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Compri carne organica? Di certo non protegge gli animali

25 gennaio 2010 News, Scelta Vegan Nessun commento

E’ abitudine di molti consumatori che si professano attenti al benessere degli animali e dell’ambiente, scegliere di consumare carne cosiddetta organica o, più scorrettamente, biologica, e sono molti i negozi che la vendono a caro prezzo dando l’illusione al consumatore che per la sua produzione si seguano dei criteri che non solo siano attenti all’ambiente, ma che comportino minore sofferenza per gli animali abbattuti.

Non solo siamo contrari al criterio di “maggiore” o “minore” sofferenza degli animali a seconda dei metodi di allevamento e uccisione perchè riteniamo che consumare carne sia in ogni caso sfruttamento, ma riteniamo opportuno portare all’attenzione dei nostri lettori un articolo comparso sul blog OneWoman.it che parla di uno degli allevamenti di carne “organica” in cui non venivano neppure seguite le regole che dovrebbero essere applicate in questi casi.

Sono molti i casi simili di cui si è parlato in questi anni.

L’unica scelta  che può davvero essere ritenuta dalla parte degli animali e dell’ambiente, è quella di non consumare carne e derivati.

Da OneWoman.it

Chi sceglie appositamente carne da allevamenti organici non sempre ha la sicurezza che gli animali siano stati trattati secondo gli standard di rispetto e i metodi cruelty-free imposti dalla legge.

Un controllo di routine in quello che avrebbe dovuto essere il “miglior” mattatoio della Gran Bretagna proprio per la sua gestione organica (con tanto di certificazioni) ha invece rivelato una scioccante realtà, fatta di violenza e gravi irregolarità.

Lo stabilimeto che vedete in queste foto si trova nell’entroterra inglese (Valle di Ashburton), con brevetto rilasciato dalla Soil Association (organizzazione che si occupa di certificare gli abattoirs per animali allevati organicamente) e di proprietà di un certo Tom Lang.

In seguito ad un’investigazione, licenza e lavoratori del mattatoio sono stati sospesi lo scorso mese.

La loro “colpa” è aver fornito (inconsapevolmente filmati) inconfutabili prove di quotidiana crudeltà inflitta a maiali e pecore nel processo di macellazione, che infrange le regole del 1995 stilate dal The Welfare of Animals (Slaughter and Killing).

Il video (40 ore di ripresa in due settimane di lavoro) lascia molto a desiderare sul modo in cui questi animali selezionati vengano allevati e uccisi: stipati, maltrattati e uccisi senza essere stati adeguatamente sedati prima – come la legge ordina. Prendere a calci un animale, spaventarlo o farlo sgombrare con un bastone induce eccessivo stress, che è contro le leggi degli allevatori organici.

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Stephen Wotton, un veteriario di Bristol specializzato nell’assistenza-aminali negli abattoirs, sostiene che tali scene siano totalmente inaccettabili dicendo:

“Bisogna intervenire su un animale allevato organicamente entro 15 secondi dopo la sedazione (e non dopo 50, come mostra il video), altrimenti c’è un alto rischio che questo riacquisti consocenza. In tal caso, occorre praticare subito una seconda sedazione. L’attenzione per questa procedura dev’essere uno standard, e non una variabile.”

E se il consumatore paga di più per far godere agli animali un livello di vita ai più alti standard, l’indifferenza, la sporcizia e la violenza rilevate in tale abattoir non dovrebbero esistere.

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