mai messa in discussione: i poveri seguitarono a fare la fame, i ricchi a commerciare con l&#8217;entroterra e l&#8217;estero; le tribù di genti che non volevano accettare la civilizzazione seguitarono ad essere perseguitate e represse. Si potrebbe anche agevolmente far notare che l&#8217;indipendenza dell&#8217;India fu dovuta alla perdita di potenza dell&#8217;Inghilterra e al crescere della potenza americana, che un&#8217;amministrazione decentrata di un territorio britannico era assai comoda nello scacchiere internazionale e che ormai, in piena guerra fredda, un paese anglosassone alle porte di Cina e Russia era necessario agli Usa. Ora, come si vede, le grandi conquiste del riformismo, della lotta non violenta gandhiana, furono funzionali al mantenimento dello stato, a quella sua mutazione necessaria al mantenimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non poteva essere altrimenti: Gandhi non voleva un reale cambiamento ma un&#8217;emancipazione degli indiani, cioè un diventare pienamente inglesi, pienamente capaci di amministrare quello che lo stato gli aveva insegnato a vedere come patria. </strong>La pratica non violenta, il riformismo, non conducono che a questo: alla perpetuazione dell&#8217;esistente.<br />
Il paradigma va invece cambiato affinché il nuovo rinasca dalle macerie del vecchio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La vita non è sacra.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Né la vita di un uomo, né quella di un gatto, né quella di una lattuga.</p>
<p style="text-align: justify;">La vita è pulsare di un cuore, riempirsi di polmoni, gioia nell&#8217;attuazione di una decisione. La vita non è il bene supremo, la cosa irrinunciabile e anzi vale solo se la si mette in gioco, se si è pronti a perderla, a metterla in discussione.</p>
<p style="text-align: justify;">La vita non va salvaguardata ad ogni costo e in certe condizioni si può rinunciare ad essa e pensare a questa rinuncia come il male minore.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlare di vita come cosa sacra pone un bavaglio sulle nostre bocche, delle manette sulle nostre mani, delle catene ai nostri piedi, rendendoci impossibile l&#8217;intraprendere azioni impensabili al riformismo o anche solo il rispondere<br />
al poveraccio che ci dirà: be&#8217;, ma se la vita è sacra, perché mangi la lattuga? In fondo anche lui ha un po&#8217; di ragione; siamo noi che abbiamo parlato di roba sacra per primi. Non vi è nulla di sacro; esisto solo io e la mia volontà di essere libero; soprattutto dal sacro e da ogni altro spettro.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora chiunque può arrogarsi il diritto di porre fine a quella di un altro essere vivente?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>No, perché io non voglio. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sembra forse una risposta puerile ma è l&#8217;unica risposta possibile:io non voglio perché io sono un essere vivente e non voglio essere ucciso, schiavizzato, usato.</p>
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		<title>&#8220;Take back the flour&#8221; &#8211; Azioni dirette contro le coltivazioni OGM</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 22:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BIOTECH/OGM]]></category>
		<category><![CDATA[attivisti anti-OGM]]></category>
		<category><![CDATA[Gia Aradottir]]></category>
		<category><![CDATA[Hertfordshire]]></category>
		<category><![CDATA[in Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[OGM]]></category>
		<category><![CDATA[organismi geneticamente modificati]]></category>
		<category><![CDATA[Rothamsted Research]]></category>
		<category><![CDATA[sradicare le piante]]></category>
		<category><![CDATA[Take back the flour]]></category>

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		<description><![CDATA[Riteniamo interessante dare rilievo a questa notizia per cogliere l'occasione di portare alla conoscenza dei nostri lettori l'esistenza del collettivo "Take back the flour", attivo in Gran Bretagna in azioni dirette di sabotaggio di campi coltivati con OGM. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riteniamo interessante dare rilievo a questa notizia per cogliere l&#8217;occasione di portare alla conoscenza dei nostri lettori l&#8217;esistenza del collettivo &#8220;<strong>Take back the flour</strong>&#8220;, attivo in Gran Bretagna in azioni dirette di sabotaggio di campi coltivati con OGM. </em></p>
<p><em>Vi invitiamo a visitare il loro <a href="http://taketheflourback.org/" target="_blank">sito </a>e a documentarvi circa le azioni dirette messe in atto da questo gruppo per la liberazione della terra dagli organismi geneticamente modificati.</em></p>
<p><em>Fonte: AGI News &#8211; 4 maggio 2012</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/05/hand-with-wheat.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5955" title="Woman's hand holding bundle of wheat in field." src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/05/hand-with-wheat-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Un invito alla discussione e a non distruggere un campo di grano OGM</strong>: e&#8217; quanto hanno lanciato gli scienziati della <em>Rothamsted Research</em> a un gruppo di attivisti anti-OGM che hanno in programma di <strong>sradicare le piante </strong>il prossimo 27 maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati della Rothamsted, un centro di ricerca finanziato dal governo nell&#8217;Hertfordshire, in Gran Bretagna, hanno inviato agli attivisti un messaggio video, visibile su Youtube, in cui chiedono agli attivisti di cancellare il raid.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sappiamo che non possiamo bloccare quello che avete in mente di fare, ma per favore ripensateci prima che sia troppo tardi e che numerosi anni di lavoro, a cui abbiamo dedicato le nostre vite, vengano distrutti per sempre&#8221;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">dice nel video Gia Aradottir, biologa del Rothamsted, che ha in mente di sviluppare un grano OGM che respinge gli afidi e che non richieda insetticidi. Gli attivisti del movimento &#8220;<strong>Take back the flour</strong>&#8221; (Riprendiamoci la Farina) temono che alcuni geni delle piante di grano OGM possano contaminare il grano convenzionale tramite il polline.</p>
<p style="text-align: justify;">Per evitarlo gli scienziati della Rothamsted hanno circondato il campo OGM con 10 metri di piante d&#8217;orzo e grano non OGM per impedire che il polline vada troppo lontano.</p>
<p style="text-align: justify;">Misure non sufficienti per gli attivisti, che hanno dichiarato:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ci fa piacere di essere invitati a discutere, ma sappiamo che parlare non fara&#8217; cambiare idea agli scienziati, che hanno gia&#8217; dichiarato la loro posizione piantando del grano OGM&#8221;</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>La Brambilla non è una di noi</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 09:11:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiuRo</dc:creator>
				<category><![CDATA[VARIE]]></category>
		<category><![CDATA[100% Animalisti]]></category>
		<category><![CDATA[anarchismo]]></category>
		<category><![CDATA[animalismo]]></category>
		<category><![CDATA[ANTISPECISMO]]></category>
		<category><![CDATA[antispecisti]]></category>
		<category><![CDATA[brambilla]]></category>
		<category><![CDATA[movimento di liberazione animale]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni sul movimento antispecista]]></category>

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		<description><![CDATA[La forza dei movimenti di liberazione è grande e questo fiume impetuoso può davvero cambiare le cose ma a patto che sia LUI a scavare il suo letto, a disgregare la roccia, a prendere la sua via per il mare e non segua invece un triste letto in cemento che lo guidi dove potrà nuocere meno a chi coltiva il suo campicello di interessi e di ritorni non solo economici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/05/anlibfence.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-5950" title="anlibfence" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/05/anlibfence-225x300.gif" alt="" width="225" height="300" /></a>In questi giorni balza agli occhi di tutti l&#8217;attivismo di Michela Vittoria Brambilla; non vi è quasi faccenda che riguardi gli animali su cui non metta bocca: vivisezione, Green Hill, uccisione dei cani in Ucraina.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti che hanno a cuore le bestie non umane guardano commossi a queste azioni, iniziano a sentirsi rappresentate e, spesso, anche gruppi un tempo assai attivi finiscono per muoversi sul solco tracciato dall&#8217;ex ministro.</p>
<p style="text-align: justify;">Diciamo subito che qui non si vuole fare una nota contro la Brambilla e, anzi, se un commento alle sue azioni va fatto, non può che essere un complimento: siamo davanti ad una persona davvero capace che fa il suo lavoro in modo egregio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Già, ma di quale lavoro stiamo parlando?</strong> Il parlamentare, l&#8217;esponente di uno dei maggiori partiti italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Nuova precisazione: parliamo della Brambilla e non di Alfonso Pecoraro Scanio perché la prima è assai più capace del secondo, non per il partito di appartenenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente a questo punto un lettore potrebbe chiedersi: “<em>ma se l&#8217;ex ministro fa bene il suo mestiere, qual è il problema?</em>”. La risposta è che lei sa bene il fatto suo; molti invece peccano di ingenuità e non sanno quello che fanno.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti singoli, infatti, molti gruppi, convinti di essere disincantati e pragmatici, ritengono che non serva a nulla fare battaglie “ideologiche” e che invece si debba far ricorso all&#8217;esistente per cambiare davvero le cose; bisognerebbe fare delle proposte parlamentari, far passare delle leggi che abbiano il maggior consenso possibile e rendere impossibili comportamenti ritenuti riprovevoli.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ex ministro, in questa ottica, viste le sue grandissime capacità di muovere i media, sembra l&#8217;individuo più adeguato ad indirizzare l&#8217;opinione pubblica e a far passare delle leggi che proteggano gli animali e li salvino dall&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora, non esiste linea di azione e prospettiva più ingenua di questa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le leggi, l&#8217;emanazione di provvedimenti da parte di un parlamento visto come panacea contro i mali del mondo, non tiene conto della realtà, di come vanno davvero le cose.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessun parlamento infatti ratificherà leggi che vadano contro il senso comune in un paese (per esempio: nessun paese arabo legifererà contro la poligamia) amenocché l&#8217;élite che governa quel paese non abbia un tornaconto nell&#8217;emanare provvedimenti di repressione e la repressione stessa non serve che a stigmatizzare comportamenti che si vuole scientemente siano stigmatizzabili mentre non sfiora quei comportamenti che l&#8217;élite reputa opportuno non condannare (il carcere, per esempio, è il luogo in cui vanno solo i poveracci, coloro che non possono contare su un sistema di relazione che li sospinga in alto. Se sei un parlamentare che ha rubato più di qualunque rapinatore o un imprenditore che vende armi per te non si parlerà mai di carcere. Sono solo i poveri ad essere puniti). Ma c&#8217;è di più: quando una legge vieneritenuta ingiusta viene puntualmente disattesa ( le sigarette ai minorenni sono da sempre vendute, la cacca di cane viene spessissimo non raccolta) e si cercano delle scappatoie, si chiude un occhio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, se in Italia venisse emanato un provvedimento che vietasse la macellazione di animali in un mattatoio, gli animali ne avrebbero vantaggio?</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la prospettiva ingenua di coloro che vogliono una legge salvi gli animali sì: aboliti i mattatoi le persone non potrebbero più macellare bestie, allora niente carne sulle tavole e liberi tutti. Le cose però stanno molto diversamente. I mattatoi non esistono da sempre, non come li conosciamo noi, e nel mondo contadino la povera bestiola è stata sempre uccisa fra dolori non minori rispetto agli odierni. Qualora la macellazione fosse abolita, sussistendo ancora il desiderio di carne, si tornerebbe a macellazioni clandestine e a sevizie anche peggiori. Allora che faremo? Penalizzeremo anche il desiderio di carne? O magari il mio discorso, visto che un mattatoio è rigidamente regolato da leggi, contraddice quanto detto in partenza?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La verità è che non si cambia il mondo con la legge, anzi, con la legge si stabilizza uno stato, una determinata situazione, un rapporto di forze, un ordine sociale. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La legge (dal latino lex,legis. La radice è quella di lego, cioè legare) vincola non una comunità a rapporti di mutuo rispetto ma alla forza che ha emanato quella legge, a quel potere, a quello stato.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni però la forza della Brambilla sembra inarrestabile e sempre più persone sembrano pronte a delegare a lei la lotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Si crede così, delegando, di avere una voce più grande, di diventare tutti cellule di uno stesso organismo e di maggiorare le proprie forze acquisendo un potere di cambiamento irresistibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è così. La persona a cui si delega la propria rappresentanza non acquisisce magicamente i nostri neuroni, la nostra pelle, ma rimane sempre se stessa, con i suoi pensieri, le sue voglie e idiosincrasie e, quando parlerà, non parlerà mai in nome nostro ma in nome suo esprimendo PROPRI giudizi, PROPRI pensieri,  PROPRI desideri, PROPRI interessi e avendo soltanto la nostra forza muscolare per imporre quelle istanze in cui noi ci sentiamo rappresentati solo per un errore prospettico, solo perché ci rivediamo in quell&#8217;individuo, perché ne abbiamo fatto un nostro rappresentante, facciamo il tifo per lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma così facendo abbiamo completamente perso la possibilità di parlare, così facendo abbiamo qualcuno che parla per noi, che ci dice cosa è bene fare e cosa è bene non fare e la nostra voce, dispersa nell&#8217;oceano di simili, sarà piccola, inascoltabile; forse inesistente anche per noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora ci si farà dettare i limiti: sarà pensato come realizzabile solo quello che può seguire quell&#8217;unico iter e tutto il resto sarà scartato; si proverà a fare solo l&#8217;unica cosa ritenuta pensabile; è evidente quanto ogni lotta risulti impoverita da un simile atteggiamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel caso della lotta per la liberazione animale ciò che accade è anche più grave</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti gruppi che si definiscono animalisti e di cui abbiamo già parlato in quanto gruppi spesso legati ad idee razziste exnofobe nonchè fasciste  (vedi la Foresta che Avanza e Cento per Cento animalisti ma anche gruppi meno organizzati) si definiscono rappresentanti degli animali non umani, loro portavoce; così facendo si arrogano il diritto di pensare, di dire cosa sia bene e cosa sia male per le bestie e chiedono di legiferi su di loro, di invaderli in maniera tanto pervasiva quanto quella di qualunque allevatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi costoro delegano il loro potere di rappresentanza auto-concessosi a figure come la Brambilla.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto sono lontane queste figure dall&#8217;animale non umano? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto possono fare per altri e quanto invece per se stessi, strumentalizzando i propri sottoposti, guadagnando forza, visibilità, prestigio, potere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente qualcuno starà pensando: “<em>il tuo discorso è contraddittorio. Critichi chi si arroga la rappresentanza degli animali non umani e poi, in fondo, anche il tuo non è che un discorso fatto per esprimere il punto di vista animale</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è una contraddizione solo apparente.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo scritto non rappresenta nessuno se non se stesso e le bestie non umane non hanno bisogno di nessuna rappresentanza, di nessuna voce; essi rappresentano perfettamente se stessi e se non si ingerisse costantemente nelle loro vite non avrebbero alcun bisogno di noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è un discorso intraumano fatto ad umani per arrestare un&#8217;ingerenza, per smettere di pensare per altri, per liberarsi, prima di tutto da se stessi e dalla propria presunzione di indispensabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Liberarsi vuol dire in primo luogo liberarsi dal proprio egocentrismo, dalla propria voglia di essere eroi, della presunzione di essere paladini del mondo; il mondo non ha paladini e noi non siamo che noi stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Smettiamo di darci troppa importanza, di farci dittatori, anche se “buoni”, e lasciamoci e lasciamo il mondo libero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nei fatti la Brambilla non ha alcun merito.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La crescita del numero di vegani non si deve a lei ma ai tanti che in questi decenni si sono spesi per portare avanti la sensibilizzazione a queste tematiche, che hanno parlato, che hanno coltivato il dubbio, che hanno smontato le granitiche certezze di tanti mangiacarne, che hanno agito senza delegare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La forza dei movimenti di liberazione è grande e questo fiume impetuoso può davvero cambiare le cose ma a patto che sia LUI a scavare il suo letto, a disgregare la roccia, a prendere la sua via per il mare e non segua invece un triste letto in cemento che lo guidi dove potrà nuocere meno a chi coltiva il suo campicello di interessi e di ritorni non solo economici.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sui fatti di Montichiari e il movimento per la liberazione animale</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2012/05/02/sui-fatti-di-montichiari-e-il-movimento-per-la-liberazione-animale/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 17:20:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[VARIE]]></category>
		<category><![CDATA[allevamento green hill]]></category>
		<category><![CDATA[arresti montichiari]]></category>
		<category><![CDATA[coordinamento fermare green hill]]></category>
		<category><![CDATA[fernaregreenhill]]></category>
		<category><![CDATA[liberazione 28 aprile cani green hill]]></category>
		<category><![CDATA[Montichiari]]></category>
		<category><![CDATA[Salviamo i cani di Green Hill]]></category>
		<category><![CDATA[www.fermaregreenhill.net]]></category>

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		<description><![CDATA[Antispecismo, liberazione animale umana e della terra, azione diretta, antifascismo.

Concetti, non solo parole, che oggi più che mai ripetiamo prendendo le distanze da chiunque abbia deciso di approfittare dei fatti accaduti e di cavalcare l'onda della risonanza mediatica degli avvenimenti per accaparrarsi voti e consensi e da chi, consapevolmente, ha svuotato la lotta contro Green Hill dei contenuti radicali con i quali la campagna aveva preso le mosse.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/05/montichiari.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5945" title="montichiari" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/05/montichiari-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Le immagini dei cuccioli che passano attraverso il filo spinato di Green Hill durante la manifestazione svoltasi a Montichiari sabato 28 aprile hanno fatto il giro del mondo e toccato i cuori di migliaia di persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Come tutti saprete, in quell&#8217;occasione, alcuni manifestanti hanno scavalcato le reti dell&#8217;allevamento e dato vita a un&#8217;azione di liberazione a volto scoperto.<br />
12 di loro sono stati tratti in arresto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sentiamo di prendere una posizione netta <strong>contro questa azione repressiva </strong>così come ci schieriamo sempre e in forma aperta contro ogni azione messa in atto da questo sistema per porre freno a gesti di lotta e liberazione umana, animale e della terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza dubbio un gesto così eclatante, unico per le modalità con cui si è svolto e per la notevole risonanza mediatica suscitata, ha il merito di aver portato nuovamente alla ribalta il tema dell&#8217;allevamento di animali per la vivisezione in Italia nonché di aver dato ampia eco al tema della sperimentazione animale in genere ma, pur ammettendo questo merito all&#8217;azione, in questo caso come al solito, <strong>non riteniamo automaticamente vera l&#8217;equazione maggiore visibilità uguale maggiore riuscita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo perciò doveroso esprimere il nostro pensiero circa la linea e i contenuti espressi dagli organizzatori della manifestazione,ovvero circa il movimento Occupy Green Hill con cui ci teniamo a sottolineare non abbiamo alcuna affinità, e riteniamo gravissimo e contrario alle nostre convinzioni l&#8217;aver accettato la collaborazione di Michela Vittoria Brambilla, ex ministro, ritenendo lei, così come ogni politicante, rappresentante dello Stato e lo Stato stesso, per sua stessa natura <strong>estranei alla nostra lotta per la liberazione animale e, ancor più gravemente, nemici di questa lotta stessa e parti integranti di una realtà oppressiva</strong>, repressiva, autoritaria, gerarchica e specista che si concretizza e manifesta fattivamente nell&#8217;esistenza stessa di luoghi come Green Hill.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo sia il momento di ribadire precise parole chiave:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>antispecismo, liberazione animale umana e della terra, azione diretta, antifascismo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Concetti, non solo parole, che oggi più che mai ripetiamo prendendo le distanze da chiunque abbia deciso di approfittare dei fatti accaduti e di cavalcare l&#8217;onda della risonanza mediatica degli avvenimenti per accaparrarsi voti e consensi e da chi, consapevolmente, ha svuotato la lotta contro Green Hill dei contenuti radicali con i quali la campagna aveva preso le mosse.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo doveroso che il movimento antispecista prenda apertamente le distanze da questo circo mediatico e punti piuttosto a sottolineare quanto il tema della sperimentazione animale vada trattato da un punto di vista antispecista e non semplicisticamente animalista.</p>
<p style="text-align: justify;">La chiusura di un allevamento così come di qualsivoglia struttura facente parte del disegno del capitale non potrà mai essere sancita dal capitale stesso ma che solo la lotta dal basso, l&#8217;autorganizzazione e contenuti radicali pagano così come hanno dimostrato campagne del passato che hanno sortito l&#8217;effetto sperato senza mai perdere di radicalità né piegarsi a logiche che rifiutiamo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La battaglia contro Green Hill non deve essere vista come una lotta contro il singolo allevamento ma deve fare parte di un progetto ben più ampio e radicale, un progetto che si pone contro qualsiasi forma di sfruttamento, un progetto antispecista, un progetto di liberazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Laboratorio Antispecista &#8211; Palermo</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nasce Watership Down Veg Cafè</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2012/04/25/nasce-watership-down-veg-cafe/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 23:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA - SLIDESHOW]]></category>

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		<description><![CDATA[Watership Down Veg Cafè è un progetto nato per accogliere in un unico luogo tutte le iniziative che come collettivo abbiamo organizzato altrove negli anni.

Rispecchia perciò nel suo spirito e nei suoi contenuti quelle idee antispeciste di cui ci siamo sempre fatti portatori.

Apre Venerdì 27 aprile 2012 a partire dalle 21,30]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/04/389339_3208729863205_1414974959_33052893_2043780363_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5936" title="389339_3208729863205_1414974959_33052893_2043780363_n" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/04/389339_3208729863205_1414974959_33052893_2043780363_n-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>Watership Down Veg Cafè</em> </strong>è un progetto nato per accogliere in un unico luogo tutte le iniziative che come collettivo abbiamo organizzato altrove negli anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispecchia perciò nel suo spirito e nei suoi contenuti quelle idee antispeciste di cui ci siamo sempre fatti portatori.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Apre Venerdì 27 aprile 2012 a partire dalle 21,30</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E’ una caffetteria 100% vegan</strong>, che non impiega cioè nessun ingrediente derivante dalla sofferenza animale.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E’</strong> <strong>una libreria</strong> che racchiude al suo interno testi che trattano temi spesso ignorati dalla grande distribuzione.<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E’ un luogo d’incontro, di confronto, di approfondimento, di critica radicale dell’esistente</strong> che nasce in un momento in cui il libro è diventato una merce e sta rischiando di perdere la sua natura di <em>possibile percorso</em> e in un momento in cui le scelte etiche di cui siamo portatori necessitano sempre di più di una diffusione capillare.</p>
<p style="text-align: justify;">Al suo interno quindi sarà possibile trascorrere piacevolmente il proprio tempo consultando e acquistando libri e reperendo informazioni utili per approfondire quei temi che spesso vengono ignorati dalle grandi distribuzioni come veganismo, antispecismo, biotecnologie, antivivisezionismo, ecologismo  radicale etc.. in un’atmosfera piacevole magari bevendo qualcosa o gustando un aperitivo, realizzato <a href="http://www.watershipdown.it/perchevegcafe/">senza l’impiego di nessun ingrediente di origine animale</a>, nel pieno spirito del Watership Down.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spazio è dotato di connessione Wi-Fi libera e disponibile per chi vorrà usufruirne. Inoltre saranno organizzate iniziative quotidiane quali presentazioni di libri, proiezioni, dibattiti, incontri ecc.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fin dal primo giorno di apertura, ovvero venerdì 27 aprile dalle 21,30, il Watership Down sarà un punto informazioni sulle iniziative di Laboratorio Antispecista, dal G.a.v., il Gruppo d&#8217;Acquisto Vegan, al Comitato Villa Niscemi e al suo interno troverete un punto di raccolta per gli animali della villa dove potrete portare le vostre offerte di pane raffermo per i volatili e cibo per i gatti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chi voglia proporre un’iniziativa o voglia anche solo semplicemente chiederci informazioni, può scriverci alla email<strong><em> info@watershipdown.it.</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nanoparticelle tossiche ed il moscerino della frutta</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2012/04/15/nanoparticelle-tossiche-ed-il-moscerino-della-frutta/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 14:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BIOTECH/OGM]]></category>
		<category><![CDATA[biotech]]></category>
		<category><![CDATA[Center for Bio-Molecular Nanotechnologies]]></category>
		<category><![CDATA[la dimostrazione in vivo della genotossicità delle nanoparticelle d’oro]]></category>
		<category><![CDATA[nanotecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[OGM]]></category>

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		<description><![CDATA[Per arrivare all'ovvia conclusione che le nanotecnologie siano dannose per gli animali e per l'uomo si continua a sperimentare su animali. In questo caso a farne le spese i moscerini della frutta e, nonostante gli ovvi risultati nefasti, si continua a parlare di PRUDENZA e di POSSIBILI MIGLIORIE.

Neppure difronte all'ovvio viene ammesso il vero, cioè che le nanotecnologie di positivo non hanno nulla se non il guadagno di chi le produce.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Per arrivare all&#8217;ovvia conclusione che le nanotecnologie siano dannose per gli animali e per l&#8217;uomo si continua a sperimentare su animali. In questo caso a farne le spese i moscerini della frutta e, nonostante gli ovvi risultati nefasti, si continua a parlare di PRUDENZA e di POSSIBILI MIGLIORIE.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Neppure difronte all&#8217;ovvio viene ammesso il vero, cioè che le nanotecnologie di positivo non hanno nulla se non il guadagno di chi le produce.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte controcampus.it &#8211; 14 aprile 2012</em></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-5924" title="drosophila" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/04/drosophila.jpg" alt="" width="330" height="240" />I risultati che giungono dal <strong>Center for Bio-Molecular Nanotechnologies</strong> di Lecce sembrano solo fornire i dati per una valutazione già abbozzata.<strong> Le nanotecnologie sono potenzialmente pericolose e pur volendo mantenere la questione Nanotech, per ovvie ragioni separata, da quella Ogm sembrano entrambe far sorgere gli stessi tipi di interrogativi. Un problema già sollevato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In un articolo dei giorni scorsi sul Corriere della Sera, Pierpaolo Pompa, direttore del Cbn ha fornito alcuni dati su un interessante esperimento che sembra giustificare una certa prudenza verso i possibili utilizzi delle nanotech.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ esperimento condotto su migliaia di esemplari di Drosophila (il moscerino della frutta) mutato da uno specifico tipo di nanoparticelle, il cosiddetto moscerino NM-mut (Nano Material Mutated) è secondo Pompa «<strong><em>la dimostrazione in vivo della genotossicità delle nanoparticelle d’oro</em></strong>».</p>
<p>Questi moscerini sono stati nutriti per due anni con basse concentrazioni di nanoparticelle mischiate al cibo. Il risultato: danneggiamento del <strong>Dna</strong> riscontrabile nella <strong>diminuzione della fertilità, nell’ accorciamento del ciclo vitale, nell’ ossidamento dei tessuti</strong>. La tossicità delle nanoparticelle è a lungo termine poichè le mutazioni si ripresentano nella discendenza dei moscerini. Se si rivestono però queste stesse particelle con polimeri, la loro genotossicità scompare e diventano del tutto innocue.</p>
<p>Il commento di <strong>Roberto Cingolani</strong>, direttore scientifico dell’ <strong>Istituto Italiano di Tecnologia</strong> sembra confortarci: «<strong>Bisogna essere prudenti e studiarle nei dettagli</strong>. Solo in questo modo si possono capire i loro meccanismi d’azione, acquisire informazioni indispensabili per un loro sviluppo sostenibile e trovare le modalità per costruire materiali completamente innocui per l’uomo e l’ambiente».</p>
<p>Quel che è importante sottolineare è che per fornire gli strumenti a tutti i cittadini per una valtutazione anche personale e per creare una <strong>coscienza pubblica</strong> riguardo ad una questione di interesse generale i media dovrebbero dare almeno altrettanto spazio a questi studi quanto alle notizie che mettono in risalto e pubblicizzano con facile entusiasmo le ultime novità in ambito nanotech. Cosa alquanto difficile.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dai cambiamenti climatici  ci salverà la carne finta?</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2012/04/01/dai-cambiamenti-climatici-ci-salvera-la-carne-finta/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 14:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laboratorioantispecista.org/?p=5918</guid>
		<description><![CDATA[Per noi che abbiamo già compiuto il passo verso una scelta vegana, che escluda quindi ogni prodotto di derivazione animale, il fatto che la produzione di carne sia uno dei fattori che maggiormente influenza negativamente la "salute" della terra è scontato ma per chi ancora oggi quella carne la consuma, questa affermazione potrebbe essere una rivelazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Che vengano scritti e diffusi articoli come quello che pubblichiamo circa la possibilità che sia la carne creata in laboratorio a &#8220;salvare la terra&#8221; ponendo fine ai cambiamenti climatici ci fa sorridere amaramente.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per noi che abbiamo già compiuto il passo verso una scelta vegana, che escluda quindi ogni prodotto di derivazione animale, il fatto che la produzione di carne sia uno dei fattori che maggiormente influenza negativamente la &#8220;salute&#8221; della terra è scontato ma per chi ancora oggi quella carne la consuma, questa affermazione potrebbe essere una rivelazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Appare per noi naturale pensare che, dunque, davanti a questa rivelazione e a tutte le altre altrettanto sconvolgenti legate al consumo di prodotti animali, chiunque provi uno slancio verso una presa di posizione, un salto verso uno stile di vita che non incentivi queste conseguenze disastrose per gli animali, per la terra e per l&#8217;uomo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Purtroppo così naturale non è, altrimenti difronte all&#8217;ovvietà del disastro tutti sarebbero già diventati vegani e così diventano necessarie &#8220;soluzioni&#8221; come questa &#8220;carne sintetica&#8221;  che diano l&#8217;illusione di star per fagocitare un hamburger di pollo quando invece si sta per mangiare tutt&#8217;altro.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sorridiamo, ripetiamo ancora. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Perché per dare un duro colpo all&#8217;industria della carne e allo sfruttamento degli animali e della terra basta veramente poco. Basta credere davvero e non essere leggeri nel mettere davanti al proprio convincimento qualcosa di secondario come l&#8217;abitudine a un certo gusto.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non pensiamo sia necessario ricreare in laboratorio un surrogato della carne che illuda il consumatore di stare consumando una fettina servito con tanto di spiegazione su quanto la carne autentica sia dannosa per l&#8217;ambiente e che poi è un abominio in quanto contiene tumori di ratto ed è prodotto in laboratorio.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A bastare dovrebbe essere solo la spiegazione, il resto sarebbe bellissimo lo facesse il cervello e la volontà delle persone.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: MetroNews &#8211; 31 marzo 2012</p>
<p><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/04/viande-c2a9-monregard-fotoliacom-fotolia_2243093_xs.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5919" title="viande" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/04/viande-c2a9-monregard-fotoliacom-fotolia_2243093_xs.jpg" alt="" width="425" height="282" /></a>Ha il sapore e l’aspetto di quella vera e potrebbe aiutare l&#8217;ambiente</p>
<p>Dio disse “Siano gli animali”, e creò polli, bovini e pesci. In realtà non si tratta di Dio. Si tratta di Fu-hung Hsieh, professore di Ingegneria biologica dell’Università del Missouri. Hsieh crea polli dal nulla: gustosi filetti che hanno la stessa apparenza, la stessa consistenza e lo stesso sapore di quelli veri. «<em>Le carne cresciuta in laboratorio deve simulare l’aspetto e la consistenza della carne naturale</em>», spiega. «<em>In passato i ricercatori non sono riusciti a ricrearne le sembianze, quindi i consumatori non compravano la carne artificiale</em>». Ma persino i gourmet avrebbero difficoltà nel distinguere i polli di Dio da quelli del professor Hsieh. Che, al momento, vengono prodotti per il prossimo consumo nei ristoranti.</p>
<p>Hsieh è in prima linea in una rivoluzione alimentare globale. Gli ingegneri biologici di numerosi paesi sono riusciti a creare carne commestibile che sembra invitante. «<em>Abbiamo fatto grandi passi in avanti nella creazione di carne prodotta in laboratorio, ma il risultato non è qualcosa che mangerei subito»</em>, dice la Dott.ssa Daisy van der Schaft, un ingegnere biomedico dell’Università di Eindhoven, in Olanda. «<em>Parte del problema sta nel fatto che il gel che lega insieme le cellule contiene materiale di origine animale e anche materiale derivato dai tumori dei topi».</em></p>
<p>Al momento il professor Hsieh e il suo team stanno per creare tacchino, manzo e pesce.«<em>Sono molto diversi dal pollo»</em>, dice. «<em>Con il pesce in particolare si aggiunge la sfida di riprodurre tanti colori diversi</em>».</p>
<p>Se la ricerca va avanti, nel corso di qualche anno i supermercati potrebbero vendere carne creata in laboratorio. «<em>Stiamo lavorando con i designer industriali per capire quale dovrebbe essere l’aspetto della carne</em>», riferisce van der Schaft.«<em>Il tipo di acquirente dipenderà da come noi la lanceremo sul mercato: la carne prodotta in laboratorio sarà un bene per le masse o un lusso per gente ricca?</em>».</p>
<p>Come funziona</p>
<p>1. Per creare hamburger, bistecche o petti di pollo artificiali, gli scienziati utilizzano cellule staminali animali e le crescono in forme tridimensionali.</p>
<p>2. Poi le trasformano in cellule muscolari. Come quelle naturali, le cellule muscolari coltivate in laboratorio crescono e diventando solide masse muscolari.</p>
<p>3. Quando le cellule muscolari aumentano di grandezza, è importante che i tessuti siano continuamente riforniti di sostanze nutrienti.</p>
<p>4. Gli scienziati, poi, creano una rete di canali, simili alle vene. “La carne più facile da creare è quella delle salsicce”, spiega van der Schaft. “Non deve essere invitante come quella di una bistecca”.</p>
<p>Carne per vegetariani</p>
<p>Secondo la Peta (People for the Ethical Treatment of Animals) la carne prodotta in laboratorio rappresenta una scelta gustosa.«In futuro potrebbe offrire ai mangiatori di carne un modo di mangiare pulito, non crudele ed ecologico» dice Alistair Currie, Policy Advisor Peta. «Inoltre salverà miliardi di animali dalla crudeltà degli allevamenti intensivi. E, a differenza della carne prodotta in quei luoghi ripugnanti, non inquinerà fiumi e torrenti e non causerà deforestazioni».</p>
<p>La ricercatrice: &#8220;La carne artificiale salva la Terra”</p>
<p>Hanna Tuomisto è ricercatrice in Scienze ambientali all’Università di Oxford.</p>
<p>La carne artificiale è migliore per l’ambiente?</p>
<p>Non essendoci ancora una produzione di carne in laboratorio su larga scala, abbiamo fatto solo delle stime. In base a esse le emissioni di gas serra provenienti dalla carne coltivata in laboratorio rappresentano solo una piccola percentuale delle emissioni che la carne convenzionale produce. Inoltre, la porzione di terreno utilizzata per la coltivazione della carne è ovviamente minore. Questo rappresenta un enorme vantaggio.</p>
<p>Se passassimo alla carne artificiale potremmo risolvere il problema dei cambiamenti climatici?</p>
<p>La maggior parte delle persone non vuole diventare vegetariana per salvare la Terra. Il consumo di carne coltivata è un modo per aiutare l’ambiente senza cambiare il proprio stile di vita. La carne convenzionale fornisce il 18% delle emissioni mondiali di gas serra, forse anche di più. Più del settore dei trasporti. Se smettessimo di mangiare carne praticamente risolveremmo il problema dei cambiamenti climatici, anche perché il terreno potrebbe essere utilizzato per le foreste, che assorbono le emissioni di diossido di carbonio.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Animali di Villa Niscemi: un impegno costante</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2012/03/19/animali-di-villa-niscemi-un-impegno-costante/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 10:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[NOTIZIE DAL COMITATO]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Laboratorio Antispecista]]></category>
		<category><![CDATA[I volontari continuano quotidianamente a nutrire i più di 70 volatili presenti nella Villa]]></category>

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		<description><![CDATA[In attesa dell’elezione del nuovo Sindaco della città, in questo momento di vuoto amministrativo vogliamo ribadire che il problema c’è ancora, che nulla è stato fatto e che il Comitato continuerà a richiedere l’applicazione dei provvedimenti necessari al benessere dei volatili ritenendo che questa vicenda debba assolutamente trovare una risoluzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/03/174608_171343529650942_679628952_n.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5912" title="174608_171343529650942_679628952_n" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/03/174608_171343529650942_679628952_n.jpg" alt="" width="180" height="239" /></a>Da ormai più di 2 anni i volatil i di Villa Niscemi sopravvivono grazie unicamente al sostegno del <strong>Comitato Villa Niscemi</strong> e dei suoi volontari che, coordinati dall’<strong>Associazione Laboratorio Antispecista</strong>, sopperiscono quotidianamente alle mancanze delle istituzioni competenti con un turno quotidiano di distribuzione del cibo e organizzando raccolte di granone e pane raffermo e si occupano quotidianamente anche della colonia felina della villa.</p>
<p style="text-align: justify;">La precedente Amministrazione, nonostante le ripetute sollecitazioni del Comitato e qualche segno di interesse e abbozzo di provvedimento, ha messo fine al suo incarico <strong>non avendo risolto in alcun modo il problema e dimostrandosi insensibile alla tematica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad oggi le forniture di cibo non sono mai state riattivate né tantomeno sono stati messi in atto i provvedimenti dei quali si era parlato in lettere ed incontri e che erano stati prescritti per garantire il benessere a quegli animali che l’Amministrazione ha totalmente abbandonato a loro stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Gli unici provvedimenti sono stati messi in atto per la colonia che è stata censita e per la quale sono stati garantiti gli interventi di sterilizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I volontari continuano quotidianamente a nutrire i più di 70 volatili presenti nella Villa</strong> sede di rappresentanza del Sindaco attivandosi in raccolte, campagne informative, sollecitazione delle istituzioni e sostenendo un turno quotidiano di distribuzione grazie all’impegno di 10 volontari.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non fosse stato per questo impegno, la fine dei volatili sarebbe stata scritta dall’indifferenza e dalla mancanza di responsabilità di chiunque abbia ignorato il problema.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In attesa dell’elezione del nuovo Sindaco della città, in questo momento di vuoto amministrativo vogliamo ribadire che il problema c’è ancora, che nulla è stato fatto e che il Comitato continuerà a richiedere l’applicazione dei provvedimenti necessari al benessere dei volatili ritenendo che questa vicenda debba assolutamente trovare una risoluzione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chiunque, da Sindaco, varcherà i cancelli della Villa, troverà i volontari ad aspettarlo e 70 volatili a cui ha il dovere morale e non solo di provvedere.</p>
<p style="text-align: justify;">Mai Laboratorio Antispecista e il Comitato Villa Niscemi lasceranno la Villa e i suoi animali, gatti e volatili e annunciano fin d’ora che riterranno assolutamente prioritari i provvedimenti legati agli animali e che per questo motivo continueranno a sollecitare le istituzioni, primo fra tutti il Sindaco prossimo ad insediarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Laboratorio Antispecista</p>
<p style="text-align: justify;">Comitato Villa Niscemi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Religioni orientali e antispecismo</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2012/03/14/religioni-orientali-e-antispecismo/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 22:22:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiuRo</dc:creator>
				<category><![CDATA[VARIE]]></category>
		<category><![CDATA[Bhagavad-Gita]]></category>
		<category><![CDATA[Eva Melodia reperibile sul sito Antispecismo.net]]></category>
		<category><![CDATA[La Ghirlanda delle rinascite]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni su buddismo e antispecismo]]></category>
		<category><![CDATA[“Lo Shobogenzo]]></category>

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		<description><![CDATA[In modo piuttosto inconsueto questo articolo si pone come obiettivo quello di rispondere ad un altro scritto: “Riflessioni su buddismo e antispecismo” di Eva Melodia reperibile sul sito Antispecismo.net]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/03/buddhasface.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5905" title="buddhasface" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/03/buddhasface.jpg" alt="" width="360" height="259" /></a>In modo piuttosto inconsueto questo articolo si pone come obiettivo quello di rispondere ad un altro scritto: “<strong><em><a href="http://www.antispecismo.net/index.php?option=com_k2&amp;view=itemlist&amp;task=tag&amp;tag=Antispecismo" target="_blank">Riflessioni su buddismo e antispecismo</a></em></strong>” di Eva Melodia reperibile sul sito Antispecismo.net; rispondere a questo ci permetterà anche di chiarire il nostro pensiero rispetto alle molte proposte di conciliazione di religione e antispecista che è possibile osservare in molte direzioni e che spesso, ma non sempre, si legano alla New-Age, quando non, addirittura, a tentativi di recupero delle religioni tradizionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello scrivere queste righe non ci si soffermerà sulle enormi differenze che separano la formazioni buddhista di chi scrive (zen della scuola Soto soprattutto, ma anche molti inside nel Rinzai e Shingon) da quella di Eva Melodia chiarendo solo un punto:<strong> la Natura di Buddha, a cui lei fa spesso riferimento nel suo articolo, non è affatto intesa nel Buddhismo in modo così uniforme come lei crede e vedere questo aspetto e il riconoscimento di questa presenza in ogni essere senziente NON può essere la piattaforma di partenza per iniziare alcunché.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;insistenza, di tipo panteista, sulla presenza di questa <em>“cosa”</em>chiamata natura di Buddha è invece più tipica di una sola scuola, quella Nichiren/Soka, e dai seguaci di Zen e, probabilmente, buddhismo tibetano, sarebbe visto come fumo negli occhi se non come una forzatura; entrare nel dettaglio della questione sarebbe davvero troppo complicato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò su cui  qui ci vogliamo soffermare è invece altro:<strong> la possibilità di riscontrare un pensiero antispecista, anche in nuce, non solo nel pensiero Buddhista ma anche in quello più genericamente orientale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di primo acchito la risposta alla nostra ricerca sembrerebbe facile e corrisponde a quella data da Eva Melodia, e cioè un sì entusiastico.</p>
<p style="text-align: justify;">Basta in fondo leggere libri come “<em>La Ghirlanda delle rinascite</em>”, il “<em>Bhagavad-Gita</em>”o <em>“Lo Shobogenzo</em>”, così ricco di racconti moralizzanti su volpi e orsi/bodhisattva per ricavare la<strong> facile impressione di un anarchismo di fondo nel pensiero orientale e, dunque, un antispecismo diffuso</strong>; eppure è solo una impressione superficiale.</p>
<p style="text-align: justify;">In primo luogo non sfuggirà al lettore più attento un aspetto che, essendo così apparente, rimane spesso invisibile ai più:<strong> le religioni orientali sono religioni anche più elitarie delle occidentali e prevedono comunque una gerarchia di meriti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È vero che scuole come il Soto o il Nichiren prospettano la possibilità universale di salvezza e concedono tecniche che garantiscano anche al più povero dei contadini di inverare il Nirvana ma è al contempo vero che la gerarchia di meriti risulta oltremodo evidente quando si asserisce che solo colui che si attenga ad un training scrupoloso e dimentichi assolutamente se stesso può accedere allo stato del Risveglio.</p>
<p style="text-align: justify;">In Oriente il concetto del Salvatore, del primus inter pares, che pur elevando uno uniforma comunque tutti gli altri, è molto poco diffuso e si può leggere tutta una vastissima gamma di scritti che narrano degli sforzi ossessivi di un individuo per raggiungere il Risveglio ( Bodhidharma, per fare un facile esempio, si dice inventasse il tea per non dormire mai e si strappasse le palpebre per impedire il sonno); concetti come una salvezza per tutti condizionata alla semplice accettazione di quel salvatore e, se non una prassi ferrea, almeno la contrizione per l&#8217;essersi allontanato dalla retta morale, sono inesistenti (se non forse nella sola Soka): chiunque voglia ottenere buon esito deve categoricamente piegarsi all&#8217;accettazione di un cammino in ogni caso iniziatico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi si avvia a questo cammino non è chiunque bensì l&#8217;uomo piagato nell&#8217;animo da sofferenze e dubbi esistenziali (come del resto lo stesso Shakyamuni) e la stessa Natura del Buddha a cui Eva Melodia fa riferimento, non è che uno “specchietto per allodole” visibile solo a chi lo cerca, non una verità realmente rilevabile. I dubbi esistenziali però, e la metodologia messa in atto per raggiungere il Risveglio (che è estinzione della Trsna), sono però evidentemente affari prettamente umani che rispondono ad esigenze prettamente umane e che pongono l&#8217;uomo e le sue esigenze al centro di ogni considerazione, anche se in termini mai apertamente dichiarati. Difficilmente una gazzella si occuperà di questioni quali il Risveglio, la dannazione, il dolore e questo, in fondo, per un grado superiore di libertà mentale innata in lei.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I maestri sanno bene che il loro discorso è rivolto solo a uomini, tanto che ogni rituale è, in fin dei conti, INATTUABILE, da altri che da uomini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Anche le pratiche quotidiane messe in atto e che, come dice Eva Melodia, spesso contemplano il veganismo, non sono che in apparenza espressione di un pensiero antispecista; il più delle volte infatti rispondono ad una volontà di educare alla rinuncia il fedele e sono spesso incoerenti (i monaci zen, vegetariani per statuto, vestono di seta).</p>
<p style="text-align: justify;">Gandhi è molto esplicito quando parla della necessità dell&#8217;uomo di presentarsi come superiore alle fiere adottando un regime vegetariano e Dogen, nello Shobogenzo, lo è ancora più quando non si cura affatto dell&#8217;origine animale dei suoi abiti e anzi irride apertamente coloro che si fanno un problema di una tale questione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel buddhismo infatti (ma lo stesso vale per taoismo e induismo) il problema del veganismo non può che essere marginale; come prassi costante infatti rappresenterebbe attaccamento e, dunque, gabbia che lega il praticante.</p>
<p style="text-align: justify;">Il seguace non deve invece essere legato a nessuna parzialità, non deve vivere la vita come un problema ma “Mangiare quando ha fame, bere quando ha sete e dormire quando ha sonno”. Sembra addirittura che lo stesso Buddha NON fosse vegetariano (è dibattuto nel mondo orientale se la sua morte sia dovuta a carne di maiale guasta o a un fungo) e ciò sarebbe coerente con una regola di vita monastica che prescriveva di mangiare ciò che i fedeli mettevano nella ciotola come donazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è fin qui limitato il discorso allo specismo implicito nel Buddhismo e nel pensiero orientale più in generale; è però evidente che questo sia presente in forme macroscopiche che sono davvero impossibili da non vedere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si inizia coll&#8217;induismo che ritiene l&#8217;uomo sia un essere privilegiato</strong>, l&#8217;unico che può aspirare al Moksha, proprio per il suo stadio di sviluppo centrale tra il celeste e il ferino,<strong> per passare al Buddhismo che ritiene comunque il non risvegliato, colui che si abbandona alla più “basse” pulsioni un essere indegno simile ad un animale</strong> (tutti i demoni buddhisti sono bestie neanche tanto trasfigurate e Dogen ride spesso di coloro che pensano che una volpe possa anche soltanto essere presa in considerazione come essere Risvegliato) <strong>per giungere al taoismo che, col suo sistema di equilibri che assicurano la salute dell&#8217;adepto non fa che porre l&#8217;uomo al centro</strong> e fornirgli regole di comportamento che gli garantiscano una lunga vita. Al centro di tutto sta sempre dunque l&#8217;uomo e, seppure in termini meno evidenti che in Occidente, è sempre lui il signore delle bestie.</p>
<p style="text-align: justify;">È normale che sia così.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le religioni presenti in Eurasia sono il frutto di civiltà urbane che hanno già da tempo cominciato un cammino di allontanamento dall&#8217;iniziale simbiosi con la natura.</p>
<p style="text-align: justify;">Cristianesimo, Induismo, Buddhismo, Taoismo, sono il prodotto di popoli che praticano già l&#8217;agricoltura, che guardano già al solo umano e che considerano il resto dell&#8217;esistente come luogo utilizzabile e nascono proprio in risposta agli ordinamenti urbani, alla presunta impossibilità di sfuggire all&#8217;ingranaggio statale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perduto lo stato di bestia errante per un mondo di nessuno, incatenato in un pianeta di possessi privati, l&#8217;uomo ha inventato la religione per cercare una via di fuga ad una realtà che reputa claustrale e che ne opprime gli impulsi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Nessuna religione può essere antispecista e può contribuire alla causa antispecista perché ogni religione è un discorso dell&#8217;uomo fatto sull&#8217;uomo in ambito umano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La società dei carnivori. Come i media manipolano le abitudini alimentari</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2012/03/06/la-societa-dei-carnivori-come-i-media-manipolano-le-abitudini-alimentari/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 21:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[media e scelta vegan]]></category>
		<category><![CDATA[media e vegani]]></category>
		<category><![CDATA[media e vegetariani]]></category>

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		<description><![CDATA[I mezzi di comunicazione di massa, prima fra tutti la televisione, continuano a promuovere il consumo esasperato di prodotti di origine animale. Si continua così ad incentivare quella cultura della carne che, a partire dal dopoguerra, è stata eletta dal popolo "simbolo d'opulenza" e "alimento per ricchi". Andrea Romeo, prende una posizione molto dura in proposito, e ci spiega quali sono le conseguenze di questa 'manipolazione'.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pubblichiamo questo interessante articolo che analizza le modalità di approccio dei media alla questione alimentare e evidenzia quanto questi giochino un ruolo primario nell&#8217;influenzare i consumatori (o almeno nel cercare di farlo) veicolando messaggi fuorvianti sui prodotti di origine animale.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: IlCambiamento.it &#8211; 2 marzo 2012</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/03/tv_rotta.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-5899" title="tv_rotta" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/03/tv_rotta.gif" alt="" width="300" height="189" /></a>Appena pochi mesi fa la LAV ha denunciato la multinazionale degli omogeneizzati Mellin per aver mandato in onda, attraverso i media nazionali, uno spot pubblicitario che consigliava alle giovani mamme di nutrire i propri piccoli con prodotti a base di carne &#8216;essenziale alla crescita del figlio&#8217; come lo spot recitava. La LAV ha vinto la causa, prova del fatto che la pubblicità della Mellin era fuorviante, così che la multinazionale ha ritirato lo spot dai media.</p>
<p style="text-align: justify;">Per gli animalisti questa è stata una grande vittoria con cui hanno dimostrato l&#8217;assoluta infondatezza di chi sostiene che la carne sia necessaria in età puerile. L&#8217;uomo non ha bisogno né di carne né di derivati animali, né in età puerile, né dopo.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure, <strong>se si dà un&#8217;occhiata ai media di massa, si osserva come imperterriti questi mandino in onda spot di prodotti quasi solo ed esclusivamente di origine animale sostenendo che essi siano essenziali.</strong> Gli esempi sono molti, a cominciare da un&#8217;altra assurda pubblicità: la multinazionale in questione stavolta si chiama Danone, e nello schermo vediamo Stefania Sandrelli consigliare all&#8217;Italia intera di assumere il DanaOs perché, sostiene lo spot, “in Italia le donne non assumono abbastanza calcio”: così accade che la gente, che già consuma quantità irrazionali di derivati animali, preoccupata che il proprio femore possa spezzarsi da un momento all&#8217;altro, aumenti ulteriormente il dosaggio, nonostante il mito della correlazione latte-calcio sia stato sfatato ormai da tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne ha parlato (stranamente) anche la dottoressa Anna Villarini nella trasmissione televisiva Elisir di Michele Mirabella poco tempo fa, dove ha denunciato (con visione ovviamente antropocentrica) che il consumo di latte (e derivati), a causa della mancanza di enzimi come il lattasi e la rennina dopo lo svezzamento, promuove coliti, indebolisce le ossa e causa l&#8217;osteoporosi, oltre infine a creare dipendenza in quanto la sua assunzione produce endorfine.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il consumo di prodotti animali è aumentato di circa 8 volte negli ultimi cinquant&#8217;anni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Eppure<strong> i messaggi pubblicitari continuano imperterriti a manipolare le persone con false notizie</strong>, assillando le masse per persuaderle ad un consumo esasperato di prodotti animali. Se facessimo una carrellata di tutte le pubblicità a cui abbiamo assistito negli ultimi trent&#8217;anni, dalla diffusione delle reti commerciali, vedremmo una schiera enorme di &#8216;vip&#8217; italiani affiancati a prodotti di origine animale.</p>
<p style="text-align: justify;">Spot come quello del latte Parmalat in cui la parola &#8216;latte&#8217; viene ripetuta circa 40 volte in appena 50 secondi, nella famosa filastrocca usata ex ante in un film di Totò e Peppino &#8216;bevete più latte, il latte fa bene, il latte conviene, a tutte le età…&#8217;. Vedremmo Sofia Loren con il suo Parmacotto recitare &#8216;e accatateville&#8217;; Cristian De Sica, l&#8217;attore dei film natalizi, nel ruolo di salumiere; Gene Gnocchi adulare insaccati con la sua &#8216;accattivante ironia&#8217;; Roberto Baggio bere latte circondato da vacche aggraziate&#8230; e la lista continua.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È improbabile trovare un minimo di contro informazione nelle reti nazionali, se non in rari casi </strong>come quella puntata di Report dal titolo Carne per tutti, trasmissione seguita da una nicchia di pochi fedeli: la tematica venne in ogni caso affrontata in modo superficiale, orientando gli spettatori (come sempre nonostante le varie &#8216;mucche pazze&#8217;) verso il consumo biologico, mantenendo in parole povere lo status quo dato che il consumo di prodotti animali veniva comunque &#8216;normalizzato&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno dopo le TV erano di nuovo puntate sulle masse sparando loro una mole enorme di messaggi che pubblicizzavano prodotti industriali carichi di derivati animali (dai biscotti all&#8217;uovo ai bastoncini Findus), stimolando un consumo ancora superiore a quello già gigantesco al quale ci hanno abituati in questi ultimi anni le varie industrie della carne. Non curanti degli effetti che questo modello ha sulla nostra salute (si pensi agli studi sulla correlazione tra cancro e consumo di carne), sull&#8217;economia e sull&#8217;ambiente, la situazione va avanti da circa 50 anni: la Natura prima o poi ci porterà il conto da pagare.</p>
<p style="text-align: justify;">Tranne qualche raro caso, la TV italiana è praticamente gestita da gente tutta intenta a mostrare come preparare manicaretti con i corpi smembrati di bestiole (come nella celebre trasmissione La prova del cuoco), oppure a seppellire i lontani macelli con apollinee immagini che ritraggono animali felici. Persino quelli che si proclamano difensori e portavoce degli animali, personaggi come Edoardo Stoppa e Licia Colò, in realtà sono ben lungi dal far qualcosa di veramente concreto onde orientare i propri &#8216;seguaci&#8217; verso uno stile di vita meno efferato ed invasivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In parole povere, qualcuno ha voluto che gli italiani, ad un tratto, cominciassero ad ingozzarsi di prodotti animali, e sono ben riusciti nell&#8217;intento dato che il consumo di questi è aumentato di circa 8 volte negli ultimi cinquant&#8217;anni </strong>(12 kg di carne l&#8217;anno a persona nell&#8217;Italia rurale &#8211; 90kg l&#8217;anno a persona oggi), a prescindere dal reale bisogno, e questo processo continua tuttora. Se non fosse per le campagne fatte via rete, i media tradizionali continuerebbero ad istigare le masse ad un consumo massiccio di prodotti animali, attraverso allarmanti messaggi propinati dai loro vip, come nel caso della pubblicità del DanaOs citata ut supra. Qual è il meccanismo che ha portato ad un incremento così elevato di consumo di animali? E a che pro?</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto ha giocato un ruolo essenziale la tradizione. In una società come la nostra, in cui mangiar maiale o vacca è normale sin dai tempi dei romani, è bastato semplicemente allontanare l&#8217;uccisione delle &#8216;bestie&#8217; dalla vista dei &#8216;consumatori&#8217;, sostituire questa macabra scena (unico ostacolo al consumo) con simpatici balletti e orecchiabili musiche, per portar infine loro il &#8216;prodotto&#8217; bello e finito. Nelle politiche (e pratiche) capitaliste non sono previste etiche particolari, ma l&#8217;unica cosa che conta è il mercato e la produzione di merci e, ovviamente, il capitale: così se lavoratori e consumatori diventano numeri, in una società antropocentrica gli animali non possono che essere &#8216;cose&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">La carne è sempre stata considerata un simbolo d&#8217;opulenza dal popolo, un alimento per ricchi</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia del dopoguerra, stremata dalla fame, aveva bisogno di prove concrete dal nuovo modello economico e politico che andava instaurandosi. La carne è sempre stata considerata un simbolo d&#8217;opulenza dal popolo, un alimento per ricchi. Ad un tratto, grazie alla produzione massiccia di carne, alle masse è stata data l&#8217;illusione di una ricchezza concreta, di una classe dirigente che stava attuando vere e proprie politiche sociali di distribuzione delle ricchezze.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino alla fine degli anni &#8217;70 il consumo di carne era rimasto comunque contenuto entro confini ancora &#8216;accettabili&#8217;. Ad un tratto questa prolifera industria ha iniziato a bombardare sempre più la gente, usando anche scienziati asserviti dato che il vegetarianismo era conosciuto dai tempi dei tempi. Filosofi come Piero Martinetti già agli inizi del 900&#8242; facevano veg-proselitismo, per non parlare dei secolari gruppi monastici dediti al vegetarianismo, come i catari tanto per citarne uno: perché tale reticenza da parte dei media? Perché la scienza ha eluso (ed elude) queste millenarie tradizioni?</p>
<p style="text-align: justify;">In breve tradizione da un lato e modello industriale dall&#8217;altro hanno cooperato per l&#8217;ascesa della cultura della carne, modello che ha mutato la dieta italiana, la mitica dieta mediterranea che, per forza di cose, era a base vegetale prima dell&#8217;avvento del capitalismo e degli allevamenti intensivi, per il vantaggio di pochi. Le nuove generazioni hanno raramente visto le macellazioni, un tempo normali, diventando un popolo di atarassici che vedono la carne come &#8216;cosa&#8217;, figli dell&#8217;ingordigia e della concupiscenza. Allo stesso modo, grazie alla rete, dopo estenuanti elucubrazioni, molta gente è riuscita a riconnettere la bistecca all&#8217;uccisione dell&#8217;animale, determinando lo smascheramento di questa cruenta realtà e quindi idiosincratiche astensioni ed un conseguente aumento del numero di veg(etari)ani.</p>
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		<title>Questi animali mutanti che la cucina genetica vi prepara</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 00:48:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BIOTECH/OGM]]></category>

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		<description><![CDATA[Super-conigli che producono farmaci, maiali “Enviropig” geneticamente modificati per inquinare meno, salmoni “Frankenfish” che crescono due volte più velocemente, vacche supermuscolose o capre il cui latte produce della soia… dagli Stati Uniti alla Cina, i ricercatori non si danno pace per innestare geni e incrociare le specie. E attendono con impazienza l’autorizzazione per piazzarli sul mercato. Basta! Ha indagato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: Bastamag.net &#8211; traduzione di ComeDonChisciotte</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignright size-full wp-image-5894" title="arton2045-8072a" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/03/arton2045-8072a.jpg" alt="" width="400" height="400" />Super-conigli che producono farmaci, maiali “Enviropig” geneticamente modificati per inquinare meno, salmoni “Frankenfish” che crescono due volte più velocemente, vacche supermuscolose o capre il cui latte produce della soia… dagli Stati Uniti alla Cina, i ricercatori non si danno pace per innestare geni e incrociare le specie. E attendono con impazienza l’autorizzazione per piazzarli sul mercato. Basta! Ha indagato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un incrocio genetico fra maiali e topi, con un gene aggiuntivo del batterio E. Coli. Vi stuzzica l’appetito? Questo maiale transgenico è stato creato dai ricercatori dell’università di Guelph in Canada. Battezzato “Enviropig”, espelle dal 30 al 70 % in meno di fosforo nelle feci: la modificazione genetica gli permette di digerire meglio il fosforo del mais e della soia di cui si nutre. Questa mutazione dei cromosomi si trasmette in modo stabile per otto generazioni di maiali, sostengono i ricercatori. È già stato approvato l’utilizzo del bestiame a fini scientifici. In questo momento il Ministero della Salute canadese sta valutando la sicurezza di “Enviropig” per autorizzarne la commercializzazione nei supermercati. Questo maiale, geneticamente modificato e presentato come “ecologico”, potrebbe arrivare un giorno sulle nostre tavole.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto è stato sviluppato grazie ai fondi governativi e a un investimento dell’associazione degli allevatori di maiali, Ontario Pork, proprietaria della marca commerciale “Enviropig”. Il Ministero della Salute “non effettua autonomamente test per accertare la sicurezza sugli alimenti transgenici [e] si fida dei dati presentati dai promotori”, protesta la rete canadese d’azione sulle biotecnologie (RCAB). Considerati alla stregua di “informazioni commerciali segrete”, i dati non sono diffusi da ricercatori indipendenti. Difficile dunque valutare quali siano i rischi sanitari o ambientali reali. Quanto alla possibilità di diffusione incontrollata, il rischio zero non esiste. A riprova di ciò, nel 2002 undici maialini geneticamente modificati dell’università furono accidentalmente trasformati in cibo per pollame, contaminando 675 tonnellate di alimenti, denuncia la RCAB.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I salmoni che crescono due volte più velocemente</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La produzione di animali geneticamente modificati non è recente. Risale all’inizio degli anni ’80, prima persino delle piante OGM. Ma oggi, per la prima volta, ci sono animali con geni esterni alla propria specie che potrebbero essere destinati all’alimentazione umana. In caso di autorizzazione, “Enviropig” aprirà le porte a numerosi altri campioni d’animali. C’è un altro progetto in attesa di autorizzazione: AquAdvantage, il salmone transgenico americano. Creato da AquaBounty Technologies &#8211; un’impresa di biotecnologie con sede in Massachusetts (Stati Uniti) -, questo pesce geneticamente modificato è ottenuto dall’aggiunta di un gene di un altro salmone e da un gene d’anguilla, che agisce sulla crescita. Battezzato dai suoi detrattori il “Frankenfish”, ha la particolarità di crescere due volte più velocemente del suo omologo non modificato.</p>
<p style="text-align: justify;">Obiettivo dichiarato: ridurre la pressione sugli ecosistemi marini.</p>
<p style="text-align: justify;">AquAdvantage è una “alternativa sostenibile al salmone d’allevamento”, afferma l’impresa. La Food and Drug Administration (FDA) (l’agenzia dell’alimentazione statunitense, ndt) richiede che questi salmoni vengano allevati in vasche d’acqua collocate a terra, e non nelle gabbie in mare, per ridurre i rischi di diffusione e di incrocio con specie selvatiche. E dunque a maggiore sicurezza dei consumatori, “ciò che riduce l’impatto ambientale associato al trasporto”, assicura AquaBounty. Pertanto le uova dei salmoni sono attualmente prodotte a L’Ile-du-Prince-Edouard in Canada e verrebbero spedite a Panama per l’allevamento in caso di produzione di massa. AquaBounty non produce che salmoni femmina, sterilizzati. Ma la sterilizzazione è efficace solo al 99,8%, ammette l’impresa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un pesce “senza pericolo”, secondo le autorità sanitarie</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Canada l’etichetta di OGM non è obbligatoria. “Sarà impossibile per i consumatori sapere se il loro salmone è OGM o no, tutto il settore dei produttori di salmoni rischia di soffrire delle paure dei consumatori e della mancanza di trasparenza”, mette in guardia Eric Darier, direttore di Greenpeace Québec. AquaBounty ha fatto domanda per ottenere dalla FDA l’autorizzazione per commercializzare il suo prodotto. Nel settembre 2010 ha stimato che questo salmone era “senza pericolo” per l’uomo e per l’ambiente. Ma ha ugualmente richiesto dati complementari: gli studi forniti dall’impresa riguardavano un salmone allevato in Canada, non a Panama.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2011 alcuni parlamentari hanno lottato per bloccare qualsiasi approvazione. A giugno la Camera dei rappresentanti ha vietato alla FDA di stanziare dei fondi nel 2012 per l’approvazione di questo salmone. Ma a settembre il Dipartimento dell’Agricoltura ha accordato un aiuto di 494.000 dollari a AquaBounty per proseguire le sue ricerche. Obiettivo: rendere il suo salmone transgenico completamente sterile, per controbattere gli argomenti sui rischi di diffusione. La battaglia è lungi dal terminare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un pollo geneticamente resistente all’influenza aviaria</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E in Francia? “Tutto è stato bloccato. Si possono fare dei ‘modelli animali’ per la ricerca fondamentale o per delle applicazioni mediche, questi casi non sono contestati. Ma per gli usi alimentari, non ci sono più progetti di transgenetica, afferma Louis-Marie Houdebine, ex direttore di ricerca all’Istituto Nazionale per la Ricerca Agronoma (INRA): “Le tecniche sono pertanto migliorate, oggi sarebbe molto più semplice metterle in opera.” Le piante geneticamente modificate “non sono che la punta dell’iceberg”, scriveva nel 2007. “Esistono almeno tanti animali quante piante geneticamente modificati”. Ma i vincoli sono importanti: “C’è un rilancio nell’autocensura in seno all’INRA, probabilmente dovuta alle pressione di chi si oppone agli OGM”, deplora questo fervente partigiano degli organismi geneticamente modificati. Il ricercatore vanta pertanto i miracoli della “transgenetica animale”. Agli allevatori bretoni ha annunciato, nel corso di una conferenza tenuta alla fine del 2011, l’imminente produzione del maiale transgenico in Francia. Terminate le alghe verdi! Domani non sarà più necessario ridurre il numero dei porcili industriali, il maiale ecologico geneticamente modificato risolverà i problemi di inquinamento! I britannici hanno creato dei polli transgenici resistenti all’influenza aviaria, e a tutti i batteri di H5N1”, afferma con entusiasmo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo volatile è prodotto dai ricercatori delle università di Cambridge e di Edinburgo che sperano di allargare in futuro i risultati alla produzione di polli transgenici resistenti a numerose malattie. Mangiare questi polli presenterà dei rischi? “Non c’è alcuna ragione di pensare che questi polli possano essere pericolosi in una qualche maniera. La natura della modificazione genetica è tale da rendere estremamente improbabile che possa avere degli effetti negativi sui consumatori di polli o di uova”, afferma il sito web dell’università. Attendendo la (prossima?) conferma dell’Autorità Europea per la Sicurezza degli Alimenti (EFSA).</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>“<strong>Quando le persone sono malate, sono quasi completamente disponibili ad accettare qualunque cosa</strong>”</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il solo rischio sanitario degli animali transgenici sarebbe la diffusione di allergeni, spiegano i ricercatori. “Ma io immagino che si dovrebbe dare da mangiare a questi animali o dei topi transgenici a dei ratti, per tre mesi”, spiega Louis-Marie Houdebine, che è anche membro del comitato di esperti di biotecnologie all’Agenzia Nazionale di Sicurezza Sanitaria, che valuta gli alimenti contenenti OGM. “È un metodo eccellente d’allerta per percepire eventuali problemi”, sostiene il ricercatore, ”identico a quelli messi in atto per la valutazione dei farmaci”. Quanto alla diffusione incontrollata, non deve far paura che agli animali, “che nuotino o volino, un porco che scappa non si vede tutti i giorni! Basta inserire una rete intorno al porcile.” Certo…</p>
<p style="text-align: justify;">I progetti in corso? Vacche transgeniche dallo sviluppo muscolare aumentato, maiali GM il cui latte è arricchito di proteine nutritive per allevare un numero maggiore di maialini. Una capra con un gene di ragno che produce una proteina di soia ultra-solida nel suo latte che serve per la fabbricazione di giubbotti anti-proiettile. O, un po’ meno ingombrante, il verme con un gene di ragno… La transgenetica animale è utilizzata anche dall’industria farmaceutica. “Nel campo medico, l’opposizione alla transgenetica animale sarà nulla. Quando le persone sono malate, sono disposte ad accettare qualunque cosa”, afferma Louis-Marie Houdebine.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un super coniglio che produce le vostre medicine</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il ricercatore è co-fondatore di un’azienda, Bioprotein Technologies Inc., specializzata nella produzione di proteine e vaccini grazie al latte dei conigli geneticamente modificati: “A partire da un gene identificato dai suoi clienti, BioProtein Technologies produce linee di conigli transgenici che secernono la proteina d’interesse nel loro latte”. In uno spettro di quantità che va dal grammo alla dozzina di chilogrammi, BioProtein Technologies propone alle società farmaceutiche numerosi servizi, dalla “produzione rapida di alcune dozzine di grammi di proteine per lavori di ricerca” a “l’elaborazione di modelli animali per lo studio funzionale di malattie umane”. Riusciremo a ben rimpiazzare le case farmaceutiche con gli allevamenti di conigli?</p>
<p style="text-align: justify;">In Francia l’animale transgenico, è anche un’arte! Il progetto “GFP Bunny” è nato a Jouy-en-Josas sotto l’impulso di Louis-Marie Houdebine. Nel 2000 ha creato il primo coniglio fluorescente (sotto luce ultravioletta) grazie a un gene di medusa. Il coniglio è esposto durante gli eventi culturali. Una faccenda che ha sollevato polemiche persino in seno alla stessa INRA. All’inizio del 2000 anche l’animale transgenico di compagnia ha avuto la sua ora di gloria in Asia. Il TK1, pesce-zebra fluorescente – anche lui grazie a un gene di medusa &#8211; lascia i laboratori. 100.000 pesci mutanti di compagnia sono prodotti in meno di un mese, Taiwan autorizza la vendita, e si organizzano gli scambi con i paesi vicini. Possibili inseminazioni? Taikong Corp assicurò nel 2003 che le generazioni successive di pesci sarebbero state sterili… Sapendo che il pesce-zebra può produrre fino a duecento uova per volta, è tempo di occuparsi una volta per tutte dell’animale lasciato negli acquari del mondo intero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Cina, paradiso degli animali transgenici</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il rischio che queste creature transgeniche mischino i propri cromosomi con specie animali non modificate esiste realmente. Un processo incontrollabile dalle conseguenze imprevedibili. Negli Stati Uniti tutto ciò non sembra essere un ostacolo al continuo sviluppo di “animali GE”, Genetically Engineered, per l’alimentazione. “La lobby della biotecnologia è molto potente in America del Nord. Negli Stati Uniti la domanda di autorizzazione del salmone OGM per l’alimentazione umana è in uno stadio molto avanzato. Un po’ meno in Canada, ma il governo ha recentemente suggerito che, se gli Stati Uniti l’autorizzeranno, il Canada potrebbe approvarlo in modo automatico”, ha previsto Eric Darier, direttore di GreenPeace Québec.</p>
<p style="text-align: justify;">In Europa, dove gli OGM hanno meno presa, le istituzioni lavorano sull’accettazione sociale, soprattutto attraverso il progetto Pegasus al quale collabora Louis-Marie Houdebine. “La Commissione Europea è nel panico al pensiero di vedere la situazione degli OGM in Europa e a quale punto si sfiorino i mercati”, assicura il ricercatore. Da qui la ragion d’essere di questo progetto che cerca di analizzare le “preoccupazioni del pubblico” che riguardano lo sviluppo di animali geneticamente modificati, in particolare “i prodotti alimentari e farmaceutici derivati”.</p>
<p style="text-align: justify;">Obiettivo: non riproporre gli “errori” della diffusione delle piante OGM, che hanno determinato il rigetto da parte dei consumatori. Un rapporto pubblicato nell’ottobre del 2011 ha evidenziato che numerose imprese statunitensi del settore emigrano in Cina, el dorado della transgenetica animale. Il rapporto sottolinea i vantaggi della ricerca cinese, condotta “senza restrizioni”. E indica il successo della “Complessa strategia di comunicazione” del governo cinese, che ha consentito una totale accettazione degli animali transgenici da parte della popolazione. Vi sono piaciuti gli X-Men al cinema, vi (piaceranno) piacerebbero gli X-Animals sulle vostre tavole?</p>
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		<title>Tutti insieme appassionatamente</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 15:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiuRo</dc:creator>
				<category><![CDATA[VARIE]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo articolo si ripropone di essere antipatico in particolar modo a tutti coloro che “lottano per i diritti animali senza steccati ideologici, senza barriere” e via dicendo; lo scritto infatti si ripropone di essere politico e di chiarire elementi politici che spesso sfuggono a colui che, trasportato dal cuore, vorrebbe il mondo cambiasse radunando tutti gli “animalisti” (definizione quanto meno da precisare) sotto un unico vessillo per marciare uniti verso l'Unica Meta che è il prosperare degli animali. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/02/specism.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5888" title="specism" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/02/specism.jpg" alt="" width="199" height="270" /></a>Questo articolo si ripropone di essere antipatico in particolar modo a tutti coloro che “<strong><em>lottano per i diritti animali senza steccati ideologici, senza barriere</em></strong>” e via dicendo; lo scritto infatti si ripropone di essere politico e di chiarire elementi politici che spesso sfuggono a colui che, trasportato dal cuore, vorrebbe il mondo cambiasse radunando tutti gli “<em>animalisti</em>” (definizione quanto meno da precisare) sotto un unico vessillo per marciare uniti verso l&#8217;Unica Meta che è il prosperare degli animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Capita spesso, infatti, di parlare con giovani e meno giovani animati da buone intenzioni e incappare nell&#8217;accusa di essere settario non già perché si è vegani (quello è normale amministrazione) ma perché si fanno dei distinguo e, per esempio, si cerca di tener chiara la distinzione tra <strong>gruppi antispecisti </strong>e <strong>gruppi, dichiaratamente o meno, di destra</strong>.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>“Perché fare tali distinzioni? Perché tenere lontane persone che pure mirano alla stessa meta e col cui aiuto sarebbe possibile una pressione maggiore sulla società e, quindi, un&#8217;attuazione di riforme vere e fattive? Per un puntiglio politico, mandate a monte tutto!”</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">In primo luogo è necessario chiarire un punto, spesso invisibile all&#8217;occhio indottrinato dell&#8217;uomo d&#8217;oggi: <strong>quello della quantità, dei grandi numeri da raggiungere per conseguire un risultato nella lotta politica</strong>, NON è il naturale punto di vista dell&#8217;uomo impegnato ma il portato dell&#8217;esercizio della democrazia, un regime in cui ad aver ragione è il più forte, e quindi la maggioranza. In altri sistemi di pensiero non è al raggiungimento della posizione di forza che si mira ma della qualità dell&#8217;azione; non a un “prendere il potere” ma a un non lasciare che qualcuno lo prenda, ad una liberazione dell&#8217;individuo, ad una presa di responsabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, <strong>ridurre tutto nell&#8217;ambito del pensiero democratico è già una violenza </strong>che viene imposta dallo stesso sistema democratico e un&#8217;incapacità di capire che esistono altre possibilità oltre a quella di marciare in moltitudini verso la presa di Roma (o dei diritti animali, ammesso che questo sia uno scopo da perseguire e chi scrive pensa che NON lo sia).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, posto che l&#8217;appartenente a gruppi antispecisti decida di adottare l&#8217;ottica democratica e scelga di marciare a coorte verso la Grande Meta, qual è questa grande meta? Siamo sicuri muoverci tutti in un&#8217; unica direzione o l&#8217;omogeneità è solo il frutto ingenuo di semplificazione?</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle righe che seguono si cercherà di rendere evidenti ai non addetti ai lavori le grandi differenze che separano gruppi che, dall&#8217;esterno, possono sembrare simili e l&#8217;impossibilità di marciare verso un&#8217;inesistente comune meta finale. In questo sforzo ci avvarremo di un documento facilmente reperibili su internet e di altri, TUTTI presi da un gruppo particolarmente attivo e sempre più visibile, quel “<strong>La Foresta che Avanza</strong>” che tanto spesso salta all&#8217;onore delle cronache per le sue imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Per amore di verità riportiamo qui di seguito un intero comunicato del gruppo; poi lo commenteremo:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Foresta Che Avanza</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">CONTRO L&#8217;INDUSTRIA DELLA CARNE Combattiamo strenuamente l’attuale industria della carne, a causa della quale l’animale viene mercificato, considerato oggetto, prodotto; in esso viene annullata la dignità spirituale e la sua esistenza viene costretta entro &#8230;i confini di un processo aberrante, che lo vede protagonista di una vita di stenti e sofferenze, allevato in batteria, lontano dal suo habitat naturale, dai suoi affetti, non più essere vivente ma elemento ultimo di una vera e propria catena di montaggio, fin dalla nascita con l’ombra del boia che incombe su di lui per VENDERLO. Vogliamo una esistenza e una morte più “umana” per gli animali che contribuiscono con la loro vita alla nostra alimentazione. RIDUZIONE DELLA CARNE NELLA DIETA Combattiamo a favore della riduzione della carne nella dieta di ognuno, consapevoli dell’utopia di una nazione totalmente vegetariana/vegana. Chiediamo che l’Italia torni a un tipo di alimentazione consono alla sua cultura mediterranea, abbandonando diete d’importazione atlantica, che dopo il secondo conflitto mondiale hanno causato un’impennata delle percentuali del consumo di carne.</p>
</blockquote>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">CONTRO LA VIVISEZIONE Chiediamo con intransigenza la cessazione di qualsiasi pratica pseudo-scientifica, farmaceutica, psicologica, cosmetica, ecc., che preveda l’ utilizzazione di qualsivoglia animale. Questo potrà solamente giovare alla medicina perché le ingerenze delle industrie farmaceutiche e la mafia psicologica di alcuni “baroni” della medicina presente in alcune facoltà universitarie, che propugnano l’uso di sperimentazione animale, non creano solamente sofferenza indicibili agli animali, bensì causano gravi danni e ritardi allo sviluppo medico-scientifico. A latere boicottiamo prodotti cosmetici che per la loro realizzazione creano sofferenze animali, promuovendo l’acquisto di prodotti “cruelty free”.</p>
</blockquote>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">CONTRO IL CIRCO Combattiamo lo sfruttamento animale relativo a feste, sagre et similia, concentrandoci soprattutto nella lotta contro i circhi che prevedono numeri con animali. I circensi ricevono milioni di euro dallo stato per mantenere in condizioni penose gli animali, privandoli al contempo della propria dignità, offrendo inoltre uno spettacolo altamente diseducativo, soprattutto ai bambini. Vogliamo che i contributi statali vengano concessi esclusivamente ai circhi che non sfruttino animali, chiudendo i rubinetti a parassiti che speculano sulla pelle delle animali millantando amore e condizioni ottimali nei confronti delle bestie. A livello locale chiediamo che le amministrazioni comunali siano sensibili a tale problematica impedendo nei loro comuni la sosta di questi carrozzoni della sofferenza. CONTRO LE CITTA&#8217; PER ANDROIDI Lottiamo contro la cementificazione, da parte soprattutto di palazzinari, del nostro Bel paese. Le nostre città sembrano sempre più idroscali, per non parlare delle coste, che vengono stuprate a causa di gestioni politiche scellerate che si prostrano davanti al danaro dei costruttori. Vogliamo un ritorno alla concezione della città-giardino, se necessario mediante azioni di ripopolamento di alberi e piante in città. Altresì combattiamo l’allontanamento dell’uomo (soprattutto i più giovani) dalla natura. Quasi nessuno oramai conosce la fauna e la flora nazionali e, addirittura, locali. Affinché i bambini non credano che le mucche sono viola chiediamo un’educazione alla natura sin dall’infanzia, reputando che i principali autori di questo insegnamento vitale debbano essere le scuole, in special modo elementari e medie.</p>
</blockquote>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">CONTRO IL GIRO D&#8217;AFFARI LEGATO AL RANDAGISMO Combattiamo il giro d’affari legato al randagismo di cani e gatti. Come riscontro ai milionari contributi erogati dallo stato, abbiamo strutture fatiscenti, personale altamente inadeguato e condizioni da prigione turca per cani e gatti, mentre associazioni di stampo più o meno mafioso gongolano grazie alla non curanza delle istituzioni. CONCLUSIONI La Foreste che Avanza, forte delle esperienze di lotta precedentemente acquisite in altri ambiti, vuole distanziarsi dai soliti parolai peace and love, usando come metro di valutazione la battaglia indefessa e costante, affinché ai manifesti e alle parole seguano le azioni. Per un REGIME della natura.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Questo documento contiene tutti gli elementi che caratterizzano l&#8217;azione del gruppo e citando molte altre pagine non se ne ricaverebbero informazioni maggiori o più dettagliate.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Bel testo vero? Non manca niente, no? </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chiunque non abbia riflettuto a fondo sulla questione o si affacci appena al mondo della lotta per la liberazione animale può pensare a questo modo e, dunque, provare un moto spontaneo di simpatia verso questo documento di impegno a tutto tondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Eppure, basta soffermarsi un attimo, considerare il documento più da vicino, per vedere quanto sia non solo insoddisfacente ma anche pericoloso e controproducente; in realtà un tale approccio è assolutamente da combattere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In primo luogo, qualcosa manca già anche ad una prima disattenta lettura: non è mai spiegato perché questi militanti debbano attuare le azioni che compiono, perché debbano difendere, quale sia il loro punto di vista.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da nessuna parte, in tutto il documento, appaiono richiami etici,</strong> spiegazioni strutturate, nulla che vada oltre lo slancio sentimentale. Si potrebbe pensare che questo vuoto sia proprio del documento in esame e che in altri scritti la Foresta spieghi il perché del suo impegno; non è così, e si legga il “<em>Dossier cambiamento climatico ed allevamenti intensivi</em>” per vedere come, sistematicamente, il problema etico sia tenuto al margine, mai preso in causa, mai discusso. Il perché di questa reticenza è evidente.<br />
La Foresta che Avanza/Casa Pound è un gruppo ideologicamente ben schierato, connotato, fermo sulle sue posizioni di tipo POLITICO. Queste idee sono riassunte efficacissimamente da loro stessi nell&#8217;autodefinizione di “fascisti del terzo millennio” (e il testo qui proposto riporta, quasi per celia, il termine REGIME non compare certo per caso) e, come analizzeremo più sotto, tutto il testo riportato è pesantemente informato da quell&#8217;ideologia, anche se mascherata il più possibile per renderla appetibile ai più, anche con palesi ammiccamenti ad atteggiamenti primitivisti che potrebbero facilmente far pensare ad una convergenza tra questa formazione politica e gli Anarcoprimitivisti alla Zerzan. I fascisti del terzo millennio però, come quelli del secondo, sono lontanissimi da ogni pur minima similitudine di pensiero con gruppi che si riconoscono nell&#8217;anarchismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La loro ideologia guida, sempre ribadita, mai ripudiata, è una ferrea gerarchia con ruoli sociali ben definiti</strong> ispirati da un dio creatore e perciò inviolabili, da steccati invalicabili, da supremazie di un gruppo (sia esso etnico, sociale, sessuale) su un altro. Gli allogeni (per usare un termine caro a questo ambiente) sono intrusi che debbono essere meno tutelati rispetto agli endogeni (la proposta del reddito di cittadinanza è solo una fra quelle che vanno in questa direzione) o, al limite, non tutelati affatto e respinti nei loro luoghi di origine (si vedano i fatti di Firenze di qualche mese fa per vedere con quali metodologie gli allogeni debbano essere respinti); la donna è madre e DEVE occupare questa nicchia rimanendo comunque sottomessa all&#8217;uomo; i giovani debbono rispetto ai vecchi, alle loro tradizioni, solo perché la vecchiaia conferirebbe loroprestigio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la voluta poca chiarezza non è il difetto più grave del testo; questo difetto è invece la<strong> VOLUTA confusione</strong>, l&#8217;appello pletorico ad un intervento globale che sembrerebbe figlio di uno sguardo a 360 gradi sulle cose animali e, al contempo, la fiacchezza, la superficialità, l&#8217;inconsistenza delle posizioni reali. Il difetto non è da attribuire alla brevità del testo ed è una costante che contraddistingue questo gruppo. Si noti subito che il problema dei fascisti del terzo millennio non è affatto l&#8217;assunzione della carne (che anzi, in testi come il “Dossier cambiamento climatico ed allevamenti intensivi” viene definito necessario per il sostentamento) ma gli allevamenti intensivi e non la morte di esseri senzienti ma che essa avvenga in condizioni umane; spero qui non sia sfuggito l&#8217;ammiccamento all&#8217;uomo comune che si sente minacciato nelle proprie abitudini culinarie in quel “<em><strong>Combattiamo a favore della riduzione della carne nella dieta di ognuno, consapevoli dell’utopia di una nazione totalmente vegetariana/vegana</strong></em>” che, buttato lì come segno di realpolitik, è invece un segno quanto altri mai evidente della superficialità e dell&#8217;immaturità dell&#8217;approccio, già volto al compromesso prima ancora di essere entrato in gioco.</p>
<p style="text-align: justify;">Qual è infatti la validità di una lotta che, prima di essere iniziata e portata avanti col massimo sforzo possibile, contempli già la sconfitta e ponga come confine alla propria validità un confine auto imposto che faccia apparire ragionevole il contenuto offerto?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La realtà è che questi individui non si battono per uno scardinamento del sistema, per una deflagrazione dello sfruttamento dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo e sugli altri animali, sono già scesi a patti con l&#8217;esistente, vogliono preservare l&#8217;attuale mondo di sopraffazione e sfruttamento del debole sul forte e offrono soltanto una mano di vernice, un blando abbellimento ad orrori che credono e vogliono comunque necessari.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I valori tradizionali, la causa prima dell&#8217;esistenza dei mattatoi, non è mai posta in discussione e anzi questi rappresentanti della destra extraparlamentare vogliono riattualizzarli, rinverdirli, dar loro nuova linfa per nuovi sfaceli, per nuove stelle di Davide sul braccio dell&#8217;ebreo, per nuovi roghi di streghe sull&#8217;altare del conformismo e dell&#8217;assimilazione e sottomissione del femminino. Il richiamo, goffo, ad atteggiamenti anarcoprimitivisti, è fatto molto male.</p>
<p style="text-align: justify;">Dove in quello c&#8217;è una appello alla distruzione dei valori tradizionali ed un ritorno al mondo naturale (qui non si discute della validità o meno di un atteggiamento che chi scrive condivide solo in parte, ma dei contenuti dell&#8217;anarcoprimitivismo), qui c&#8217;è invece un appello alla restaurazione, un&#8217;ottica conservatrice, esaltatrice dei valori tradizionali, della vita nei campi, della morte volontaria del vitello per mano del pio contadino, dei polli che saltano nel piatto con le forchette già affondate nelle cosce.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche l&#8217;appello alla cessazione della vivisezione, al randagismo, al circo non sono visti che nell&#8217;ottica antropocentrica di una cessazione necessaria non per il rispetto dovuto all&#8217;animale, non alla necessità di un cambiamento radicale a 360 gradi della considerazione che l&#8217;animale non umano gode nella nostra società ma del danno che agli uomini verrebbe da un proseguimento di questi pratiche: danni economici, salutari, etici. Se per l&#8217;uomo non vi fosse alcun danno, gli estensori del documento non troverebbero alcunché da ridire e, probabilmente, tornati al loro Ranch di tipo texano, mangerebbero in tutta tranquillità la loro fetta di mucca offerta in olocausto dal bramoso animale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è chiaro ai loro occhi neppure il confine tra “animalismo” e “ambientalismo” e, se i due aspetti non sono naturalmente in conflitto, non vanno neppure a braccetto come comunemente si crede; loro invece preparano alberi da regalare al comune, ripuliscono pinete, danno soldi ai canili in uno sforzo così sconclusionato di agire ovunque lasciando però tutto assolutamente invariato.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;appello al regime, con quel “<strong><em>Per un REGIME della natura.</em></strong>” fa accapponare la pelle e dice molto più di mille parole su cosa abbia in testa questa gente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una vera lotta per liberazione animale non può essere una lotta segnata alla radice da compromesso; non può essere l&#8217;ennesima declinazione di un atropocentrismo quanto si voglia consapevole e paternalistico. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una lotta vera, radicale ed efficace per la liberazione dell&#8217;animale non umano è una liberazione in primo luogo dell&#8217;individuo in lotta, dalla ripartizione in gerarchie che egli hapermutato dalla società che lo ha (uni)formato; è un abbattimento degli steccati, un rifiuto dell&#8217;oppressione del vicino, sia esso umano che non. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nulla di tutto questo è possibile anche solo intravederlo facendo proprie ideologie di un passato atroce in cui la donna poteva essere uccisa dal coniuge con assoluta noncuranza, in cui la dote era i prezzo che si pagava ad un uomo perché si prendesse cura della donna; in cui una donna stuprata DOVEVA sposare lo stupratore e riconoscerlo padre dei suoi figli; in cui l&#8217;Africano delle colonie era un selvaggio anumano che poteva essere ucciso con proiettili Dum-Dum senza scrupoli, in cui nelle città non esistevano furti solo perché i gerarchi avevano già rubato tutto e non c&#8217;era più nulla da rubare; in cui si strizzarono gli occhi a Hitler, alla macchina della “soluzione finale”e si fece di questi il proprio patrono/padrone nei “gloriosi”giorni della repubblica di Salò.</p>
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		<title>Contraddizioni OGM</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 14:30:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BIOTECH/OGM]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione italiana per l’agricoltura biologica (AIAB)]]></category>
		<category><![CDATA[erbicida Lasso]]></category>
		<category><![CDATA[monoclorobenzene]]></category>
		<category><![CDATA[Monsanto e Pioneer]]></category>
		<category><![CDATA[soia OGM di Bayer]]></category>
		<category><![CDATA[un solvente presente in quantità nel Lasso]]></category>

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		<description><![CDATA[Due notizie di questi giorni sugli OGM ci fanno capire come il percorso contro i cibi geneticamente modificati sia ancora lungo e tortuoso e quanto le misure messe in atto per scongiurarne la diffusione siano costantemente accompagnate da provvedimenti che continuano al contrario ad incentivarne l'utilizzo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Due notizie, entrambe pubblicate da pochi giorni, riguardo agli OGM ci fanno capire come il percorso contro i cibi geneticamente modificati sia ancora lungo e tortuoso e quanto le misure messe in atto per scongiurarne la diffusione siano costantemente accompagnate da provvedimenti che continuano al contrario ad incentivarne l&#8217;utilizzo.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Da una parte l&#8217;autorizzazione da parte della Commissione Europea di 4 nuovi tipi di soia ogm, di cui uno Monsanto, dall&#8217;altra la condanna a pagare un forte risarcimento per i danni causati dal pesticida Lasso, sempre per la Monsanto. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Contraddizioni che non lasciano spazio a dubbi: l&#8217;unico interesse che viene difeso è quello delle lobbies del biotech che continuano ad arricchirsi e ad avere permessi e deroghe per invadere con i loro prodotti la nostra terra. Alle loro vittime, solo qualche contentino.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Fonte: IlCambiamento.it &#8211; 15 febbraio 2012</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/02/soia.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5877" title="soia" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/02/soia.jpg" alt="" width="253" height="253" /></a>La Commissione europea ha autorizzato, per dieci anni,  l&#8217;importazione e la trasformazione, a fini alimentari e per produrre  mangimi, di quattro tipi di <strong>soia OGM</strong>: la A5547-127 della <em>Bayer</em>, la 356043 della <em>Pioneer</em>, e le 40-3-2 e Mon 87701 di <em>Monsanto</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto previsto dalle procedure di autorizzazione per l’immissione di <strong>prodotti alimentari OGM</strong> nel mercato, in mancanza di una decisione finale, favorevole o  contraria, dei rappresentanti dei 27 Stati membri riuniti in appello,  l’ultima parola spetta alla Commissione europea.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo caso,  infatti, è stata la Commissione europea ad aver dato esecuzione alla  proposta di autorizzazione. E su questa modalità decisionale, non sono  mancati i commenti da parte di alcuni rappresentanti dei produttori e  del mondo ambientalista.</p>
<p style="text-align: justify;">“L&#8217;<strong>autorizzazione</strong> delle 4 varietà  di soia OGM è l&#8217;ennesima iniziativa autoreferenziale della Commissione  europea, che si assume la responsabilità di autorizzare nuove varietà  transgeniche anche di fronte all’assenza di una posizione a maggioranza  qualificata dei 27  Stati membri e alla vasta contrarietà dei cittadini  europei, testimoniata e riconfermata ad ogni  rilevazione di Eurobarometro”.</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<div><strong>&#8220;<em>I colossi del biotech continuano a inondare il continente dei loro cattivi prodott</em>i&#8221;</strong></div>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Così  Alessandro Triantafyllidis, presidente dell’<strong>Associazione italiana per  l’agricoltura biologica (AIAB) </strong>commenta la notizia, sottolineando che  “<em>nonostante le recenti  decisioni di </em><em>BASF e </em><em>Monsanto di abbandonare l&#8217;operatività in Europa, questi colossi del biotech  continuano a inondare il continente dei loro cattivi prodotti</em>”. “<em>Tutto  questo </em>– continua il presidente AIAB &#8211; <em>avviene con quella che appare  sempre di più come una complicità della Commissione Europea e dell&#8217;EFSA,  che danno la propria approvazione sui nuovi OGM ad ogni singola  notifica ricevuta dall&#8217;<strong>industria biotech</strong></em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Legambiente la decisione è uno &#8216;scacco matto&#8217; alla <strong>sicurezza alimentare</strong>.  Gran parte della soia che importiamo finisce nella catena alimentare  proprio attraverso i mangimi destinati agli animali d’allevamento. “Si  tratta quindi di una decisione discutibile che trascura il principio di  precauzione a discapito della sostenibilità ambientale, della sicurezza  dei consumatori e dell’agroalimentare di qualità, alimentando solo le  lobby del biotech”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: VirgilioAmbiente &#8211; 15 febbraio 2012</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/02/erbicida-monsanto7.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5881" title="erbicida-monsanto7" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/02/erbicida-monsanto7.jpg" alt="" width="280" height="190" /></a>Vittime dei pesticidi: una sentenza storica condanna Monsanto a pagare</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il modello agroindustriale e agrochimico è fallimentare perché propone una via allo sviluppo che non rispetta né l&#8217;ambiente, né il benessere degli animali, né tanto meno quello dei lavoratori. Questo il succo del commento di Aiab in merito alla condanna di Monsanto a risarcire i danni per intossicazione di un agricoltore francese.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma rivediamo brevemente la vicenda con l’aiuto dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica: il 27 aprile 2004 <strong>Paul Francis</strong>, cerealicoltore di Bernac, aprendo il serbatoio di un nebulizzatore, inala l’<strong>erbicida Lasso</strong> e immediatamente accusa nausea e svenimenti, più una serie di disturbi di salute, tra cui balbuzie, vertigini, cefalea, disturbi muscolari, che lo hanno costringono a sospendere il lavoro per quasi un anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel maggio del 2005, un anno dopo aver inalato i vapori, le analisi trovano nel corpo di Paul Francis tracce di <strong>monoclorobenzene, un solvente presente in quantità nel Lasso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tre anni dopo, l’agricoltore, divenuto ormai il portavoce delle vittime dei pesticidi, si vede riconoscere i suoi problemi di salute come malattia professionale da parte dell&#8217;Agenzia delle assicurazioni sociali per l&#8217;agricoltura e decide di avviare un procedimento per risarcimento danni nei confronti Monsanto.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante l&#8217;udienza del 12 dicembre 2011, dinanzi al Tribunale Distrettuale della Quarta Divisione Civile di Lione, l&#8217;avvocato di Paul Francis, <strong>Francesco Lafforgue</strong>, accusa Monsanto di fare di tutto pur di lasciare il Lasso sul mercato, e di non informare neanche in etichetta circa l&#8217;esatta composizione dell’erbicida, senza premurarsi di mettere in guardia gli utilizzatori rispetto al rischio di inalazione, fenomeno che, per esempio, potrebbe essere ridotto prevedendo per il prodotto l&#8217;obbligo di indossare una maschera protettiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un&#8217;accusa più che fondata: la pericolosità di questo erbicida è stata riconosciuta dal 1980 in Canada, anno dal quale la commercializzazione di questo erbicida è vietata in Canada, Inghilterra e Belgio, mentre si è dovuto attendere fino al 2007 perché venisse rimosso dal mercato francese.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché la storica sentenza di condanna viene accolta così favorevolmente da Aiab, che attraverso le parole del presidente nazionale Alessandro Triantafyllidis commenta:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>«Una sentenza importante, che in Francia è una prima assoluta, e che apre la strada alla richiesta di danni (…). Oltre che dagli OGM, che minacciano la biodiversità delle colture, infatti, i pericoli per la nostra terra e per gli agricoltori stessi arrivano dagli additivi chimici, come diserbanti e insetticidi, prodotti da giganti dell&#8217;agrochimica e delle biotecnologie vegetali quali Monsanto».</p></blockquote>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">«Per tutelare l&#8217;ambiente e la salute degli agricoltori – conclude Triantafyllidis – bisogna investire nei modelli di agricoltura agro-ecologica sostenibili, biologico in primis. Solamente il bio, infatti, ha nel suo DNA il bando delle dannose e pericolose sostanze chimiche di sintesi».</p>
</blockquote>
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		<title>Nuovo ordine prodotti MUSCOLO DI GRANO</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2012/01/30/nuovo-ordine-prodotti-muscolo-di-grano-4/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[G.A.V]]></category>

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		<description><![CDATA[Vista la fine delle ultime scorte, lanciamo un nuovo ordine di prodotti MUSCOLO DI GRANO per i partecipanti al G.A.V., gruppo di acquisto di prodotti vegan.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/muscolo-di-grano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5671" title="muscolo di grano" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/muscolo-di-grano.jpg" alt="" width="335" height="249" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Vista la fine delle ultime scorte, lanciamo un nuovo ordine di prodotti MUSCOLO DI GRANO per i partecipanti al G.A.V., gruppo di acquisto di prodotti vegan.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi ha già partecipato agli ordini precedenti ed è quindi già nostro socio, può semplicemente compilare il modulo d’ordine scaricandolo dalla pagina “<a href="http://www.laboratorioantispecista.org/?page_id=3963" target="_blank">ORDINI IN CORSO</a>” e inviarcelo tramite il form apposito “<a href="http://www.laboratorioantispecista.org/?page_id=4435" target="_blank">INVIA IL TUO ORDINE</a>“.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi invece non ha mai effettuato un ordine e non è ancora nostro socio dovrà inviarci sia il listino che la richiesta di iscrizione al Gruppo di acquisto compilando il form <a href="http://www.laboratorioantispecista.org/?page_id=3956" target="_blank">“RICHIESTA ISCRIZIONE”</a> e verrà contattato per ulteriori informazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ molto semplice ordinare e i prezzi sono davvero convenienti rispetto alla vendita al dettaglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invitiamo anche a visitare il sito di Muscolo di grano se non conoscete il prodotto, per avere maggiori informazioni sulla sua storia e sulle sue caratteristiche nutrizionali.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Gli ordini vanno inviati entro il 5 febbraio 2012!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Attendamento circhi: nessuna risposta dal Comune. Rilanciamo la lotta.</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 13:56:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CIRCHI/ZOO]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante le proteste che si sono succedute anche quest’anno e l’invio di più di 800 lettere firmate dai cittadini che hanno deciso di appoggiarci nella nostra battaglia contro il circo con animali, l’Amministrazione comunale ha totalmente ignorato la voce dei suoi cittadini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-5853" title="596x373_352460_circo-proteste" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/596x373_352460_circo-proteste.jpg" alt="" width="358" height="224" />Nonostante le proteste che si sono succedute anche quest’anno e l’invio di più di 800 lettere firmate dai cittadini che hanno deciso di appoggiarci nella nostra battaglia contro il circo con animali, l’Amministrazione comunale ha totalmente ignorato la voce dei suoi cittadini e delle associazioni facendo passare sotto silenzio la campagna contro il circo e soprattutto non inviando né a noi né a Lida Palermo che ci ha affiancati, alcuna risposta in merito alle richieste avanzate.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna parola dunque sulla richiesta di<strong> applicazione del regolamento CITES </strong>per i circhi già attendati né tantomeno una<strong> presa di posizione per il netto rifiuto richiesto per l’attendamento dei circhi nelle future stagioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Figuriamoci.</p>
<p style="text-align: justify;">L’applicazione del regolamento CITES, infatti, avrebbe senza dubbio svelato le magagne di tutti i circhi presenti in città che noi contestiamo eticamente per il solo fatto che detengano e utilizzino animali ma che lo fanno anche in barba alle leggi internazionali che disciplinano le modalità di questa detenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale “scoperta” avrebbe obbligato il Comune a ritirare i permessi di attendamento già concessi, ed ecco che l’Amministrazione preferisce fare orecchie da mercante e ignorare totalmente la richiesta piuttosto che dare problemi ai circhi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ci aspettavamo altrimenti, in effetti, da un Comune che non risolve da anni alcun problema legato agli animali e continua a non prendere provvedimenti per una bonifica del proprio canile municipale, continua ad affamare gli animali di Villa Niscemi e non spende un centesimo per campagne di sensibilizzazione su sterilizzazioni e simili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per questo motivo ci teniamo a sottolineare che non lasceremo la presa, che continueremo anche durante l’anno la campagna contro il circo con animali continuando ad inviare solleciti e richiedendo una risposta concreta per le future stagioni ma soprattutto continueremo a ricordare con iniziative informative e di protesta che solo una pressione costante può portare risultati concreti. Solo consapevolezza e attivismo possono fare in modo che questa a questa barbarie e a tante altre venga posta fine.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Senza dubbio è da sottolineare come sia grave che la voce di più di 800 persone sia stata ignorata e, senza dubbio, è un segno fortissimo di come gli interessi di pochi vengano messi sempre davanti a quelli dei tanti che hanno voluto esprimere la loro posizione contraria allo sfruttamento animale.</p>
<p style="text-align: justify;">Rilanciamo la lotta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non dimentichiamoci degli animali rinchiusi nei circhi quando i tendoni lasceranno la città.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo sfruttamento animale, purtroppo, non ha stagione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Laboratorio Antispecista &#8211; Palermo</p>
<p style="text-align: justify;">mail campagna circo: palermocontroilcirco@yahoo.it</p>
<p style="text-align: justify;">pagina facebook della campagna:<a href="https://www.facebook.com/pages/Una-vita-in-gabbia-non-%C3%A8-spettacolo-E-solo-sofferenza/166160723486084" target="_blank"> Una vita in gabbia non è spettacolo, è solo sofferenza.</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Veganismo e non violenza</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2012/01/21/veganismo-e-non-violenza/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 18:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiuRo</dc:creator>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA - SLIDESHOW]]></category>
		<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[il cristianesimo è una religione della non violenza?]]></category>
		<category><![CDATA[non violenza]]></category>
		<category><![CDATA[veganismo e non violenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laboratorioantispecista.org/?p=5843</guid>
		<description><![CDATA[La non violenza non è altro che una violenza del sistema, un tratto educativo che ci viene inculcato per renderci ingranaggi del sistema, fantasmi, ossessi incapaci di vedere quanta violenza ci sia riversata addosso e quanta noi stessi ne riversiamo addosso a chi non può difendersi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/animale-uomo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5846" title="animale-uomo" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/animale-uomo.jpg" alt="" width="321" height="215" /></a>Spesso si giunge ad adottare uno stile di vita vegan partendo da un punto di vista apparentemente apolitico che ha le sue radici nella così detta non violenza: un amore universale per la vita non può prescindere dalla cura e dal rispetto degli animali appartenenti ad altre specie e, addirittura, alle piante.<br />
È, in fondo, un atteggiamento panteistico, che ha come naturale approdo, il fruttarianismo, che fa della vita il bene supremo e del suo rispetto un valore imprescindibile. La religione tradizionale dell&#8217;Occidente, ridotta all&#8217;osso, e le religioni orientali più conosciute (buddhismo,taoismo, induismo) forniscono la veste più consona a questo sentire e tutti coloro che abbracciano questa ideologia sono prontissimi a giurare sul fondamento comune delle grandi religioni, sul loro comune accento portato sulla <strong>non violenza</strong>, sul messaggio di amore cosmico.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi scrive non è un docente di storia delle religioni, eppure ha certamente le competenze per smontare questo ferreo credo.</p>
<p style="text-align: justify;">Cominciamo da ciò che ci è più vicino:<strong> il cristianesimo è una religione della non violenza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una rapida e anche disattenta lettura del vangelo ci dice che non è affatto così :</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Matteo 10:34 <strong>Non pensate ch&#8217;io sia venuto a metter pace sulla terra</strong>; non son venuto a metter pace, ma spada.</p>
<p>Luca 12:49<strong> Io son venuto a gettare un fuoco sulla terra</strong>; e che mi resta a desiderare, se già è acceso?</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">E questo solo per citare le stesse parole di colui che si vorrebbe fondatore del Cristianesimo; anche gli atti però confermano le parole: cosa fece Gesù nel tempio ai cambia valute? Con quanta veemenza?<br />
Cercò forse il dialogo come pure avrebbe potuto? E perché non lo fece?<br />
Forse perché era lui ad avere una posizione eccentrica ed erano invece i cambiavalute ad essere tutelati dai gestori dell&#8217;ordine costituito, dalle legge?</p>
<p style="text-align: justify;">Il buddhismo poi non può essere ridotto ai termini dualistici pace/guerra visto che il dualismo della mente umana e la sclerotizzazione del pensiero e su pensare sono proprio i fattori che quella dottrina si ripropone di oltrepassa; si ricorderà qui che lo zen, una forma particolarmente raffinata di buddhismo, nella sua versione Rinzai, era la filosofia di vita dei samurai, gente non conosciuta per il suo pacifismo; l&#8217;unico buddhista che si faccia un dovere di ribadire il pacifismo di fondo del buddhismo è il Dalai Lama che, non sarà un caso, è un monarca spodestato dall&#8217;imperialismo cinese.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di gridare all&#8217;incoerenza e di trincerarci dietro le nostre certezze reputando quei comportamenti, in contraddizione con le dottrine originarie, divagazioni di seguaci infedeli, fermiamoci e torniamo a guardare le parole e a dar loro il significato originario. Cosa è la violenza?</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa s&#8217;intende con questo termine.<br />
Nell&#8217;accezione moderna, quella di tutti i giorni, si intende ormai colluttazione, scontro fisico e quasi null&#8217;altro: la parola, alterata, ha perso parte del suo bagaglio lasciando buona parte di quella cosa che un tempo era detta violenza priva di un nome, se non addirittura dotata di un nome carino che ne sminuisca la portata oppressiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Torniamo però al significato etimologico della nostra parola:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/violento.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-5845" title="violento" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/violento-1024x417.png" alt="" width="819" height="334" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come si vede immediatamente non c&#8217;è nulla che faccia riferimento a un prevalere dell&#8217;elemento fisico su altri e in verità è esperienza di tutti che non esista solo la violenza fisica; forse peggiore è la violenza psicologica.</p>
<p style="text-align: justify;">La donna, per esempio, è tradizionalmente addestrata a ritenersi inferiore all&#8217;uomo non solo con percosse che spessissimo non le sono inflitte ma con tutto un armamentario di rimproveri, di occhiatacce, di considerazioni quasi casuali che le introducono in testa un poliziotto mentale assai più efficace di qualunque piedipiatti fisico; contravvenire ai suoi ordini è assai più difficile che evitare le botte del più irruente dei padri.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>“Da che parte si potrebbe mai volgere lo sguardo senza incontrare vittime di questo sacrificio che consiste nel rinnegare se stessi? Qui di fronte a me siede una giovane donna che offre forse già dieci anni sacrifici cruenti alla sua anima. La sua figura è rigogliosa, ma il capo è piegato da una stanchezza mortale e le guance pallide tradiscono il lento dissanguarsi della sua giovinezza. Povera creatura, quante volte le passioni avranno fatto palpitare il tuo cuore e la gioventù, con la sua gagliarda energia, avrà reclamato il suo diritto! Quando il tuo capo si agitava fra i morbidi guanciali, la natura, risvegliandosi, spasimava nelle tue membra, il sangue gonfiava le tue vene e fantasie fiammeggianti riversavano nei tuoi occhi lo splendore della voluttà. Ma ecco apparire il fantasma della tua anima e della sua beatitudine eterna. Inorridivi, le tue mani si congiungevano, i tuoi occhi pieni di angoscia sollevavano lo sguardo verso l&#8217;alto, e tu -pregavi. Le tempeste della natura si calmavano, la superficie delle acque tornava tranquilla nell&#8217;oceano dei tuoi desideri. Lentamente le palpebre esauste si abbassavano su quella vita ormai spenta, la tensione dileguava lentamente dalle turgide membra, nel cuore si placavano le onde tumultuose, le mani congiunte gravavano sul seno ormai inerte, ancora un ultimo, lieve gemito, e-l&#8217;anima era tranquilla. Ti addoloravi, per ridestarti al mattino a nuove lotte, e nuove-preghiere. Ormai l&#8217;abitudine alla rinuncia raffredda l&#8217;ardore del tuo desiderio e le rose della tua gioventù impallidiscono nella tua anemica beatitudine. L&#8217;anima è salva, che importa se il corpo perisce? O taide, o Ninnon, come avete fatto bene a disprezzare questa smunta virtù!Meglio una ragazza di liberi costumi che mille zitelle incanutite nella virtù!”</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>(Stirner, L&#8217;unico e la sua proprietà, ed. Anarchismo, pagg 51-52</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">Il contenuto del passo può sembrare superato in un tempo in cui la morale sessuale sembra aver subite mutazioni permanenti; eppure, il passo stirneriano e quelle considerazioni possono essere estese senza fatica a molte altri aspetti del nostro sistema educativo.</p>
<p style="text-align: justify;">In “<strong><em>Sorvegliare e Punire</em></strong>” Foucault ci fa abbondantemente edotti sulla violenza quotidiana a cui tutti noi siamo costantemente sottoposti dallo sbirro che si annida nelle nostre teste e da quello che è nelle teste del nostro vicino, dei nostri amici, dei nostri genitori&#8230;<strong> la nostra è una società del controllo totale a cui non si arriva con tecniche vessatorie degne della Germania hitleriana ma con piccole e amorevoli correzioni che ci piovono addosso a volte anche col sorriso sulle labbra e che pure ci costringono ad assumere quel dato comportamento per tema di rimanere isolati, essere sgraditi a chi ci corregge: il ricatto della solitudine, per l&#8217;animale sociale che è l&#8217;uomo , risulta sempre la peggiore pena. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong>Ora, risulta ovvio da quanto detto che questa poderosa tecnica coercitiva che uccide l&#8217;individuo spingendolo sempre ad assumere un comportamento che gli riesce vantaggioso solo perché lo rende gradito al suo contesto sociale ma che lo rende un impacciato attore, una macchietta, un uomo che non ha mai vissuto, sia la peggiore e più grave violenza che possa essere fatta all&#8217;individuo umano e non; nessuno però condanna davvero questa forma di violenza e anzi, la nostra stessa società che ama la non violenza, assai spesso adora atti oltremodo violenti messi in atto da individui che pure si proclamano non violenti. Il processo mediatico, la carcerazione e financo rappresentazioni televisive date ogni sera su reti pubbliche e private in cui il buon poliziotto stermina il disgraziato di turno sono l&#8217;esempio più appariscente; altri, più sofisticati sono pure evidenti. L&#8217;esempio più evidente di questa mistificazione della violenza è proprio la bandiera della non violenza: <strong>Mohandas Gandhi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La venerazione collettiva che circonda quest&#8217;uomo è tale che sembra impossibile dire qualcosa di negativo al suo riguardo, e la stessa ammirazione rende gli ammiratori dell&#8217;eroe della patria indiana incapaci di vedere quanto quest&#8217;uomo fosse violento. La sua strategia era tutto un insieme di ricatti (il lasciarsi morire di fame qualora non si fosse fatto quello che diceva lui non può avere altro nome) e di dimostrazioni di forza fattiva (migliaia di individui circondavano poche decine di militari); le sue parole e tutte le sue azioni, nate dal desiderio che l&#8217;India (un&#8217;invenzione inglese; prima esistevano soltanto sovrani locali, come e più che nella penisola italiana) fosse indipendente, e cioè uno Stato sovrano indipendente ha tali e tante implicazioni di violenza e sopruso che sarebbe lungo prenderli tutti in esame (apparirà però evidente a chiunque almeno che uno Stato non può esistere senza divisioni interne, stratificazione in classi, organi deputati a monopolizzare la violenza etc); eppure Gandhi viene considerato il paladino della non violenza. Se per violenza dobbiamo intendere quello che la parola indica davvero, nel caso gandhiano possiamo al massimo parlare di non belligeranza, non di non violenza, e le sue gote emaciate in ogni foto sono il segno più evidente di quanto il suddito dell&#8217;imperatrice Vittoria utilizzasse la violenza contro se stesso in modi a volte davvero irrazionali (anche il problema animale nella mente di Gandhi si configurava come fatto prettamente violento. Egli riteneva l&#8217;uomo dovesse essere vegetariano per dimostrare la propria superiorità sugli altri animali, giacché il mangiare carne era cosa da besti feroci e la continenza-e cioè l&#8217;autorepressione, l&#8217;autoviolenza- sarebbero degni di esseri superiori; si mutino un po&#8217; le parole e la frase potrebbe benissimo essere attribuita a un nazista che parli di accoppiamento interraziale&#8230;).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma da dove nasce allora tutta questa venerazione per la non violenza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong> Gandhi stesso parla di <strong>Tolstoj </strong>e di <strong>Thoreau</strong> come suoi precursori e se chi scrive non ha una conoscenza tale dell&#8217;opera di Tolstoj da consentirgli di approfondire questa parte del problema, lo stesso ha abbondantemente letto Thoreau e può senza tema di smentita asserire che in queste parole c&#8217;è quanto meno una forzatura.<br />
È vero che l&#8217;autore americano parla di disobbedienza civile, di necessità di non pagare le tasse a uno stato schiavista; è però assolutamente vero che lo stesso autore, nello stesso “<em><strong>Disobbedienza civile” </strong></em>dice apertamente che impugnare le armi per combattere lo schiavismo non è affatto errato, anzi, è un dovere.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque non abbiamo trovata ancora l&#8217;origine della nostra venerazione per la non violenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Giunge in nostro soccorso, in tal proposito, un&#8217;acuta analisi di <strong>Ted Kaczynski</strong> contenuta nel suo saggio “<strong><em>Moralità e Rivoluzione</em></strong>”</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>“Particolarmente istruttiva ed indicativa è la proibizione morale della violenza nella nostra società. (Col termine “violenza definisco gli attacchi fisici sugli esseri umani o l&#8217;applicazione della forza fisica agli e da parte degli esseri umani). Diverse centinaia di anni fa, la violenza in sé non era considerata immorale, era ammirata. La classe sociale più prestigiosa era la nobiltà, che a quei tempi era una casta guerriera. Anche alla vigilia della Rivoluzione Industriale la violenza non veniva considerata come il più grande dei mali, e certi altri valori – come, per esempio, la libertà personale – erano ritenuti essere più importanti rispetto l&#8217;eliminazione della violenza. In America, persino durante il XIX secolo, l&#8217;atteggiamento pubblico nei confronti della polizia era negativo, e le forze di polizia venivano mantenute deboli ed inefficienti perché il sentimento generale le riteneva una minaccia alla libertà. La gente preferiva difendersi da sé ed accettava un livello di violenza nella società tollerabilmente alto invece che rischiare di perdere parte della propria libertà personale. Da allora, gli atteggiamenti verso la violenza sono cambiati drammaticamente. Oggi, i media, le scuole e chiunque sia compromesso col sistema, ci fanno il lavaggio del cervello inducendoci a credere che la violenza sia una cosa che, rispetto a tutte le altre, non bisogna assolutamente commettere. (Naturalmente, quando il sistema trova conveniente usare la violenza – per mezzo della polizia o dell&#8217;esercito – per i propri propositi, può sempre escogitare una scusa per impiegarla). Talvolta si sostiene che il moderno atteggiamento nei riguardi della violenza sia il risultato della sensibile influenza del cristianesimo, ma tale asserzione è assurda. Il periodo durante il quale il cristianesimo fu più forte in Europa, il Medioevo, fu un&#8217;epoca particolarmente violenta. É stato durante la Rivoluzione Industriale e nel corso dei conseguenti cambiamenti tecnologici che gli atteggiamenti verso la violenza si sono modificati ed alterati, mentre nello stesso arco di tempo l&#8217;influenza del cristianesimo si è marcatamente indebolita.</p></blockquote>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Chiaramente, non è stato il cristianesimo che ha cambiato gli atteggiamenti nei confronti della violenza. È necessario per il funzionamento della moderna società industriale che la gente operi ed agisca in modo rigido e meccanico, obbedendo alle regole, seguendo gli ordini e gli schemi, eseguendo le procedure prescritte. Di conseguenza il sistema richiede, soprattutto, docilità umana e ordine sociale. Di tutti i comportamenti umani, la violenza è uno dei più distruttivi per l&#8217;ordine sociale, quindi il più pericoloso per il sistema. Dal momento in cui la Rivoluzione Industriale ha iniziato a progredire, le classi dominanti, percependo che la violenza era sempre più avversa e sfavorevole ai loro interessi, modificarono il loro atteggiamento nei suoi confronti. Dato che la loro influenza era predominante nel determinare che cosa si doveva pubblicare sulla stampa ed insegnare nelle scuole, gradualmente trasformarono l&#8217;atteggiamento dell&#8217;intera società, sicché oggi la maggior parte delle persone della classe media, ed anche la maggioranza di coloro che pensano dei ribelli contrari al sistema, credono che la violenza sia il peccato fondamentale. Essi immaginano che la loro opposizione alla violenza sia l&#8217;espressione di una loro decisione morale, e in un certo senso lo è, ma in realtà si basa su una moralità che è designata  servire gli interessi del sistema ed è instillata attraverso la propaganda. Infatti, tali persone hanno semplicemente subito un lavaggio del cervello.”</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dunque, riprendendo il discorso fatto in precedenza ispirandoci a Foucault, <strong>la non violenza non è altro che una violenza del sistema</strong>, un tratto educativo che ci viene inculcato per renderci ingranaggi del sistema, fantasmi, ossessi incapaci di vedere quanta violenza ci sia riversata addosso e quanta noi stessi ne riversiamo addosso a chi non può difendersi. E, visto in questa luce, l&#8217;aderenza al veganismo pacifista non è che un abbracciare i valori del sistema, un farsi piccolo perché il Leviatano sia grande, un rifiutare sé per glorificare il nostro Signore che è l&#8217;esistente; fatta in questa chiave, la scelta vegan non è che un pilastro in più che tenga in piedi la Megamacchiana; è la più fine delle educazioni al sistema, la più spinta forma di chinare il capo davanti alle inaudite violenze messe in atto dal Dominio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I vegani non possono far propri i valori del sistema, non possono aderire, anche solo in parte, alle menzogne che rendono possibile l&#8217;uccisione di milioni di individui innocenti per il solo godimento di pochi privilegiati; un vegano deve avere dei valori altri, e questi valori cominciano dalla consapevolezza di chi è, del suo ruolo eversivo, del suo smascherare le menzogne che il sistema ci inculca per perpetuare se stesso; o è questo un vegano, o non è nulla.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>OGM: Basf abbandona l&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 17:50:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Basf, gigante della chimica e delle biotecnologie, ha annunciato che sta abbandonando i suoi piani per lo sviluppo e la commercializzazione di colture Ogm in Europa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/amflora.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5839" title="amflora" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/amflora-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Basf, gigante della chimica e delle biotecnologie, ha annunciato che sta abbandonando i suoi piani per lo sviluppo e la commercializzazione di colture Ogm in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il colosso infatti trasferirà negli USA la sede di PlantScience, la controllata che si occupa di ingegneria genetica applicata all’agricoltura, a causa delle fortissime resistenze che ha incontrato nel far accettare i suoi prodotti agricoli OGM, come le patate Amflora, Amadea, Modena e Fortuna.</p>
<p style="text-align: justify;">Le motivazioni dettagliate di questa scelta le spiega in un comunicato stampa Stefan Marcinowski, membro del CDA di BASF:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>&#8220;Siamo convinti che la biotecnologia sia una tecnologia chiave per il ventunesimo secolo. Ciò nonostante, c’è ancora una scarsa accettazione di questa tecnologia in molte parti d’Europa tra la maggioranza dei consumatori, degli agricoltori e dei politici. Di conseguenza, non ha senso continuare ad investire in prodotti specifici per la coltivazione in questo mercato. Quindi ci concentreremo sugli interessanti mercati del nord e sud America e sui mercati emergenti dell’Asia.&#8221;</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Immediato il commento di Federica Ferrario, responsabile campagna ogm di Greenpeace, che ha detto in proposito:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><span style="text-align: justify;">“Basf ammette che gli europei non vogliono le colture Ogm e hanno buone ragioni per non volerli. Non solo a causa delle preoccupazioni per i rischi sanitari, ma perché gli ogm vanno a braccetto con l’agricoltura di stampo industriale, l’uso di pesticidi, la resistenza a infestanti e parassiti e hanno rese deludenti a lungo termine”</span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Inizialmente, BASF aveva sperato di introdursi nel mercato europeo,  vista l’approvazione da parte della Corte di Giustizia Europea (avvenuta nel marzo del 2010) della semina della patata Amflora e di tre varietà di mais transgenico, ma evidentemente le battaglie anti ogm hanno dato i loro frutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;"> La fuga di Basf in America non dipende infatti solo dal rifiuto dell&#8217;Europa ma è il risultato di  sconfitte verificatesi negli ultimi due anni in Cina, India, Filippine, Thailandia e altrove. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">Sono questi i motivi per cui o</span><span style="text-align: justify;">ltre il 90 per cento degli ogm a uso alimentare viene oggi coltivato in soli quattro paesi del continente americano e esempi di rifiuto simile a quello europeo legato alla coltivazione della patata ogm si erano già verificati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">Nel 2011, l’India ha respinto l’autorizzazione della melanzana ogm, l’unico alimento transgenico per il quale era stata chiesta l’autorizzazione, mentre nel settembre 2011 la Cina ha sospeso la commercializzazione di riso ogm. Anche Filippine e Thailandia hanno respinto riso geneticamente modificato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;"> Basf sta accantonando la sua patata ogm resistente agli antibiotici, l’Amflora, una delle uniche due colture ogm autorizzate per la coltivazione in alcuni paesi europei. “Una coltivazione biotech che si è rivelata un vero e proprio flop commerciale” commenta Greenpeace. La società tedesca Basf prende atto della crescente opposizione della maggioranza dei cittadini europei che in quasi due casi su tre (61 per cento) si sono detti molto contrari ai cibi geneticamente modificati. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare la decisione della multinazionale tedesca di rinunciare allo sviluppo e alla commercializzazione di nuovi prodotti transgenici (ogm) destinati all’Unione europea.</span></p>
<p style="text-align: justify;">“Un comportamento che – precisa la Coldiretti – non potrà non essere presto seguito anche dalle altre multinazionali come dimostra il calo della superficie coltivata a Ogm in Europa che si è progressivamente ridotta negli ultimi anni fino ad appena 91.643 ettari (2010) mentre su un totale di 27 paesi dell’Unione Europea – continua la Coldiretti – solo in 6 è stato coltivato mais Ogm (Spagna, Romania, Slovacchia, Portogallo, Polonia, e Repubblica Ceca). Sono invece solo 450 gli ettari coltivati con patata ”amflora” da seme che è presente – conclude la Coldiretti – solo in tre paesi (Germania, Svezia e Repubblica Ceca)”.</p>
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		<title>Il miele e gli altri prodotti dello sfruttamento delle api</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 14:08:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
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		<description><![CDATA[Capita spesso, a noi vegani, di essere interrogati sul perché non mangiamo il miele poiché, inspiegabilmente, questa nostra scelta viene interpretata come un'esagerazione molto più di altre. Riteniamo questo articolo un buon inizio per chiunque voglia iniziare ad approfondire la "questione api" o la "questione miele" sia legata al veganismo che in generale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/250px-Apis_mellifera_bi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5834" title="250px-Apis_mellifera_bi" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/250px-Apis_mellifera_bi.jpg" alt="" width="250" height="197" /></a>L<strong>&#8216;Apis mellifera</strong> possiede un sistema nervoso sviluppato, la capacità di provare dolore e un&#8217;intelligenza che le permette, ad esempio, di costruire celle basandosi sulla percezione dei campi gravitazionale e magnetico terrestri.  Comunica mediante i suoni prodotti dalle vibrazioni delle ali, l&#8217;emissione di feromoni e un complesso linguaggio basato su danze, tramite il quale è in grado, fra le tante cose, di dirigere l&#8217;intera colonia verso il cibo specificandone qualità, distanza ed esatta locazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Capita spesso, a noi vegani, di essere interrogati sul perché non mangiamo il miele poiché, inspiegabilmente, questa nostra scelta viene interpretata come un&#8217;esagerazione molto più di altre.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono ovviamente svariate ragioni per cui un vegano non consuma miele, chiaramente perché la sua produzione implica sfruttamento e sofferenza delle api.</p>
<p style="text-align: justify;">Proveremo a tracciare un elenco delle motivazioni, essendo il più sintetici e precisi allo stesso tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di uccidere questi animali, l&#8217;industria li sottopone a manipolazioni continue, regimi alimentari forzati e innaturali, inseminazione artificiale, trasporti spossanti e vivisezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli apicoltori non si limitano, come invece molti credono, a sottrarre alle api il miele prodotto in eccesso; al contrario, spesso si estrae tutto quello immagazzinato nel periodo estivo e si nutrono le colonie con sciroppo di zucchero per tutto l&#8217;inverno.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo non è un equivalente adeguato alla dieta naturale delle api, delle quali infatti abbassa la durata della vita esponendole a diverse malattie.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo, allo zucchero vengono spesso aggiunti antibiotici che espongono le colonie selvatiche ad un maggior rischio di contrarre le malattie stesse. In presenza di contagi per i quali non si conoscano trattamenti efficaci, gli apicoltori non esitano ad incendiare gli alveari.</p>
<p style="text-align: justify;">Le pratiche di fumigazione eliminano la perdita dell&#8217;alveare: permettono, infatti, di avvelenare le api con il cianuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri apicoltori distruggono gli alveari prima che sopraggiunga l&#8217;inverno.</p>
<p style="text-align: justify;">Per far abbandonare l&#8217;alveare, lo si può anche scuotere con forza o irrorarlo con potenti getti d&#8217;aria.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante queste operazioni è facile che le ali e le zampe delle api vengano irrimediabilmente danneggiate.</p>
<p style="text-align: justify;">Per impedire alle regine di sciamare, vengono loro bloccate le ali.</p>
<p style="text-align: justify;">Per estrarne più facilmente il miele, spesso si riscalda l&#8217;alveare. Le api, spinte dal calore, volano verso l&#8217;uscita dove vengono catturate in un cono metallico o in un bee escape. In mancanza di uscite, per eliminare le api fuggitive, si usa una griglia elettrica.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando due colone vengono mischiate la regina di quella più debole viene uccisa.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei più evidenti segnali della sofferenza implicita nell&#8217;allevamento delle api è la difesa dell&#8217;alveare che mettono in atto pungendo gli apicoltori. Questo avviene nonostante essi usino il fumo per farle calmare (previene agitazioni della colonia mascherando il feromone che le api rilasciano per dare l&#8217;allarme in situazioni di pericolo).</p>
<p style="text-align: justify;">Per confinare le api lontano dall&#8217;area nella quale hanno raccolto il miele, si usano apposite trappole.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel processo di verifica delle condizioni dell&#8217;alveare e di estrazione del miele, anche il più attendo degli apicoltori non potrà fare a meno di calpestare e uccidere incidentalmente un buon numero di api.</p>
<p style="text-align: justify;">Le regine vengono soppresse ogni due anni (in natura vivono fino a cinque), quando la loro capacità di deporre uova declina rendendone il mantenimento economicamente svantaggioso.</p>
<p style="text-align: justify;">La loro inseminazione artificiale provoca la morte del maschio; il metodo più diffuso per ottenere lo sperma è infatti, consiste nella decapitazione di quest&#8217;ultimo (quando la testa viene staccata, il sistema nervoso centrale riceve un impulso elettrico che provoca eccitazione sessuale).</p>
<p style="text-align: justify;">A volte testa e torace del maschio vengono schiacciati per provocare la fuoriuscita dell&#8217;endofallo. Lo sperma di diversi esemplari viene raccolto e l&#8217;inseminazione della regina, anestetizzata con ossido di carbonio, avviene all&#8217;interno di un apposito contenitore tubolare.  Per aprire la vagina ed iniettarvi il seme, vengono utilizzati microscopici uncini.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>I PRODOTTI DERIVANTI DALLO SFRUTTAMENTO DELLE API</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I benefici dei prodotti derivanti dalle api non ne giustifica per noi lo sfruttamento: questi prodotti, infatti, sono tutti sostituibili con sostanze di origine non animale e dalla comprovata validità: sciroppo di riso, malto d&#8217;orzo, malto di sorgo, succhi concentrati di frutta, zucchero di canna non raffinato, zucchero di barbabietola, succo d&#8217;acero, sciroppo d&#8217;acero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/miele01_d0.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5835" title="miele01_d0" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/miele01_d0-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>MIELE:</strong> il miele è il vomito dell&#8217;ape. Una volta ingoiato il nettare, essa lo rigetta e vi aggiunge enzimi mescolandolo con le proprie secrezioni digestive. La mistura viene poi rigurgitata per essere ulteriormente digerita da altre api. Non contiene sostanze nutritive rilevanti per l&#8217;alimentazione umana, di certo non contiene sostanze insostituibili. Si è provato più volte negli USA a dimostrare le capacità del miele di contrastare le allergie ma esso ha dimostrato un&#8217;efficiacia minima. Anche il tentativo di comprovare le sue presunte capacità terapeutiche è fallito e, al contrario, esistono delle consistenti ragioni per non consumarlo: le modalità dello sfruttamento delle api e i danni che può arrecare alla nostra salute. Il consumo di miele e pappa reale viene infatti sconsigliato a chi soffre d&#8217;asma o di allergie e ai bambini di età inferiore ai 12 mesi il cui sistema digestivo non è in grado di interagire con le spore batteriche potenzialmente presenti in esso o peggio, con la probabile contaminazione da botulino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CERA</strong>: la secrezione con la quale le api costruiscono gli alveari. Viene usata dall&#8217;uomo nella produzione di cosmetici, farmaci, vernici, candele e alcuni tipi di carta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VELENO</strong>: per raccoglierlo si stende una membrana elettrificata davanti all&#8217;alveare. Quando le api la toccano ne ricevono una scossa alla quale reagiscono pungendola e dunque morendo. Il veleno così raccolto viene commercializzato in virtù  di non dimostrate doti curative.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>POLLINE</strong>:  può risultare più nutriente di altri cibi soltanto se ingerito in quantità pari a qualche chilo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PAPPA REALE</strong>: costituisce la sola fonte di nutrimento dell&#8217;ape regina ed è ciò che le permette di diventare tale. Rispetto a 500 mg di pappa reale, 30 gr. di cornflakes contengono 30 volte più tiamina e riboflavina, 90 volte più niacina e circa 400 volte più acido folico. Non esiste ad oggi seria ricerca medica che abbia confermato  gli effetti terapeutici della pappa reale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PROPOLI</strong>: usato come antisettico e come colla. è una resina che le api raccolgono negli alberi e usano per tappare i buchi negli alveari. Per loro è anche un antibiotico, un antivirale e un funghicida naturale, mentre dagli umani viene usato per curare infezioni gengivali e mal di gola o come integratore alimentare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IMPOLLINAZIONE</strong>: il valore monetario dell&#8217;impollinazione è stimato in Italia attorno ai tremila miliardi di vecchie lire. Permette infatti la fecondazione delle piante entomofile, ovvero la maggior parte di quelle agrarie sia spontanee che coltivate. L&#8217;industria stra cercando di creare api geneticamente modificate  e capaci di impollinare anche quei tipi di piante che, in natura, verrebbero impollinate da api selvatiche o da altri insetti che però stanno adesso scomparendo a causa di inquinamento, pesticidi, allevamenti intensivi e loro emissioni e sviluppo edilizio. Non si creda che l&#8217;impollinazione portata avanti dalle api domestiche possa essere ecologicamente benefica; nelle condizioni  create dall&#8217;uomo risulta essere addirittura dannosa. I programmi governativi, infatti, sono centrati solo sulla protezione delle api bottinatrici di tipo europeo. Sono state eliminate la maggior parte delle api selvatiche il cui numero è precipitato del 50% e negli US non ci sono mai state così poche api. Solo una piccola percentuale dei pesticidi utilizzati in agricoltura, tristemente, centra l&#8217;obiettivo. La maggior parte colpisce specie diverse, api comprese.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA SPERIMENTAZIONE SULLE API</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le api sono sfruttate anche nell&#8217;ambito della vivisezione e della biotecnologia; la maggior parte degli esperimenti cui vengono sottoposte ha lo scopo di sviluppare alveari in grado di produrre più miele e assicurino maggiori guadagni.  In Giappone vengono irradiate per rendere la loro puntura inoffensiva e per creare una specie priva di pungiglione.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre ricerche riguardano: effetti dei fitofarmaci, effetti dei feromoni sul sistema endocrino, regolazione del processo riproduttivo, trattamenti topici con ormone giovanile, restrizioni di movimento della regina, confinamento (per indurre la costruzione di cupolini e celle),  costruzione di celle indotta mediante eccesso di affollamento, test di tossicità acuta e residua degli antiparassitari, effetti di diverse diete, influenza del fotoperiodo e del termoperiodo sui ritmi di volo, produzione di veleni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Governo sudamericano ha finanziato nel 1956 l&#8217;introduzione nel Paese dell&#8217;Apis mellifera scutellata, originaria del Sudafrica, per ottenere un ibrido che assommasse le qualità positive delle due razze. La fuga di 26 sciami di api africane determinò invece la nascita di una popolazione di api selvatiche ibride nelle quali a prevalere sono le caratteristiche negative.</p>
<p style="text-align: justify;">I media le hanno battezzate &#8220;api assassine&#8221; a causa dell&#8217;aggressività verso gli alveari di api europee che riescono facilmente a sopprimere.  Anche animali domestici e uomini hanno pagato a caro prezzo questo fallimento della bioingegneria: in Messico dal 1986 al 1991 sono stati segnalati almeno 1000 attacchi a persone che hanno causato 58 decessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Si stima che attualmente in US queste api abbiano ucciso centinaia fra animali e uomini.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>CONCLUSIONI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo questo articolo un buon inizio per chiunque voglia iniziare ad approfondire la &#8220;questione api&#8221; o la &#8220;questione miele&#8221; sia legata al veganismo che in generale.</p>
<p style="text-align: justify;">Crediamo che possa essere un contributo utile per rispondere alle frequenti domande di chi ha sempre affermato con ingenua buonafede o con aria di sottile sfida che <strong><em>&#8220;In fondo, che facciamo di male? Leviamo loro solo il miele in più!&#8221;</em></strong></p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Le cavie del progresso siamo noi. Ribelliamoci!</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 16:37:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al problema della crisi ecologica e della fame nel mondo ai quali la Terra è stata condotta dall'agricoltura industriale e capitalistica, si sta aggiungendo quello che sarebbe il più grande fallimento della storia: l'IRRECUPERABILE: la DISTRUZIONE DELLA BIODIVERSITA']]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/eduamb.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5823" title="eduamb" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/eduamb-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Gli organismi geneticamente modificati sono batteri, funghi, virus, piante e animali le cui caratteristiche genetiche sono state modificate il laboratorio. In genere uno o più geni presi da altri organismi vengono introdotti nel patrimonio ereditario dell&#8217;organismo che si vuole modificare.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo l<strong>&#8216;OGM</strong> esprimerà i nuovi caratteri , ma li trasmetterà alla sua discendenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scambi di geni possono avvenire fra esseri viventi appartenenti a specie completamente diverse (uomini, piante e animali). <strong>COSA IMPOSSIBILE PER NATURA</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le applicazioni investono gli ambiti più disparati: medicina, ecologia, settore agroalimentare e zootecnico.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;agricoltura, in particolare, si assiste a una rapida diffusione: infatti al giorno d&#8217;oggi, il 60% dei prodotti venduti nei SUPERMERCATI può contenere elementi di origine transgenica.</p>
<p style="text-align: justify;">Meno conosciuto, ma molto importante, è l&#8217;utilizzo in campo farmaceutico, dove attraverso l&#8217;atroce e fallace pratica della VIVISEZIONE la scienza biotecnologica propone &#8220;pezzi di ricambio&#8221; attraverso <strong>XENOTRAPIANTI</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I rischi sono enormi in quanto non esiste una possibilità di previsione dei danni che possono nascere dal rilascio di piante e animali transgenici in natura. Non predicibili né controllabili sono le interazioni fra il trasgene e il DNA nel quale viene inserito.</p>
<p style="text-align: justify;">Imprevedibili gli effetti degli <strong>OGM </strong>massicciamente disseminati nell&#8217;ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Al problema della crisi ecologica e della fame nel mondo ai quali la Terra è stata condotta dall&#8217;agricoltura industriale e capitalistica, si sta aggiungendo quello che sarebbe il più grande fallimento della storia: l&#8217;<strong>IRRECUPERABILE: la DISTRUZIONE DELLA BIODIVERSITA&#8217;</strong> nata col mondo e prossima ad affogare nell&#8217;inquinamento biochimico, all&#8217;interno del quale si muovono a fatica vite ibride causate da manipolazioni forzate.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evoluzione delle superfici coltivate nel mondo a monocoltura transgenica rivela una tendenza alla crescita esponenziale elevatissima: sono centinaia di milioni gli ettari in mano alle grandi <strong>MULTINAZIONALI DEL PROFITTO</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ci si può certamente fidare di chi pubblicamente (ma non nei propri stabilimenti) ha fatto marcia indietro a livello di vendite commerciali: i controlli al riguardo sono praticamente inesistenti o condotti dalle stesse case produttrici e comunque basati su percentuali di accettabilità per le contaminazioni che lievitano nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ASSURDE SOLO LE REGOLE LEGISLATIVE</strong> che consentono l&#8217;incremento del numero dei centri di sperimentazione di fronte a una dichiarata illegalità del commercio per uso alimentare sul suolo italiano unite alla realtà degli<strong> ALLEVAMENTI INTENSIVI </strong>di animali da <strong>MACELLO</strong> a loro volta alimentati coi prodotti dell&#8217;ingegneria genetica per la quasi totalità.</p>
<p style="text-align: justify;">La situazione espone ogni essere vivente ad un presente indegno con prospettive devastanti!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GOVERNI </strong>e<strong> MULTINAZIONALI</strong> stanno cercando di mettere in atto anche le vie più indirette per propinarci i loro veleni.</p>
<p style="text-align: justify;">Come persone responsabili e pensanti abbiamo il dovere di accorgerci di questa grande mano che seminando morte raccoglie guadagni.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo e possiamo<strong> RIBELLARCI</strong> all&#8217;ennesima pretesa coercitiva di dominio per rimboccare la strada dell&#8217;AUTOGESTIONE delle nostre vite.</p>
<p style="text-align: justify;">Cominciando col <strong>BOICOTTARE </strong>i prodotti confezionati e le grandi distribuzioni da banco dei supermarket; scegliere le materie prime ricordando che<strong> NEMMENO BIOLOGICO SIGNIFICA LIBERO DA OGM</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una strada ostica, che richiede costanza e scaltrezza da utilizzare nell&#8217;ottica di un consumo critico, ma che ci porterà a ripristinare una condizione di esistenza equilibrata se supererà lo stato di delirio antropocentrico.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;agricoltura non è una scienza unica applicabile dall&#8217;alto uniformemente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sapere vero dell&#8217;umanità si caratterizza per la sua complessità: ogni cultura così come ogni coltura sono funzionali alle caratteristiche del territorio in cui nascono e alla popolazione che le genera.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora come ora<strong> BREVETTATI</strong> e <strong>MANIPOLATI</strong>, ci vogliono immettere nel sangue l&#8217;idea di falsa perfezione che ha il potere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>NON ACCETTEREMO MAI QUESTO PROGETTO</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ecosistema non ha bisogno né di deleghe né di compromessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna etichettatura.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna regolamentazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La NATURA non necessita di modifiche ma di consapevolezza e prese di posizione in sua e nostra difesa.</strong></p>
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		<title>Bachi da seta Ogm: la ragnatela d’acciaio di Spiderman diventa realtà</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 16:53:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bachi da seta ogm in grado di produrre tela resistente quanto quella di un ragno]]></category>
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		<category><![CDATA[università del Wyoming]]></category>

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		<description><![CDATA[Ennesimo delirio in campo OGM. Da incroci fra bachi da seta e ragni nasce il baco in grado di produrre la stessa fibra prodotta dai ragni.

Toni entusiastici per la notizia. Da parte nostra, la stessa amarezza di sempre davanti a quanto l'uomo continui a utilizzare le biotecnologie per modificare l'esistente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Ennesimo delirio in campo OGM. Da incroci fra bachi da seta e ragni nasce il baco in grado di produrre la stessa fibra prodotta dai ragni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Toni entusiastici per la notizia. Da parte nostra, la stessa amarezza di sempre davanti a quanto l&#8217;uomo continui a utilizzare le biotecnologie per modificare l&#8217;esistente. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: Blitzquotidiano.it &#8211; 5 gennaio 2012 </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/baco-da-seta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5819" title="baco da seta" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/baco-da-seta-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" /></a>Bachi da seta ogm in grado di produrre tela resistente quanto quella di un ragno</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultima sfida dell’ingegneria genetica è stata vinta da Don Jarvis, dell’<strong>università del Wyoming</strong>, che ha ricreato in laboratorio la stessa tela usata dal personaggio dei fumetti Uomo ragno.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca pubblicata sulla rivista<strong> Pnas</strong> ha unito la facilità di allevare bachi da seta con la resistenza, pari a quella dell’acciaio, della tela prodotta dai ragni.</p>
<p style="text-align: justify;">Allevare i ragni sarebbe infatti impossibile, sia per la scarsa quantità di tela prodotta che per il fatto che si mangerebbero tra di loro. Tali ragnatele potranno essere usate in medicina o sostituire la plastica.</p>
<p style="text-align: justify;">Jarvis ha modificato il dna dei vermi inserendovi i geni dei ragni, per ottenere una sorta di “ragni da seta”. Christopher Holland, ricercatore dell’università di Oxford, ha commentato: “<em>Essenzialmente questa ricerca ha dimostrato che è possibile prendere un componente della tela di ragno e creare un baco da seta in grado di produrre una fibra differente dalla sua</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le applicazioni tecniche sono molte: la ragnatela potrà essere usata per suture più resistenti, e creare protesi e legamenti. Inoltre tale materiale potrebbe sostituire la plastica,  un sostituto decisamente ecologico e che viene creato con grande risparmio energetico. Insomma dopo anni di ricerca finalmente si potrà produrre la tela di ragno a livello industriale. L’importante sarà spiegare che sebbene la ragnatela sia resistente, non sarà comunque il caso di saltare di tetto in tetto come l’amato eroe dei fumetti Spiderman.</p>
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		<title>Veganismo è prendere posizione</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2012/01/07/veganismo-e-prendere-posizione/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 12:08:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiuRo</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>

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		<description><![CDATA[Molte persone affermano che l'uomo abbia incominciato a mangiare animali a causa della glaciazione: mancavano derrate alimentari e dunque, per non morire di fame o di carenze varie, l'uomo prese a mangiare animali. Questa motivazione non regge ad un esame attento. Radici culturali del mangiar carne e scelta vegan consapevole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/vegan-label.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5813" title="vegan-label" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/vegan-label-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a>Lo scientismo imperante ha portato spesso il dibattito che concerne il veganismo entro percorsi facilmente controllabili e identificabili che quasi coincidono con la lezione di un mediocre nutrizionista; in buona parte il dibattito, infatti, si riduce a domande quali: “<em>E&#8217; possibile essere vegani</em>” e a ricerche sulle motivazioni storiche che avrebbero portato un animale frugivoro come l&#8217;uomo originario all&#8217;assunzione di carni animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste motivazioni, poi, scadono spesso nell&#8217;autentico delirio e si attribuisce ai nostri antenati la medesima conoscenza scientifica che abbiamo noi:<em> “L&#8217;assunzione di carne avvenne per sopperire alla scarsità di apporto proteico dovuto a una dieta a base di vegetali</em>”. È già da dimostrare che una dieta di soli vegetali sia carente in proteine (in realtà è assolutamente bilanciata, per un animale, l&#8217;uomo, che non ha grandi bisogni proteici ma di carboidrati&#8230;); è risibile che si attribuisca ai nostri antenati consapevolezza del fabbisogno proteico quotidiano.</p>
<p style="text-align: justify;">
Ma questo atteggiamento si spinge al punto da legarsi alla tradizione, dal legare all&#8217;antica sapienza contadina chiaro discernimento su cosa fosse da assumere, cosa associare, come far sì che una dieta fosse bilanciata: ecco allora che si parla di pasta con i fagioli, ceci con pane raffermo&#8230;si tende però a dimenticare che la stessa tradizione include dei veri aborti nutrizionali: il pane con la milza assunto in Sicilia, luogo caldo e che dunque non può neanche accampare la scusa del grasso per proteggersi dal caldo, le stigghiole della stessa regione, fagioli e cotiche del nord sono solo degli esempi su quanto la tradizione se ne infischiasse bellamente dei nostri principi di nutrizionistica. Gente che non aveva messo appunto nessun principio medico legato alla nutrizione non agiva su suggerimento di principi che ancora non esistevano e se la pasta con i fagioli è un piatto fantastico per equilibrio di aminoacidi essenziali è più un caso che un merito della tradizione. Dunque, anche pensare che gente priva di principi di nutrizionistica cercasse degli equivalenti per compensare dei vuoti non ha alcun senso.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure avviene così: molte persone affermano che l&#8217;uomo abbia incominciato a mangiare animali a causa della glaciazione: mancavano derrate alimentari e dunque, per non morire di fame o di carenze varie, l&#8217;uomo prese a mangiare animali.<br />
Sfugge un fatto: se una cosa è pensata come impossibile, allora quella cosa rimarrà impossibile. Dunque, se fino a qualche giorno prima che la terra gelasse, l&#8217;uomo avesse pensato che mangiare carne fosse impossibile, con la glaciazione l&#8217;uomo non avrebbe certo cominciato a mangiarla ma sarebbe morto di fame ( si vedano per esempio i casi di individui che si lasciano morire di fame in seguito a incidenti con molti morti umani pur di non ricorrere al cannibalismo).</p>
<p style="text-align: justify;">Questa motivazione non regge ad un esame attento. È infatti vero che l&#8217;Europa, l&#8217;America e l&#8217;Asia settentrionale e l&#8217;Oceania vissero tempi tanto rigidi che buona parte della vegetazione e delle specie animali si estinsero, ma è indubbio che le zone in cui sorgono le attuali foreste equatoriali (Borneo, Africa centrale, America centro-meridionale) furono toccare solo marginalmente dal fenomeno e la grande varietà di specie animali e vegetali lì ospitate ne sono la testimonianza più evidente.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, se l&#8217;era glaciale avesse costretto il genere umano ad assumere carne, questo sarebbe un uso SOLO Europeo, Nord Americano e Oceanico sconosciuto nelle zone equatoriali: basta la semplice visione di un documentario sull&#8217;Amazzonia per rendersi conto che le cose vanno altrimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è poi l&#8217;evidenza archeologica, la presenza di strumenti per raschiare le ossa assai prima che nascesse l&#8217;uomo moderno (quando la glaciazione non era neppure pensabile) a documentare un&#8217;assunzione di carne da parte dei nostri antenati, in un tempo in cui, in termini nutrizionali, era assolutamente inutile farlo: v&#8217;erano radici, vegetali a foglia, ortaggi a profusione; nulla spingeva dunque a consumare carogne putrescenti (forse un tipo di adattamento ambientale motivato dal successo dei nostri antenati vegetariani, al dilagare dei primi ominidi e alla necessità di evitare uno scontro per le risorse inserendo nuove varietà di “cibo”nella dieta). Non potremo mai sapere perché avvenne quel passaggio, non ci sarà MAI un nostro antenato che possa venire da noi e ci possa spiegare perché mangiò il primo pezzo di un animale; sbilanciarsi sulle spiegazioni è solo un esercizio letterario da cui chi scrive non rifugge: quello però si chiama narrativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo invece fatti storici documentati e concreti: lungo l&#8217;intera storia umana l&#8217;assunzione di carne non fu mai un fatto essenziale dell&#8217;alimentazione umana ma solo marginale ed esclusivo delle classi dominanti; solo il giorno della festa il contadino poteva sentirsi uguale al latifondista assumendo il corpo di un innocente.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendendo spunto dalle riflessioni d<strong>i René Girard</strong> (La violenza e il sacro, 1972) possiamo asserire che in una società gerarchizzata, quale fu quella uscita dalla rivoluzione del neolitico (in questo periodo l&#8217;introduzione di allevamento e agricoltura introdusse una specializzazione e una fissità, addirittura ereditaria, nella ripartizione dei ruoli) la società del dominio nascente era percorsa da fortissime tensioni interne (Gerard direbbe tensione mimetica) che avrebbe potuto portare ad una deflagrazione del meccanismo per l&#8217;esplosione della rabbia e del malcontento: il neo costituto contadino aveva ancora troppo fresca l&#8217;esperienza dei suoi antenati liberi per non vedere come una distorsione la prevaricazione che la neo costituita classe dirigente perpetrava nei suoi confronti. Fu allora che venne introdotto il sacrificio rituale del capro espiatorio e l&#8217;assunzione collettiva della sua carne; da prima si trattò di carne umana; poi di altri animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sacerdote, chi deteneva il potere, ritenne opportuno stornare la forte carica d&#8217;invidia che lo circondava denunciando come colpevole delle sventure degli esclusi un individuo diverso dalla “norma” fissata culturalmente ed ecco che da prima si focalizzò sugli storpi, sui troppo brutti o i troppo belli.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo genere di sacrificio aveva però un difetto esiziale: i congiunti del sacrificato, membri del gruppo, potevano protestare contro l&#8217;evidente arbitrarietà della scelta e scendere in campo per difendere chi era ingiustamente ucciso. A quel punto divenne necessario scegliere la vittima in assoluto più innocente, l&#8217;essere che nessuno avrebbe mai voluto o potuto vendicare: questa vittima era “l&#8217;animale”, cioè tutto il vivente non umano (anche se, paradossalmente, questa ripartizione si stabilì proprio con l&#8217;atto del sacrificio: chi era sacrificabile era animale, l&#8217;animale è il sacrificabile). Dunque, la scelta del capro espiatorio, di colui su cui riversare tutte le tensioni e la violenza che una società ripartita in gerarchie fisse generava, avvenne stabilendo come principio determinante la scelta l&#8217;assoluta impossibilità di difendersi della vittima: nessuno avrebbe mai reclamato per l&#8217;agnello sacrificato, nessuno avrebbe mai alzata una mano per fermare la mano del carnefice. Come è facile vedere, un simile atto ha le sue fondamenta in quanto di più lontano possibile da qualunque principio di solidarietà, giustizia, compassione l&#8217;uomo possa coltivare:<strong> non colpisco il prepotente, colui che con una conoscenza acquisita tenta di soggiogarmi ma colpisco colui che non mi ha fatto nulla e che mai nulla potrà farmi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ora, in una società che andava stratificandosi velocemente, presto il monopolio della violenza divenne patrimonio esclusivo della classe dominante, del sovrano e dei nobili e quindi a loro spettò il compito di fare giustizia per l&#8217;intera collettività; il monopolio del sacrificio divenne dunque loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro paradosso dunque: chi creava per proprio tornaconto il disequilibrio vendicava il sottomesso, colui che decideva di piegare la schiena, uccidendo per suo conto colui che il potere stesso gli diceva causa della sua miseria. Ma chi poteva fare giustizia e usare la violenza per la collettività era ormai distaccato dal restante popolo, arroccato nei suoi privilegi, primo fra tutti quello di macellare un capro espiatorio e consumane le carni. Non è dunque casuale che uomini come Alessandro di Macedonia, i Cesari, abbiano voluto farsi immortalare nell&#8217;atto della caccia: chi era capace di uccidere individui inermi che stavano nel bosco era certo capace di fare lo stesso con gli inermi che stavano entro le mura delle sue città, e ci teneva a farglielo sapere. In più, l&#8217;atto di macellazione dell&#8217;innocente era ritenuto atto supremo di giustizia verso la comunità umana che salutava quell&#8217;atto di violenza con gratitudine e rispetto. Dunque, l&#8217;assunzione di carne è rivendicazione di potenza, manifestazione del proprio potere. Ora, ciò che portava il contadino a bramare la carne, a desiderare di mangiare un tacchino intero, non era la certezza di poter assumere un giusto apporto proteico e di poter, così, aver accesso ad una dieta più bilanciata: il contadino voleva mangiare il tacchino perché voleva essere ricco, perché voleva, come il ricco, poter sfruttare qualcuno che fosse indifeso; perché voleva essere un potente. Questo è il mostruoso meccanismo mimetico messo in atto dalla società gerarchizzata per perpetuarsi ed espandersi: le classi sottomesse non ambiscono alla libertà, a liberarsi dai ceppi imposti da colui che si è autoproclamato superiore ma vuole essere quello stesso potente, partecipare della sua forza, godere almeno di un riflesso della sua prosperità.</p>
<p style="text-align: justify;">La descrizione più efficace fatta della società che così si costituì è certamente la seguente:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Vista in sezione, la struttura sociale del presente dovrebbe configurarsi all’incirca così: su in alto i grandi magnati dei trust dei diversi gruppi di potere capitalistici che però sono in lotta tra loro; sotto di essi i magnati minori, i grandi proprietari terrieri e tutto lo staff dei collaboratori importanti; sotto di essi – suddivise in singoli strati – le masse dei liberi professionisti e degli impiegati di grado inferiore, della manovalanza politica, dei militari e dei professori, degli ingegneri e dei capufficio fino alle dattilografe; ancora più giù i residui delle piccole esistenze autonome, gli artigiani, i bottegai, i contadini e tutti quanti, poi il proletariato, dagli strati operai qualificati meglio retribuiti, passando attraverso i manovali fino ad arrivare ai disoccupati cronici, ai poveri, ai vecchi e ai malati.</p>
<p>Solo sotto tutto questo comincia quello che è il vero e proprio fondamento della miseria, sul quale si innalza questa costruzione, giacché finora abbiamo parlato solo dei paesi capitalistici sviluppati, e tutta la loro vita è sorretta dall’orribile apparato di sfruttamento che funziona nei territori semicoloniali e coloniali, ossia in quella che è di gran lunga la parte più grande del mondo.</p>
<p>Larghi territori dei Balcani sono una camera di tortura, in India, in Cina, in Africa la miseria di massa supera ogni immaginazione.</p>
<p>Sotto gli ambiti in cui crepano a milioni i coolie della terra, andrebbe poi rappresentata l’indescrivibile, inimmaginabile sofferenza degli animali, l’inferno animale nella società umana, il sudore, il sangue, la disperazione degli animali.</p>
<p>Questo edificio, la cui cantina è un mattatoio e il cui tetto è una cattedrale, dalle finestre dei piani superiori assicura effettivamente una bella vista sul cielo stellato.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Max Horkheimer, «Il grattacielo», da Crepuscolo.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Così il civile uomo moderno non vuole essere privato della carne perché questa privazione gli farebbe mancare anche quel poco di capacità di esercitare violenza e dominio; ciò gli dà un vero panico esistenziale. La stessa strutture del potere/controllo diffuso, oggi la regola, è un meccanismo che si nutre di carne, sia essa quella reale dell&#8217;animale non umano che finisce nel piatto, sia essa quella quasi metaforica dell&#8217;oppresso che sacrifica le ore della sua vita donandole in pasto a qualcuno che se ne nutre per creare la propria prosperità e ricchezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Ecco perché la scelta vegan è e deve essere una CONSAPEVOLE scelta di rottura totale con l&#8217;esistente ed ecco perché il vegano è marginalizzato, ridicolizzato, preso alla leggera: in un sistema che si basa sullo sfruttamento totale e globalizzato, chi si chiama fuori è un pericolo, un reietto, qualcuno da riassorbire o di cui prendersi gioco per sminuirne la pesante carica eversiva; l&#8217;ideologia del dominio pretende un&#8217;autentica eucarestia, una cerimonia globale che renda lo sfruttamento la normalità e affratelli gli individui che fanno parte di questa società; questo atto in cui ciascuno si macchia dell&#8217;identico peccato è il mangiare carne, un atto eucaristico che ci rende tutti partecipi dello sfruttamento del vivente sul vivente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
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		<title>Campagna contro il circo con animali &#8211; Pagina Facebook e aggiornamenti</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 01:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CIRCHI/ZOO]]></category>
		<category><![CDATA[animali nei circhi]]></category>
		<category><![CDATA[circo]]></category>
		<category><![CDATA[pagina Facebook dedicata alla campagna contro il circo con animali promossa da Laboratorio Antispecista e a cui ha aderito anche Lida Palermo.]]></category>

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		<description><![CDATA[On line da oggi la pagina Facebook dedicata alla campagna contro il circo con animali promossa da Laboratorio Antispecista e a cui ha aderito anche Lida Palermo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/logo-pagina-circo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5804" title="logo pagina circo" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/logo-pagina-circo-300x257.jpg" alt="" width="300" height="257" /></a>On line da oggi la pagina Facebook dedicata alla campagna contro il circo con animali promossa da Laboratorio Antispecista e a cui ha aderito anche Lida Palermo.</p>
<p style="text-align: justify;">Troverete al suo interno aggiornamenti sulle iniziative, le lettere firmate dai cittadini che hanno partecipato alle iniziative di raccolta e hanno scelto di esprimere il proprio rifiuto verso lo sfruttamento degli animali nei circhi, le lettere inviate da noi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.facebook.com/pages/Una-vita-in-gabbia-non-%C3%A8-spettacolo-E-solo-sofferenza/166160723486084" target="_blank">Visitate la pagina &#8220;Una vita in gabbia non è spettacolo. E&#8217; solo sofferenza.&#8221;</a></p>
<p style="text-align: justify;">Verrà inviato domani il sollecito, sempre da parte nostra e di Lida Palermo, indirizzato a Sindaco e Assessorato Sanità affinchè prendano in considerazione le nostre richieste e verranno inviate anche le petizioni firmate dai cittadini che hanno deciso di sostenerci.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il testo del sollecito:</p>
<p style="text-align: right;">Al Sig. Sindaco del Comune di Palermo</p>
<p style="text-align: right;">Diego Cammarata</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">Al Sig. Assessore all’Igiene</p>
<p style="text-align: right;">Al Dirigente Settore Servizi alla Collettività</p>
<p style="text-align: right;">Dott. Pedicone</p>
<p style="text-align: right;">LORO SEDI</p>
<p style="text-align: right;">e p.c. Al Sig. Direttore Dipartimento di Prevenzione Veterinario ASP Palermo</p>
<p style="text-align: right;">dott. Paolo Giambruno</p>
<p style="text-align: right;">dipartimentovet@ausl6palermo.org</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">Agli organi di informazione cittadini</p>
<p style="text-align: right;">palermo@repubblica.it; segreteria.redazione@gds.it</p>
<p style="text-align: right;">
<p>Palermo, 29/12/2011</p>
<p>Oggetto: Attendamento circhi &#8211; Sollecito osservanza norme per la tutela degli animali</p>
<p style="text-align: justify;">In data 09/11/2011, abbiamo inviato una nota relativa all&#8217;attendamento dei circhi in città e all&#8217;osservanza delle norme per la tutela degli animali. All’interno della nostra lettera abbiamo sollecitato l&#8217;Amministrazione Comunale affinché applicasse le norme vigenti ai circhi già attendati, effettuando delle verifiche sulle condizioni degli animali al loro interno detenuti e prendesse una posizione di netto rifiuto per le future stagioni, ritenendo gli spettacoli circensi con animali nient&#8217;altro che una  manifestazione di violenza e sopraffazione dell&#8217;uomo sulle altre specie.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad oggi, nonostante la nostra sollecitazione sia stata condivisa e quindi inviata anche da altre associazioni animaliste cittadine agli stessi indirizzi e siano state numerose le voci a sostegno della nostra iniziativa, non abbiamo ricevuto dall&#8217;Amministrazione alcuna risposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo riteniamo opportuno sollecitare una risposta in merito, ritenendo la questione in oggetto assolutamente prioritaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Frattanto, sono giunti a quota sei i circhi che a Palermo si contenderanno la scena durante tutto il periodo Natalizio che le continuano a pubblicizzare i loro feroci spettacoli attraverso un&#8217;affissione selvaggia che spesso utilizza spazi non autorizzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo gravissimo che l&#8217;Amministrazione comunale non trovi il tempo di rispondere alla nostra richiesta e per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno rendere tale iniziativa pubblica e dare modo anche ai privati cittadini di partecipare attivamente firmando personalmente una lettera in cui le nostre mozioni sono ribadite.</p>
<p style="text-align: justify;">Se l&#8217;Amministrazione ha ignorato la voce delle associazioni cittadine, ci auguriamo non voglia ignorare anche quella dei singoli cittadini che hanno deciso di sostenerle ribadendo il loro totale dissenso alla detenzione di animali in gabbia e al loro utilizzo negli spettacoli circensi.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo raccolto ad oggi quasi 700 lettere firmate da altrettanti cittadini disponibili all&#8217;indirizzo internet della campagna (http://www.facebook.com/pages/Una-vita-in-gabbia-non-%C3%A8-spettacolo-E-solo-sofferenza/166160723486084) e ribadendo ancora una volta la nostra posizione contro ogni forma di sfruttamento degli animali, contro ogni forma di prevaricazione e detenzione, contro ogni forma di specismo, ci auguriamo che l&#8217;Amministrazione valuti di rispondere al nostro appello che diffonderemo anche a mezzo stampa e prenda in esame le lettere dei cittadini che spediremo anche a mezzo posta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci teniamo a sottolineare che già in vari Comuni italiani sono stati presi provvedimenti che vietano l&#8217;attendamento dei circhi e ci auguriamo che anche a Palermo venga attuato un simile provvedimento, sintomo di civiltà e rispetto per ogni essere vivente.</p>
<p style="text-align: justify;">
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]]></content:encoded>
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		<title>Animal Enterprise Terrorism Act (AETA). La repressione del movimento per la liberazione animale</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/12/27/animal-enterprise-terrorism-act-aeta-la-repressione-del-movimento-per-la-liberazione-animale/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 02:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[REPRESSIONE]]></category>
		<category><![CDATA["Animal Enterprise Terrorism Act "(Aeta)]]></category>
		<category><![CDATA[animalismo terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[attivisti]]></category>
		<category><![CDATA[AZIONE DIRETTA]]></category>
		<category><![CDATA[investigazioni]]></category>
		<category><![CDATA[legislazione statunitense]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[undercover]]></category>
		<category><![CDATA[violazione diritti costituzione statunitense]]></category>
		<category><![CDATA[“Animal Enterprise Protection Act” (Aepa)]]></category>

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		<description><![CDATA[Le maglie della legge si stanno stringendo attorno ai cosiddetti “attivisti animalisti” perchè l'ambito in cui essi operano sia nelle azioni dirette che nelle iniziative di pressione e protesta è uno dei perni fondanti del sitema di profitto e sfruttamento in cui viviamo. Per darvi percezione di quanto sta accadendo, vogliamo soffermarci su una legge varata negli Stati Uniti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/Sparboe-Farm-Animal-Abuse.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5797" title="Sparboe-Farm-Animal-Abuse" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/Sparboe-Farm-Animal-Abuse-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Libertà di parola e libertà civili sono sulla carta i principi fondamentali della Costituzione degli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo che la realtà è ben diversa nei fatti, laggiù come altrove, e che la situazione è, se è possibile, addirittura peggiorata negli ultimi anni a seguito di un pesante indurimento della legislazione anche contro gli attivisti animalisti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="../../../../../2011/03/21/florida-il-senatore-norman-propone-disegno-di-legge-che-punisce-chi-fotografa-gli-allevamenti/">In Florida </a>è stata presentata una proposta di legge per criminalizzare le investigazioni sotto copertura fatte da attivisti animalisti ed ambientalist assimilandole al terrorismo così come <a href="../../../../../2011/03/29/iowa-67-voti-a-favore-e-27-contro/">in Iowa</a>, in Spagna 12 attivisti di Igualdad Animal e Equanimal sono stati accusati di terrorismo per le loro investigazioni, in Finlandia due attivisti hanno affrontato accuse dello stesso tipo.</p>
<p><strong>Risulta evidente che lo scopo è quello di fermare una delle più preziose armi del movimento per la liberazione animale: la diffusione di immagini provenienti dai diversi luoghi di sfruttamento e che le maglie della legge si stanno stringendo attorno ai cosiddetti “attivisti animalisti” perchè l&#8217;ambito in cui essi operano sia nelle azioni dirette che nelle iniziative di pressione e protesta è uno dei perni fondanti del sitema di profitto e sfruttamento in cui viviamo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nello specifico, in questa sede, per darvi percezione di quanto sta accadendo, vogliamo soffermarci su una legge varata negli Stati Uniti <strong>che fa divieto ad ogni persona di intraprendere atti che abbiano il fine di danneggiare o interferire con le attività di una azienda che utilizzi gli animali </strong><strong>e che testimonia quanto la legge stia stringendo le sue maglie attorno a idee e atti volti a fermare e ostacolare lo sfruttamento animale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Andiamo con ordine a partire da un fatto concreto.</p>
<p style="text-align: justify;">Già nel 2006, sei attivisti animalisti del gruppo contro Huntingdon Animal Cruelty (SHAC) sono stati condannati per terrorismo secondo quanto prescritto dalla legge oggetto della nostra analisi, allora chiamata  “<strong>Animal Enterprise Protection Act” (Aepa)</strong> e inviati in prigioni federali degli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Avevano forse ucciso qualcuno? No. Avevano forse causato danni fisici a nessuno? No.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello di cui erano accusati  è stato di fatto considerato più pericoloso: <strong>causare una significativa perdita di profitti ad un potente laboratorio </strong>in cui gli animali non umani sono sottoposti a esperimenti orribili che testare prodotti per la casa, prodotti farmaceutici, alimentari e cosmetici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un nuovo reato: il terrorismo animalista</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo una serie di modifiche, la legge in questione  è diventata la &#8220;<strong>Animal Enterprise Terrorism Act &#8220;(Aeta)</strong> con un evidente cambiamento di “tono” e di punto di vista rispetto alla precedente denominazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cambiamento linguistico evidenzia la tendenza ad abbandonare la prospettiva di “<em>semplice</em>” protezione delle aziende che usano animali a una <strong>ben più grave repressione dell&#8217;attivismo animalista assimilato al terrorismo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La legge Aeta dà di fatto alle agenzie federali il potere di arrestare, processare e condannare le persone che si impegnano in atti che minacciano le imprese che utilizzano animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello specifico parlare di queste aziende significa comprendere imprese commerciali che utilizzano o vendono animali o prodotti animali a scopo di lucro, quindi un ampio panorama di aziende che operano in svariati campi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla produzione di cibo o fibre fino alle aziende agricole, dalle istituzioni accademiche che si muovono nell&#8217;ambito dell&#8217; istruzione o della ricerca e che utilizzano animali nei loro esperimenti fino a zoo, acquari, negozi di animali, allevamenti, pelliccerie, circhi, rodei e chi più ne ha più ne metta.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l&#8217; Aeta reati contro il patrimonio in altri casi considerati di basso  livello o atti vandalici passano ad essere considerati atti terroristici se si sviluppano in ambito di attivismo animalista.</p>
<p style="text-align: justify;">La legge Aeta criminalizza qualsiasi azione che abbia lo scopo di danneggiare un&#8217;azienda di questo tipo o di interferire con le sue attività punendo atti contro il patrimonio o le persone ma anche  danni a cose o il furto di documenti e  la manipolazione di atti nonché la distruzione di beni immobili e mobili e ovviamente anche indagini sotto copertura e la liberazione degli animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Le pene previste vanno dal risarcimento dei danni fino ai 20 anni di reclusione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono nati di recente svariati comitati che si pongono l&#8217;obiettivo di fare in modo che questa legge venga modificata perchè ritenuta incostituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quel che ci  interessa sottolineare è che tanto più un movimento risulta forte e va a colpire un ambito fondante per il potere, tanto più la legge tenderà a ingabbiarlo con leggi sempre più repressive. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di certo in un momento come questo è quanto mai importante sostenere gli attivisti e continuare a diffondere il messaggio antispecista di liberazione animale. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Nuovo ordine LUSH. Cosmetici senza crudeltà</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 22:31:51 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[G.A.V]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo lieti di annunciarvi che da oggi e fino al 22 dicembre vi sarà possibile ordinare tramite il nostro Gruppo d'Acquisto Vegan i prodotti LUSH, cosmetici senza crudeltà realizzati tutti con ingredienti naturali e non testati su animali con prezzi scontati del 10%.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/12/lush.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5781" title="lush" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/12/lush-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a>Siamo lieti di annunciarvi che <strong>da oggi e fino al 22 dicembre</strong> vi sarà possibile ordinare tramite il nostro Gruppo d&#8217;Acquisto Vegan i <a href="http://www.lush.it/html/" target="_blank">prodotti LUSH</a>, cosmetici senza crudeltà realizzati tutti con ingredienti naturali e non testati su animali, <strong>con prezzi scontati del 10%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Con una spesa minima di 70 euro la spedizione sarà gratuita altrimenti ammonterà 6,95 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Come al solito, dopo che avrete inviato l’ordine, sarete contattati per conferma.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sezione <a href="../ordini-in-corso/effettua-il-tuo-ordine/" target="_blank">INVIA IL TUO ORDINE</a> trovate il form da compilare dopo aver consultato il  <a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/12/Listino_gas-aggiornato.xls" target="_blank">listino</a>.</p>
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		<title>OGM: Monsanto, la credibilità dell&#8217;azienda continua a vacillare</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 21:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BIOTECH/OGM]]></category>

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		<description><![CDATA[Monsanto, multinazionale leader nel settore degli Ogm, sta minando il successo ottenuto negli Stati Uniti grazie ad un perfetto apparato di marketing e all’illusione data agli agricoltori di poter ottenere una maggiore produttività senza alcun danno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/monsanto2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5774" title="monsanto2" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/monsanto2-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></a>Monsanto, multinazionale leader nel settore degli Ogm, sta minando il successo ottenuto negli Stati Uniti grazie ad un perfetto apparato di marketing e all’illusione data agli agricoltori di poter ottenere una maggiore produttività senza alcun danno.</p>
<p style="text-align: justify;">La multinazionale degli OGM aveva promesso infatti un incremento della produttività con l&#8217;utilizzo dei propri prodotti nonchè un miglioramento del valore  nutrizionale dei vegetali e coltivazioni più resistenti alle intemperie e agli attacchi di parassiti.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà <strong>Monsanto ha tradito le aspettative di chi aveva deposto fiducia nelle potenzialità dei suoi prodotti</strong> immettendo sul mercato solo sementi  caratterizzate da due differenti modifiche genetiche che le rendono resistenti ai diserbanti o capaci di rilasciare proteine insetticide e la sua credibilità anche fra i sostenitori degli OGM sta cominciando a vacillare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di certo non siamo tristi per questa perdita di credibilità di quest&#8217;azienda, ma riteniamo interessante che tutti sappiano in che cosa consiste questa mancanza di concretezza delle promesse fatte dal colosso del Biotech.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Un esempio è il mais Bt, in grado di contrastare la piralide, lepidottero accusato  di arrecare i maggiori danni alle coltivazioni di mais convenzionale e di rilasciare una proteina insetticida.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati hanno fin da subito raccomandato  agli agricoltori di circoscrivere le coltivazioni di mais Bt  in modo da evitare il rischio che gli insetti  sviluppassero una resistenza alla proteina in questione.</p>
<p style="text-align: justify;">Come era prevedibile, è proprio questo ciò che sta accadendo, a tal punto che l’EPA (United States Environmental Protection Agency) è intervenuto chiedendo alla Monsanto di attuare un piano per il rientro dell&#8217;emergenza e ha accusato la multinazionale di non aver monitorato correttamente le condizioni delle coltivazioni in questione come sarebbe stato opportuno nonostante l&#8217;allarme fosse stato lanciato già dal 2004.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ignorando i continui appelli la Monsanto non ha contenuto in alcun modo i danni continuando a guadagnare e arricchirsi senza considerare minimamente l&#8217;impatto ambientale delle proprie sementi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se sommiamo a questo anche il caso Roundup, un erbicida che ha fatto in modo che le erbaccie si siano fortificate enormemente tanto da costringere molti agricoltori americani ad abbandonare i propri campi ormai invasi, capirete bene quanto Monsanto sia ad oggi definibile come una delle più pericolose multinazionali ad oggi esistenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Monsanto ha tenuto nascosto al mondo per trent’anni le malformazioni  genetiche che Roundup è in grado di causare dunque non è azzardato pensare che anche per quanto attiene agli altri problemi legati alle sementi di cui abbiamo parlato, le informazioni fornite dalla multinazionali siano parziali se non addirittura false e inattendibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i dati raccolti dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, il 70% del mais ed il 94% della soia prodotti in territorio statunitense deriverebbero da coltivazioni geneticamente modificate. Ciò non desta stupore, dato che Monsanto è riuscita a monopolizzare il mercato delle sementi, rendendo agli agricoltori pressoché impossibile procurarsi sementi convenzionali.</p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Contro il circo con animali: aggiornamenti e nuove iniziative</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/12/13/contro-il-circo-con-animali-aggiornamenti-e-nuove-iniziative/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 15:18:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CIRCHI/ZOO]]></category>
		<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>

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		<description><![CDATA[Invitiamo chi non ha ancora firmato la lettera a partecipare alla nostra iniziativa SABATO 17 DICEMBRE 2011 DALLE ORE 17 A PIAZZA VERDI dove saremo presenti con un volantinaggio informativo  e soprattutto con le lettere da firmare che saranno inviate alle istituzioni preposte continuando con la nostra pressione affinchè venga presa una decisione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/111.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5762" title="111" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/111-205x300.jpg" alt="" width="205" height="300" /></a>Come ricorderete non molto tempo fa abbiamo inviato al Sindaco e all&#8217;Assessorato Igiene e Sanità una comunicazione relativa a all&#8217; <strong>a</strong><strong>ttendamento dei circhi  e all&#8217;osservanza norme per la tutela degli animali </strong><strong>chiedendo l&#8217;<strong>applicazione del Regolamento Cites</strong> per i circhi già attendati e richiedendo una <strong>ferma presa di posizione contro l&#8217;attendamento di altri circhi</strong> in futuro da parte dell&#8217;Amministrazione ritenendo il circo con animali </strong>una  manifestazione di violenza e sopraffazione dell&#8217;uomo sulle altre specie.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la LIDA ha inviato la stessa comunicazione da noi redatta ma né noi né loro abbiamo ad oggi ricevuto una risposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Facciamo notare, fra l&#8217;altro, che la situazione di quest&#8217;anno quanto al circo è addirittura  peggiorata rispetto agli anni scorsi e che in questi giorni arriveranno altri 5 circhi in città  e che dunque <strong>siamo ben lontani da una presa in carico da parte dell&#8217;Amministrazione di quello che riteniamo un problema etico e di civiltà molto grave.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo raccolto circa 300 firme di privati cittadini che hanno voluto sottoscrivere anche loro la nostra lettera e continueremo a raccoglierle e a inviarle a ripetizione a Sindaco e Assessorato Sanità perchè ogni singolo cittadino abbia modo di dire il suo no all&#8217;utilizzo di animali nei circhi e possa chiedere che la città prenda una posizione contraria a questa forma di sfruttamento non permettendo i futuri attendamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo che sia assurdo che davanti non solo a 2 associazioni ma anche a così tanti cittadini che si schierano contro lo sfruttamento degli animali nei circhi, l&#8217;Amministrazione taccia e continui a ignorare una voce così compatta.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Invitiamo chi non ha ancora firmato la lettera a partecipare alla nostra iniziativa SABATO 17 DICEMBRE 2011 DALLE ORE 17 A PIAZZA VERDI dove saremo presenti con un volantinaggio informativo  e soprattutto con le lettere da firmare che saranno inviate alle istituzioni preposte continuando con la nostra pressione affinchè venga presa una decisione.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/17-dicembre-circo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5768" title="17 dicembre circo" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/17-dicembre-circo-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non mancheremo di inviare una ulteriore comunicazione congiunta affinchè venga data una risposta alle nostre sollecitazioni in tempi brevi.</p>
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		<title>Nota sul Darwinismo</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/12/07/nota-sul-darwinismo/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 00:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiuRo</dc:creator>
				<category><![CDATA[VARIE]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Darwinismo]]></category>
		<category><![CDATA[dio]]></category>
		<category><![CDATA[eugenetica]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[selezione della specie]]></category>

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		<description><![CDATA[Se partiamo dall'assunto che non esista alcuna divinità e che l'esistente non ha una coscienza e, dunque, non può ragionare seguendo una logica umana, risulta assolutamente ovvio dire che non si può affatto parlare di selezione della specie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Premetto di non aver mai letto Charles Darwin, né in traduzione né in originale, e di non poter parlare nel dettaglio di ciò che non conosco; questo articolo è dunque diretto solo ad un aspetto della vulgata darwiniana e neodarwiniana che, grazie ai canali di istruzione scolastica e televisiva, è ormai di dominio pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c&#8217;è bisogno che mi dilunghi su cosa sia e come si caratterizzi la selezione della specie, fulcro della teoria dello studioso inglese. La mia critica, radicale, parte dalle radici e si serve dei mezzi che mi sono più familiari, la filologia, per giungere a conclusioni che ritengo molto interessanti per un discorso antispecista.</p>
<p style="text-align: justify;">Andiamo alle parole. Si è detto “<strong><em>selezione della specie</em></strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma cosa vuol dire il termine selezione?</p>
<p style="text-align: justify;">Cercando sul dizionario etimologico ecco la definizione:</p>
<p><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/selezione.jpg"><img class="size-medium wp-image-5748 alignleft" title="selezione" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/selezione-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a></p>
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<p>Ora, implicito in una tale definizione (ma è implicito solo perché lo diamo per scontato) è che vi sia un selettore; senza un selettore è del tutto ovvio che non esista selezione. Il selettore avrà dei criteri, delle norme in base a cui operare la sua scelta e un fine a cui mirare. Dunque, parlare di selezione della specie implica</p>
<p style="text-align: justify;">1) <strong>che esista qualcuno che scelga</strong><br />
2) <strong>che questo qualcuno abbia dei principi in base a cui opera la sua scelta</strong><br />
3) <strong>che questo qualcuno abbia un fine che renda indispensabile una scelta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe ozioso precisare che il qualcuno che opera la scelta è Dio, il dio cristiano che a volte cambia nome divenendo il più laico Natura ma che, in sostanza, rimane sempre identico a se stesso. Ed è evidente che questo Dio, o Natura, opera perché ha un progetto, quel progetto che la Chiesa cattolica ormai da tempo chiama “Progetto Intelligente”. Qual è il progetto? Quello di creare l&#8217;uomo. Che ce lo dica o no la teoria darwiniana ha come presupposto che il fine di Dio sia quello di creare l&#8217;uomo o, magari in una sua versione più allargata, creare le specie animali oggi esistenti. E quali metodi utilizza?<br />
L<strong>&#8216;eugenetica</strong>: solo chi è geneticamente adatto (sarebbe a dire solo chi ha le caratteristiche psicofisiche opportune per dare una prole ritenuta adeguata al progetto) avrà una continuità, altrimenti si ha un&#8217;estinzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora, è fin troppo facile osservare che un tale principio è mutuato dal sistema degli allevamenti e che tutto presuppone una logica positivista che perseguiva il miglioramento della razza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Invece, se partiamo dall&#8217;assunto che non esista alcuna divinità, sia esso il dio come lo descrivono i cristiani, sia esso la Natura degli scienziati, e che l&#8217;esistente non ha una coscienza e, dunque, non può ragionare seguendo una logica umana, risulta assolutamente ovvio dire che non si può affatto parlare di selezione della specie e che utilizzare questa terminologia ha, come presupposto implicito, una gerarchizzazione del presente in adatti alla vita e inadatti alla vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna rimuovere questi ruderi di un triste passato dal nostro abito mentale.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ogm: Shiva, 1500 brevetti in mano a multinazionali</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/12/04/ogm-shiva-1500-brevetti-in-mano-a-multinazionali/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 23:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BIOTECH/OGM]]></category>
		<category><![CDATA[Navdanya]]></category>
		<category><![CDATA[OGM]]></category>
		<category><![CDATA[organismi geneticamente modificati]]></category>
		<category><![CDATA[Vandana Shiva]]></category>

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		<description><![CDATA[''Con 1500 brevetti in campo agroalimentare in mano a tre multinazionali non ci sara' piu' biodiversita'''. E' il grido d'allarme di Vandana Shiva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: Ansa.it &#8211; 30 novembre 2011</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/Shiva.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5744" title="Shiva" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/Shiva-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>&#8221;Con 1500 brevetti in campo agroalimentare in mano a tre multinazionali non ci sara&#8217; piu&#8217; biodiversita&#8221;&#8217;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; il grido d&#8217;allarme di<strong> Vandana Shiva</strong>, fondatrice e direttore di <strong>Navdanya</strong> nonche&#8217; ricercatrice presso Foundation for Science technology and natural resource policy (India) al terzo Forum internazione su cibo e nutrizione del Barilla Center for food and Nutrition (Bcfn), alla Bocconi.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8221;Se usiamo solo quattro colture, il mondo risultera&#8217; impoverito a fronte delle 8.500 varieta&#8217; con le quali abbiamo sempre mangiato. Serve democrazia alimentare che consenta alle persone di modellare il proprio regime alimentare e al pianeta di superare il fallimento del paradosso di avere 1 miliardo di sofferenti la fame insieme a un 1 miliardo di cittadini obesi o in sovrappeso&#8221;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Questo ha affermato la ricercatrice.</p>
<p style="text-align: justify;">Le biotecnologie in agricoltura sono state introdotte, ha ricordato il diabetologo Camillo Ricordi moderatore dell&#8217;incontro, per far fronte ai cambiamenti climatici e allo sviluppo demografico, ma &#8221;<em style="text-align: justify;">le politiche dei brevetti e dei controlli impongono costi elevati alla produzione, i brevetti possono limitare la ricerca di nuove soluzioni, sono stati evidenziati i limiti degli Ogm, e tre giganti controllano il 73% delle biotecnologie&#8217;</em>&#8216;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221;Perche&#8217; non si parla di piu&#8217; del miglio in Africa? Eppure questa tipologia di sementi ha permesso di superare diverse carestie&#8221; ha chiesto Vandana Shiva, nel sottolineare che &#8221;l&#8217;ingegneria genetica (Ogm) ci propone colture che resistono ai cambiamenti climatici e alle inondazioni. Le royalty non vengono pero&#8217; distribuite tra gli agricoltori degli Stati che non hanno piu&#8217; la liberta&#8217; di scegliere le sementi. E dopo 50 di colture intensive negli Usa ci sono infestanti sempre piu&#8217; resistenti, con una emergenza nascente legata ai superparassiti.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Preoccupano poi il fallimento degli alimenti nutritivi, come il &#8216;riso d&#8217;oro&#8217; con vitamina E che doveva prevenire la cecita&#8217; ma occorreva mangiarne 3 kg al giorno per sperare in effetti positivi &#8211; denuncia.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ingegneria genetica e&#8217; stata introdotta &#8211; ha affermato &#8211; perche&#8217; gli Stati Uniti non producono piu&#8217; &#8216;in casa&#8217; neanche una scarpa, ma hanno un unico comparto con eccedenze: l&#8217;agricoltura.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre dunque ripensare le biotecnologie &#8211; ha concluso &#8211; e Navdanya propone sementi di proprieta&#8217; condivisa da tutti; mettere fine al sistema dei brevetti; valorizzare diete ricche di biodiversita&#8217; come quella mediterranea e ancor piu&#8217; quella indiana dove il coriandolo e il curry sono serbatoi di vitamina&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tornati a casa i volatili di Villa Niscemi</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/12/02/tornati-a-casa-i-volatili-di-villa-niscemi/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 10:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[NOTIZIE DAL COMITATO]]></category>

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		<description><![CDATA[Seppure non ricevendo anche in questo caso alcuna comunicazione da parte dell'Assessorato Verde e Arredo Urbano, abbiamo appurato, a seguito di due sopralluoghi effettuati dai nostri volontari, che i volatili che qualche giorno fa erano stati prelevati da Villa Niscemi e portati presso il Parco Cassarà sono stati riportati presso la loro sede originaria dando seguito alla nostra richiesta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-5736" title="6" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/6-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" />Seppure non ricevendo anche in questo caso alcuna comunicazione da parte dell&#8217;Assessorato Verde e Arredo Urbano, abbiamo appurato, a seguito di due sopralluoghi effettuati dai nostri volontari, che<strong> i volatili che qualche giorno fa erano stati prelevati da Villa Niscemi e portati presso il Parco Cassarà sono stati riportati presso la loro sede originaria dando seguito alla nostra richiesta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gioiamo per questo risultato ottenuto a seguito delle nostre pressioni ma riflettiamo su quanto accaduto e riteniamo doveroso sottolineare che questa brutta storia, costata stress a noi che abbiamo dovuto seguirla ma soprattutto ai volatili, poteva essere facilmente evitata.</p>
<p style="text-align: justify;">Se solo chi ha preso questa avventata decisione ci avesse consultati prima e avesse semplicemente dato ascolto al buon senso evitando il trasferimento dei volatili in un luogo totalmente non idoneo, niente di tutto questo sarebbe avvenuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci auguriamo  che storie come questa non diventino la norma, che l&#8217;Amministrazione faccia tesoro dell&#8217;esperienza comprendendo che quando si tratta di animali il primo criterio da tenere in considerazione prima di applicare qualsivoglia provvedimento è quello del loro benessere e soprattutto che ci sarà sempre qualcuno a cui dare conto in materia e alle cui domande rispondere.</p>
<p style="text-align: justify;">Se gli animali non hanno voce per rivendicare i loro diritti, alle loro spalle ci sarà sempre chi invece li tiene in alta considerazione e farà in modo che nessuna azione scellerata li leda.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sappiamo ad oggi chi abbia deciso di prendere quei volatili e confinarli in quel luogo d&#8217;inferno.</p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo che non potevano rimanere lì perché quel luogo non era assolutamente adatto ad ospitarli e che chiunque si fosse semplicemente recato sul posto a vedere l&#8217;avrebbe capito così come abbiamo fatto noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto è bene quel che finisce bene potremmo dire, ma ci resta l&#8217;amarezza di una storia che nei fatti è la dimostrazione di quanto ancora oggi gli animali vengano trattati come oggetti e di come non vengano mai presi in  considerazione come esseri senzienti che necessitano di condizioni precise per vivere degnamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo appena inviato un&#8217;ulteriore comunicazione al Comune ribadendo tutto questo e comunicando, noi, di aver appurato che i volatili sono stati ritrasferiti e chiederemo una relazione sui trasferimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La trovate qui di seguito:</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Al Vice Capo di Gabinetto Ufficio Cerimoniale del Sindaco<br />
</strong><strong>Dott.ssa Maddalena Diliberto<br />
</strong><strong>Villa Niscemi – P.za dei Quartieri, 2 C.A.P. 90146<br />
</strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>cerimonialesindaco@comune.palermo.it</strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><strong>all&#8217;Assessore Verde e Arredo Urbano<br />
</strong><strong>Francesca Grisafi<br />
</strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>f.grisafi@comune.palermo.it</strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Al Responsabile del Presidio Veterinario del Canile Municipale<br />
</strong>canilemunicipale@comune.<em>palermo</em>.it</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Al Responsabile Amministrativo del Canile Municipale<br />
</strong>canilemunicipale@comune.<em>palermo</em>.it</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Agli organi di informazione cittadini</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>La Repubblica Redazione Palermo<br />
</strong>palermo@repubblica.it</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Gds<br />
</strong>segreteria.direzione@gds.it</p>
<p style="text-align: justify;">Palermo, 02.12.2011<br />
<strong>Oggetto: Rientro volatili dal Parco Cassarà a Villa Niscemi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Seppure non ricevendo anche in questo caso alcuna comunicazione da parte dell’Assessorato Verde e Arredo Urbano, abbiamo appurato, a seguito di due sopralluoghi effettuati dai nostri volontari e dopo aver ricevuto informazioni dal personale sia del Parco Cassarà che di Villa Niscemi,  che i volatili che qualche giorno fa erano stati prelevati sono stati riportati presso la loro sede originaria dando seguito alla nostra richiesta.</p>
<p style="text-align: justify;">Gioiamo per questo risultato ottenuto a seguito delle nostre pressioni ma riflettiamo su quanto accaduto e riteniamo doveroso sottolineare che questa brutta storia, costata stress a noi che abbiamo dovuto seguirla ma soprattutto ai volatili, poteva essere facilmente evitata.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo di esprimere un parere incontrovertibile se affermiamo che se chi ha preso questa avventata decisione avesse consultato prima noi volontari o dei veterinari o avesse semplicemente dato ascolto al buon senso evitando il trasferimento dei volatili in un luogo totalmente non idoneo, niente di tutto questo sarebbe avvenuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci auguriamo  che storie come questa non diventino la norma, che l’Amministrazione faccia tesoro dell’esperienza comprendendo che quando si tratta di animali il primo criterio da tenere in considerazione prima di applicare qualsivoglia provvedimento è quello del loro benessere e soprattutto che ci sarà sempre qualcuno a cui dare conto in materia e alle cui domande rispondere.</p>
<p style="text-align: justify;">Se gli animali non hanno voce per rivendicare i loro diritti, alle loro spalle ci sarà sempre chi invece li tiene in alta considerazione e farà in modo che nessuna azione li leda.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sappiamo ad oggi chi abbia deciso di prendere quei volatili e confinarli in quel luogo d’inferno nè quali argomenti concreti siano stati portati a sostegno di questa tesi, ma sappiamo che non potevano rimanere lì perché quel luogo non era assolutamente adatto ad ospitarli e che chiunque si fosse semplicemente recato sul posto a vedere l’avrebbe capito così come abbiamo fatto noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto è bene quel che finisce bene potremmo dire, ma ci resta l’amarezza di una storia che nei fatti è la dimostrazione di quanto ancora oggi gli animali vengano trattati come oggetti e di come non vengano mai presi in  considerazione come esseri senzienti che necessitano di condizioni precise per vivere degnamente e come soggetti di diritti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci duole non aver rivevuto alcuna informazione relativa alle operazioni di trasferimento e di aver dovuto provvedere con altri mezzi a recuperare informazioni in merito nonchè di non essere stati presenti durante le operazioni di cattura e trasporto.<br />
Abbiamo appreso che il rientro si è verificato nella mattina del 01.12.2011.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiediamo di poter avere informazioni circa le operazioni di trasferimento immaginando  che sia stata redatta una relazione scritta in merito.<br />
Verificheremo ulteriormente le condizioni dei volatili direttamente in Villa segnalando qualsiasi problema conseguente ai fatti.</p>
<p style="text-align: justify;">Cogliamo l&#8217;occasione per inviare distinti saluti.</p>
<p>Comitato Villa Niscemi</p>
<p>Ass. Laboratorio Antispecista</p>
<p>Rappresentante: Ada Carcione  &#8211; Tel. 329 5624985</p>
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