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	<title>LaboratorioAntispecista</title>
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		<title>Nuovo ordine prodotti MUSCOLO DI GRANO</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2012/01/30/nuovo-ordine-prodotti-muscolo-di-grano-4/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[G.A.V]]></category>

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		<description><![CDATA[Vista la fine delle ultime scorte, lanciamo un nuovo ordine di prodotti MUSCOLO DI GRANO per i partecipanti al G.A.V., gruppo di acquisto di prodotti vegan.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/muscolo-di-grano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5671" title="muscolo di grano" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/muscolo-di-grano.jpg" alt="" width="335" height="249" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Vista la fine delle ultime scorte, lanciamo un nuovo ordine di prodotti MUSCOLO DI GRANO per i partecipanti al G.A.V., gruppo di acquisto di prodotti vegan.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi ha già partecipato agli ordini precedenti ed è quindi già nostro socio, può semplicemente compilare il modulo d’ordine scaricandolo dalla pagina “<a href="http://www.laboratorioantispecista.org/?page_id=3963" target="_blank">ORDINI IN CORSO</a>” e inviarcelo tramite il form apposito “<a href="http://www.laboratorioantispecista.org/?page_id=4435" target="_blank">INVIA IL TUO ORDINE</a>“.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi invece non ha mai effettuato un ordine e non è ancora nostro socio dovrà inviarci sia il listino che la richiesta di iscrizione al Gruppo di acquisto compilando il form <a href="http://www.laboratorioantispecista.org/?page_id=3956" target="_blank">“RICHIESTA ISCRIZIONE”</a> e verrà contattato per ulteriori informazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ molto semplice ordinare e i prezzi sono davvero convenienti rispetto alla vendita al dettaglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invitiamo anche a visitare il sito di Muscolo di grano se non conoscete il prodotto, per avere maggiori informazioni sulla sua storia e sulle sue caratteristiche nutrizionali.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Gli ordini vanno inviati entro il 5 febbraio 2012!</strong></p>
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		<title>Attendamento circhi: nessuna risposta dal Comune. Rilanciamo la lotta.</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2012/01/30/attendamento-circhi-nessuna-risposta-dal-comune-rilanciamo-la-lotta/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 13:56:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CIRCHI/ZOO]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante le proteste che si sono succedute anche quest’anno e l’invio di più di 800 lettere firmate dai cittadini che hanno deciso di appoggiarci nella nostra battaglia contro il circo con animali, l’Amministrazione comunale ha totalmente ignorato la voce dei suoi cittadini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-5853" title="596x373_352460_circo-proteste" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/596x373_352460_circo-proteste.jpg" alt="" width="358" height="224" />Nonostante le proteste che si sono succedute anche quest’anno e l’invio di più di 800 lettere firmate dai cittadini che hanno deciso di appoggiarci nella nostra battaglia contro il circo con animali, l’Amministrazione comunale ha totalmente ignorato la voce dei suoi cittadini e delle associazioni facendo passare sotto silenzio la campagna contro il circo e soprattutto non inviando né a noi né a Lida Palermo che ci ha affiancati, alcuna risposta in merito alle richieste avanzate.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna parola dunque sulla richiesta di<strong> applicazione del regolamento CITES </strong>per i circhi già attendati né tantomeno una<strong> presa di posizione per il netto rifiuto richiesto per l’attendamento dei circhi nelle future stagioni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Figuriamoci.</p>
<p style="text-align: justify;">L’applicazione del regolamento CITES, infatti, avrebbe senza dubbio svelato le magagne di tutti i circhi presenti in città che noi contestiamo eticamente per il solo fatto che detengano e utilizzino animali ma che lo fanno anche in barba alle leggi internazionali che disciplinano le modalità di questa detenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale “scoperta” avrebbe obbligato il Comune a ritirare i permessi di attendamento già concessi, ed ecco che l’Amministrazione preferisce fare orecchie da mercante e ignorare totalmente la richiesta piuttosto che dare problemi ai circhi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ci aspettavamo altrimenti, in effetti, da un Comune che non risolve da anni alcun problema legato agli animali e continua a non prendere provvedimenti per una bonifica del proprio canile municipale, continua ad affamare gli animali di Villa Niscemi e non spende un centesimo per campagne di sensibilizzazione su sterilizzazioni e simili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per questo motivo ci teniamo a sottolineare che non lasceremo la presa, che continueremo anche durante l’anno la campagna contro il circo con animali continuando ad inviare solleciti e richiedendo una risposta concreta per le future stagioni ma soprattutto continueremo a ricordare con iniziative informative e di protesta che solo una pressione costante può portare risultati concreti. Solo consapevolezza e attivismo possono fare in modo che questa a questa barbarie e a tante altre venga posta fine.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Senza dubbio è da sottolineare come sia grave che la voce di più di 800 persone sia stata ignorata e, senza dubbio, è un segno fortissimo di come gli interessi di pochi vengano messi sempre davanti a quelli dei tanti che hanno voluto esprimere la loro posizione contraria allo sfruttamento animale.</p>
<p style="text-align: justify;">Rilanciamo la lotta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non dimentichiamoci degli animali rinchiusi nei circhi quando i tendoni lasceranno la città.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo sfruttamento animale, purtroppo, non ha stagione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Laboratorio Antispecista &#8211; Palermo</p>
<p style="text-align: justify;">mail campagna circo: palermocontroilcirco@yahoo.it</p>
<p style="text-align: justify;">pagina facebook della campagna:<a href="https://www.facebook.com/pages/Una-vita-in-gabbia-non-%C3%A8-spettacolo-E-solo-sofferenza/166160723486084" target="_blank"> Una vita in gabbia non è spettacolo, è solo sofferenza.</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Veganismo e non violenza</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2012/01/21/veganismo-e-non-violenza/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 18:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiuRo</dc:creator>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA - SLIDESHOW]]></category>
		<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[il cristianesimo è una religione della non violenza?]]></category>
		<category><![CDATA[non violenza]]></category>
		<category><![CDATA[veganismo e non violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[La non violenza non è altro che una violenza del sistema, un tratto educativo che ci viene inculcato per renderci ingranaggi del sistema, fantasmi, ossessi incapaci di vedere quanta violenza ci sia riversata addosso e quanta noi stessi ne riversiamo addosso a chi non può difendersi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/animale-uomo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5846" title="animale-uomo" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/animale-uomo.jpg" alt="" width="321" height="215" /></a>Spesso si giunge ad adottare uno stile di vita vegan partendo da un punto di vista apparentemente apolitico che ha le sue radici nella così detta non violenza: un amore universale per la vita non può prescindere dalla cura e dal rispetto degli animali appartenenti ad altre specie e, addirittura, alle piante.<br />
È, in fondo, un atteggiamento panteistico, che ha come naturale approdo, il fruttarianismo, che fa della vita il bene supremo e del suo rispetto un valore imprescindibile. La religione tradizionale dell&#8217;Occidente, ridotta all&#8217;osso, e le religioni orientali più conosciute (buddhismo,taoismo, induismo) forniscono la veste più consona a questo sentire e tutti coloro che abbracciano questa ideologia sono prontissimi a giurare sul fondamento comune delle grandi religioni, sul loro comune accento portato sulla <strong>non violenza</strong>, sul messaggio di amore cosmico.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi scrive non è un docente di storia delle religioni, eppure ha certamente le competenze per smontare questo ferreo credo.</p>
<p style="text-align: justify;">Cominciamo da ciò che ci è più vicino:<strong> il cristianesimo è una religione della non violenza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una rapida e anche disattenta lettura del vangelo ci dice che non è affatto così :</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Matteo 10:34 <strong>Non pensate ch&#8217;io sia venuto a metter pace sulla terra</strong>; non son venuto a metter pace, ma spada.</p>
<p>Luca 12:49<strong> Io son venuto a gettare un fuoco sulla terra</strong>; e che mi resta a desiderare, se già è acceso?</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">E questo solo per citare le stesse parole di colui che si vorrebbe fondatore del Cristianesimo; anche gli atti però confermano le parole: cosa fece Gesù nel tempio ai cambia valute? Con quanta veemenza?<br />
Cercò forse il dialogo come pure avrebbe potuto? E perché non lo fece?<br />
Forse perché era lui ad avere una posizione eccentrica ed erano invece i cambiavalute ad essere tutelati dai gestori dell&#8217;ordine costituito, dalle legge?</p>
<p style="text-align: justify;">Il buddhismo poi non può essere ridotto ai termini dualistici pace/guerra visto che il dualismo della mente umana e la sclerotizzazione del pensiero e su pensare sono proprio i fattori che quella dottrina si ripropone di oltrepassa; si ricorderà qui che lo zen, una forma particolarmente raffinata di buddhismo, nella sua versione Rinzai, era la filosofia di vita dei samurai, gente non conosciuta per il suo pacifismo; l&#8217;unico buddhista che si faccia un dovere di ribadire il pacifismo di fondo del buddhismo è il Dalai Lama che, non sarà un caso, è un monarca spodestato dall&#8217;imperialismo cinese.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di gridare all&#8217;incoerenza e di trincerarci dietro le nostre certezze reputando quei comportamenti, in contraddizione con le dottrine originarie, divagazioni di seguaci infedeli, fermiamoci e torniamo a guardare le parole e a dar loro il significato originario. Cosa è la violenza?</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa s&#8217;intende con questo termine.<br />
Nell&#8217;accezione moderna, quella di tutti i giorni, si intende ormai colluttazione, scontro fisico e quasi null&#8217;altro: la parola, alterata, ha perso parte del suo bagaglio lasciando buona parte di quella cosa che un tempo era detta violenza priva di un nome, se non addirittura dotata di un nome carino che ne sminuisca la portata oppressiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Torniamo però al significato etimologico della nostra parola:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/violento.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-5845" title="violento" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/violento-1024x417.png" alt="" width="819" height="334" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come si vede immediatamente non c&#8217;è nulla che faccia riferimento a un prevalere dell&#8217;elemento fisico su altri e in verità è esperienza di tutti che non esista solo la violenza fisica; forse peggiore è la violenza psicologica.</p>
<p style="text-align: justify;">La donna, per esempio, è tradizionalmente addestrata a ritenersi inferiore all&#8217;uomo non solo con percosse che spessissimo non le sono inflitte ma con tutto un armamentario di rimproveri, di occhiatacce, di considerazioni quasi casuali che le introducono in testa un poliziotto mentale assai più efficace di qualunque piedipiatti fisico; contravvenire ai suoi ordini è assai più difficile che evitare le botte del più irruente dei padri.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>“Da che parte si potrebbe mai volgere lo sguardo senza incontrare vittime di questo sacrificio che consiste nel rinnegare se stessi? Qui di fronte a me siede una giovane donna che offre forse già dieci anni sacrifici cruenti alla sua anima. La sua figura è rigogliosa, ma il capo è piegato da una stanchezza mortale e le guance pallide tradiscono il lento dissanguarsi della sua giovinezza. Povera creatura, quante volte le passioni avranno fatto palpitare il tuo cuore e la gioventù, con la sua gagliarda energia, avrà reclamato il suo diritto! Quando il tuo capo si agitava fra i morbidi guanciali, la natura, risvegliandosi, spasimava nelle tue membra, il sangue gonfiava le tue vene e fantasie fiammeggianti riversavano nei tuoi occhi lo splendore della voluttà. Ma ecco apparire il fantasma della tua anima e della sua beatitudine eterna. Inorridivi, le tue mani si congiungevano, i tuoi occhi pieni di angoscia sollevavano lo sguardo verso l&#8217;alto, e tu -pregavi. Le tempeste della natura si calmavano, la superficie delle acque tornava tranquilla nell&#8217;oceano dei tuoi desideri. Lentamente le palpebre esauste si abbassavano su quella vita ormai spenta, la tensione dileguava lentamente dalle turgide membra, nel cuore si placavano le onde tumultuose, le mani congiunte gravavano sul seno ormai inerte, ancora un ultimo, lieve gemito, e-l&#8217;anima era tranquilla. Ti addoloravi, per ridestarti al mattino a nuove lotte, e nuove-preghiere. Ormai l&#8217;abitudine alla rinuncia raffredda l&#8217;ardore del tuo desiderio e le rose della tua gioventù impallidiscono nella tua anemica beatitudine. L&#8217;anima è salva, che importa se il corpo perisce? O taide, o Ninnon, come avete fatto bene a disprezzare questa smunta virtù!Meglio una ragazza di liberi costumi che mille zitelle incanutite nella virtù!”</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>(Stirner, L&#8217;unico e la sua proprietà, ed. Anarchismo, pagg 51-52</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">Il contenuto del passo può sembrare superato in un tempo in cui la morale sessuale sembra aver subite mutazioni permanenti; eppure, il passo stirneriano e quelle considerazioni possono essere estese senza fatica a molte altri aspetti del nostro sistema educativo.</p>
<p style="text-align: justify;">In “<strong><em>Sorvegliare e Punire</em></strong>” Foucault ci fa abbondantemente edotti sulla violenza quotidiana a cui tutti noi siamo costantemente sottoposti dallo sbirro che si annida nelle nostre teste e da quello che è nelle teste del nostro vicino, dei nostri amici, dei nostri genitori&#8230;<strong> la nostra è una società del controllo totale a cui non si arriva con tecniche vessatorie degne della Germania hitleriana ma con piccole e amorevoli correzioni che ci piovono addosso a volte anche col sorriso sulle labbra e che pure ci costringono ad assumere quel dato comportamento per tema di rimanere isolati, essere sgraditi a chi ci corregge: il ricatto della solitudine, per l&#8217;animale sociale che è l&#8217;uomo , risulta sempre la peggiore pena. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong>Ora, risulta ovvio da quanto detto che questa poderosa tecnica coercitiva che uccide l&#8217;individuo spingendolo sempre ad assumere un comportamento che gli riesce vantaggioso solo perché lo rende gradito al suo contesto sociale ma che lo rende un impacciato attore, una macchietta, un uomo che non ha mai vissuto, sia la peggiore e più grave violenza che possa essere fatta all&#8217;individuo umano e non; nessuno però condanna davvero questa forma di violenza e anzi, la nostra stessa società che ama la non violenza, assai spesso adora atti oltremodo violenti messi in atto da individui che pure si proclamano non violenti. Il processo mediatico, la carcerazione e financo rappresentazioni televisive date ogni sera su reti pubbliche e private in cui il buon poliziotto stermina il disgraziato di turno sono l&#8217;esempio più appariscente; altri, più sofisticati sono pure evidenti. L&#8217;esempio più evidente di questa mistificazione della violenza è proprio la bandiera della non violenza: <strong>Mohandas Gandhi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La venerazione collettiva che circonda quest&#8217;uomo è tale che sembra impossibile dire qualcosa di negativo al suo riguardo, e la stessa ammirazione rende gli ammiratori dell&#8217;eroe della patria indiana incapaci di vedere quanto quest&#8217;uomo fosse violento. La sua strategia era tutto un insieme di ricatti (il lasciarsi morire di fame qualora non si fosse fatto quello che diceva lui non può avere altro nome) e di dimostrazioni di forza fattiva (migliaia di individui circondavano poche decine di militari); le sue parole e tutte le sue azioni, nate dal desiderio che l&#8217;India (un&#8217;invenzione inglese; prima esistevano soltanto sovrani locali, come e più che nella penisola italiana) fosse indipendente, e cioè uno Stato sovrano indipendente ha tali e tante implicazioni di violenza e sopruso che sarebbe lungo prenderli tutti in esame (apparirà però evidente a chiunque almeno che uno Stato non può esistere senza divisioni interne, stratificazione in classi, organi deputati a monopolizzare la violenza etc); eppure Gandhi viene considerato il paladino della non violenza. Se per violenza dobbiamo intendere quello che la parola indica davvero, nel caso gandhiano possiamo al massimo parlare di non belligeranza, non di non violenza, e le sue gote emaciate in ogni foto sono il segno più evidente di quanto il suddito dell&#8217;imperatrice Vittoria utilizzasse la violenza contro se stesso in modi a volte davvero irrazionali (anche il problema animale nella mente di Gandhi si configurava come fatto prettamente violento. Egli riteneva l&#8217;uomo dovesse essere vegetariano per dimostrare la propria superiorità sugli altri animali, giacché il mangiare carne era cosa da besti feroci e la continenza-e cioè l&#8217;autorepressione, l&#8217;autoviolenza- sarebbero degni di esseri superiori; si mutino un po&#8217; le parole e la frase potrebbe benissimo essere attribuita a un nazista che parli di accoppiamento interraziale&#8230;).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma da dove nasce allora tutta questa venerazione per la non violenza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong> Gandhi stesso parla di <strong>Tolstoj </strong>e di <strong>Thoreau</strong> come suoi precursori e se chi scrive non ha una conoscenza tale dell&#8217;opera di Tolstoj da consentirgli di approfondire questa parte del problema, lo stesso ha abbondantemente letto Thoreau e può senza tema di smentita asserire che in queste parole c&#8217;è quanto meno una forzatura.<br />
È vero che l&#8217;autore americano parla di disobbedienza civile, di necessità di non pagare le tasse a uno stato schiavista; è però assolutamente vero che lo stesso autore, nello stesso “<em><strong>Disobbedienza civile” </strong></em>dice apertamente che impugnare le armi per combattere lo schiavismo non è affatto errato, anzi, è un dovere.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque non abbiamo trovata ancora l&#8217;origine della nostra venerazione per la non violenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Giunge in nostro soccorso, in tal proposito, un&#8217;acuta analisi di <strong>Ted Kaczynski</strong> contenuta nel suo saggio “<strong><em>Moralità e Rivoluzione</em></strong>”</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>“Particolarmente istruttiva ed indicativa è la proibizione morale della violenza nella nostra società. (Col termine “violenza definisco gli attacchi fisici sugli esseri umani o l&#8217;applicazione della forza fisica agli e da parte degli esseri umani). Diverse centinaia di anni fa, la violenza in sé non era considerata immorale, era ammirata. La classe sociale più prestigiosa era la nobiltà, che a quei tempi era una casta guerriera. Anche alla vigilia della Rivoluzione Industriale la violenza non veniva considerata come il più grande dei mali, e certi altri valori – come, per esempio, la libertà personale – erano ritenuti essere più importanti rispetto l&#8217;eliminazione della violenza. In America, persino durante il XIX secolo, l&#8217;atteggiamento pubblico nei confronti della polizia era negativo, e le forze di polizia venivano mantenute deboli ed inefficienti perché il sentimento generale le riteneva una minaccia alla libertà. La gente preferiva difendersi da sé ed accettava un livello di violenza nella società tollerabilmente alto invece che rischiare di perdere parte della propria libertà personale. Da allora, gli atteggiamenti verso la violenza sono cambiati drammaticamente. Oggi, i media, le scuole e chiunque sia compromesso col sistema, ci fanno il lavaggio del cervello inducendoci a credere che la violenza sia una cosa che, rispetto a tutte le altre, non bisogna assolutamente commettere. (Naturalmente, quando il sistema trova conveniente usare la violenza – per mezzo della polizia o dell&#8217;esercito – per i propri propositi, può sempre escogitare una scusa per impiegarla). Talvolta si sostiene che il moderno atteggiamento nei riguardi della violenza sia il risultato della sensibile influenza del cristianesimo, ma tale asserzione è assurda. Il periodo durante il quale il cristianesimo fu più forte in Europa, il Medioevo, fu un&#8217;epoca particolarmente violenta. É stato durante la Rivoluzione Industriale e nel corso dei conseguenti cambiamenti tecnologici che gli atteggiamenti verso la violenza si sono modificati ed alterati, mentre nello stesso arco di tempo l&#8217;influenza del cristianesimo si è marcatamente indebolita.</p></blockquote>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Chiaramente, non è stato il cristianesimo che ha cambiato gli atteggiamenti nei confronti della violenza. È necessario per il funzionamento della moderna società industriale che la gente operi ed agisca in modo rigido e meccanico, obbedendo alle regole, seguendo gli ordini e gli schemi, eseguendo le procedure prescritte. Di conseguenza il sistema richiede, soprattutto, docilità umana e ordine sociale. Di tutti i comportamenti umani, la violenza è uno dei più distruttivi per l&#8217;ordine sociale, quindi il più pericoloso per il sistema. Dal momento in cui la Rivoluzione Industriale ha iniziato a progredire, le classi dominanti, percependo che la violenza era sempre più avversa e sfavorevole ai loro interessi, modificarono il loro atteggiamento nei suoi confronti. Dato che la loro influenza era predominante nel determinare che cosa si doveva pubblicare sulla stampa ed insegnare nelle scuole, gradualmente trasformarono l&#8217;atteggiamento dell&#8217;intera società, sicché oggi la maggior parte delle persone della classe media, ed anche la maggioranza di coloro che pensano dei ribelli contrari al sistema, credono che la violenza sia il peccato fondamentale. Essi immaginano che la loro opposizione alla violenza sia l&#8217;espressione di una loro decisione morale, e in un certo senso lo è, ma in realtà si basa su una moralità che è designata  servire gli interessi del sistema ed è instillata attraverso la propaganda. Infatti, tali persone hanno semplicemente subito un lavaggio del cervello.”</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dunque, riprendendo il discorso fatto in precedenza ispirandoci a Foucault, <strong>la non violenza non è altro che una violenza del sistema</strong>, un tratto educativo che ci viene inculcato per renderci ingranaggi del sistema, fantasmi, ossessi incapaci di vedere quanta violenza ci sia riversata addosso e quanta noi stessi ne riversiamo addosso a chi non può difendersi. E, visto in questa luce, l&#8217;aderenza al veganismo pacifista non è che un abbracciare i valori del sistema, un farsi piccolo perché il Leviatano sia grande, un rifiutare sé per glorificare il nostro Signore che è l&#8217;esistente; fatta in questa chiave, la scelta vegan non è che un pilastro in più che tenga in piedi la Megamacchiana; è la più fine delle educazioni al sistema, la più spinta forma di chinare il capo davanti alle inaudite violenze messe in atto dal Dominio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I vegani non possono far propri i valori del sistema, non possono aderire, anche solo in parte, alle menzogne che rendono possibile l&#8217;uccisione di milioni di individui innocenti per il solo godimento di pochi privilegiati; un vegano deve avere dei valori altri, e questi valori cominciano dalla consapevolezza di chi è, del suo ruolo eversivo, del suo smascherare le menzogne che il sistema ci inculca per perpetuare se stesso; o è questo un vegano, o non è nulla.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>OGM: Basf abbandona l&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 17:50:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Basf, gigante della chimica e delle biotecnologie, ha annunciato che sta abbandonando i suoi piani per lo sviluppo e la commercializzazione di colture Ogm in Europa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/amflora.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5839" title="amflora" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/amflora-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Basf, gigante della chimica e delle biotecnologie, ha annunciato che sta abbandonando i suoi piani per lo sviluppo e la commercializzazione di colture Ogm in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il colosso infatti trasferirà negli USA la sede di PlantScience, la controllata che si occupa di ingegneria genetica applicata all’agricoltura, a causa delle fortissime resistenze che ha incontrato nel far accettare i suoi prodotti agricoli OGM, come le patate Amflora, Amadea, Modena e Fortuna.</p>
<p style="text-align: justify;">Le motivazioni dettagliate di questa scelta le spiega in un comunicato stampa Stefan Marcinowski, membro del CDA di BASF:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>&#8220;Siamo convinti che la biotecnologia sia una tecnologia chiave per il ventunesimo secolo. Ciò nonostante, c’è ancora una scarsa accettazione di questa tecnologia in molte parti d’Europa tra la maggioranza dei consumatori, degli agricoltori e dei politici. Di conseguenza, non ha senso continuare ad investire in prodotti specifici per la coltivazione in questo mercato. Quindi ci concentreremo sugli interessanti mercati del nord e sud America e sui mercati emergenti dell’Asia.&#8221;</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Immediato il commento di Federica Ferrario, responsabile campagna ogm di Greenpeace, che ha detto in proposito:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><span style="text-align: justify;">“Basf ammette che gli europei non vogliono le colture Ogm e hanno buone ragioni per non volerli. Non solo a causa delle preoccupazioni per i rischi sanitari, ma perché gli ogm vanno a braccetto con l’agricoltura di stampo industriale, l’uso di pesticidi, la resistenza a infestanti e parassiti e hanno rese deludenti a lungo termine”</span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Inizialmente, BASF aveva sperato di introdursi nel mercato europeo,  vista l’approvazione da parte della Corte di Giustizia Europea (avvenuta nel marzo del 2010) della semina della patata Amflora e di tre varietà di mais transgenico, ma evidentemente le battaglie anti ogm hanno dato i loro frutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;"> La fuga di Basf in America non dipende infatti solo dal rifiuto dell&#8217;Europa ma è il risultato di  sconfitte verificatesi negli ultimi due anni in Cina, India, Filippine, Thailandia e altrove. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">Sono questi i motivi per cui o</span><span style="text-align: justify;">ltre il 90 per cento degli ogm a uso alimentare viene oggi coltivato in soli quattro paesi del continente americano e esempi di rifiuto simile a quello europeo legato alla coltivazione della patata ogm si erano già verificati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">Nel 2011, l’India ha respinto l’autorizzazione della melanzana ogm, l’unico alimento transgenico per il quale era stata chiesta l’autorizzazione, mentre nel settembre 2011 la Cina ha sospeso la commercializzazione di riso ogm. Anche Filippine e Thailandia hanno respinto riso geneticamente modificato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;"> Basf sta accantonando la sua patata ogm resistente agli antibiotici, l’Amflora, una delle uniche due colture ogm autorizzate per la coltivazione in alcuni paesi europei. “Una coltivazione biotech che si è rivelata un vero e proprio flop commerciale” commenta Greenpeace. La società tedesca Basf prende atto della crescente opposizione della maggioranza dei cittadini europei che in quasi due casi su tre (61 per cento) si sono detti molto contrari ai cibi geneticamente modificati. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare la decisione della multinazionale tedesca di rinunciare allo sviluppo e alla commercializzazione di nuovi prodotti transgenici (ogm) destinati all’Unione europea.</span></p>
<p style="text-align: justify;">“Un comportamento che – precisa la Coldiretti – non potrà non essere presto seguito anche dalle altre multinazionali come dimostra il calo della superficie coltivata a Ogm in Europa che si è progressivamente ridotta negli ultimi anni fino ad appena 91.643 ettari (2010) mentre su un totale di 27 paesi dell’Unione Europea – continua la Coldiretti – solo in 6 è stato coltivato mais Ogm (Spagna, Romania, Slovacchia, Portogallo, Polonia, e Repubblica Ceca). Sono invece solo 450 gli ettari coltivati con patata ”amflora” da seme che è presente – conclude la Coldiretti – solo in tre paesi (Germania, Svezia e Repubblica Ceca)”.</p>
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		<title>Il miele e gli altri prodotti dello sfruttamento delle api</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 14:08:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Capita spesso, a noi vegani, di essere interrogati sul perché non mangiamo il miele poiché, inspiegabilmente, questa nostra scelta viene interpretata come un'esagerazione molto più di altre. Riteniamo questo articolo un buon inizio per chiunque voglia iniziare ad approfondire la "questione api" o la "questione miele" sia legata al veganismo che in generale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/250px-Apis_mellifera_bi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5834" title="250px-Apis_mellifera_bi" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/250px-Apis_mellifera_bi.jpg" alt="" width="250" height="197" /></a>L<strong>&#8216;Apis mellifera</strong> possiede un sistema nervoso sviluppato, la capacità di provare dolore e un&#8217;intelligenza che le permette, ad esempio, di costruire celle basandosi sulla percezione dei campi gravitazionale e magnetico terrestri.  Comunica mediante i suoni prodotti dalle vibrazioni delle ali, l&#8217;emissione di feromoni e un complesso linguaggio basato su danze, tramite il quale è in grado, fra le tante cose, di dirigere l&#8217;intera colonia verso il cibo specificandone qualità, distanza ed esatta locazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Capita spesso, a noi vegani, di essere interrogati sul perché non mangiamo il miele poiché, inspiegabilmente, questa nostra scelta viene interpretata come un&#8217;esagerazione molto più di altre.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono ovviamente svariate ragioni per cui un vegano non consuma miele, chiaramente perché la sua produzione implica sfruttamento e sofferenza delle api.</p>
<p style="text-align: justify;">Proveremo a tracciare un elenco delle motivazioni, essendo il più sintetici e precisi allo stesso tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di uccidere questi animali, l&#8217;industria li sottopone a manipolazioni continue, regimi alimentari forzati e innaturali, inseminazione artificiale, trasporti spossanti e vivisezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli apicoltori non si limitano, come invece molti credono, a sottrarre alle api il miele prodotto in eccesso; al contrario, spesso si estrae tutto quello immagazzinato nel periodo estivo e si nutrono le colonie con sciroppo di zucchero per tutto l&#8217;inverno.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo non è un equivalente adeguato alla dieta naturale delle api, delle quali infatti abbassa la durata della vita esponendole a diverse malattie.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo, allo zucchero vengono spesso aggiunti antibiotici che espongono le colonie selvatiche ad un maggior rischio di contrarre le malattie stesse. In presenza di contagi per i quali non si conoscano trattamenti efficaci, gli apicoltori non esitano ad incendiare gli alveari.</p>
<p style="text-align: justify;">Le pratiche di fumigazione eliminano la perdita dell&#8217;alveare: permettono, infatti, di avvelenare le api con il cianuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri apicoltori distruggono gli alveari prima che sopraggiunga l&#8217;inverno.</p>
<p style="text-align: justify;">Per far abbandonare l&#8217;alveare, lo si può anche scuotere con forza o irrorarlo con potenti getti d&#8217;aria.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante queste operazioni è facile che le ali e le zampe delle api vengano irrimediabilmente danneggiate.</p>
<p style="text-align: justify;">Per impedire alle regine di sciamare, vengono loro bloccate le ali.</p>
<p style="text-align: justify;">Per estrarne più facilmente il miele, spesso si riscalda l&#8217;alveare. Le api, spinte dal calore, volano verso l&#8217;uscita dove vengono catturate in un cono metallico o in un bee escape. In mancanza di uscite, per eliminare le api fuggitive, si usa una griglia elettrica.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando due colone vengono mischiate la regina di quella più debole viene uccisa.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei più evidenti segnali della sofferenza implicita nell&#8217;allevamento delle api è la difesa dell&#8217;alveare che mettono in atto pungendo gli apicoltori. Questo avviene nonostante essi usino il fumo per farle calmare (previene agitazioni della colonia mascherando il feromone che le api rilasciano per dare l&#8217;allarme in situazioni di pericolo).</p>
<p style="text-align: justify;">Per confinare le api lontano dall&#8217;area nella quale hanno raccolto il miele, si usano apposite trappole.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel processo di verifica delle condizioni dell&#8217;alveare e di estrazione del miele, anche il più attendo degli apicoltori non potrà fare a meno di calpestare e uccidere incidentalmente un buon numero di api.</p>
<p style="text-align: justify;">Le regine vengono soppresse ogni due anni (in natura vivono fino a cinque), quando la loro capacità di deporre uova declina rendendone il mantenimento economicamente svantaggioso.</p>
<p style="text-align: justify;">La loro inseminazione artificiale provoca la morte del maschio; il metodo più diffuso per ottenere lo sperma è infatti, consiste nella decapitazione di quest&#8217;ultimo (quando la testa viene staccata, il sistema nervoso centrale riceve un impulso elettrico che provoca eccitazione sessuale).</p>
<p style="text-align: justify;">A volte testa e torace del maschio vengono schiacciati per provocare la fuoriuscita dell&#8217;endofallo. Lo sperma di diversi esemplari viene raccolto e l&#8217;inseminazione della regina, anestetizzata con ossido di carbonio, avviene all&#8217;interno di un apposito contenitore tubolare.  Per aprire la vagina ed iniettarvi il seme, vengono utilizzati microscopici uncini.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>I PRODOTTI DERIVANTI DALLO SFRUTTAMENTO DELLE API</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I benefici dei prodotti derivanti dalle api non ne giustifica per noi lo sfruttamento: questi prodotti, infatti, sono tutti sostituibili con sostanze di origine non animale e dalla comprovata validità: sciroppo di riso, malto d&#8217;orzo, malto di sorgo, succhi concentrati di frutta, zucchero di canna non raffinato, zucchero di barbabietola, succo d&#8217;acero, sciroppo d&#8217;acero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/miele01_d0.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5835" title="miele01_d0" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/miele01_d0-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>MIELE:</strong> il miele è il vomito dell&#8217;ape. Una volta ingoiato il nettare, essa lo rigetta e vi aggiunge enzimi mescolandolo con le proprie secrezioni digestive. La mistura viene poi rigurgitata per essere ulteriormente digerita da altre api. Non contiene sostanze nutritive rilevanti per l&#8217;alimentazione umana, di certo non contiene sostanze insostituibili. Si è provato più volte negli USA a dimostrare le capacità del miele di contrastare le allergie ma esso ha dimostrato un&#8217;efficiacia minima. Anche il tentativo di comprovare le sue presunte capacità terapeutiche è fallito e, al contrario, esistono delle consistenti ragioni per non consumarlo: le modalità dello sfruttamento delle api e i danni che può arrecare alla nostra salute. Il consumo di miele e pappa reale viene infatti sconsigliato a chi soffre d&#8217;asma o di allergie e ai bambini di età inferiore ai 12 mesi il cui sistema digestivo non è in grado di interagire con le spore batteriche potenzialmente presenti in esso o peggio, con la probabile contaminazione da botulino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CERA</strong>: la secrezione con la quale le api costruiscono gli alveari. Viene usata dall&#8217;uomo nella produzione di cosmetici, farmaci, vernici, candele e alcuni tipi di carta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VELENO</strong>: per raccoglierlo si stende una membrana elettrificata davanti all&#8217;alveare. Quando le api la toccano ne ricevono una scossa alla quale reagiscono pungendola e dunque morendo. Il veleno così raccolto viene commercializzato in virtù  di non dimostrate doti curative.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>POLLINE</strong>:  può risultare più nutriente di altri cibi soltanto se ingerito in quantità pari a qualche chilo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PAPPA REALE</strong>: costituisce la sola fonte di nutrimento dell&#8217;ape regina ed è ciò che le permette di diventare tale. Rispetto a 500 mg di pappa reale, 30 gr. di cornflakes contengono 30 volte più tiamina e riboflavina, 90 volte più niacina e circa 400 volte più acido folico. Non esiste ad oggi seria ricerca medica che abbia confermato  gli effetti terapeutici della pappa reale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PROPOLI</strong>: usato come antisettico e come colla. è una resina che le api raccolgono negli alberi e usano per tappare i buchi negli alveari. Per loro è anche un antibiotico, un antivirale e un funghicida naturale, mentre dagli umani viene usato per curare infezioni gengivali e mal di gola o come integratore alimentare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IMPOLLINAZIONE</strong>: il valore monetario dell&#8217;impollinazione è stimato in Italia attorno ai tremila miliardi di vecchie lire. Permette infatti la fecondazione delle piante entomofile, ovvero la maggior parte di quelle agrarie sia spontanee che coltivate. L&#8217;industria stra cercando di creare api geneticamente modificate  e capaci di impollinare anche quei tipi di piante che, in natura, verrebbero impollinate da api selvatiche o da altri insetti che però stanno adesso scomparendo a causa di inquinamento, pesticidi, allevamenti intensivi e loro emissioni e sviluppo edilizio. Non si creda che l&#8217;impollinazione portata avanti dalle api domestiche possa essere ecologicamente benefica; nelle condizioni  create dall&#8217;uomo risulta essere addirittura dannosa. I programmi governativi, infatti, sono centrati solo sulla protezione delle api bottinatrici di tipo europeo. Sono state eliminate la maggior parte delle api selvatiche il cui numero è precipitato del 50% e negli US non ci sono mai state così poche api. Solo una piccola percentuale dei pesticidi utilizzati in agricoltura, tristemente, centra l&#8217;obiettivo. La maggior parte colpisce specie diverse, api comprese.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA SPERIMENTAZIONE SULLE API</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le api sono sfruttate anche nell&#8217;ambito della vivisezione e della biotecnologia; la maggior parte degli esperimenti cui vengono sottoposte ha lo scopo di sviluppare alveari in grado di produrre più miele e assicurino maggiori guadagni.  In Giappone vengono irradiate per rendere la loro puntura inoffensiva e per creare una specie priva di pungiglione.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre ricerche riguardano: effetti dei fitofarmaci, effetti dei feromoni sul sistema endocrino, regolazione del processo riproduttivo, trattamenti topici con ormone giovanile, restrizioni di movimento della regina, confinamento (per indurre la costruzione di cupolini e celle),  costruzione di celle indotta mediante eccesso di affollamento, test di tossicità acuta e residua degli antiparassitari, effetti di diverse diete, influenza del fotoperiodo e del termoperiodo sui ritmi di volo, produzione di veleni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Governo sudamericano ha finanziato nel 1956 l&#8217;introduzione nel Paese dell&#8217;Apis mellifera scutellata, originaria del Sudafrica, per ottenere un ibrido che assommasse le qualità positive delle due razze. La fuga di 26 sciami di api africane determinò invece la nascita di una popolazione di api selvatiche ibride nelle quali a prevalere sono le caratteristiche negative.</p>
<p style="text-align: justify;">I media le hanno battezzate &#8220;api assassine&#8221; a causa dell&#8217;aggressività verso gli alveari di api europee che riescono facilmente a sopprimere.  Anche animali domestici e uomini hanno pagato a caro prezzo questo fallimento della bioingegneria: in Messico dal 1986 al 1991 sono stati segnalati almeno 1000 attacchi a persone che hanno causato 58 decessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Si stima che attualmente in US queste api abbiano ucciso centinaia fra animali e uomini.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>CONCLUSIONI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo questo articolo un buon inizio per chiunque voglia iniziare ad approfondire la &#8220;questione api&#8221; o la &#8220;questione miele&#8221; sia legata al veganismo che in generale.</p>
<p style="text-align: justify;">Crediamo che possa essere un contributo utile per rispondere alle frequenti domande di chi ha sempre affermato con ingenua buonafede o con aria di sottile sfida che <strong><em>&#8220;In fondo, che facciamo di male? Leviamo loro solo il miele in più!&#8221;</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Le cavie del progresso siamo noi. Ribelliamoci!</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 16:37:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al problema della crisi ecologica e della fame nel mondo ai quali la Terra è stata condotta dall'agricoltura industriale e capitalistica, si sta aggiungendo quello che sarebbe il più grande fallimento della storia: l'IRRECUPERABILE: la DISTRUZIONE DELLA BIODIVERSITA']]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/eduamb.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5823" title="eduamb" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/eduamb-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Gli organismi geneticamente modificati sono batteri, funghi, virus, piante e animali le cui caratteristiche genetiche sono state modificate il laboratorio. In genere uno o più geni presi da altri organismi vengono introdotti nel patrimonio ereditario dell&#8217;organismo che si vuole modificare.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo l<strong>&#8216;OGM</strong> esprimerà i nuovi caratteri , ma li trasmetterà alla sua discendenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scambi di geni possono avvenire fra esseri viventi appartenenti a specie completamente diverse (uomini, piante e animali). <strong>COSA IMPOSSIBILE PER NATURA</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le applicazioni investono gli ambiti più disparati: medicina, ecologia, settore agroalimentare e zootecnico.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;agricoltura, in particolare, si assiste a una rapida diffusione: infatti al giorno d&#8217;oggi, il 60% dei prodotti venduti nei SUPERMERCATI può contenere elementi di origine transgenica.</p>
<p style="text-align: justify;">Meno conosciuto, ma molto importante, è l&#8217;utilizzo in campo farmaceutico, dove attraverso l&#8217;atroce e fallace pratica della VIVISEZIONE la scienza biotecnologica propone &#8220;pezzi di ricambio&#8221; attraverso <strong>XENOTRAPIANTI</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I rischi sono enormi in quanto non esiste una possibilità di previsione dei danni che possono nascere dal rilascio di piante e animali transgenici in natura. Non predicibili né controllabili sono le interazioni fra il trasgene e il DNA nel quale viene inserito.</p>
<p style="text-align: justify;">Imprevedibili gli effetti degli <strong>OGM </strong>massicciamente disseminati nell&#8217;ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Al problema della crisi ecologica e della fame nel mondo ai quali la Terra è stata condotta dall&#8217;agricoltura industriale e capitalistica, si sta aggiungendo quello che sarebbe il più grande fallimento della storia: l&#8217;<strong>IRRECUPERABILE: la DISTRUZIONE DELLA BIODIVERSITA&#8217;</strong> nata col mondo e prossima ad affogare nell&#8217;inquinamento biochimico, all&#8217;interno del quale si muovono a fatica vite ibride causate da manipolazioni forzate.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evoluzione delle superfici coltivate nel mondo a monocoltura transgenica rivela una tendenza alla crescita esponenziale elevatissima: sono centinaia di milioni gli ettari in mano alle grandi <strong>MULTINAZIONALI DEL PROFITTO</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ci si può certamente fidare di chi pubblicamente (ma non nei propri stabilimenti) ha fatto marcia indietro a livello di vendite commerciali: i controlli al riguardo sono praticamente inesistenti o condotti dalle stesse case produttrici e comunque basati su percentuali di accettabilità per le contaminazioni che lievitano nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ASSURDE SOLO LE REGOLE LEGISLATIVE</strong> che consentono l&#8217;incremento del numero dei centri di sperimentazione di fronte a una dichiarata illegalità del commercio per uso alimentare sul suolo italiano unite alla realtà degli<strong> ALLEVAMENTI INTENSIVI </strong>di animali da <strong>MACELLO</strong> a loro volta alimentati coi prodotti dell&#8217;ingegneria genetica per la quasi totalità.</p>
<p style="text-align: justify;">La situazione espone ogni essere vivente ad un presente indegno con prospettive devastanti!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GOVERNI </strong>e<strong> MULTINAZIONALI</strong> stanno cercando di mettere in atto anche le vie più indirette per propinarci i loro veleni.</p>
<p style="text-align: justify;">Come persone responsabili e pensanti abbiamo il dovere di accorgerci di questa grande mano che seminando morte raccoglie guadagni.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo e possiamo<strong> RIBELLARCI</strong> all&#8217;ennesima pretesa coercitiva di dominio per rimboccare la strada dell&#8217;AUTOGESTIONE delle nostre vite.</p>
<p style="text-align: justify;">Cominciando col <strong>BOICOTTARE </strong>i prodotti confezionati e le grandi distribuzioni da banco dei supermarket; scegliere le materie prime ricordando che<strong> NEMMENO BIOLOGICO SIGNIFICA LIBERO DA OGM</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una strada ostica, che richiede costanza e scaltrezza da utilizzare nell&#8217;ottica di un consumo critico, ma che ci porterà a ripristinare una condizione di esistenza equilibrata se supererà lo stato di delirio antropocentrico.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;agricoltura non è una scienza unica applicabile dall&#8217;alto uniformemente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sapere vero dell&#8217;umanità si caratterizza per la sua complessità: ogni cultura così come ogni coltura sono funzionali alle caratteristiche del territorio in cui nascono e alla popolazione che le genera.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora come ora<strong> BREVETTATI</strong> e <strong>MANIPOLATI</strong>, ci vogliono immettere nel sangue l&#8217;idea di falsa perfezione che ha il potere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>NON ACCETTEREMO MAI QUESTO PROGETTO</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ecosistema non ha bisogno né di deleghe né di compromessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna etichettatura.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna regolamentazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La NATURA non necessita di modifiche ma di consapevolezza e prese di posizione in sua e nostra difesa.</strong></p>
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		<title>Bachi da seta Ogm: la ragnatela d’acciaio di Spiderman diventa realtà</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2012/01/08/bachi-da-seta-ogm-la-ragnatela-d%e2%80%99acciaio-di-spiderman-diventa-realta/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 16:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BIOTECH/OGM]]></category>
		<category><![CDATA[Bachi da seta ogm in grado di produrre tela resistente quanto quella di un ragno]]></category>
		<category><![CDATA[baco da seta]]></category>
		<category><![CDATA[biotech]]></category>
		<category><![CDATA[Don Jarvis]]></category>
		<category><![CDATA[OGM]]></category>
		<category><![CDATA[organismi genei]]></category>
		<category><![CDATA[seta]]></category>
		<category><![CDATA[seta bachi da seta]]></category>
		<category><![CDATA[università del Wyoming]]></category>

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		<description><![CDATA[Ennesimo delirio in campo OGM. Da incroci fra bachi da seta e ragni nasce il baco in grado di produrre la stessa fibra prodotta dai ragni.

Toni entusiastici per la notizia. Da parte nostra, la stessa amarezza di sempre davanti a quanto l'uomo continui a utilizzare le biotecnologie per modificare l'esistente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Ennesimo delirio in campo OGM. Da incroci fra bachi da seta e ragni nasce il baco in grado di produrre la stessa fibra prodotta dai ragni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Toni entusiastici per la notizia. Da parte nostra, la stessa amarezza di sempre davanti a quanto l&#8217;uomo continui a utilizzare le biotecnologie per modificare l&#8217;esistente. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: Blitzquotidiano.it &#8211; 5 gennaio 2012 </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/baco-da-seta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5819" title="baco da seta" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/baco-da-seta-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" /></a>Bachi da seta ogm in grado di produrre tela resistente quanto quella di un ragno</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultima sfida dell’ingegneria genetica è stata vinta da Don Jarvis, dell’<strong>università del Wyoming</strong>, che ha ricreato in laboratorio la stessa tela usata dal personaggio dei fumetti Uomo ragno.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca pubblicata sulla rivista<strong> Pnas</strong> ha unito la facilità di allevare bachi da seta con la resistenza, pari a quella dell’acciaio, della tela prodotta dai ragni.</p>
<p style="text-align: justify;">Allevare i ragni sarebbe infatti impossibile, sia per la scarsa quantità di tela prodotta che per il fatto che si mangerebbero tra di loro. Tali ragnatele potranno essere usate in medicina o sostituire la plastica.</p>
<p style="text-align: justify;">Jarvis ha modificato il dna dei vermi inserendovi i geni dei ragni, per ottenere una sorta di “ragni da seta”. Christopher Holland, ricercatore dell’università di Oxford, ha commentato: “<em>Essenzialmente questa ricerca ha dimostrato che è possibile prendere un componente della tela di ragno e creare un baco da seta in grado di produrre una fibra differente dalla sua</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le applicazioni tecniche sono molte: la ragnatela potrà essere usata per suture più resistenti, e creare protesi e legamenti. Inoltre tale materiale potrebbe sostituire la plastica,  un sostituto decisamente ecologico e che viene creato con grande risparmio energetico. Insomma dopo anni di ricerca finalmente si potrà produrre la tela di ragno a livello industriale. L’importante sarà spiegare che sebbene la ragnatela sia resistente, non sarà comunque il caso di saltare di tetto in tetto come l’amato eroe dei fumetti Spiderman.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Veganismo è prendere posizione</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2012/01/07/veganismo-e-prendere-posizione/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 12:08:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiuRo</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>

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		<description><![CDATA[Molte persone affermano che l'uomo abbia incominciato a mangiare animali a causa della glaciazione: mancavano derrate alimentari e dunque, per non morire di fame o di carenze varie, l'uomo prese a mangiare animali. Questa motivazione non regge ad un esame attento. Radici culturali del mangiar carne e scelta vegan consapevole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/vegan-label.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5813" title="vegan-label" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/vegan-label-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a>Lo scientismo imperante ha portato spesso il dibattito che concerne il veganismo entro percorsi facilmente controllabili e identificabili che quasi coincidono con la lezione di un mediocre nutrizionista; in buona parte il dibattito, infatti, si riduce a domande quali: “<em>E&#8217; possibile essere vegani</em>” e a ricerche sulle motivazioni storiche che avrebbero portato un animale frugivoro come l&#8217;uomo originario all&#8217;assunzione di carni animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste motivazioni, poi, scadono spesso nell&#8217;autentico delirio e si attribuisce ai nostri antenati la medesima conoscenza scientifica che abbiamo noi:<em> “L&#8217;assunzione di carne avvenne per sopperire alla scarsità di apporto proteico dovuto a una dieta a base di vegetali</em>”. È già da dimostrare che una dieta di soli vegetali sia carente in proteine (in realtà è assolutamente bilanciata, per un animale, l&#8217;uomo, che non ha grandi bisogni proteici ma di carboidrati&#8230;); è risibile che si attribuisca ai nostri antenati consapevolezza del fabbisogno proteico quotidiano.</p>
<p style="text-align: justify;">
Ma questo atteggiamento si spinge al punto da legarsi alla tradizione, dal legare all&#8217;antica sapienza contadina chiaro discernimento su cosa fosse da assumere, cosa associare, come far sì che una dieta fosse bilanciata: ecco allora che si parla di pasta con i fagioli, ceci con pane raffermo&#8230;si tende però a dimenticare che la stessa tradizione include dei veri aborti nutrizionali: il pane con la milza assunto in Sicilia, luogo caldo e che dunque non può neanche accampare la scusa del grasso per proteggersi dal caldo, le stigghiole della stessa regione, fagioli e cotiche del nord sono solo degli esempi su quanto la tradizione se ne infischiasse bellamente dei nostri principi di nutrizionistica. Gente che non aveva messo appunto nessun principio medico legato alla nutrizione non agiva su suggerimento di principi che ancora non esistevano e se la pasta con i fagioli è un piatto fantastico per equilibrio di aminoacidi essenziali è più un caso che un merito della tradizione. Dunque, anche pensare che gente priva di principi di nutrizionistica cercasse degli equivalenti per compensare dei vuoti non ha alcun senso.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure avviene così: molte persone affermano che l&#8217;uomo abbia incominciato a mangiare animali a causa della glaciazione: mancavano derrate alimentari e dunque, per non morire di fame o di carenze varie, l&#8217;uomo prese a mangiare animali.<br />
Sfugge un fatto: se una cosa è pensata come impossibile, allora quella cosa rimarrà impossibile. Dunque, se fino a qualche giorno prima che la terra gelasse, l&#8217;uomo avesse pensato che mangiare carne fosse impossibile, con la glaciazione l&#8217;uomo non avrebbe certo cominciato a mangiarla ma sarebbe morto di fame ( si vedano per esempio i casi di individui che si lasciano morire di fame in seguito a incidenti con molti morti umani pur di non ricorrere al cannibalismo).</p>
<p style="text-align: justify;">Questa motivazione non regge ad un esame attento. È infatti vero che l&#8217;Europa, l&#8217;America e l&#8217;Asia settentrionale e l&#8217;Oceania vissero tempi tanto rigidi che buona parte della vegetazione e delle specie animali si estinsero, ma è indubbio che le zone in cui sorgono le attuali foreste equatoriali (Borneo, Africa centrale, America centro-meridionale) furono toccare solo marginalmente dal fenomeno e la grande varietà di specie animali e vegetali lì ospitate ne sono la testimonianza più evidente.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, se l&#8217;era glaciale avesse costretto il genere umano ad assumere carne, questo sarebbe un uso SOLO Europeo, Nord Americano e Oceanico sconosciuto nelle zone equatoriali: basta la semplice visione di un documentario sull&#8217;Amazzonia per rendersi conto che le cose vanno altrimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è poi l&#8217;evidenza archeologica, la presenza di strumenti per raschiare le ossa assai prima che nascesse l&#8217;uomo moderno (quando la glaciazione non era neppure pensabile) a documentare un&#8217;assunzione di carne da parte dei nostri antenati, in un tempo in cui, in termini nutrizionali, era assolutamente inutile farlo: v&#8217;erano radici, vegetali a foglia, ortaggi a profusione; nulla spingeva dunque a consumare carogne putrescenti (forse un tipo di adattamento ambientale motivato dal successo dei nostri antenati vegetariani, al dilagare dei primi ominidi e alla necessità di evitare uno scontro per le risorse inserendo nuove varietà di “cibo”nella dieta). Non potremo mai sapere perché avvenne quel passaggio, non ci sarà MAI un nostro antenato che possa venire da noi e ci possa spiegare perché mangiò il primo pezzo di un animale; sbilanciarsi sulle spiegazioni è solo un esercizio letterario da cui chi scrive non rifugge: quello però si chiama narrativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo invece fatti storici documentati e concreti: lungo l&#8217;intera storia umana l&#8217;assunzione di carne non fu mai un fatto essenziale dell&#8217;alimentazione umana ma solo marginale ed esclusivo delle classi dominanti; solo il giorno della festa il contadino poteva sentirsi uguale al latifondista assumendo il corpo di un innocente.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendendo spunto dalle riflessioni d<strong>i René Girard</strong> (La violenza e il sacro, 1972) possiamo asserire che in una società gerarchizzata, quale fu quella uscita dalla rivoluzione del neolitico (in questo periodo l&#8217;introduzione di allevamento e agricoltura introdusse una specializzazione e una fissità, addirittura ereditaria, nella ripartizione dei ruoli) la società del dominio nascente era percorsa da fortissime tensioni interne (Gerard direbbe tensione mimetica) che avrebbe potuto portare ad una deflagrazione del meccanismo per l&#8217;esplosione della rabbia e del malcontento: il neo costituto contadino aveva ancora troppo fresca l&#8217;esperienza dei suoi antenati liberi per non vedere come una distorsione la prevaricazione che la neo costituita classe dirigente perpetrava nei suoi confronti. Fu allora che venne introdotto il sacrificio rituale del capro espiatorio e l&#8217;assunzione collettiva della sua carne; da prima si trattò di carne umana; poi di altri animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sacerdote, chi deteneva il potere, ritenne opportuno stornare la forte carica d&#8217;invidia che lo circondava denunciando come colpevole delle sventure degli esclusi un individuo diverso dalla “norma” fissata culturalmente ed ecco che da prima si focalizzò sugli storpi, sui troppo brutti o i troppo belli.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo genere di sacrificio aveva però un difetto esiziale: i congiunti del sacrificato, membri del gruppo, potevano protestare contro l&#8217;evidente arbitrarietà della scelta e scendere in campo per difendere chi era ingiustamente ucciso. A quel punto divenne necessario scegliere la vittima in assoluto più innocente, l&#8217;essere che nessuno avrebbe mai voluto o potuto vendicare: questa vittima era “l&#8217;animale”, cioè tutto il vivente non umano (anche se, paradossalmente, questa ripartizione si stabilì proprio con l&#8217;atto del sacrificio: chi era sacrificabile era animale, l&#8217;animale è il sacrificabile). Dunque, la scelta del capro espiatorio, di colui su cui riversare tutte le tensioni e la violenza che una società ripartita in gerarchie fisse generava, avvenne stabilendo come principio determinante la scelta l&#8217;assoluta impossibilità di difendersi della vittima: nessuno avrebbe mai reclamato per l&#8217;agnello sacrificato, nessuno avrebbe mai alzata una mano per fermare la mano del carnefice. Come è facile vedere, un simile atto ha le sue fondamenta in quanto di più lontano possibile da qualunque principio di solidarietà, giustizia, compassione l&#8217;uomo possa coltivare:<strong> non colpisco il prepotente, colui che con una conoscenza acquisita tenta di soggiogarmi ma colpisco colui che non mi ha fatto nulla e che mai nulla potrà farmi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ora, in una società che andava stratificandosi velocemente, presto il monopolio della violenza divenne patrimonio esclusivo della classe dominante, del sovrano e dei nobili e quindi a loro spettò il compito di fare giustizia per l&#8217;intera collettività; il monopolio del sacrificio divenne dunque loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro paradosso dunque: chi creava per proprio tornaconto il disequilibrio vendicava il sottomesso, colui che decideva di piegare la schiena, uccidendo per suo conto colui che il potere stesso gli diceva causa della sua miseria. Ma chi poteva fare giustizia e usare la violenza per la collettività era ormai distaccato dal restante popolo, arroccato nei suoi privilegi, primo fra tutti quello di macellare un capro espiatorio e consumane le carni. Non è dunque casuale che uomini come Alessandro di Macedonia, i Cesari, abbiano voluto farsi immortalare nell&#8217;atto della caccia: chi era capace di uccidere individui inermi che stavano nel bosco era certo capace di fare lo stesso con gli inermi che stavano entro le mura delle sue città, e ci teneva a farglielo sapere. In più, l&#8217;atto di macellazione dell&#8217;innocente era ritenuto atto supremo di giustizia verso la comunità umana che salutava quell&#8217;atto di violenza con gratitudine e rispetto. Dunque, l&#8217;assunzione di carne è rivendicazione di potenza, manifestazione del proprio potere. Ora, ciò che portava il contadino a bramare la carne, a desiderare di mangiare un tacchino intero, non era la certezza di poter assumere un giusto apporto proteico e di poter, così, aver accesso ad una dieta più bilanciata: il contadino voleva mangiare il tacchino perché voleva essere ricco, perché voleva, come il ricco, poter sfruttare qualcuno che fosse indifeso; perché voleva essere un potente. Questo è il mostruoso meccanismo mimetico messo in atto dalla società gerarchizzata per perpetuarsi ed espandersi: le classi sottomesse non ambiscono alla libertà, a liberarsi dai ceppi imposti da colui che si è autoproclamato superiore ma vuole essere quello stesso potente, partecipare della sua forza, godere almeno di un riflesso della sua prosperità.</p>
<p style="text-align: justify;">La descrizione più efficace fatta della società che così si costituì è certamente la seguente:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Vista in sezione, la struttura sociale del presente dovrebbe configurarsi all’incirca così: su in alto i grandi magnati dei trust dei diversi gruppi di potere capitalistici che però sono in lotta tra loro; sotto di essi i magnati minori, i grandi proprietari terrieri e tutto lo staff dei collaboratori importanti; sotto di essi – suddivise in singoli strati – le masse dei liberi professionisti e degli impiegati di grado inferiore, della manovalanza politica, dei militari e dei professori, degli ingegneri e dei capufficio fino alle dattilografe; ancora più giù i residui delle piccole esistenze autonome, gli artigiani, i bottegai, i contadini e tutti quanti, poi il proletariato, dagli strati operai qualificati meglio retribuiti, passando attraverso i manovali fino ad arrivare ai disoccupati cronici, ai poveri, ai vecchi e ai malati.</p>
<p>Solo sotto tutto questo comincia quello che è il vero e proprio fondamento della miseria, sul quale si innalza questa costruzione, giacché finora abbiamo parlato solo dei paesi capitalistici sviluppati, e tutta la loro vita è sorretta dall’orribile apparato di sfruttamento che funziona nei territori semicoloniali e coloniali, ossia in quella che è di gran lunga la parte più grande del mondo.</p>
<p>Larghi territori dei Balcani sono una camera di tortura, in India, in Cina, in Africa la miseria di massa supera ogni immaginazione.</p>
<p>Sotto gli ambiti in cui crepano a milioni i coolie della terra, andrebbe poi rappresentata l’indescrivibile, inimmaginabile sofferenza degli animali, l’inferno animale nella società umana, il sudore, il sangue, la disperazione degli animali.</p>
<p>Questo edificio, la cui cantina è un mattatoio e il cui tetto è una cattedrale, dalle finestre dei piani superiori assicura effettivamente una bella vista sul cielo stellato.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Max Horkheimer, «Il grattacielo», da Crepuscolo.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Così il civile uomo moderno non vuole essere privato della carne perché questa privazione gli farebbe mancare anche quel poco di capacità di esercitare violenza e dominio; ciò gli dà un vero panico esistenziale. La stessa strutture del potere/controllo diffuso, oggi la regola, è un meccanismo che si nutre di carne, sia essa quella reale dell&#8217;animale non umano che finisce nel piatto, sia essa quella quasi metaforica dell&#8217;oppresso che sacrifica le ore della sua vita donandole in pasto a qualcuno che se ne nutre per creare la propria prosperità e ricchezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Ecco perché la scelta vegan è e deve essere una CONSAPEVOLE scelta di rottura totale con l&#8217;esistente ed ecco perché il vegano è marginalizzato, ridicolizzato, preso alla leggera: in un sistema che si basa sullo sfruttamento totale e globalizzato, chi si chiama fuori è un pericolo, un reietto, qualcuno da riassorbire o di cui prendersi gioco per sminuirne la pesante carica eversiva; l&#8217;ideologia del dominio pretende un&#8217;autentica eucarestia, una cerimonia globale che renda lo sfruttamento la normalità e affratelli gli individui che fanno parte di questa società; questo atto in cui ciascuno si macchia dell&#8217;identico peccato è il mangiare carne, un atto eucaristico che ci rende tutti partecipi dello sfruttamento del vivente sul vivente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Campagna contro il circo con animali &#8211; Pagina Facebook e aggiornamenti</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/12/29/campagna-contro-il-circo-con-animali-nasce-la-pagina-facebook/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 01:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CIRCHI/ZOO]]></category>
		<category><![CDATA[animali nei circhi]]></category>
		<category><![CDATA[circo]]></category>
		<category><![CDATA[pagina Facebook dedicata alla campagna contro il circo con animali promossa da Laboratorio Antispecista e a cui ha aderito anche Lida Palermo.]]></category>

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		<description><![CDATA[On line da oggi la pagina Facebook dedicata alla campagna contro il circo con animali promossa da Laboratorio Antispecista e a cui ha aderito anche Lida Palermo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/logo-pagina-circo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5804" title="logo pagina circo" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/logo-pagina-circo-300x257.jpg" alt="" width="300" height="257" /></a>On line da oggi la pagina Facebook dedicata alla campagna contro il circo con animali promossa da Laboratorio Antispecista e a cui ha aderito anche Lida Palermo.</p>
<p style="text-align: justify;">Troverete al suo interno aggiornamenti sulle iniziative, le lettere firmate dai cittadini che hanno partecipato alle iniziative di raccolta e hanno scelto di esprimere il proprio rifiuto verso lo sfruttamento degli animali nei circhi, le lettere inviate da noi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.facebook.com/pages/Una-vita-in-gabbia-non-%C3%A8-spettacolo-E-solo-sofferenza/166160723486084" target="_blank">Visitate la pagina &#8220;Una vita in gabbia non è spettacolo. E&#8217; solo sofferenza.&#8221;</a></p>
<p style="text-align: justify;">Verrà inviato domani il sollecito, sempre da parte nostra e di Lida Palermo, indirizzato a Sindaco e Assessorato Sanità affinchè prendano in considerazione le nostre richieste e verranno inviate anche le petizioni firmate dai cittadini che hanno deciso di sostenerci.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il testo del sollecito:</p>
<p style="text-align: right;">Al Sig. Sindaco del Comune di Palermo</p>
<p style="text-align: right;">Diego Cammarata</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">Al Sig. Assessore all’Igiene</p>
<p style="text-align: right;">Al Dirigente Settore Servizi alla Collettività</p>
<p style="text-align: right;">Dott. Pedicone</p>
<p style="text-align: right;">LORO SEDI</p>
<p style="text-align: right;">e p.c. Al Sig. Direttore Dipartimento di Prevenzione Veterinario ASP Palermo</p>
<p style="text-align: right;">dott. Paolo Giambruno</p>
<p style="text-align: right;">dipartimentovet@ausl6palermo.org</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">Agli organi di informazione cittadini</p>
<p style="text-align: right;">palermo@repubblica.it; segreteria.redazione@gds.it</p>
<p style="text-align: right;">
<p>Palermo, 29/12/2011</p>
<p>Oggetto: Attendamento circhi &#8211; Sollecito osservanza norme per la tutela degli animali</p>
<p style="text-align: justify;">In data 09/11/2011, abbiamo inviato una nota relativa all&#8217;attendamento dei circhi in città e all&#8217;osservanza delle norme per la tutela degli animali. All’interno della nostra lettera abbiamo sollecitato l&#8217;Amministrazione Comunale affinché applicasse le norme vigenti ai circhi già attendati, effettuando delle verifiche sulle condizioni degli animali al loro interno detenuti e prendesse una posizione di netto rifiuto per le future stagioni, ritenendo gli spettacoli circensi con animali nient&#8217;altro che una  manifestazione di violenza e sopraffazione dell&#8217;uomo sulle altre specie.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad oggi, nonostante la nostra sollecitazione sia stata condivisa e quindi inviata anche da altre associazioni animaliste cittadine agli stessi indirizzi e siano state numerose le voci a sostegno della nostra iniziativa, non abbiamo ricevuto dall&#8217;Amministrazione alcuna risposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo riteniamo opportuno sollecitare una risposta in merito, ritenendo la questione in oggetto assolutamente prioritaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Frattanto, sono giunti a quota sei i circhi che a Palermo si contenderanno la scena durante tutto il periodo Natalizio che le continuano a pubblicizzare i loro feroci spettacoli attraverso un&#8217;affissione selvaggia che spesso utilizza spazi non autorizzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo gravissimo che l&#8217;Amministrazione comunale non trovi il tempo di rispondere alla nostra richiesta e per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno rendere tale iniziativa pubblica e dare modo anche ai privati cittadini di partecipare attivamente firmando personalmente una lettera in cui le nostre mozioni sono ribadite.</p>
<p style="text-align: justify;">Se l&#8217;Amministrazione ha ignorato la voce delle associazioni cittadine, ci auguriamo non voglia ignorare anche quella dei singoli cittadini che hanno deciso di sostenerle ribadendo il loro totale dissenso alla detenzione di animali in gabbia e al loro utilizzo negli spettacoli circensi.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo raccolto ad oggi quasi 700 lettere firmate da altrettanti cittadini disponibili all&#8217;indirizzo internet della campagna (http://www.facebook.com/pages/Una-vita-in-gabbia-non-%C3%A8-spettacolo-E-solo-sofferenza/166160723486084) e ribadendo ancora una volta la nostra posizione contro ogni forma di sfruttamento degli animali, contro ogni forma di prevaricazione e detenzione, contro ogni forma di specismo, ci auguriamo che l&#8217;Amministrazione valuti di rispondere al nostro appello che diffonderemo anche a mezzo stampa e prenda in esame le lettere dei cittadini che spediremo anche a mezzo posta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci teniamo a sottolineare che già in vari Comuni italiani sono stati presi provvedimenti che vietano l&#8217;attendamento dei circhi e ci auguriamo che anche a Palermo venga attuato un simile provvedimento, sintomo di civiltà e rispetto per ogni essere vivente.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Animal Enterprise Terrorism Act (AETA). La repressione del movimento per la liberazione animale</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/12/27/animal-enterprise-terrorism-act-aeta-la-repressione-del-movimento-per-la-liberazione-animale/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 02:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[REPRESSIONE]]></category>
		<category><![CDATA["Animal Enterprise Terrorism Act "(Aeta)]]></category>
		<category><![CDATA[animalismo terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[attivisti]]></category>
		<category><![CDATA[AZIONE DIRETTA]]></category>
		<category><![CDATA[investigazioni]]></category>
		<category><![CDATA[legislazione statunitense]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[undercover]]></category>
		<category><![CDATA[violazione diritti costituzione statunitense]]></category>
		<category><![CDATA[“Animal Enterprise Protection Act” (Aepa)]]></category>

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		<description><![CDATA[Le maglie della legge si stanno stringendo attorno ai cosiddetti “attivisti animalisti” perchè l'ambito in cui essi operano sia nelle azioni dirette che nelle iniziative di pressione e protesta è uno dei perni fondanti del sitema di profitto e sfruttamento in cui viviamo. Per darvi percezione di quanto sta accadendo, vogliamo soffermarci su una legge varata negli Stati Uniti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/Sparboe-Farm-Animal-Abuse.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5797" title="Sparboe-Farm-Animal-Abuse" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/Sparboe-Farm-Animal-Abuse-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Libertà di parola e libertà civili sono sulla carta i principi fondamentali della Costituzione degli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo che la realtà è ben diversa nei fatti, laggiù come altrove, e che la situazione è, se è possibile, addirittura peggiorata negli ultimi anni a seguito di un pesante indurimento della legislazione anche contro gli attivisti animalisti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="../../../../../2011/03/21/florida-il-senatore-norman-propone-disegno-di-legge-che-punisce-chi-fotografa-gli-allevamenti/">In Florida </a>è stata presentata una proposta di legge per criminalizzare le investigazioni sotto copertura fatte da attivisti animalisti ed ambientalist assimilandole al terrorismo così come <a href="../../../../../2011/03/29/iowa-67-voti-a-favore-e-27-contro/">in Iowa</a>, in Spagna 12 attivisti di Igualdad Animal e Equanimal sono stati accusati di terrorismo per le loro investigazioni, in Finlandia due attivisti hanno affrontato accuse dello stesso tipo.</p>
<p><strong>Risulta evidente che lo scopo è quello di fermare una delle più preziose armi del movimento per la liberazione animale: la diffusione di immagini provenienti dai diversi luoghi di sfruttamento e che le maglie della legge si stanno stringendo attorno ai cosiddetti “attivisti animalisti” perchè l&#8217;ambito in cui essi operano sia nelle azioni dirette che nelle iniziative di pressione e protesta è uno dei perni fondanti del sitema di profitto e sfruttamento in cui viviamo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nello specifico, in questa sede, per darvi percezione di quanto sta accadendo, vogliamo soffermarci su una legge varata negli Stati Uniti <strong>che fa divieto ad ogni persona di intraprendere atti che abbiano il fine di danneggiare o interferire con le attività di una azienda che utilizzi gli animali </strong><strong>e che testimonia quanto la legge stia stringendo le sue maglie attorno a idee e atti volti a fermare e ostacolare lo sfruttamento animale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Andiamo con ordine a partire da un fatto concreto.</p>
<p style="text-align: justify;">Già nel 2006, sei attivisti animalisti del gruppo contro Huntingdon Animal Cruelty (SHAC) sono stati condannati per terrorismo secondo quanto prescritto dalla legge oggetto della nostra analisi, allora chiamata  “<strong>Animal Enterprise Protection Act” (Aepa)</strong> e inviati in prigioni federali degli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Avevano forse ucciso qualcuno? No. Avevano forse causato danni fisici a nessuno? No.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello di cui erano accusati  è stato di fatto considerato più pericoloso: <strong>causare una significativa perdita di profitti ad un potente laboratorio </strong>in cui gli animali non umani sono sottoposti a esperimenti orribili che testare prodotti per la casa, prodotti farmaceutici, alimentari e cosmetici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un nuovo reato: il terrorismo animalista</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo una serie di modifiche, la legge in questione  è diventata la &#8220;<strong>Animal Enterprise Terrorism Act &#8220;(Aeta)</strong> con un evidente cambiamento di “tono” e di punto di vista rispetto alla precedente denominazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cambiamento linguistico evidenzia la tendenza ad abbandonare la prospettiva di “<em>semplice</em>” protezione delle aziende che usano animali a una <strong>ben più grave repressione dell&#8217;attivismo animalista assimilato al terrorismo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La legge Aeta dà di fatto alle agenzie federali il potere di arrestare, processare e condannare le persone che si impegnano in atti che minacciano le imprese che utilizzano animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello specifico parlare di queste aziende significa comprendere imprese commerciali che utilizzano o vendono animali o prodotti animali a scopo di lucro, quindi un ampio panorama di aziende che operano in svariati campi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla produzione di cibo o fibre fino alle aziende agricole, dalle istituzioni accademiche che si muovono nell&#8217;ambito dell&#8217; istruzione o della ricerca e che utilizzano animali nei loro esperimenti fino a zoo, acquari, negozi di animali, allevamenti, pelliccerie, circhi, rodei e chi più ne ha più ne metta.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l&#8217; Aeta reati contro il patrimonio in altri casi considerati di basso  livello o atti vandalici passano ad essere considerati atti terroristici se si sviluppano in ambito di attivismo animalista.</p>
<p style="text-align: justify;">La legge Aeta criminalizza qualsiasi azione che abbia lo scopo di danneggiare un&#8217;azienda di questo tipo o di interferire con le sue attività punendo atti contro il patrimonio o le persone ma anche  danni a cose o il furto di documenti e  la manipolazione di atti nonché la distruzione di beni immobili e mobili e ovviamente anche indagini sotto copertura e la liberazione degli animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Le pene previste vanno dal risarcimento dei danni fino ai 20 anni di reclusione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono nati di recente svariati comitati che si pongono l&#8217;obiettivo di fare in modo che questa legge venga modificata perchè ritenuta incostituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quel che ci  interessa sottolineare è che tanto più un movimento risulta forte e va a colpire un ambito fondante per il potere, tanto più la legge tenderà a ingabbiarlo con leggi sempre più repressive. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di certo in un momento come questo è quanto mai importante sostenere gli attivisti e continuare a diffondere il messaggio antispecista di liberazione animale. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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]]></content:encoded>
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		<title>Nuovo ordine LUSH. Cosmetici senza crudeltà</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/12/19/nuovo-ordine-lush-cosmetici-senza-crudelta/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 22:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[G.A.V]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo lieti di annunciarvi che da oggi e fino al 22 dicembre vi sarà possibile ordinare tramite il nostro Gruppo d'Acquisto Vegan i prodotti LUSH, cosmetici senza crudeltà realizzati tutti con ingredienti naturali e non testati su animali con prezzi scontati del 10%.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/12/lush.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5781" title="lush" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/12/lush-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a>Siamo lieti di annunciarvi che <strong>da oggi e fino al 22 dicembre</strong> vi sarà possibile ordinare tramite il nostro Gruppo d&#8217;Acquisto Vegan i <a href="http://www.lush.it/html/" target="_blank">prodotti LUSH</a>, cosmetici senza crudeltà realizzati tutti con ingredienti naturali e non testati su animali, <strong>con prezzi scontati del 10%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Con una spesa minima di 70 euro la spedizione sarà gratuita altrimenti ammonterà 6,95 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Come al solito, dopo che avrete inviato l’ordine, sarete contattati per conferma.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sezione <a href="../ordini-in-corso/effettua-il-tuo-ordine/" target="_blank">INVIA IL TUO ORDINE</a> trovate il form da compilare dopo aver consultato il  <a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/12/Listino_gas-aggiornato.xls" target="_blank">listino</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>OGM: Monsanto, la credibilità dell&#8217;azienda continua a vacillare</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/12/17/ogm-monsanto-la-credibilita-dellazienda-continua-a-vacillare/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 21:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BIOTECH/OGM]]></category>

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		<description><![CDATA[Monsanto, multinazionale leader nel settore degli Ogm, sta minando il successo ottenuto negli Stati Uniti grazie ad un perfetto apparato di marketing e all’illusione data agli agricoltori di poter ottenere una maggiore produttività senza alcun danno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/monsanto2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5774" title="monsanto2" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/monsanto2-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></a>Monsanto, multinazionale leader nel settore degli Ogm, sta minando il successo ottenuto negli Stati Uniti grazie ad un perfetto apparato di marketing e all’illusione data agli agricoltori di poter ottenere una maggiore produttività senza alcun danno.</p>
<p style="text-align: justify;">La multinazionale degli OGM aveva promesso infatti un incremento della produttività con l&#8217;utilizzo dei propri prodotti nonchè un miglioramento del valore  nutrizionale dei vegetali e coltivazioni più resistenti alle intemperie e agli attacchi di parassiti.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà <strong>Monsanto ha tradito le aspettative di chi aveva deposto fiducia nelle potenzialità dei suoi prodotti</strong> immettendo sul mercato solo sementi  caratterizzate da due differenti modifiche genetiche che le rendono resistenti ai diserbanti o capaci di rilasciare proteine insetticide e la sua credibilità anche fra i sostenitori degli OGM sta cominciando a vacillare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di certo non siamo tristi per questa perdita di credibilità di quest&#8217;azienda, ma riteniamo interessante che tutti sappiano in che cosa consiste questa mancanza di concretezza delle promesse fatte dal colosso del Biotech.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Un esempio è il mais Bt, in grado di contrastare la piralide, lepidottero accusato  di arrecare i maggiori danni alle coltivazioni di mais convenzionale e di rilasciare una proteina insetticida.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati hanno fin da subito raccomandato  agli agricoltori di circoscrivere le coltivazioni di mais Bt  in modo da evitare il rischio che gli insetti  sviluppassero una resistenza alla proteina in questione.</p>
<p style="text-align: justify;">Come era prevedibile, è proprio questo ciò che sta accadendo, a tal punto che l’EPA (United States Environmental Protection Agency) è intervenuto chiedendo alla Monsanto di attuare un piano per il rientro dell&#8217;emergenza e ha accusato la multinazionale di non aver monitorato correttamente le condizioni delle coltivazioni in questione come sarebbe stato opportuno nonostante l&#8217;allarme fosse stato lanciato già dal 2004.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ignorando i continui appelli la Monsanto non ha contenuto in alcun modo i danni continuando a guadagnare e arricchirsi senza considerare minimamente l&#8217;impatto ambientale delle proprie sementi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se sommiamo a questo anche il caso Roundup, un erbicida che ha fatto in modo che le erbaccie si siano fortificate enormemente tanto da costringere molti agricoltori americani ad abbandonare i propri campi ormai invasi, capirete bene quanto Monsanto sia ad oggi definibile come una delle più pericolose multinazionali ad oggi esistenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Monsanto ha tenuto nascosto al mondo per trent’anni le malformazioni  genetiche che Roundup è in grado di causare dunque non è azzardato pensare che anche per quanto attiene agli altri problemi legati alle sementi di cui abbiamo parlato, le informazioni fornite dalla multinazionali siano parziali se non addirittura false e inattendibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i dati raccolti dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, il 70% del mais ed il 94% della soia prodotti in territorio statunitense deriverebbero da coltivazioni geneticamente modificate. Ciò non desta stupore, dato che Monsanto è riuscita a monopolizzare il mercato delle sementi, rendendo agli agricoltori pressoché impossibile procurarsi sementi convenzionali.</p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Contro il circo con animali: aggiornamenti e nuove iniziative</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/12/13/contro-il-circo-con-animali-aggiornamenti-e-nuove-iniziative/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 15:18:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[CIRCHI/ZOO]]></category>
		<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>

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		<description><![CDATA[Invitiamo chi non ha ancora firmato la lettera a partecipare alla nostra iniziativa SABATO 17 DICEMBRE 2011 DALLE ORE 17 A PIAZZA VERDI dove saremo presenti con un volantinaggio informativo  e soprattutto con le lettere da firmare che saranno inviate alle istituzioni preposte continuando con la nostra pressione affinchè venga presa una decisione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/111.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5762" title="111" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/111-205x300.jpg" alt="" width="205" height="300" /></a>Come ricorderete non molto tempo fa abbiamo inviato al Sindaco e all&#8217;Assessorato Igiene e Sanità una comunicazione relativa a all&#8217; <strong>a</strong><strong>ttendamento dei circhi  e all&#8217;osservanza norme per la tutela degli animali </strong><strong>chiedendo l&#8217;<strong>applicazione del Regolamento Cites</strong> per i circhi già attendati e richiedendo una <strong>ferma presa di posizione contro l&#8217;attendamento di altri circhi</strong> in futuro da parte dell&#8217;Amministrazione ritenendo il circo con animali </strong>una  manifestazione di violenza e sopraffazione dell&#8217;uomo sulle altre specie.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la LIDA ha inviato la stessa comunicazione da noi redatta ma né noi né loro abbiamo ad oggi ricevuto una risposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Facciamo notare, fra l&#8217;altro, che la situazione di quest&#8217;anno quanto al circo è addirittura  peggiorata rispetto agli anni scorsi e che in questi giorni arriveranno altri 5 circhi in città  e che dunque <strong>siamo ben lontani da una presa in carico da parte dell&#8217;Amministrazione di quello che riteniamo un problema etico e di civiltà molto grave.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo raccolto circa 300 firme di privati cittadini che hanno voluto sottoscrivere anche loro la nostra lettera e continueremo a raccoglierle e a inviarle a ripetizione a Sindaco e Assessorato Sanità perchè ogni singolo cittadino abbia modo di dire il suo no all&#8217;utilizzo di animali nei circhi e possa chiedere che la città prenda una posizione contraria a questa forma di sfruttamento non permettendo i futuri attendamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo che sia assurdo che davanti non solo a 2 associazioni ma anche a così tanti cittadini che si schierano contro lo sfruttamento degli animali nei circhi, l&#8217;Amministrazione taccia e continui a ignorare una voce così compatta.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Invitiamo chi non ha ancora firmato la lettera a partecipare alla nostra iniziativa SABATO 17 DICEMBRE 2011 DALLE ORE 17 A PIAZZA VERDI dove saremo presenti con un volantinaggio informativo  e soprattutto con le lettere da firmare che saranno inviate alle istituzioni preposte continuando con la nostra pressione affinchè venga presa una decisione.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/17-dicembre-circo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5768" title="17 dicembre circo" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/17-dicembre-circo-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non mancheremo di inviare una ulteriore comunicazione congiunta affinchè venga data una risposta alle nostre sollecitazioni in tempi brevi.</p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Nota sul Darwinismo</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/12/07/nota-sul-darwinismo/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 00:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiuRo</dc:creator>
				<category><![CDATA[VARIE]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Darwinismo]]></category>
		<category><![CDATA[dio]]></category>
		<category><![CDATA[eugenetica]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[selezione della specie]]></category>

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		<description><![CDATA[Se partiamo dall'assunto che non esista alcuna divinità e che l'esistente non ha una coscienza e, dunque, non può ragionare seguendo una logica umana, risulta assolutamente ovvio dire che non si può affatto parlare di selezione della specie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Premetto di non aver mai letto Charles Darwin, né in traduzione né in originale, e di non poter parlare nel dettaglio di ciò che non conosco; questo articolo è dunque diretto solo ad un aspetto della vulgata darwiniana e neodarwiniana che, grazie ai canali di istruzione scolastica e televisiva, è ormai di dominio pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c&#8217;è bisogno che mi dilunghi su cosa sia e come si caratterizzi la selezione della specie, fulcro della teoria dello studioso inglese. La mia critica, radicale, parte dalle radici e si serve dei mezzi che mi sono più familiari, la filologia, per giungere a conclusioni che ritengo molto interessanti per un discorso antispecista.</p>
<p style="text-align: justify;">Andiamo alle parole. Si è detto “<strong><em>selezione della specie</em></strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma cosa vuol dire il termine selezione?</p>
<p style="text-align: justify;">Cercando sul dizionario etimologico ecco la definizione:</p>
<p><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/selezione.jpg"><img class="size-medium wp-image-5748 alignleft" title="selezione" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/selezione-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a></p>
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<p>Ora, implicito in una tale definizione (ma è implicito solo perché lo diamo per scontato) è che vi sia un selettore; senza un selettore è del tutto ovvio che non esista selezione. Il selettore avrà dei criteri, delle norme in base a cui operare la sua scelta e un fine a cui mirare. Dunque, parlare di selezione della specie implica</p>
<p style="text-align: justify;">1) <strong>che esista qualcuno che scelga</strong><br />
2) <strong>che questo qualcuno abbia dei principi in base a cui opera la sua scelta</strong><br />
3) <strong>che questo qualcuno abbia un fine che renda indispensabile una scelta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe ozioso precisare che il qualcuno che opera la scelta è Dio, il dio cristiano che a volte cambia nome divenendo il più laico Natura ma che, in sostanza, rimane sempre identico a se stesso. Ed è evidente che questo Dio, o Natura, opera perché ha un progetto, quel progetto che la Chiesa cattolica ormai da tempo chiama “Progetto Intelligente”. Qual è il progetto? Quello di creare l&#8217;uomo. Che ce lo dica o no la teoria darwiniana ha come presupposto che il fine di Dio sia quello di creare l&#8217;uomo o, magari in una sua versione più allargata, creare le specie animali oggi esistenti. E quali metodi utilizza?<br />
L<strong>&#8216;eugenetica</strong>: solo chi è geneticamente adatto (sarebbe a dire solo chi ha le caratteristiche psicofisiche opportune per dare una prole ritenuta adeguata al progetto) avrà una continuità, altrimenti si ha un&#8217;estinzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora, è fin troppo facile osservare che un tale principio è mutuato dal sistema degli allevamenti e che tutto presuppone una logica positivista che perseguiva il miglioramento della razza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Invece, se partiamo dall&#8217;assunto che non esista alcuna divinità, sia esso il dio come lo descrivono i cristiani, sia esso la Natura degli scienziati, e che l&#8217;esistente non ha una coscienza e, dunque, non può ragionare seguendo una logica umana, risulta assolutamente ovvio dire che non si può affatto parlare di selezione della specie e che utilizzare questa terminologia ha, come presupposto implicito, una gerarchizzazione del presente in adatti alla vita e inadatti alla vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna rimuovere questi ruderi di un triste passato dal nostro abito mentale.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ogm: Shiva, 1500 brevetti in mano a multinazionali</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/12/04/ogm-shiva-1500-brevetti-in-mano-a-multinazionali/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 23:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BIOTECH/OGM]]></category>
		<category><![CDATA[Navdanya]]></category>
		<category><![CDATA[OGM]]></category>
		<category><![CDATA[organismi geneticamente modificati]]></category>
		<category><![CDATA[Vandana Shiva]]></category>

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		<description><![CDATA[''Con 1500 brevetti in campo agroalimentare in mano a tre multinazionali non ci sara' piu' biodiversita'''. E' il grido d'allarme di Vandana Shiva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: Ansa.it &#8211; 30 novembre 2011</em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/Shiva.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5744" title="Shiva" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/Shiva-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>&#8221;Con 1500 brevetti in campo agroalimentare in mano a tre multinazionali non ci sara&#8217; piu&#8217; biodiversita&#8221;&#8217;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; il grido d&#8217;allarme di<strong> Vandana Shiva</strong>, fondatrice e direttore di <strong>Navdanya</strong> nonche&#8217; ricercatrice presso Foundation for Science technology and natural resource policy (India) al terzo Forum internazione su cibo e nutrizione del Barilla Center for food and Nutrition (Bcfn), alla Bocconi.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8221;Se usiamo solo quattro colture, il mondo risultera&#8217; impoverito a fronte delle 8.500 varieta&#8217; con le quali abbiamo sempre mangiato. Serve democrazia alimentare che consenta alle persone di modellare il proprio regime alimentare e al pianeta di superare il fallimento del paradosso di avere 1 miliardo di sofferenti la fame insieme a un 1 miliardo di cittadini obesi o in sovrappeso&#8221;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Questo ha affermato la ricercatrice.</p>
<p style="text-align: justify;">Le biotecnologie in agricoltura sono state introdotte, ha ricordato il diabetologo Camillo Ricordi moderatore dell&#8217;incontro, per far fronte ai cambiamenti climatici e allo sviluppo demografico, ma &#8221;<em style="text-align: justify;">le politiche dei brevetti e dei controlli impongono costi elevati alla produzione, i brevetti possono limitare la ricerca di nuove soluzioni, sono stati evidenziati i limiti degli Ogm, e tre giganti controllano il 73% delle biotecnologie&#8217;</em>&#8216;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221;Perche&#8217; non si parla di piu&#8217; del miglio in Africa? Eppure questa tipologia di sementi ha permesso di superare diverse carestie&#8221; ha chiesto Vandana Shiva, nel sottolineare che &#8221;l&#8217;ingegneria genetica (Ogm) ci propone colture che resistono ai cambiamenti climatici e alle inondazioni. Le royalty non vengono pero&#8217; distribuite tra gli agricoltori degli Stati che non hanno piu&#8217; la liberta&#8217; di scegliere le sementi. E dopo 50 di colture intensive negli Usa ci sono infestanti sempre piu&#8217; resistenti, con una emergenza nascente legata ai superparassiti.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Preoccupano poi il fallimento degli alimenti nutritivi, come il &#8216;riso d&#8217;oro&#8217; con vitamina E che doveva prevenire la cecita&#8217; ma occorreva mangiarne 3 kg al giorno per sperare in effetti positivi &#8211; denuncia.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ingegneria genetica e&#8217; stata introdotta &#8211; ha affermato &#8211; perche&#8217; gli Stati Uniti non producono piu&#8217; &#8216;in casa&#8217; neanche una scarpa, ma hanno un unico comparto con eccedenze: l&#8217;agricoltura.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre dunque ripensare le biotecnologie &#8211; ha concluso &#8211; e Navdanya propone sementi di proprieta&#8217; condivisa da tutti; mettere fine al sistema dei brevetti; valorizzare diete ricche di biodiversita&#8217; come quella mediterranea e ancor piu&#8217; quella indiana dove il coriandolo e il curry sono serbatoi di vitamina&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tornati a casa i volatili di Villa Niscemi</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/12/02/tornati-a-casa-i-volatili-di-villa-niscemi/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 10:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[NOTIZIE DAL COMITATO]]></category>

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		<description><![CDATA[Seppure non ricevendo anche in questo caso alcuna comunicazione da parte dell'Assessorato Verde e Arredo Urbano, abbiamo appurato, a seguito di due sopralluoghi effettuati dai nostri volontari, che i volatili che qualche giorno fa erano stati prelevati da Villa Niscemi e portati presso il Parco Cassarà sono stati riportati presso la loro sede originaria dando seguito alla nostra richiesta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-5736" title="6" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/12/6-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" />Seppure non ricevendo anche in questo caso alcuna comunicazione da parte dell&#8217;Assessorato Verde e Arredo Urbano, abbiamo appurato, a seguito di due sopralluoghi effettuati dai nostri volontari, che<strong> i volatili che qualche giorno fa erano stati prelevati da Villa Niscemi e portati presso il Parco Cassarà sono stati riportati presso la loro sede originaria dando seguito alla nostra richiesta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gioiamo per questo risultato ottenuto a seguito delle nostre pressioni ma riflettiamo su quanto accaduto e riteniamo doveroso sottolineare che questa brutta storia, costata stress a noi che abbiamo dovuto seguirla ma soprattutto ai volatili, poteva essere facilmente evitata.</p>
<p style="text-align: justify;">Se solo chi ha preso questa avventata decisione ci avesse consultati prima e avesse semplicemente dato ascolto al buon senso evitando il trasferimento dei volatili in un luogo totalmente non idoneo, niente di tutto questo sarebbe avvenuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci auguriamo  che storie come questa non diventino la norma, che l&#8217;Amministrazione faccia tesoro dell&#8217;esperienza comprendendo che quando si tratta di animali il primo criterio da tenere in considerazione prima di applicare qualsivoglia provvedimento è quello del loro benessere e soprattutto che ci sarà sempre qualcuno a cui dare conto in materia e alle cui domande rispondere.</p>
<p style="text-align: justify;">Se gli animali non hanno voce per rivendicare i loro diritti, alle loro spalle ci sarà sempre chi invece li tiene in alta considerazione e farà in modo che nessuna azione scellerata li leda.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sappiamo ad oggi chi abbia deciso di prendere quei volatili e confinarli in quel luogo d&#8217;inferno.</p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo che non potevano rimanere lì perché quel luogo non era assolutamente adatto ad ospitarli e che chiunque si fosse semplicemente recato sul posto a vedere l&#8217;avrebbe capito così come abbiamo fatto noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto è bene quel che finisce bene potremmo dire, ma ci resta l&#8217;amarezza di una storia che nei fatti è la dimostrazione di quanto ancora oggi gli animali vengano trattati come oggetti e di come non vengano mai presi in  considerazione come esseri senzienti che necessitano di condizioni precise per vivere degnamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo appena inviato un&#8217;ulteriore comunicazione al Comune ribadendo tutto questo e comunicando, noi, di aver appurato che i volatili sono stati ritrasferiti e chiederemo una relazione sui trasferimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La trovate qui di seguito:</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Al Vice Capo di Gabinetto Ufficio Cerimoniale del Sindaco<br />
</strong><strong>Dott.ssa Maddalena Diliberto<br />
</strong><strong>Villa Niscemi – P.za dei Quartieri, 2 C.A.P. 90146<br />
</strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>cerimonialesindaco@comune.palermo.it</strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><strong>all&#8217;Assessore Verde e Arredo Urbano<br />
</strong><strong>Francesca Grisafi<br />
</strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>f.grisafi@comune.palermo.it</strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Al Responsabile del Presidio Veterinario del Canile Municipale<br />
</strong>canilemunicipale@comune.<em>palermo</em>.it</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Al Responsabile Amministrativo del Canile Municipale<br />
</strong>canilemunicipale@comune.<em>palermo</em>.it</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Agli organi di informazione cittadini</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>La Repubblica Redazione Palermo<br />
</strong>palermo@repubblica.it</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Gds<br />
</strong>segreteria.direzione@gds.it</p>
<p style="text-align: justify;">Palermo, 02.12.2011<br />
<strong>Oggetto: Rientro volatili dal Parco Cassarà a Villa Niscemi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Seppure non ricevendo anche in questo caso alcuna comunicazione da parte dell’Assessorato Verde e Arredo Urbano, abbiamo appurato, a seguito di due sopralluoghi effettuati dai nostri volontari e dopo aver ricevuto informazioni dal personale sia del Parco Cassarà che di Villa Niscemi,  che i volatili che qualche giorno fa erano stati prelevati sono stati riportati presso la loro sede originaria dando seguito alla nostra richiesta.</p>
<p style="text-align: justify;">Gioiamo per questo risultato ottenuto a seguito delle nostre pressioni ma riflettiamo su quanto accaduto e riteniamo doveroso sottolineare che questa brutta storia, costata stress a noi che abbiamo dovuto seguirla ma soprattutto ai volatili, poteva essere facilmente evitata.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo di esprimere un parere incontrovertibile se affermiamo che se chi ha preso questa avventata decisione avesse consultato prima noi volontari o dei veterinari o avesse semplicemente dato ascolto al buon senso evitando il trasferimento dei volatili in un luogo totalmente non idoneo, niente di tutto questo sarebbe avvenuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci auguriamo  che storie come questa non diventino la norma, che l’Amministrazione faccia tesoro dell’esperienza comprendendo che quando si tratta di animali il primo criterio da tenere in considerazione prima di applicare qualsivoglia provvedimento è quello del loro benessere e soprattutto che ci sarà sempre qualcuno a cui dare conto in materia e alle cui domande rispondere.</p>
<p style="text-align: justify;">Se gli animali non hanno voce per rivendicare i loro diritti, alle loro spalle ci sarà sempre chi invece li tiene in alta considerazione e farà in modo che nessuna azione li leda.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sappiamo ad oggi chi abbia deciso di prendere quei volatili e confinarli in quel luogo d’inferno nè quali argomenti concreti siano stati portati a sostegno di questa tesi, ma sappiamo che non potevano rimanere lì perché quel luogo non era assolutamente adatto ad ospitarli e che chiunque si fosse semplicemente recato sul posto a vedere l’avrebbe capito così come abbiamo fatto noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto è bene quel che finisce bene potremmo dire, ma ci resta l’amarezza di una storia che nei fatti è la dimostrazione di quanto ancora oggi gli animali vengano trattati come oggetti e di come non vengano mai presi in  considerazione come esseri senzienti che necessitano di condizioni precise per vivere degnamente e come soggetti di diritti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci duole non aver rivevuto alcuna informazione relativa alle operazioni di trasferimento e di aver dovuto provvedere con altri mezzi a recuperare informazioni in merito nonchè di non essere stati presenti durante le operazioni di cattura e trasporto.<br />
Abbiamo appreso che il rientro si è verificato nella mattina del 01.12.2011.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiediamo di poter avere informazioni circa le operazioni di trasferimento immaginando  che sia stata redatta una relazione scritta in merito.<br />
Verificheremo ulteriormente le condizioni dei volatili direttamente in Villa segnalando qualsiasi problema conseguente ai fatti.</p>
<p style="text-align: justify;">Cogliamo l&#8217;occasione per inviare distinti saluti.</p>
<p>Comitato Villa Niscemi</p>
<p>Ass. Laboratorio Antispecista</p>
<p>Rappresentante: Ada Carcione  &#8211; Tel. 329 5624985</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Volatili presso il Parco Cassarà. Parere negativo dei volontari del Comitato Villa Niscemi</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/11/29/volatili-presso-il-parco-cassara-parere-negativo-dei-volontari-del-comitato-villa-niscemi/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 20:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[NOTIZIE DAL COMITATO]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa la lettera appena inviata all'Assessore Grisafi, al Cerimoniale del Sindaco e al Presidio veterinario comunale per sollecitare l'immediato rientro a Villa Niscemi dei volatili prelevati dalla loro sede originaria e allocati presso il Parco Cassarà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-5727" title="716-01-35-35-1729" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/716-01-35-35-1729-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /><em>Questa la lettera appena inviata  all&#8217;Assessore Grisafi, al Cerimoniale del Sindaco e al Presidio  veterinario comunale per sollecitare l&#8217;immediato rientro a Villa Niscemi  dei volatili prelevati dalla loro sede originaria e allocati presso il  Parco Cassarà.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il sopralluogo effettuato ha dato esito assolutamente negativo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per  le ragioni che leggerete all&#8217;interno della lettera, riteniamo opportuno,  nonché doveroso, che i volatili ritornino a casa, dove sono curati e  amati dai volontari e non abbandonati a loro stessi in condizioni  inumane presso il Parco Cassarà.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Restiamo in attesa di riscontro da parte dell&#8217;Amministrazione, pronti a combattere per il rientro dei nostri pennuti.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Palermo, 29 11 2011</p>
<p style="text-align: justify;">A seguito del sopralluogo effettuato in data odierna presso il parco Cassarà per la verifica delle condizioni dei volatili provenienti da Villa Niscemi che vi sono stati da poco trasferiti, i volontari del Comitato Villa Niscemi e dell&#8217;Ass. Laboratorio Antispecista rappresentano quanto segue:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>I 	volatili al momento presenti presso il Parco Cassarà <strong>sono 	effettivamente 6</strong>, 	così come riferito dal personale di Villa Niscemi e da noi 	riportato nella nostra segnalazione e non 5 come affermato nella 	precedente comunicazione dell&#8217;Assessore Verde e Arredo Urbano 	Dott.ssa Grisafi. Si tratta di 3 anatre muschiate bianche, un&#8217;anatra 	muschiata grigio-nera e due anatre comuni (bianche becco giallo).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Diverse sono le motivazioni che sostengono il Comitato nell&#8217;esprimere un <strong>parere assolutamente negativo circa la nuova sistemazione</strong> e nell&#8217;invitare l&#8217;Amministrazione a provvedere al più presto possibile alla riallocazione dei suddetti volatili presso Villa Niscemi, loro sede originaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzi tutto le condizioni dello stagno presso il quale sono stati allocati  risultano <strong>assolutamente inadatte al loro benessere</strong> per i seguenti motivi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>L&#8217;alveo 	risulta collocato su un livello inferiore rispetto al piano stradale 	per cui la zona risulta difficilmente raggiungibile per chi volesse 	nutrire i pennuti ed è assolutamente impossibile per i pennuti 	stessi superarlo per fuoriuscirne. All&#8217;atto pratico questi sono 	costretti in un&#8217;area impervia sugli argini dello stagno o a vivere 	immersi nell&#8217;acqua senza avere modo di percorrere in linea retta più 	di un metro quadrato;</li>
<li>L&#8217;acqua 	in esso contenuta è stagnante e maleodorante e non sono presenti 	filtri di alcun tipo né per l&#8217;ossigenazione né tantomeno per la 	pulizia così come invece già indicato come condizione necessaria e 	sufficiente al benessere di volatili delle specie interessate anche 	per quanto attiene a Villa Niscemi. Per questo motivo <strong>da 	questo punto di vista non è rilevabile alcun miglioramento rispetto 	alla precedente collocazione dei volatili in oggetto. </strong> Al contrario, viste le dimensioni considerevoli dell&#8217;acquitrino, 	crediamo di poter affermare con certezza che questo non verrà mai 	pulito come invece avviene (seppur saltuariamente) per quello di 	Villa Niscemi con l&#8217;utilizzo di una pompa idrovora e che quindi le 	condizioni del fondale e dell&#8217;acqua risulterebbero a un esame 	chimico biologico totalmente insalubri per ospitare qualsivoglia 	forma di vita e sicuramente peggiori di quelle dello stagno di Villa 	Niscemi;</li>
<li>La 	zona circostante è impervia e assolutamente priva di ripari per i 	volatili che sono costretti a rifugiarsi fra le frasche in modo 	precario essendo costretti a permanere in una zona non pianeggiante 	e non potendo in alcun modo razzolare come si confà alle abitudini 	delle specie.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Circa le condizioni di mantenimento, vista la nostra esperienza relativamente alla distribuzione del cibo ai volatili maturata in ormai 2 anni di esperienza presso Villa Niscemi, possiamo affermare con certezza che:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Vista 	la totale mancanza di una zona pianeggiante facilmente accessibile, 	l&#8217;unico modo possibile per somministrare del cibo ai volatili 	sarebbe lanciarlo direttamente dentro l&#8217;acqua, comportamento 	assolutamente da evitare poiché causerebbe una saturazione 	dell&#8217;acqua dello stagno e non permetterebbe una pulizia della zona 	già assolutamente carente dal punto di vista igienico;</li>
<li>
<p style="text-align: justify;">I 	volatili risultavano oggi molto affamati e in condizioni di forte 	stress poiché sono stati selezionati esemplari di specie differenti 	che, in condizioni diverse difficilmente convivono pacificamente. In 	Villa, infatti, le anatre muschiate non condividono mai zone così 	ristrette con le anatre comuni e a conferma di questo fatto, 	possiamo testimoniare oggi di aver assistito a forti litigi mentre 	provavamo con difficoltà a somministrare il cibo.</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Aggiungiamo inoltre che lo stagno si trova immerso in un parco di dimensioni considerevoli per cui i volatili permangono al momento in una <strong>zona assolutamente non sorvegliata</strong> a differenza di Villa Niscemi dove invece sono tutelati oltre che dalla presenza quotidiana dei volontari, anche da quella costante di Vigili e custodi preposti alla sicurezza della Villa che, di conseguenza, evitano il verificarsi di possibili furti o maltrattamenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Viste queste premesse ribadiamo la nostra posizione e il nostro parere negativo circa la sistemazione dei volatili all&#8217;interno del Parco Cassarà e ne sollecitiamo il rientro immediato presso Villa Niscemi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto le condizioni presso la loro sede originaria non siano delle più consone al benessere dei volatili, le attuali sono decisamente peggiori e, se non bastasse il nostro parere a persuadere l&#8217;Amministrazione a ripristinare la situazione precedente, sollecitiamo un intervento solerte dei veterinari del Presidio Veterinario Comunale a sostegno delle nostre tesi e ci rendiamo disponibili a produrre, a chiunque la richieda, documentazione fotografica delle attuali condizioni dei volatili.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordiamo che il nostro obiettivo è stato fino ad oggi il benessere dei volatili di Villa Niscemi e che ogni azione contraria a questo principio ci troverà contrari.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto la proposta di spostamento dei volatili era già stata precedentemente discussa e valutata negativamente in sede di riunione presso l&#8217;Assessorato Verde e Arredo Urbano per cui, coerentemente con quanto in precedenza affermato e in linea con una tutela dovuta del benessere dei volatili in questione, <strong>ne sollecitiamo il ritorno presso la loro sede originaria</strong> dove attenderanno, insieme agli altri e ai volontari che li curano ogni giorno, l&#8217;attuazione dei provvedimenti previsti che, quelli si, miglioreranno effettivamente le loro condizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci rendiamo disponibili per essere presenti il giorno che verrà stabilito per la cattura degli esemplari e per la loro riallocazione e sollecitiamo un contatto, anche telefonico, per fissare un appuntamento in tempi brevi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ada Carcione, Presidente dell&#8217;A.P.S. Laboratorio Antispecista<br />
ada_carcione@yahoo.it &#8211; Telefono: 329 5624985</p>
<p style="text-align: justify;">A.P.S. Laboratorio Antispecista<br />
laboratorioantispecistapa@hotmail.it</p>
<p style="text-align: justify;">Comitato Villa Niscemi<br />
comitatovillaniscemi@hotmail.it</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Volatili di Villa Niscemi trasferiti. Risposte dal Comune.</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/11/28/volatili-di-villa-niscemi-trasferiti-risposte-dal-comune/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 22:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[NOTIZIE DAL COMITATO]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il sollecito inviato ieri all'Assessorato Verde e Arredo Urbano dal Comitato Villa  Niscemi sul trasferimento di alcuni volatili presso il Parco Cassarà, è arrivata immediata la risposta dell'Assessore Grisafi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/06/pap1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2690" title="pap" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/06/pap1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Dopo il sollecito inviato ieri all&#8217;Assessorato Verde e Arredo Urbano dal Comitato Villa  Niscemi sul trasferimento di alcuni volatili presso il Parco Cassarà, è arrivata immediata la risposta dell&#8217;Assessore Grisafi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Assessore al Verde e Arredo ha scritto al Comitato confermando che  effettivamente 5 dei volatili facenti parte dei circa 50 che vivono in Villa sono stati trasferiti presso il Parco Cassarà e dimostrando di aver preso in seria considerazione le rimostranze del Comitato affermando di essere molto dispiaciuta di non avere informato i volontari del provvedimento come sarebbe stato giusto fare e rendendosi disponibile per un periodo di monitoraggio delle condizioni dei volatili a seguito del quale verrà deciso se mantenere la nuova sistemazione o riportare i volatili in Villa.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla lettera è seguita anche una conversazione telefonica fra l&#8217;Assessore e la rappresentante del Comitato durante la quale è stato concordato che le condiioni dei volatili verranno verificate e se non risulteranno idonee, questi verranno ricondotti presso Villa Niscemi.</p>
<p style="text-align: justify;">Specifichiamo che l&#8217;Assessore ha garantito che i volatili dovrebbero essere nutriti dagli impiegati del COIME in modo costante e ribadiamo che noi volontari monitoreremo la situazione e ci faremo garanti del benessere dei volatili così come abbiamo sempre fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo questa risposta un grande successo visto e considerato che è stato dato atto al Comitato di essere parte attiva nella gestione degli animali della Villa.</p>
<p style="text-align: justify;">Riportiamo qui la lettera ricevuta dal Comitato da parte dell&#8217;Assessore Grisafi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: right;">Palermo 28/11/2011        Prot. N. 460</p>
<p style="text-align: right;">Al Comitato Villa Niscemi</p>
<p style="text-align: right;">Dott.ssa Ada Carcione</p>
<p style="text-align: right;">e.p.c.           Al Vice Capo di Gabinetto</p>
<p style="text-align: right;">del Sindaco</p>
<p style="text-align: right;">Dott.ssa M. Diliberto</p>
<p style="text-align: right;">Al responsabile del Presidio</p>
<p style="text-align: right;">Veterinario del Canile Municipale</p>
<p style="text-align: right;">Al Responsabile Amm.vo del</p>
<p style="text-align: right;">Canile Municipale</p>
<p style="text-align: right;">Alla Direzione COIME</p>
<p style="text-align: right;">LL.SS.</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggetto: Pennuti Parco Cassarà</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A seguito della mail del comitato Villa Niscemi si rappresenta quanto segue:</p>
<p style="text-align: justify;">è vero che cinque e non sei  volatili sono stati spostati da Villa  Niscemi al Parco Cassarà e mi dispiace di non avere informato il  Comitato come avrei dovuto.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scopo di questo spostamento sta  nel fatto che, se i volatili si ambienteranno al parco Cassarà,  sicuramente troveranno condizioni di vita più naturali, più consone al  loro benessere, rispetto a Villa Niscemi. E’ pur vero inoltre che  potrebbero rappresentare un elemento di  attrazione e non di arredo per  bimbi e adulti. Il COIME si farebbe carico del loro mantenimento. Se il  Comitato  è d’accordo potremmo monitorarli per qualche giorno e poi  decidere se lasciarli lì o riportarli a Villa Niscemi. Possiamo vederci  presto, anche mercoledì  p.v.</p>
<p style="text-align: justify;">Cordiali saluti</p>
<p style="text-align: justify;">firmato</p>
<p style="text-align: justify;">L’Assessore</p>
<p style="text-align: justify;">(Prof. Francesca Grisafi)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Spostati senza preavviso 6 volatili di Villa Niscemi</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/11/28/spostati-senza-preavviso-volatili-di-villa-niscemi/</link>
		<comments>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/11/28/spostati-senza-preavviso-volatili-di-villa-niscemi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 02:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[NOTIZIE DAL COMITATO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laboratorioantispecista.org/?p=5716</guid>
		<description><![CDATA[Sei volatili facenti parte dei circa 50 al cui sostentamento il Comitato Villa Niscemi e l'Ass. Laboratorio Antispecista provvedono da circa due anni con turni quotidiani di distribuzione di cibo sono stati spostati nella giornata di Venerdì 26 novembre e trasferiti all'interno del Parco Ninni Cassarà, di recente inaugurazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/06/villa-papere.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2762" title="villa papere" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/06/villa-papere-300x163.jpg" alt="" width="300" height="163" /></a>Sei volatili facenti parte dei circa 50 al cui sostentamento il Comitato Villa Niscemi e l&#8217;Ass. Laboratorio Antispecista provvedono da circa due anni con turni quotidiani di distribuzione di cibo sono stati spostati nella giornata di Venerdì 26 novembre e trasferiti all&#8217;interno del Parco Ninni Cassarà, di recente inaugurazione.</p>
<p style="text-align: justify;">A darne notizia ai volontari, alcuni degli impiegati della Villa.</p>
<p style="text-align: justify;">Le assenze sono state verificate dai volontari stessi che hanno immediatamente provveduto ad effettuare un sopralluogo presso il Parco Cassarà individuando gli esemplari in questione.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; ovviamente inammissibile che degli esseri viventi abituati a vivere in un habitat da molti anni vengano spostati senza valutare opportunamente ogni aspetto e conseguenza del trasferimento.</p>
<p style="text-align: justify;">E ancora è inammissibile che l&#8217;Amministrazione comunale, che ad oggi ricordiamo non provvede al sostentamento dei volatili neppure all&#8217;interno di Villa Niscemi, non informi i volontari che invece con dedizione sopperiscono quotidianamente alle sue mancanze nutrendo ogni singolo esemplare.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo si è provveduto all&#8217;invio di una sollecitazione alle istituzioni coinvolte nel trasferimento e si provvederà nei prossimi giorni a una costante osservazione del fenomeno.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiediamo che vengano date notizie precise circa le condizioni dei volatili presso la sede in cui sono stati traferiti, che vengano date garanzie circa il loro benessere e che, se queste non fossero consone, che i sei esemplari vengano riportati immediatamente presso Villa Niscemi dove 10 volontari sono pronti a continuare a provvedere alle loro esigenze.</p>
<p>Questa la lettera inviata.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Al             Vice Capo di Gabinetto Ufficio Cerimoniale del Sindaco</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Dott.ssa             Maddalena Diliberto</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Villa             Niscemi – P.za dei Quartieri, 2 C.A.P. 90146</strong></p>
<p style="text-align: right;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>cerimonialesindaco@comune.palermo.it</strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><strong> all&#8217;Assessore Verde e             Arredo Urbano<br />
Francesca             Grisafi<br />
</strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>f.grisafi@comune.palermo.it</strong></span></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Al             Responsabile del Presidio Veterinario del Canile Municipale</strong></p>
<p style="text-align: right;">canilemunicipale@comune.<em>palermo</em>.it</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Al             Responsabile Amministrativo del Canile Municipale</strong></p>
<p style="text-align: right;">canilemunicipale@comune.<em>palermo</em>.it</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Agli             organi di informazione cittadini</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>La             Repubblica Redazione Palermo</strong></p>
<p style="text-align: right;">palermo@repubblica.it</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Gds</strong></p>
<p style="text-align: right;">segreteria.direzione@gds.it</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggetto: </strong>Segnalazione spostamento             volatili Villa Niscemi</p>
<p style="text-align: justify;">Scriviamo           questa lettera a seguito di una segnalazione ricevuta da parte           del           personale di Villa Niscemi circa l&#8217;avvenuto spostamento di n°6           volatili facenti parte dei circa 50 che stanziano all&#8217;interno           della           villa comunale e al cui sostentamento provvediamo da circa 2           anni           come Comitato Villa Niscemi e Ass. Laboratorio Antispecista.</p>
<p style="text-align: justify;">Così           come verificato con un sopralluogo effettuato presso il Parco           Ninni           Cassarà, inaugurato in questi giorni, i volatili sarebbero           stati           trasferiti al suo interno e si troverebbero presso uno dei           laghetti           facenti parte del parco.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo           assolutamente inammissibile che dei volatili aduti, che sempre           hanno           vissuto all&#8217;interno del parco di Villa Niscemi e al cui           sostentamento           provvedono da circa due anni volontari con turni quotidiani           vista la           totale assenza di intervento da parte delle istituzioni           preposte,           vengano spostati e inseriti in un contesto assolutamente nuovo           nonché           inadatto senza che venga fornita alcuna notizia circa le           condizioni           di mantenimento degli stessi all&#8217;interno della nuova           struttura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CHIEDIAMO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">- che           vengano immeditamente fornite alla cittadinanza e a questo           Comitato notizie circa i volatili che ad oggi risultano essere           stati           prelevati da Villa Niscemi e trasferiti,<br />
- che vengano date notizie           certe circa le condizioni di mantenimento degli stessi,<br />
- che, nel           caso in cui le condizioni della nuova sede scelta non           risultassero           idonee, che tutti e 6 gli esemplari vengano immeditamente           riportati           presso Villa Niscemi dove il lavoro dei volontari garantisce           da ormai           due anni il sostentamento dei volatili.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordiamo           che in questione è il benessere di esseri viventi le cui           esigenze vanno tutelate e accuratamente prese in           considerazione prima di mettere in atto  qualsivoglia           provvedimento e che questo Comitato continua a operare a           questo fine e per questo motivo ritiene che non possa essere           ignorata una manovra tanto avventata messa in atto da questa           Amministrazione e sia doveroso che la stessa fornisca le           dovute spiegazioni a chi, fino ad oggi e sopperendo a una sua           mancanza, provvede con dedizione al mantenimenti dei volatili.</p>
<p style="text-align: justify;">I volatili           di Villa Niscemi sono patrimonio della città ed è la città           stessa a prendersene cura sostenendo il Comitato nelle sue           attività.<br />
Ogni singolo esemplare è un patrimonio da tutelare, un essere           vivente da rispettare e non un elemento di arredo che possa           essere trasferito senza valutare oculatamente ogni aspetto del           provvedimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Restiamo in           attesa di un riscontro si spera immediato circa la vicenda.<br />
Restiamo disponibili per un incontro al fine di chiarirne ogni           aspetto.</p>
<p style="text-align: justify;"><span><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/11/28/spostati-senza-preavviso-volatili-di-villa-niscemi/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>De naturae natura</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/11/26/de-naturae-natura/</link>
		<comments>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/11/26/de-naturae-natura/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 15:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiuRo</dc:creator>
				<category><![CDATA[VARIE]]></category>

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		<description><![CDATA[Il discorso antispecista non ha nulla a che vedere con le verità ultramondane e le rivelazioni divine; è modello culturale alternativo all'esistente e con questo in conflitto. Non capire questo ci porterà sempre ad essere ingenui, vulnerabili ad ogni rivelazione ulteriore suggerita da ricercatori tutt'altro che disinteressati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/natura3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5711" title="natura3" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/natura3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Nel nostro precedente articolo abbiamo parlato dell&#8217;inconsistenza del ricorso alla “<em><strong>natura</strong></em>” per giustificare l&#8217;adozione di uno stile di vita vegan; qui vorremmo approfondire per un attimo il concetto stesso di natura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È infatti concezione comunemente accettata che la Natura sia un dato di fatto incontrovertibile e oggettivamente rilevabile nel mondo</strong>; far appello alla Natura è, in qualche modo, fare appello al concetto di Verità e a leggi inviolabili che, probabilmente, qualcuno avrebbe calato nel mondo. Ma le cose non stanno così.<br />
Le famose leggi naturali, e il concetto stesso di natura, non sono che delle razionalizzazioni, dei tentativi umani di comprendere e rendere manipolabile ciò che altrimenti sembra senza senso se non, addirittura, terribile; chiunque crede ancora che il mondo sia riducibile a definizioni e leggi fisse è ancora fermo ad un concetto della fisica che il novecento ha inesorabilmente superato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bisogna aver chiaro che non esiste alcuna legge naturale</strong> e che anche le leggi della termodinamica non sono elementi che l&#8217;uomo ha scoperto nella natura ma interpretazioni razionali ad un determinato comportamento naturale, verificatosi in certe condizioni, che qualcuno ha osservato ricorrente; in altre parole: non esiste una legge che impone a un corpo che si muove nello spazio di osservare un moto uniformemente accelerato, è la regolarità di un comportamento del corpo che noi chiamiamo moto uniformemente accelerato.</p>
<p style="text-align: justify;">Una simile considerazione, all&#8217;apparenza banale, porta conseguenze notevoli nel nostro discorso: <strong>la Natura stessa, quale insieme di fenomeni, non è che una interpretazione e una proiezione culturale di colui che osserva, non un oggetto osservato e scrupolosamente rilevato. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono esistite decine e decine di concetti di natura, tutti ugualmente validi, tutti figli di determinate culture e nessuno è più valido di un altro per il semplice fatto di seguire nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel medioevo si distingueva la natura in Natura naturata e Natura naturante, cioè nella forma oggettiva e nella forza che creava questa forma e, ovviamente, la seconda coincideva con la forza creatrice del dio; oggi la fisica ritiene che, in fin dei conti, non esista alcun oggetto che possiamo definire tale e che, in fondo, anche le apparenze più banali (un vaso per esempio) non sono che una illusione dei sensi che arrestano, apparentemente, il moto di corpuscoli vorticanti a folli velocità: entrambe sono spiegazioni che rendono in qualche modo la realtà rassicurante costruendo dei modelli a cui fare riferimento non lasciando l&#8217;universo immerso in un inquietante silenzio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, la creazione di un concetto di Natura non avviene soltanto nelle stanze dei cervelloni che elaborano complicatissime nozioni di fisica che rendano comprensibile l&#8217;incomprensibile mondo; il processo è anzi talmente comune che chiunque di noi non fa altro nella vita, sia esso credente o ateo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si creano allora concetti di natura nella storia e si stabilisce, per tornare a noi, che i nostri antenati erano vegetariani per natura. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con una simile affermazione non ci si rende conto che si è creata un&#8217;astrazione arbitraria e che, nei fatti, si è stabilito che alcuni individui sono degni del nome di uomo, altri no. Per rimanere, infatti, in questo ambito evoluzionistico, bisognerebbe ricordare che è vero che i primati sono in prevalenza vegetariani, ma non bisogna dimenticare che la stessa nozione di primato non è un verità incontrovertibile scesa dall&#8217;iperuranio ma una costruzione a tavolino che risponde alla domanda metafisica “<em>da dove veniamo</em>”; a tutti quelli che prendono l&#8217;esempio dello scimpanzé per dimostrare che i nostri antenati erano vegetariani bisognerebbe allora ricordare che, sempre per lo stesso modello, antenato di tutti i mammiferi era una sorta di topo che si nutriva di insetti: <strong>perché allora dovrei arrestarmi al mio antenato scimmia e non a quello roditore per stabilire quale debba essere il mio modello alimentare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">V&#8217;è poi la domanda del <strong>perché si iniziò a mangiare cadaveri </strong>a cui si risponde, quasi unanimemente, col ricorso alla necessità: i nostri antenati sarebbero vissuti in un contesto di indigenza cronica e qualunque cosa fosse passata sotto gli occhi sarebbe divenuta un&#8217;ottima candidata alimentare.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui troviamo almeno due costruzioni culturali in atto che dettano la nostra costruzione. La prima è una concezione tipicamente giudaico-cristiana che vede il mondo come luogo ostile e la natura come matrigna inospitale, se non addirittura apertamente ostile (dunque, in fin dei conti, dotata di una coscienza demoniaca), che perseguita il genere umano e mira a sterminarlo. È già stato notato (ammetto di non ricordare da chi) che questo genere di racconto è, in fin dei conti, un racconto propagandistico di tipo eroico volto ad esaltare la grandezza del genere umana contrapponendole un nemico all&#8217;apparenza invincibile (qualcosa di molto simile a ciò che fece Omero facendo di Troia un centro abitato da uomini in fin dei conti divini) e che, nei fatti, lo scontro fu unilaterale, una dichiarazione di guerra umana a una proiezione sentita come ostile (al riguardo si legga “Un mondo sbagliato” di Mason).</p>
<p style="text-align: justify;">Nei fatti non esistette mai un periodo nel quale l&#8217;uomo si trovò in uno stato di indigenza tale da dover mangiare pietre per soddisfare la propria fame: l&#8217;antropologia ha già dimostrato che ad esseri umani inseriti in un contesto naturale bastano appena tre ore per procurarsi di che sfamarsi per un giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">V&#8217;è poi da considerare il fatto, non irrilevante, che l&#8217;ominazione tutta fu un processo che si svolse interamente in Africa e che lì, anche durante il periodo della glaciazione, il clima non fu mai gelido.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna allora ricordare che <strong>esistono modelli di interpretazione della natura alternativi al darwiniano vigente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Kropotkin, per esempio, nel suo “<strong><em>Il mutuo appoggio</em></strong>”, smonta pezzo per pezzo il modello di natura come agone nel quale gli individui sarebbero, hobbesianamente, immersi in uno scontro di tutti contro tutti in cui prevarrebbe solo il più forte. Lo scienziato russo porta svariati esempi di gruppi animali che collaborano per superare le avversità di determinati contesti naturali e, in fine, contrasta l&#8217;allora nascente darwinismo sociale rilevando come in natura gli animali della stessa specie tendano ad evitare lo scontro, non a cercarlo. Il mezzo più immediato per evitare il conflitto è un cambiamento nella dieta: un animale che ha successo in un determinato ambiente, il cui numero di esemplari quindi cresce, si divide ad un certo punto in più gruppi che, per evitare uno scontro, occupa un nuovo territorio e adotta nuovi cibi che gli permettano di non scontrarsi col gruppo originario. Dunque, secondo questo modello, l&#8217;uomo avrebbe iniziato a nutrirsi di carogne non per una ostilità naturale ma, anzi, per evitare scontri con altri ominidi con una dieta ancora vegetariana.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui non si è voluto indagare sulle reali motivazioni che portarono all&#8217;introduzione della carne nella dieta dei primati, si è voluto far notare che ogni spiegazione di questo tipo è meramente culturale e che rimane legata all&#8217;ambito delle probabilità, non delle verità rivelate.</p>
<p style="text-align: justify;">Il discorso antispecista non ha nulla a che vedere con le verità ultramondane e le rivelazioni divine; è modello culturale alternativo all&#8217;esistente e con questo in conflitto. Non capire questo ci porterà sempre ad essere ingenui, vulnerabili ad ogni rivelazione ulteriore suggerita da ricercatori tutt&#8217;altro che disinteressati.</p>
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		<item>
		<title>Comitato Villa Niscemi: i volontari richiedono l&#8217;uso di un magazzino all&#8217;interno della villa comunale</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/11/22/comitato-villa-niscemi-i-volontari-richiedono-luso-di-un-magazzino-allinterno-della-villa-comunale/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 16:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[NOTIZIE DAL COMITATO]]></category>
		<category><![CDATA[assessorato verde e arredo urbano]]></category>
		<category><![CDATA[francesca grisafi]]></category>
		<category><![CDATA[palermo villa niscemi]]></category>
		<category><![CDATA[richiesta magazzino comitato villa niscemi]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Niscemi]]></category>
		<category><![CDATA[volatili e gatti villa niscemi palermo]]></category>
		<category><![CDATA[volatili villa niscemi]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiediamo che venga messo a disposizione dei volontari, 9 persone che si alternano in turni quotidiani 7 giorni su 7 per la somministrazione dei pane e del granone, un locale magazzino dove poter custodire le donazioni, direttamente all'interno della Villa ed evitare quindi di dover trasportare quotidianamente il pane dalle abitazioni dei volontari che lo raccolgono al luogo di destinazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/08/Foto210.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5369" title="Foto210" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/08/Foto210-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Continua il nostro impegno quotidiano all&#8217;interno della Villa comunale sede di rappresentanza del Sindaco volto al sostentamento dei volatili che si trovano al suo interno.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie al contributo dei cittadini che ci sostengono con donazioni di pane e granone riusciamo con fatica a sopperire alle gravi mancanze dell&#8217;Amministrazione Comunale che non ha ancora messo in atto nessuno dei provvedimenti previsti, primo fra tutti la riattivazione delle forniture di cibo.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiediamo che venga messo a disposizione dei volontari, 9 persone che si alternano in turni quotidiani 7 giorni su 7 per la somministrazione dei pane e del granone, un locale magazzino dove poter custodire le donazioni, direttamente all&#8217;interno della Villa ed evitare quindi di dover trasportare quotidianamente il pane dalle abitazioni dei volontari che lo raccolgono al luogo di destinazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci pare una richiesta di sostegno dovuta visto l&#8217;impegno quotidiano del Comitato.</p>
<p style="text-align: justify;">Restiamo in attesa di riscontro da parte dell&#8217;Amministrazione della Villa, la nota è stata appena trasmessa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: right;"><strong>Al Vice Capo di Gabinetto Ufficio Cerimoniale del Sindaco</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Dott.ssa Maddalena Diliberto</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Villa Niscemi – P.za dei Quartieri, 2 C.A.P. 90146</strong></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:cerimonialesindaco@comune.palermo.it"><strong>cerimonialesindaco@comune.palermo.it</strong></a></span></span></p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;"><strong>e p.c. all&#8217;Assessore Verde e Arredo Urbano<br />
Francesca Grisafi<br />
</strong><span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:f.grisafi@comune.palermo.it"><strong>f.grisafi@comune.palermo.it</strong></a></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Palermo, 22.11.2011</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggetto:</strong> <em>Comitato Villa Niscemi &#8211; Richiesta utilizzo locale magazzino Villa Niscemi</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In riferimento all&#8217;attività quotidiana di somministrazione di cibo ai volatili presenti all&#8217;interno del parco della villa comunale portata avanti da ormai due anni dal Comitato Villa Niscemi;</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>in considerazione 	del fatto che, ad oggi, nessuno dei provvedimenti previsti e 	indicati a seguito <span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><strong>della 	riunione convocata dall’Assessore Prof. Francesca Grisafi il 	17.02.2011 presso i locali dell’Assessorato Verde e Arredo Urbano 	e indicati nel verbale inviatoci il 21.2.2011 </strong></span></span>è 	stato messo in atto;</li>
<li>ricordando che  per 	questi motivi il sostentamento degli animali presenti in Villa resta 	totalmente a carico dei volontari;</li>
<li>facendo presente che 	l&#8217;attività di raccolta di pane e granone per i volatili va avanti a 	pieno regime permettendo ai volontari di sopperire alla mancanza di 	forniture da parte del Comune;</li>
<li>a dimostrazione di 	un sostegno all&#8217;attività del Comitato da parte dell&#8217;Amministrazione 	Comunale e della Villa;</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Associazione Laboratorio Antispecista e il Comitato Villa Niscemi</p>
<p style="text-align: center;"><strong>CHIEDONO</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>che venga messo a disposizione dei volontari un locale magazzino all&#8217;interno della Villa Comunale affinchè possa essere conservato al suo interno quanto raccolto quotidianamente per i volatili in modo da rendere più semplici le operazioni di somministrazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto attiene alle modalità di gestione del locale summenzionato, potrebbe essere considerata la possibilità di lasciare in garitta d&#8217;ingresso una chiave a disposizione dei volontari che, previa identificazione da parte del personale, potrebbero ritirarla all&#8217;inizio delle operazioni di carico e scarico e riconsegnarla a fine turno assumendosi la piena responsabilità circa l&#8217;utilizzo del locale al solo scopo indicato.</p>
<p style="text-align: justify;">Restando in attesa di un riscontro che attesti un dovuto sostegno alle attività del Comitato da parte dell&#8217;Amministrazione Comunale e dell&#8217;Amministrazione di Villa Niscemi e rendendoci disponibili ad un incontro volto a concretizzare la richiesta in oggetto,  porgiamo distinti saluti.</p>
<p style="text-align: justify;">Comitato Villa Niscemi</p>
<p style="text-align: justify;">Ass. Laboratorio Antispecista</p>
<p style="text-align: justify;">Rappresentante: Ada Carcione  &#8211; Tel. 329 5624985</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ogm: Bruxelles impone test sul riso importato dalla Cina</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/11/17/ogm-bruxelles-impone-test-sul-riso-importato-dalla-cina/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 20:47:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[Frederic Vincente]]></category>
		<category><![CDATA[i controlli in vigore saranno rafforzati al 100%]]></category>
		<category><![CDATA[obbligo di effettuare test sul 100% dei prodotti a base di riso]]></category>
		<category><![CDATA[OGM]]></category>
		<category><![CDATA[organismi geneticamente modificati]]></category>
		<category><![CDATA[portavoce del commissario alla salute John Dalli]]></category>
		<category><![CDATA[riso ogm]]></category>
		<category><![CDATA[riso Ogm 'Bt63']]></category>

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		<description><![CDATA[I vermicelli cinesi, come i sottili fogli di pasta per involtini e in generale i prodotti a base di riso importati dalla Cina, sono finiti nuovamente nel mirino di Bruxelles.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-5700" style="font-weight: bold;" title="minestra-riso-patate" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/minestra-riso-patate-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riportiamo questa notizia chiarendo che il nostro intento non è quello di far nascere sospetto o paura nei confronti dei prodotti cinesi o, peggio ancora, di incentivare la diffidenza nei confronti dei prodotti provenienti da altri Paesi. Lo facciamo anche in questo caso, come sempre del resto, per dare rilievo al fatto che componenti OGM siano presenti all&#8217;interno di svariati alimenti e dare modo ai nostri lettori di riflettere sui danni che questi provocano. Alla salute, all&#8217;ambiente, alla terra.</strong></p>
<p>Fonte: Ansa.it &#8211; 15 novembre 2011</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I vermicelli cinesi, come i sottili fogli di pasta per involtini e in generale i prodotti a base di riso importati dalla Cina, sono finiti nuovamente nel mirino di Bruxelles. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Commissione europea, dopo verifiche effettuate direttamente in Cina, e di fronte alla scoperta, in quei prodotti, di tracce di <strong>riso Ogm &#8216;Bt63&#8242;</strong> (non autorizzato ne&#8217; dalla Cina ne&#8217; dell&#8217;Europa), ha deciso di correre ai ripari per proteggere la salute dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Due misure sono state approvate dai capi veterinari dell&#8217;Ue.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima riguarda l&#8217;<strong>obbligo di effettuare test sul 100% dei prodotti a base di riso</strong>, sia al momento dell&#8217;esportazione dalla Cina, sia al momento dell&#8217;importazione in Europa. I controlli saranno effettuati &#8211; precisa ancora Frederic Vincente, portavoce del commissario alla salute John Dalli &#8211; utilizzando la stessa metodologia. Inoltre, <strong>tutte le partite provenienti dalla Cina, sempre di alimenti a base di riso, dovranno essere certificate in quanto libere da Ogm Bt63.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Insomma,<strong> i controlli in vigore saranno rafforzati al 100%</strong> per permettere ai consumatori di trovare in commercio solo i prodotti che saranno risultati negativi rispetto al riso trangenico Bt63. Interventi di questo tipo sono gia&#8217; stati introdotti nell&#8217;Ue nel 2006, 2007 e 2008. Attualmente l&#8217;Ue importa circa 50mila tonnellate di prodotti cinesi a base di riso per un valore di circa 50 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">La Commissione tradurra&#8217; ora le decisioni dei capi veterinari dell&#8217;Ue in regolamenti legislativi che entreranno in vigore nelle prossime settimane. Tra sei mesi le situazione verra&#8217; riesaminata.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;uomo animale vegetariano</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/11/16/luomo-animale-vegetariano/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 23:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiuRo</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[animali vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[scelta]]></category>
		<category><![CDATA[teoria vegetarianismo]]></category>
		<category><![CDATA[Vegan]]></category>
		<category><![CDATA[vegetarismo]]></category>

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		<description><![CDATA[La carne viene mangiata quasi da tutti. Ciò lo rende un fatto giusto? Anche se l'uomo avesse da sempre mangiato carne, fosse un animale onnivoro sarebbe giusto uccidere qualcuno solo perché è più debole e non può difendersi?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/alimenti-vegetali-calcio.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5693" title="alimenti-vegetali-calcio" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/alimenti-vegetali-calcio-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>Capita spesso che un vegetariano sia accusato di seguire una dieta gravemente squilibrata che lo destina presto o tardi a incorrere in gravissime carenze vuoi di calcio, vuoi di ferro o b12; non è meno raro che un vegetariano ribalti l&#8217;accusa e dichiari che è la sua l&#8217;unica dieta confacente alla struttura fisica dell&#8217;uomo che, secondo natura, sarebbe frugivoro. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">A quel punto, preso da autentico furore, ilvegetariano che si sente ingiustamente accusato di andare contro natura, mostra con generosità lalunghezza del suo intestino, le dita prensili, l&#8217;assenza di canini, l&#8217;assenza dell&#8217;uricasi, la traspirazionedella sua pelle, la parentela con scimpanzé (preferibilmente bonobo) e gorilla e mette in fuga il confusomangiatore di cadaveri che non ha molte competenze in fisiologia.</p>
<p style="text-align: justify;">Non quello che però ha studiato un po&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui scriviamo proprio per quelle persone che potranno avere la sventura di beccare un sarcofago istruito: usare quegli argomenti non potrà che risultare suicida.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito attorno a cosa sia naturale e cosa non lo sia, cosa sia cultura e cosa sia natura è talmente ottocentesco che risulta davvero strano doverci tornare sopra: Levy-Straus aveva già chiarito che, in ambito umano, il culturale è naturale e, dunque, <em><strong>per l&#8217;uomo cultura è natura e natura è cultura</strong></em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò significa che certi discorsi fatti dai Primitivisti, Zerzan in particolare, su un possibile ritorno alla natura, a un periodo in cui l&#8217;uomo non aveva una cultura ed era candido come neve, sono inconsistenti: la nascita di homo sapiens sapiens avvenne in un contesto fortemente culturale in cui, per esempio, il fuoco era già in uso da millenni per cuocere il cibo (fu l&#8217;erectus a scoprire il fuoco e questa invenzionerimase centrale durante TUTTA l&#8217;ominazione).<br />
Qui si potrebbe dunque smentire ogni velleità crudista: l&#8217;uomo, in quanto uomo moderno ha SEMPRE consumato cibi cotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, <strong>se un fatto è culturale per l&#8217;uomo, per lui sarà anche naturale e viceversa</strong>; ne deriva la semplicissima constatazione che<strong> mangiare carne e assolutamente naturale per la specie umana</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E, in fondo, l&#8217;unico luogo sulla terra in cui mangiare altri animali è un tabù, è l&#8217;India, ma ciò avviene per un fatto culturale, anch&#8217;esso naturale quindi, e non, come piacerebbe a chi difende simili argomentazioni, per un attenersi a pristine purezze antropologiche .</p>
<p style="text-align: justify;">Senza dubbio la carne è repellente, è disgustosa, è immangiabile e tutto quello che sivuole, eppure non esiste angolo della terra (tranne la suddetta India, parte della Cina e, un tempo, il Giappone) in cui non si mangino cadaveri.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi si dirà che fu necessità, ma neppure questo è vero: la carne viene assunta anche in luoghi in cui basterebbe qualche istante per saziarsi di bacche e frutti. Ma non bastano queste semplici considerazioni di tipo antropologico per invitare ad evitare l&#8217;argomento del naturale; vi sono motivazioni fisiologiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Il panda è un animale che si nutre essenzialmente di bambù, eppure fisiologicamente è pressoché identico a un orso. Non molto tempo fa si è analizzato il suo dna e si è trovato che, nei fatti, quel bestione che ci sta tanto simpatico, è fatto al 100% per digerire carne; non la mangia però, per una scelta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dunque, essere fatti per assumere un determinato tipo dinutrimento non implica che si debba assumere quello</strong> e il panda ne è la più palese dimostrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi sono poi prove più spicciole di una assunzione di carne nella specie umana che perdura nel tempo: la tenia si è adattata al nostro intestino, e non avrebbe mai potuto farlo se quell&#8217;assunzione fosse assolutamente recente e saltuaria; il colon si è accorciato&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Come si vede non ho analizzato quali motivi abbiano indotto l&#8217;uomo a mangiare altri animali; non mi interessa e considerare le cause si risolverebbe in una metafisica assolutamente oziosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi serve solo un dato di fatto:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><strong>La carne viene mangiata quasi da tutti. Ciò lo rende un fatto giusto? </strong></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">È questa l&#8217;unica domanda rilevante.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se l&#8217;uomo avesse da sempre mangiato carne, fosse un animale onnivoro (che, si badi, non è un animale che, come comunemente fa comodo credere, DEVE mangiare tutto per restare in buona salute-il che ne farebbe un animale handicappato- ma uno che PUO&#8217; ricavare il suo nutrimento da più alimenti prescindendo dagli altri) sarebbe giusto uccidere qualcuno solo perché è più debole e non può difendersi?</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto il resto sono solo argomenti che si forniscono all&#8217;avversario per ridurci al silenzio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Circo: Palermo dice no allo sfruttamento animale</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/11/14/circo-in-piazza-per-dire-no-allo-sfruttamento-animale/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 12:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>

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		<description><![CDATA[Annunciamo ulteriori iniziative nelle prossime settimane, durante le quali sarà possibile continuare a firmare le lettere che verranno consegnate al Comune e testimonieranno una posizione che dovrà essere ascoltata!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/circus-elephants.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5687" title="circus-elephants" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/circus-elephants-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il bilancio del nostro presidio di giorno 12 novembre 2011 in P.zza Verdi contro il circo con animali è assolutamente positivo.</p>
<p style="text-align: justify;">La partecipazione è stata veramente sentita e in molte persone sono state presenti e attive durante tutta la durata dell&#8217;iniziativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Le richieste per le istituzioni sull&#8217;applicazione del regolamento CITES ai circhi attendati e per un netto rifiuto degli attendamenti futuri che sono state firmate sono state più di 200.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un segno fortissimo che mette in evidenza ancora una volta quanto la città sia contraria al circo, quante siano le persone che si oppongono a questa forma di sfruttamento e quindi quanto il fatto che l&#8217;amministrazione comunale continui a concedere il permesso di attendamento sia privo di senso e risponda non a un&#8217;esigenza dei cittadini, al contrario contrari, ma solo agli interessi dei circensi.</p>
<p style="text-align: justify;">Annunciamo ulteriori iniziative nelle prossime settimane, durante le quali sarà possibile continuare a firmare le lettere che verranno consegnate al Comune e testimonieranno una posizione che dovrà essere ascoltata!</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Uno stile di vita Vegan, contrasta la fame nel mondo</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/11/11/uno-stile-di-vita-vegan-contrasta-la-fame-nel-mondo/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 21:18:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>

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		<description><![CDATA[La teoria che il vegano possa essere considerato l’uomo post-moderno può essere opinabile*, al contrario, non esistono critiche che possano tener testa ai fatti: mangiare carni e derivati animali supporta l’incremento della fame nel mondo, al contrario, uno stile di vita vegan la contrasta.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: TecnologiaEAmbiente.it &#8211; 8 novembre 2011</em></p>
<p style="text-align: justify;">La teoria che il vegano possa essere considerato l’uomo post-moderno può essere <em>opinabile*</em>,  al contrario, non esistono critiche che possano tener testa ai fatti:  mangiare carni e derivati animali supporta l’incremento della fame nel  mondo, al contrario, uno <strong>stile di vita vegan</strong> la contrasta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I Fatti</strong>.  Nel Sud del mondo vi sono vaste terre denominate “Ettari Fantasma”, qui  il sistema Agro-alimentare occidentale produce mangimi o bestiame  destinati a sfamare il ricco Nord. Si parla di milioni di ettari, dove  vengono sprigionati abnormi quantità di azoto a causa dei pesticidi e dello stesso bestiame.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa c’entra questo con la fame nel mondo?</strong> Un fatto  inconfutabile, logisticamente non conviene trasformare alimenti vegetali  in alimenti di origine animale (fieno, cereali <strong>—&gt;</strong> mangimi <strong>—&gt;</strong> carni, latte e derivati). Per comprendere questo fatto basterà pensare che un americano medio consuma in un anno <strong>800 kg di cereali</strong> indirettamente, sotto forma di carne. Un africano medio, in un anno consuma solo 150 kg di cereali, nutrendosi in modo diretto.</p>
<p style="text-align: justify;">L’industria della carne, per esistere ha bisogno di sfruttare intere aree geografiche. Il termine “<strong>sfruttamento</strong>” si riferisce al <strong>neocolonialismo</strong>, cioè quel “<em>processo  economico attuato da un pese industrializzato, tendente a creare o  perpetuare un sistema di sfruttamento in un paese in via di sviluppo,  pur senza esercitare su di esso un dominio miliare visibile</em>“. In  altre parole, l’industria della carne contribuisce al divario tra il  Nord e il Sud del mondo. Paesi occidentali e paesi ricchi di miseria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Storia</strong>. Nel diciannovesimo secolo, con il  colonialismo, nei paesi sottosviluppati venne imposto un tipo diverso di  agricoltura orientata a produrre beni per i paesi già ricchi. All’epoca  i prodotti esportati erano beni superflui come tè e caffè. Così i  colonizzatori importavano le materie prima a basso costo sia in Europa  che in America dove consentivano lauti guadagni. Oggigiorno, il modello  appena descritto è ancora riscontrabile. Certo, oggi non vi è una  tangibile occupazione militare ed è per questo che si parla di <strong>neocolonialismo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esempio Pratico</strong>. Il Bangladesh è un paese ricco di piccoli coltivatori e pescatori, fino a pochi decenni fa l’<strong>economia</strong> del Paese era autocentrata; gli abitanti vivevano dei propri prodotti.  Le zone occupate da questi piccoli produttori erano particolarmente  ghiotte per le <strong>società straniere</strong>. Le grandi lobby  alimentari hanno sfruttato il territorio per la produzione di crostacei e  i poveri contadini non possono permettersi l’acquisto dei crostacei  prodotti proprio nelle loro terre perché destinati alle <strong>massicce esportazioni</strong>. Un effetto secondario della mano delle grandi industrie è stata la <strong>crisi ambientale</strong> che a cavallo tra il 1980-90 ha causato <strong>migliaia di vittime</strong> per le inondazioni: per allevare i gamberi venivano costruite delle  vasche che compromettevano l’equilibrio della zona, in particolare  causavano la rottura degli argini dei fiumi e la distruzione delle  coste. Quello del <strong>Bangladesh</strong> è solo un esempio, la  lista dei paesi sottosvilupati a causa dell’industria alimentare è molto  lunga. Se ancora non avete capito il collegamento tra la produzione di  carni e la fame nel mondo, il prossimo paragrafo sarà quello decisivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualche Cifra</strong>. Tutti coloro che hanno frequentato le scuole elementari hanno sentito parlare di catena alimentare: “<em>Per  nutrire un uomo per un anno ci vogliono trecento trote che a loro volta  consumeranno 90 mila rane, che mangeranno 27 milioni di cavallette, che  divorano 100 tonnellate d’erba</em>“*. A questo punto dovrebbe essere  chiaro che la catena alimentare delle industrie alimentari non ha niente  a che vedere con le scienze naturali; piuttosto si tratta di un  meccanismo che induce i paese in via di sviluppo a restare nella miseria  così da ridurre <strong>oltre 800 milioni di persone alla fame</strong>.  Il problema della fame nel mondo non riguarda la scarsità di  produzione, ne’ la ripartizione di essa, piuttosto riguarda la  specializzazione della stessa produzione.<img class="aligncenter" title="carne" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2011/11/carne.gif" alt="" width="483" height="349" /></p>
<p style="text-align: justify;">La produzione, con il neocolonialismo, è portata a soddisfare  l’egoismo delle classi sociali occidentali e a riempire le tasche delle <strong>lobby alimentari</strong> che non curano ne’ la salute pubblica ne’ il benessere del bestiame che spesso vive tra vermi e carcasse in putrefazione.  Per risolvere il problema della denutrizione, è vero, non basterebbe  ridistribuire i cereali utilizzati per l’alimentazione animale, ma  bisognerebbe sfruttare gli <strong>Ettari Fantasma</strong> per una più  adeguata agricoltura. Non si può andare avanti solo a pane ed acqua  altrimenti si andrebbe incontro a problemi legati ad una malnutrizione -<em>problema molto attuale negli Stati Uniti e in Italia con alti tassi di obesità infantile, soprattutto in <strong>Campania</strong>, legati ad un ipernutrizione da derivati animali-</em>.  Utilizzare gli Ettari Fantasma per una più ponderata coltivazione si  può fare. Nello stesso periodo di tempo, su un ettaro di terreno è  possibile <strong>coltivare</strong>:<br />
-1.000 kg ciliegie<br />
-2.000 kg di fagiolini<br />
-4.000 kg di mele<br />
-6.000 kg di carote<br />
-8.000 kg di patate<br />
-10.000 kg di pomodori<br />
12.000 kg di sedano<br />
<strong>oppure</strong>… solo 50 kg di carne.<br />
Non si può vivere solo di frumento e cereali ma si riducono <strong>800 milioni di persone alla fame</strong> e alla miseria per una manciata di chili di carne.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em> </em></p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nuovo ordine prodotti Muscolo di Grano!</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/11/06/nuovo-ordine-prodotti-muscolo-di-grano-3/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 21:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[G.A.V]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovo ordine di prodotti Muscolo di Grano tramite il nostro Gruppo d'acquisto.

Per i nostri soci sarà possibile acquistare i prodotti a prezzi agevolati, consegna su Palermo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/muscolo-di-grano.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5671" title="muscolo di grano" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/muscolo-di-grano-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a>Nuovo ordine di prodotti <a href="http://www.muscolodigrano.it/" target="_blank">Muscolo di Grano </a>tramite il nostro Gruppo d&#8217;acquisto.</p>
<p>Per i nostri soci sarà possibile acquistare i prodotti a prezzi agevolati, consegna su Palermo.</p>
<p>Consultate la nostra sezione <a href="http://www.laboratorioantispecista.org/ordini-in-corso/" target="_blank">ORDINI IN CORSO</a> e <a href="http://www.laboratorioantispecista.org/ordini-in-corso/effettua-il-tuo-ordine/" target="_blank">INVIA IL TUO ORDINE </a>dove troverete il listino e il form per inviarcelo.</p>
<p>Gli ordini dovranno pervenire entro giorno 13 novembre 2011.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Una vita in gabbia non è spettacolo. E&#8217; solo sofferenza.</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/11/06/una-vita-in-gabbia-non-e-spettacolo-e-solo-sofferenza/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 21:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA - SLIDESHOW]]></category>
		<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>
		<category><![CDATA[circo possa definirsi ATTENDABILEù]]></category>
		<category><![CDATA[Contro il circo]]></category>
		<category><![CDATA[contro lo sfruttamento animale]]></category>
		<category><![CDATA[piazza giorno 12 novembre]]></category>
		<category><![CDATA[regolamento CITES]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laboratorioantispecista.org/?p=5659</guid>
		<description><![CDATA[Quest'anno, per rendere la protesta contro il circo ancora più completa, abbiamo deciso di portarla anche in città, organizzando dei momenti d'informazione in centro al fine di portare alla luce le violenze e le crudeltà che stanno dietro anche a questa forma di sfruttamento animale ed essere presenti non solo davanti ai tendoni ma anche per le strade.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-5660" title="12 novembre per web" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/12-novembre-per-web-212x300.png" alt="" width="212" height="300" />Ogni anno, con l&#8217;arrivo del circo in città, siamo sempre stati presenti con proteste davanti ai tendoni organizzate al fine di informare il pubblico e di disturbare l&#8217;andamento di quello che non riteniamo uno spettacolo ma una vera e propria forma di sfruttamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quest&#8217;anno, per rendere la protesta ancora più completa, abbiamo deciso di portarla anche in città, organizzando dei momenti d&#8217;informazione in centro</strong> al fine di portare alla luce le violenze e le crudeltà che stanno dietro anche a questa forma di sfruttamento animale ed essere presenti non solo davanti ai tendoni ma anche per le strade.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutti dovranno prendere coscienza di quel che intendiamo quando parliamo di segregazione, sfruttamento, sofferenza, sottomissione e violenza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per questo motivo saremo in piazza giorno 12 novembre</strong> con video, volantini e una mostra fotografica che diano modo a tutti di comprendere cosa si cela dietro a quei tendoni colorati, per creare una consapevolezza e rivolgerci non solo a chi è già davanti al circo pronto ad entrare ma a chi non ha ancora deciso se andare o meno, per dargli modo di capire le ragioni del nostro dissenso e per ribadire il nostro no ad ogni forma di sfruttamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abbiamo deciso di affiancare a questo anche la pressione sul Comune</strong>, ed è per questo che daremo modo di firmare la lettera per la richiesta di applicazione del regolamento Cites ai circhi attendati e per la sollecitazione di una presa di posizione contraria agli attendamenti futuri.</p>
<p style="text-align: justify;">Non perchè riteniamo le istituzioni in genere sensibili alla questione animale o perchè pensiamo che qualsivoglia regolamento possa in qualche modo alleviare una forma di sfruttamento rendendola meno feroce, né con la voglia di affidarci a un provvedimento istituzionale per protestare, ma semplicemente perchè tutti prendano coscienza di un dato di fatto: in città, sebbene ci siano dei regolamenti che dettano regole precise affinchè un <strong>circo possa definirsi ATTENDABILE</strong> e sebbene queste regole siano addirittura sancite da documenti internazionali, il circo continua ad arrivare, a ricevere finanziamenti, a creare in indotto fatto di concessioni e sovvenzioni non rispettando neppure una di queste regole.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; chiaro che, per quanto ci riguarda, se anche queste venissero rispettate in tutto e per tutto non le riterremmo ovviamente “sufficienti” per definire benessere la condizione degli animali sfruttati nei circhi e continueremmo in ogni caso la nostra protesta, ma vogliamo comunque spingere affinchè il Comune dia spiegazioni in merito a questa palese mancata applicazione di tali regole e utilizzare questo strumento, lo dichiariamo apertamente, come spinta perchè venga impedito l&#8217;attendamento del circo in futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa modalità ha già sortito effetti in altre città che, a seguito della pressione dei cittadini e per il fatto che queste regole non sono di fatto mai applicate, hanno visto le amministrazioni comunali impedire effettivamente l&#8217;attendamento dei circhi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo rilanciamo una richiesta precisa: che vengano applicati tutti i punti del <strong>regolamento CITES</strong> ai circhi già attendati e dei quali è già programmato l&#8217;attendamento e che si prenda una posizione di netto rifiuto per l&#8217;attendamento dei circhi in città per le prossime stagioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Frattanto, l&#8217;informazione in merito e le proteste in città e davanti ai tendoni non si fermeranno e invitiamo chiunque sia interessato a partecipare ad ogni singola iniziativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo che quest&#8217;anno e negli anni futuri la pressione contro lo sfruttamento animale si faccia sempre più pressante e cercheremo perciò di dare modo a tutti quanti di prendere parte alle proteste.</p>
<p style="text-align: justify;">Che sia stando davanti al tendone all&#8217;ingresso e all&#8217;uscita dagli spettacoli, che sia in piazza o che sia con una raffica di mail al Comune, chiunque deve poter dire il suo no al circo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Contro il circo, contro lo sfruttamento animale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per info sull’iniziativa:</p>
<p style="text-align: justify;">Lab Antispecista Palermo su Facebook con il relativo <a href="https://www.facebook.com/event.php?eid=182192101867143" target="_blank">evento</a></p>
<p style="text-align: justify;">www.laboratorioantispecista.org</p>
<p style="text-align: justify;">laboratorioantispecistapa@hotmail.it</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">- Eventuali modifiche relative allo svolgimento dell’iniziativa saranno comunicate qui sull’evento.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">- Ricordiamo che realtà razziste, sessiste, xenofobe e fasciste non sono gradite. Antispecismo è antifascismo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">- Ringraziamo per l&#8217;adesione e la partecipazione Lida Palermo.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>OGM: Patatine fritte biotech? No da 3 italiani su 4</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/11/01/ogm-patatine-fritte-biotech-no-da-3-italiani-su-4/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 10:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BIOTECH/OGM]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti ogm]]></category>
		<category><![CDATA[Basf]]></category>
		<category><![CDATA[biotecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[indagine su ogm]]></category>
		<category><![CDATA[Monsanto]]></category>
		<category><![CDATA[OGM]]></category>
		<category><![CDATA[ogm in italia]]></category>
		<category><![CDATA[organismi geneticamente modificati]]></category>
		<category><![CDATA[patata "fortuna"]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora notizie sulla sfiducia degli italiani sugli OGM rilevata dall'ennesima indagine.
Non c'è da stupirsi visto che fonti accreditate e sempre più studi e ricerche sostengono non solo l'inutilità delle modificazioni genetiche degli alimenti a livello di miglioramento delle loro caratteristiche ma anche il fatto che possano essere dannosi per la salute e per l'ambiente.
Si diffonde poi sempre di più la convinzione che gli unici a trarne vantaggio siano i grandi colossi del biotech.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ancora notizie sulla sfiducia degli italiani sugli OGM rilevata dall&#8217;ennesima indagine. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Non c&#8217;è da stupirsi visto che fonti accreditate e sempre più studi e ricerche sostengono non solo l&#8217;inutilità delle modificazioni genetiche degli alimenti a livello di miglioramento delle loro caratteristiche ma anche il fatto che possano essere dannosi per la salute e per l&#8217;ambiente. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Si diffonde poi sempre di più la convinzione che gli unici a trarne vantaggio siano i grandi colossi del biotech.</strong><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: AGI News &#8211; 31 ottobre 2011</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/biotechnology2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5655" title="biotechnology2" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/biotechnology2.jpg" alt="" width="250" height="251" /></a>Quasi 3 italiani su 4 non vogliono le patatine Ogm nel piatto: e&#8217; quanto rileva un&#8217;indagine Coldiretti/Swg dalla quale emerge che <strong>il 71 per cento dei cittadini italiani che esprimono una opinione ritiene che i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati (Ogm) siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; quanto afferma la Coldiretti in riferimento all&#8217;annuncio che la multinazionale tedesca della chimica <strong>Basf</strong> ha presentato richiesta all&#8217;Unione europea per la coltivazione e la commercializzazione di una patata denominata &#8220;<em><strong>Fortuna</strong></em>&#8221; geneticamente modificata destinata all&#8217;alimentazione umana, dopo l&#8217;ok gia&#8217; ottenuto per la licenza della patata Ogm, <strong>&#8220;<em>Amflora</em></strong>&#8221; coltivata pero&#8217; a scopo non alimentare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo tubero sarebbe geneticamente protetto dalla peronospora della patata una malattia che colpisce la pianta e che e&#8217; stata causa principale della grande carestia che ha colpito l&#8217;Irlanda a meta&#8217; dell&#8217;Ottocento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nonostante il rincorrersi di notizie miracolistiche sugli effetti benefici delle nuove modificazioni genetiche effettuate su animali e vegetali in laboratorio</strong> (dal supersalmone ad accrescimento rapido al riso ipervitaminico fino al latte materno da mucche transgeniche) <strong>rimane elevato</strong> &#8211; sostiene la Coldiretti -<strong> il livello di scetticismo dei cittadini. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La realta&#8217; &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; e&#8217; infatti che gli Ogm attualmente in commercio riguardano pochissimi prodotti (mais, soia e cotone) e sono diffusi nell&#8217;interesse di poche multinazionali senza benefici riscontrabili dai cittadini.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Attivisti finlandesi a processo. Mostrare la verità è considerato un crimine</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/10/26/attivisti-finlandesi-a-processo/</link>
		<comments>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/10/26/attivisti-finlandesi-a-processo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 10:52:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[REPRESSIONE]]></category>
		<category><![CDATA[VIDEO]]></category>
		<category><![CDATA[diffamazione aggravata]]></category>
		<category><![CDATA[due anni dopo]]></category>
		<category><![CDATA[indagine sulle settore suinicolo]]></category>
		<category><![CDATA[Karry Hedberg e Saila Kivelä]]></category>
		<category><![CDATA[Oikeutta Eläimille]]></category>
		<category><![CDATA[Ora]]></category>
		<category><![CDATA[si apre il caso giudiziario]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2009 una organizzazione finlandese per i diritti degli animali, Oikeutta Eläimille (Giustizia per gli animali) ha pubblicato un'indagine sulle settore suinicolo.
30 allevamenti di suini sono stati filmati e i video e le immagini sono stati mostrati sui media nazionali.
Ora, due anni dopo, si apre il caso giudiziario. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>E&#8217; ormai chiaro che la diffusione di immagini e video che svelino la verità sulla sofferenza degli animali sia considerato pericoloso. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questo perchè ogni investigazione permette all&#8217;opinione pubblica di vedere ciò che secondo gli allevatori non andrebbe mai visto: <strong>la sofferenza animale</strong>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per questo motivo diffondere le investigazioni e sostenere gli attivisti colpiti dalla repressione è importante, perchè non venga mai impedito di vedere e conoscere quello che chi lucra sulla sofferenza degli animali cerca di nascondere. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Raccogliamo l&#8217;appello di </em><strong>Oikeutta Eläimille che chiede di diffondere il video il più possibile.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: http://sikatehtaat.fi </em></p>
<p style="text-align: center;"><object width="500" height="300"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fxItilxZfIU&amp;rel=0"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/fxItilxZfIU&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="500" height="300"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2009 una organizzazione finlandese per i diritti degli animali, <strong>Oikeutta Eläimille</strong> (Giustizia per gli animali) ha pubblicato un&#8217;<strong>indagine sulle settore suinicolo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">30 allevamenti di suini sono stati filmati e i video e le immagini sono stati mostrati sui media nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;indagine ha innescato un grande dibattito su come i suini sono tenuti negli allevamenti intensivi e sulle condizioni degli animali negli allevamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le immagini di morte e la sofferenza degli animali che vivono in spazi angusti e sporchi hanno causato una indignazione pubblica e molti politici e allevatori hanno condannato le immagini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora, due anni dopo, si apre il caso giudiziario</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le autorità non addebiteranno nulla agli allevatori di suini per la crudeltà verso gli animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece gli accusati sono i due attivisti che hanno pubblicamente ammesso di aver girato una parte del materiale. <a href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;prev=_t&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;twu=1&amp;u=http://www.sikatehtaat.fi/sikatehtaiden-kuvaajat&amp;usg=ALkJrhjCaUAqRnv8Ylcd8SKilT3OY1szYQ">Karry Hedberg</a> e <a href="http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;prev=_t&amp;rurl=translate.google.it&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;twu=1&amp;u=http://www.sikatehtaat.fi/sikatehtaiden-kuvaajat&amp;usg=ALkJrhjCaUAqRnv8Ylcd8SKilT3OY1szYQ">Saila Kivelä</a> hanno spiegato nel 2009 perché hanno ritenuto necessario ottenere riprese degli allevamenti di maiali finlandesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nulla è stato danneggiato durante le visite, tutte le porte erano aperte e  i contadini non avevano nemmeno notato la visita fino a quando l&#8217;inchiesta è stata pubblicata.</p>
<p style="text-align: justify;">Karry e Saila sono accusati di &#8220;<em>diffamazione aggravata</em>&#8221; della allevatori di suini e &#8220;disturbo della quiete pubblica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il procuratore chiede una condanna effettiva di carcere per Karry e una pena detentiva sospesa per Saila.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, vogliono che gli attivisti paghino 180 000 euro di risarcimento agli  allevatori di suini.</p>
<p style="text-align: justify;">Come se non bastasse, a carico degli attivisti di Oikeutta Eläimille, anche l&#8217;accusa di diffamazione aggravata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il motivo? C&#8217;era un link alla pagina web sikatehtaat.fi sulla home page di oikeuttaelaimille.net. Oikeutta Eläimille avendo condiviso un link ad una pagina che conteneva materiale video ottenuto illegalmente si macchia di diffamazione aggravata nei confronti degli allevatori di suini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo non ricordando che tutti i giornali nazionali e i canali tv nazionali avevano condiviso il link.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Può essere considerato criminale dimostrare la verità e la realtà di allevamenti intensivi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E se sì, in che modo le persone potranno mai scoprire come vengono trattati gli animali  e fare scelte di conseguenza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Resta da vedere se il sistema di giustizia finlandese pensa filmare allevamenti intensivi, è un crimine più grande di aver abusato degli animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Seguiremo i nuovi sviluppi del procedimento penale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://sikatehtaat.fi/media" target="_blank">QUI</a> la GALLERIA FOTOGRAFICA</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Non vogliamo gabbie più grandi ma solo gabbie vuote</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/10/24/non-vogliamo-gabbie-piu-grandi-ma-solo-gabbie-vuote/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 15:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[INIZIATIVE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laboratorioantispecista.org/?p=5632</guid>
		<description><![CDATA[Presidio informativo sulla vivisezione. Sabato 29 settembre 2011 - P.zza Verdi - Palermo. A partire dalle 17.00]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/10/29.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-5634" title="29" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/10/29-286x300.png" alt="" width="286" height="300" /></a>La presentazione del nuovo emendamento Brambilla ha fatto si che molte persone esultassero difronte alle proposte in esso contenute.</p>
<p>Dal nostro punto di vista questo emendamento, se anche fosse approvato, non costituirebbe in nessun modo alcun miglioramento delle condizioni degli animali all&#8217;interno dei laboratori di vivisezione.</p>
<p>Già il solo termine &#8220;miglioramento&#8221; associato alle condizioni di animali privati della loro libertà, torturati e uccisi in nome di una scienza posta al servizio dell&#8217;uomo ci fa accapponare la pelle.</p>
<p>Finchè anche un solo animale sarà rinchiuso in uno stabulario, nessun provvedimento ci farà esultare.</p>
<p>Nessuna limatura è possibile quando si parla di torture come la sperimentazione animale.</p>
<p><strong>Nessuna legge potrà mai soddisfarci. </strong></p>
<p>E&#8217; il momento di rilanciare la lotta contro la vivisezione e lo sfruttamento animale in genere, non di interrompere le proteste.</p>
<p>Partecipate numerosi al nostro presidio informativo!</p>
<p>Diamo un segno forte della nostra presenza costante, informiamo quanta più gente possibile sulla sperimentazione animale!</p>
<p><strong>Per la liberazione animale.<br />
Finchè ogni gabbia sarà vuota.<br />
</strong><br />
Per info sull&#8217;iniziativa:<br />
Lab Antispecista Palermo su Facebook<br />
<a rel="nofollow nofollow" href="http://www.laboratorioantispecista.org/" target="_blank">www.laboratorioantispecista.org</a><br />
laboratorioantispecistapa@hotmail.it</p>
<p>- Eventuali modifiche relative allo svolgimento dell&#8217;iniziativa saranno comunicate qui sull&#8217;evento.</p>
<p>- Avremmo piacere che aderissero all&#8217;iniziativa anche altre realtà cittadine interessate per dare un segno forte contro la vivisezione e lo sfruttamento animale</p>
<p>- Ricordiamo che realtà razziste, sessiste, xenofobe e fasciste non sono gradite. Antispecismo è antifascismo.</p>
]]></content:encoded>
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