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	<title>LaboratorioAntispecista &#187; SCELTA VEGAN</title>
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		<title>Veganismo e non violenza</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 18:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiuRo</dc:creator>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA - SLIDESHOW]]></category>
		<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[il cristianesimo è una religione della non violenza?]]></category>
		<category><![CDATA[non violenza]]></category>
		<category><![CDATA[veganismo e non violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[La non violenza non è altro che una violenza del sistema, un tratto educativo che ci viene inculcato per renderci ingranaggi del sistema, fantasmi, ossessi incapaci di vedere quanta violenza ci sia riversata addosso e quanta noi stessi ne riversiamo addosso a chi non può difendersi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/animale-uomo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5846" title="animale-uomo" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/animale-uomo.jpg" alt="" width="321" height="215" /></a>Spesso si giunge ad adottare uno stile di vita vegan partendo da un punto di vista apparentemente apolitico che ha le sue radici nella così detta non violenza: un amore universale per la vita non può prescindere dalla cura e dal rispetto degli animali appartenenti ad altre specie e, addirittura, alle piante.<br />
È, in fondo, un atteggiamento panteistico, che ha come naturale approdo, il fruttarianismo, che fa della vita il bene supremo e del suo rispetto un valore imprescindibile. La religione tradizionale dell&#8217;Occidente, ridotta all&#8217;osso, e le religioni orientali più conosciute (buddhismo,taoismo, induismo) forniscono la veste più consona a questo sentire e tutti coloro che abbracciano questa ideologia sono prontissimi a giurare sul fondamento comune delle grandi religioni, sul loro comune accento portato sulla <strong>non violenza</strong>, sul messaggio di amore cosmico.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi scrive non è un docente di storia delle religioni, eppure ha certamente le competenze per smontare questo ferreo credo.</p>
<p style="text-align: justify;">Cominciamo da ciò che ci è più vicino:<strong> il cristianesimo è una religione della non violenza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una rapida e anche disattenta lettura del vangelo ci dice che non è affatto così :</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Matteo 10:34 <strong>Non pensate ch&#8217;io sia venuto a metter pace sulla terra</strong>; non son venuto a metter pace, ma spada.</p>
<p>Luca 12:49<strong> Io son venuto a gettare un fuoco sulla terra</strong>; e che mi resta a desiderare, se già è acceso?</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">E questo solo per citare le stesse parole di colui che si vorrebbe fondatore del Cristianesimo; anche gli atti però confermano le parole: cosa fece Gesù nel tempio ai cambia valute? Con quanta veemenza?<br />
Cercò forse il dialogo come pure avrebbe potuto? E perché non lo fece?<br />
Forse perché era lui ad avere una posizione eccentrica ed erano invece i cambiavalute ad essere tutelati dai gestori dell&#8217;ordine costituito, dalle legge?</p>
<p style="text-align: justify;">Il buddhismo poi non può essere ridotto ai termini dualistici pace/guerra visto che il dualismo della mente umana e la sclerotizzazione del pensiero e su pensare sono proprio i fattori che quella dottrina si ripropone di oltrepassa; si ricorderà qui che lo zen, una forma particolarmente raffinata di buddhismo, nella sua versione Rinzai, era la filosofia di vita dei samurai, gente non conosciuta per il suo pacifismo; l&#8217;unico buddhista che si faccia un dovere di ribadire il pacifismo di fondo del buddhismo è il Dalai Lama che, non sarà un caso, è un monarca spodestato dall&#8217;imperialismo cinese.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di gridare all&#8217;incoerenza e di trincerarci dietro le nostre certezze reputando quei comportamenti, in contraddizione con le dottrine originarie, divagazioni di seguaci infedeli, fermiamoci e torniamo a guardare le parole e a dar loro il significato originario. Cosa è la violenza?</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa s&#8217;intende con questo termine.<br />
Nell&#8217;accezione moderna, quella di tutti i giorni, si intende ormai colluttazione, scontro fisico e quasi null&#8217;altro: la parola, alterata, ha perso parte del suo bagaglio lasciando buona parte di quella cosa che un tempo era detta violenza priva di un nome, se non addirittura dotata di un nome carino che ne sminuisca la portata oppressiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Torniamo però al significato etimologico della nostra parola:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/violento.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-5845" title="violento" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/violento-1024x417.png" alt="" width="819" height="334" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Come si vede immediatamente non c&#8217;è nulla che faccia riferimento a un prevalere dell&#8217;elemento fisico su altri e in verità è esperienza di tutti che non esista solo la violenza fisica; forse peggiore è la violenza psicologica.</p>
<p style="text-align: justify;">La donna, per esempio, è tradizionalmente addestrata a ritenersi inferiore all&#8217;uomo non solo con percosse che spessissimo non le sono inflitte ma con tutto un armamentario di rimproveri, di occhiatacce, di considerazioni quasi casuali che le introducono in testa un poliziotto mentale assai più efficace di qualunque piedipiatti fisico; contravvenire ai suoi ordini è assai più difficile che evitare le botte del più irruente dei padri.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>“Da che parte si potrebbe mai volgere lo sguardo senza incontrare vittime di questo sacrificio che consiste nel rinnegare se stessi? Qui di fronte a me siede una giovane donna che offre forse già dieci anni sacrifici cruenti alla sua anima. La sua figura è rigogliosa, ma il capo è piegato da una stanchezza mortale e le guance pallide tradiscono il lento dissanguarsi della sua giovinezza. Povera creatura, quante volte le passioni avranno fatto palpitare il tuo cuore e la gioventù, con la sua gagliarda energia, avrà reclamato il suo diritto! Quando il tuo capo si agitava fra i morbidi guanciali, la natura, risvegliandosi, spasimava nelle tue membra, il sangue gonfiava le tue vene e fantasie fiammeggianti riversavano nei tuoi occhi lo splendore della voluttà. Ma ecco apparire il fantasma della tua anima e della sua beatitudine eterna. Inorridivi, le tue mani si congiungevano, i tuoi occhi pieni di angoscia sollevavano lo sguardo verso l&#8217;alto, e tu -pregavi. Le tempeste della natura si calmavano, la superficie delle acque tornava tranquilla nell&#8217;oceano dei tuoi desideri. Lentamente le palpebre esauste si abbassavano su quella vita ormai spenta, la tensione dileguava lentamente dalle turgide membra, nel cuore si placavano le onde tumultuose, le mani congiunte gravavano sul seno ormai inerte, ancora un ultimo, lieve gemito, e-l&#8217;anima era tranquilla. Ti addoloravi, per ridestarti al mattino a nuove lotte, e nuove-preghiere. Ormai l&#8217;abitudine alla rinuncia raffredda l&#8217;ardore del tuo desiderio e le rose della tua gioventù impallidiscono nella tua anemica beatitudine. L&#8217;anima è salva, che importa se il corpo perisce? O taide, o Ninnon, come avete fatto bene a disprezzare questa smunta virtù!Meglio una ragazza di liberi costumi che mille zitelle incanutite nella virtù!”</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>(Stirner, L&#8217;unico e la sua proprietà, ed. Anarchismo, pagg 51-52</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">Il contenuto del passo può sembrare superato in un tempo in cui la morale sessuale sembra aver subite mutazioni permanenti; eppure, il passo stirneriano e quelle considerazioni possono essere estese senza fatica a molte altri aspetti del nostro sistema educativo.</p>
<p style="text-align: justify;">In “<strong><em>Sorvegliare e Punire</em></strong>” Foucault ci fa abbondantemente edotti sulla violenza quotidiana a cui tutti noi siamo costantemente sottoposti dallo sbirro che si annida nelle nostre teste e da quello che è nelle teste del nostro vicino, dei nostri amici, dei nostri genitori&#8230;<strong> la nostra è una società del controllo totale a cui non si arriva con tecniche vessatorie degne della Germania hitleriana ma con piccole e amorevoli correzioni che ci piovono addosso a volte anche col sorriso sulle labbra e che pure ci costringono ad assumere quel dato comportamento per tema di rimanere isolati, essere sgraditi a chi ci corregge: il ricatto della solitudine, per l&#8217;animale sociale che è l&#8217;uomo , risulta sempre la peggiore pena. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong>Ora, risulta ovvio da quanto detto che questa poderosa tecnica coercitiva che uccide l&#8217;individuo spingendolo sempre ad assumere un comportamento che gli riesce vantaggioso solo perché lo rende gradito al suo contesto sociale ma che lo rende un impacciato attore, una macchietta, un uomo che non ha mai vissuto, sia la peggiore e più grave violenza che possa essere fatta all&#8217;individuo umano e non; nessuno però condanna davvero questa forma di violenza e anzi, la nostra stessa società che ama la non violenza, assai spesso adora atti oltremodo violenti messi in atto da individui che pure si proclamano non violenti. Il processo mediatico, la carcerazione e financo rappresentazioni televisive date ogni sera su reti pubbliche e private in cui il buon poliziotto stermina il disgraziato di turno sono l&#8217;esempio più appariscente; altri, più sofisticati sono pure evidenti. L&#8217;esempio più evidente di questa mistificazione della violenza è proprio la bandiera della non violenza: <strong>Mohandas Gandhi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La venerazione collettiva che circonda quest&#8217;uomo è tale che sembra impossibile dire qualcosa di negativo al suo riguardo, e la stessa ammirazione rende gli ammiratori dell&#8217;eroe della patria indiana incapaci di vedere quanto quest&#8217;uomo fosse violento. La sua strategia era tutto un insieme di ricatti (il lasciarsi morire di fame qualora non si fosse fatto quello che diceva lui non può avere altro nome) e di dimostrazioni di forza fattiva (migliaia di individui circondavano poche decine di militari); le sue parole e tutte le sue azioni, nate dal desiderio che l&#8217;India (un&#8217;invenzione inglese; prima esistevano soltanto sovrani locali, come e più che nella penisola italiana) fosse indipendente, e cioè uno Stato sovrano indipendente ha tali e tante implicazioni di violenza e sopruso che sarebbe lungo prenderli tutti in esame (apparirà però evidente a chiunque almeno che uno Stato non può esistere senza divisioni interne, stratificazione in classi, organi deputati a monopolizzare la violenza etc); eppure Gandhi viene considerato il paladino della non violenza. Se per violenza dobbiamo intendere quello che la parola indica davvero, nel caso gandhiano possiamo al massimo parlare di non belligeranza, non di non violenza, e le sue gote emaciate in ogni foto sono il segno più evidente di quanto il suddito dell&#8217;imperatrice Vittoria utilizzasse la violenza contro se stesso in modi a volte davvero irrazionali (anche il problema animale nella mente di Gandhi si configurava come fatto prettamente violento. Egli riteneva l&#8217;uomo dovesse essere vegetariano per dimostrare la propria superiorità sugli altri animali, giacché il mangiare carne era cosa da besti feroci e la continenza-e cioè l&#8217;autorepressione, l&#8217;autoviolenza- sarebbero degni di esseri superiori; si mutino un po&#8217; le parole e la frase potrebbe benissimo essere attribuita a un nazista che parli di accoppiamento interraziale&#8230;).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma da dove nasce allora tutta questa venerazione per la non violenza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong> Gandhi stesso parla di <strong>Tolstoj </strong>e di <strong>Thoreau</strong> come suoi precursori e se chi scrive non ha una conoscenza tale dell&#8217;opera di Tolstoj da consentirgli di approfondire questa parte del problema, lo stesso ha abbondantemente letto Thoreau e può senza tema di smentita asserire che in queste parole c&#8217;è quanto meno una forzatura.<br />
È vero che l&#8217;autore americano parla di disobbedienza civile, di necessità di non pagare le tasse a uno stato schiavista; è però assolutamente vero che lo stesso autore, nello stesso “<em><strong>Disobbedienza civile” </strong></em>dice apertamente che impugnare le armi per combattere lo schiavismo non è affatto errato, anzi, è un dovere.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque non abbiamo trovata ancora l&#8217;origine della nostra venerazione per la non violenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Giunge in nostro soccorso, in tal proposito, un&#8217;acuta analisi di <strong>Ted Kaczynski</strong> contenuta nel suo saggio “<strong><em>Moralità e Rivoluzione</em></strong>”</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>“Particolarmente istruttiva ed indicativa è la proibizione morale della violenza nella nostra società. (Col termine “violenza definisco gli attacchi fisici sugli esseri umani o l&#8217;applicazione della forza fisica agli e da parte degli esseri umani). Diverse centinaia di anni fa, la violenza in sé non era considerata immorale, era ammirata. La classe sociale più prestigiosa era la nobiltà, che a quei tempi era una casta guerriera. Anche alla vigilia della Rivoluzione Industriale la violenza non veniva considerata come il più grande dei mali, e certi altri valori – come, per esempio, la libertà personale – erano ritenuti essere più importanti rispetto l&#8217;eliminazione della violenza. In America, persino durante il XIX secolo, l&#8217;atteggiamento pubblico nei confronti della polizia era negativo, e le forze di polizia venivano mantenute deboli ed inefficienti perché il sentimento generale le riteneva una minaccia alla libertà. La gente preferiva difendersi da sé ed accettava un livello di violenza nella società tollerabilmente alto invece che rischiare di perdere parte della propria libertà personale. Da allora, gli atteggiamenti verso la violenza sono cambiati drammaticamente. Oggi, i media, le scuole e chiunque sia compromesso col sistema, ci fanno il lavaggio del cervello inducendoci a credere che la violenza sia una cosa che, rispetto a tutte le altre, non bisogna assolutamente commettere. (Naturalmente, quando il sistema trova conveniente usare la violenza – per mezzo della polizia o dell&#8217;esercito – per i propri propositi, può sempre escogitare una scusa per impiegarla). Talvolta si sostiene che il moderno atteggiamento nei riguardi della violenza sia il risultato della sensibile influenza del cristianesimo, ma tale asserzione è assurda. Il periodo durante il quale il cristianesimo fu più forte in Europa, il Medioevo, fu un&#8217;epoca particolarmente violenta. É stato durante la Rivoluzione Industriale e nel corso dei conseguenti cambiamenti tecnologici che gli atteggiamenti verso la violenza si sono modificati ed alterati, mentre nello stesso arco di tempo l&#8217;influenza del cristianesimo si è marcatamente indebolita.</p></blockquote>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Chiaramente, non è stato il cristianesimo che ha cambiato gli atteggiamenti nei confronti della violenza. È necessario per il funzionamento della moderna società industriale che la gente operi ed agisca in modo rigido e meccanico, obbedendo alle regole, seguendo gli ordini e gli schemi, eseguendo le procedure prescritte. Di conseguenza il sistema richiede, soprattutto, docilità umana e ordine sociale. Di tutti i comportamenti umani, la violenza è uno dei più distruttivi per l&#8217;ordine sociale, quindi il più pericoloso per il sistema. Dal momento in cui la Rivoluzione Industriale ha iniziato a progredire, le classi dominanti, percependo che la violenza era sempre più avversa e sfavorevole ai loro interessi, modificarono il loro atteggiamento nei suoi confronti. Dato che la loro influenza era predominante nel determinare che cosa si doveva pubblicare sulla stampa ed insegnare nelle scuole, gradualmente trasformarono l&#8217;atteggiamento dell&#8217;intera società, sicché oggi la maggior parte delle persone della classe media, ed anche la maggioranza di coloro che pensano dei ribelli contrari al sistema, credono che la violenza sia il peccato fondamentale. Essi immaginano che la loro opposizione alla violenza sia l&#8217;espressione di una loro decisione morale, e in un certo senso lo è, ma in realtà si basa su una moralità che è designata  servire gli interessi del sistema ed è instillata attraverso la propaganda. Infatti, tali persone hanno semplicemente subito un lavaggio del cervello.”</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dunque, riprendendo il discorso fatto in precedenza ispirandoci a Foucault, <strong>la non violenza non è altro che una violenza del sistema</strong>, un tratto educativo che ci viene inculcato per renderci ingranaggi del sistema, fantasmi, ossessi incapaci di vedere quanta violenza ci sia riversata addosso e quanta noi stessi ne riversiamo addosso a chi non può difendersi. E, visto in questa luce, l&#8217;aderenza al veganismo pacifista non è che un abbracciare i valori del sistema, un farsi piccolo perché il Leviatano sia grande, un rifiutare sé per glorificare il nostro Signore che è l&#8217;esistente; fatta in questa chiave, la scelta vegan non è che un pilastro in più che tenga in piedi la Megamacchiana; è la più fine delle educazioni al sistema, la più spinta forma di chinare il capo davanti alle inaudite violenze messe in atto dal Dominio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I vegani non possono far propri i valori del sistema, non possono aderire, anche solo in parte, alle menzogne che rendono possibile l&#8217;uccisione di milioni di individui innocenti per il solo godimento di pochi privilegiati; un vegano deve avere dei valori altri, e questi valori cominciano dalla consapevolezza di chi è, del suo ruolo eversivo, del suo smascherare le menzogne che il sistema ci inculca per perpetuare se stesso; o è questo un vegano, o non è nulla.</strong></p>
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		<title>Il miele e gli altri prodotti dello sfruttamento delle api</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 14:08:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
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		<category><![CDATA[miele]]></category>
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		<category><![CDATA[sfruttamento api]]></category>
		<category><![CDATA[sperimentazione api]]></category>
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		<category><![CDATA[vivisezione api]]></category>

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		<description><![CDATA[Capita spesso, a noi vegani, di essere interrogati sul perché non mangiamo il miele poiché, inspiegabilmente, questa nostra scelta viene interpretata come un'esagerazione molto più di altre. Riteniamo questo articolo un buon inizio per chiunque voglia iniziare ad approfondire la "questione api" o la "questione miele" sia legata al veganismo che in generale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/250px-Apis_mellifera_bi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5834" title="250px-Apis_mellifera_bi" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/250px-Apis_mellifera_bi.jpg" alt="" width="250" height="197" /></a>L<strong>&#8216;Apis mellifera</strong> possiede un sistema nervoso sviluppato, la capacità di provare dolore e un&#8217;intelligenza che le permette, ad esempio, di costruire celle basandosi sulla percezione dei campi gravitazionale e magnetico terrestri.  Comunica mediante i suoni prodotti dalle vibrazioni delle ali, l&#8217;emissione di feromoni e un complesso linguaggio basato su danze, tramite il quale è in grado, fra le tante cose, di dirigere l&#8217;intera colonia verso il cibo specificandone qualità, distanza ed esatta locazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Capita spesso, a noi vegani, di essere interrogati sul perché non mangiamo il miele poiché, inspiegabilmente, questa nostra scelta viene interpretata come un&#8217;esagerazione molto più di altre.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono ovviamente svariate ragioni per cui un vegano non consuma miele, chiaramente perché la sua produzione implica sfruttamento e sofferenza delle api.</p>
<p style="text-align: justify;">Proveremo a tracciare un elenco delle motivazioni, essendo il più sintetici e precisi allo stesso tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di uccidere questi animali, l&#8217;industria li sottopone a manipolazioni continue, regimi alimentari forzati e innaturali, inseminazione artificiale, trasporti spossanti e vivisezione.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli apicoltori non si limitano, come invece molti credono, a sottrarre alle api il miele prodotto in eccesso; al contrario, spesso si estrae tutto quello immagazzinato nel periodo estivo e si nutrono le colonie con sciroppo di zucchero per tutto l&#8217;inverno.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo non è un equivalente adeguato alla dieta naturale delle api, delle quali infatti abbassa la durata della vita esponendole a diverse malattie.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo, allo zucchero vengono spesso aggiunti antibiotici che espongono le colonie selvatiche ad un maggior rischio di contrarre le malattie stesse. In presenza di contagi per i quali non si conoscano trattamenti efficaci, gli apicoltori non esitano ad incendiare gli alveari.</p>
<p style="text-align: justify;">Le pratiche di fumigazione eliminano la perdita dell&#8217;alveare: permettono, infatti, di avvelenare le api con il cianuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri apicoltori distruggono gli alveari prima che sopraggiunga l&#8217;inverno.</p>
<p style="text-align: justify;">Per far abbandonare l&#8217;alveare, lo si può anche scuotere con forza o irrorarlo con potenti getti d&#8217;aria.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante queste operazioni è facile che le ali e le zampe delle api vengano irrimediabilmente danneggiate.</p>
<p style="text-align: justify;">Per impedire alle regine di sciamare, vengono loro bloccate le ali.</p>
<p style="text-align: justify;">Per estrarne più facilmente il miele, spesso si riscalda l&#8217;alveare. Le api, spinte dal calore, volano verso l&#8217;uscita dove vengono catturate in un cono metallico o in un bee escape. In mancanza di uscite, per eliminare le api fuggitive, si usa una griglia elettrica.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando due colone vengono mischiate la regina di quella più debole viene uccisa.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei più evidenti segnali della sofferenza implicita nell&#8217;allevamento delle api è la difesa dell&#8217;alveare che mettono in atto pungendo gli apicoltori. Questo avviene nonostante essi usino il fumo per farle calmare (previene agitazioni della colonia mascherando il feromone che le api rilasciano per dare l&#8217;allarme in situazioni di pericolo).</p>
<p style="text-align: justify;">Per confinare le api lontano dall&#8217;area nella quale hanno raccolto il miele, si usano apposite trappole.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel processo di verifica delle condizioni dell&#8217;alveare e di estrazione del miele, anche il più attendo degli apicoltori non potrà fare a meno di calpestare e uccidere incidentalmente un buon numero di api.</p>
<p style="text-align: justify;">Le regine vengono soppresse ogni due anni (in natura vivono fino a cinque), quando la loro capacità di deporre uova declina rendendone il mantenimento economicamente svantaggioso.</p>
<p style="text-align: justify;">La loro inseminazione artificiale provoca la morte del maschio; il metodo più diffuso per ottenere lo sperma è infatti, consiste nella decapitazione di quest&#8217;ultimo (quando la testa viene staccata, il sistema nervoso centrale riceve un impulso elettrico che provoca eccitazione sessuale).</p>
<p style="text-align: justify;">A volte testa e torace del maschio vengono schiacciati per provocare la fuoriuscita dell&#8217;endofallo. Lo sperma di diversi esemplari viene raccolto e l&#8217;inseminazione della regina, anestetizzata con ossido di carbonio, avviene all&#8217;interno di un apposito contenitore tubolare.  Per aprire la vagina ed iniettarvi il seme, vengono utilizzati microscopici uncini.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>I PRODOTTI DERIVANTI DALLO SFRUTTAMENTO DELLE API</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I benefici dei prodotti derivanti dalle api non ne giustifica per noi lo sfruttamento: questi prodotti, infatti, sono tutti sostituibili con sostanze di origine non animale e dalla comprovata validità: sciroppo di riso, malto d&#8217;orzo, malto di sorgo, succhi concentrati di frutta, zucchero di canna non raffinato, zucchero di barbabietola, succo d&#8217;acero, sciroppo d&#8217;acero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/miele01_d0.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5835" title="miele01_d0" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/miele01_d0-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>MIELE:</strong> il miele è il vomito dell&#8217;ape. Una volta ingoiato il nettare, essa lo rigetta e vi aggiunge enzimi mescolandolo con le proprie secrezioni digestive. La mistura viene poi rigurgitata per essere ulteriormente digerita da altre api. Non contiene sostanze nutritive rilevanti per l&#8217;alimentazione umana, di certo non contiene sostanze insostituibili. Si è provato più volte negli USA a dimostrare le capacità del miele di contrastare le allergie ma esso ha dimostrato un&#8217;efficiacia minima. Anche il tentativo di comprovare le sue presunte capacità terapeutiche è fallito e, al contrario, esistono delle consistenti ragioni per non consumarlo: le modalità dello sfruttamento delle api e i danni che può arrecare alla nostra salute. Il consumo di miele e pappa reale viene infatti sconsigliato a chi soffre d&#8217;asma o di allergie e ai bambini di età inferiore ai 12 mesi il cui sistema digestivo non è in grado di interagire con le spore batteriche potenzialmente presenti in esso o peggio, con la probabile contaminazione da botulino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CERA</strong>: la secrezione con la quale le api costruiscono gli alveari. Viene usata dall&#8217;uomo nella produzione di cosmetici, farmaci, vernici, candele e alcuni tipi di carta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VELENO</strong>: per raccoglierlo si stende una membrana elettrificata davanti all&#8217;alveare. Quando le api la toccano ne ricevono una scossa alla quale reagiscono pungendola e dunque morendo. Il veleno così raccolto viene commercializzato in virtù  di non dimostrate doti curative.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>POLLINE</strong>:  può risultare più nutriente di altri cibi soltanto se ingerito in quantità pari a qualche chilo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PAPPA REALE</strong>: costituisce la sola fonte di nutrimento dell&#8217;ape regina ed è ciò che le permette di diventare tale. Rispetto a 500 mg di pappa reale, 30 gr. di cornflakes contengono 30 volte più tiamina e riboflavina, 90 volte più niacina e circa 400 volte più acido folico. Non esiste ad oggi seria ricerca medica che abbia confermato  gli effetti terapeutici della pappa reale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PROPOLI</strong>: usato come antisettico e come colla. è una resina che le api raccolgono negli alberi e usano per tappare i buchi negli alveari. Per loro è anche un antibiotico, un antivirale e un funghicida naturale, mentre dagli umani viene usato per curare infezioni gengivali e mal di gola o come integratore alimentare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IMPOLLINAZIONE</strong>: il valore monetario dell&#8217;impollinazione è stimato in Italia attorno ai tremila miliardi di vecchie lire. Permette infatti la fecondazione delle piante entomofile, ovvero la maggior parte di quelle agrarie sia spontanee che coltivate. L&#8217;industria stra cercando di creare api geneticamente modificate  e capaci di impollinare anche quei tipi di piante che, in natura, verrebbero impollinate da api selvatiche o da altri insetti che però stanno adesso scomparendo a causa di inquinamento, pesticidi, allevamenti intensivi e loro emissioni e sviluppo edilizio. Non si creda che l&#8217;impollinazione portata avanti dalle api domestiche possa essere ecologicamente benefica; nelle condizioni  create dall&#8217;uomo risulta essere addirittura dannosa. I programmi governativi, infatti, sono centrati solo sulla protezione delle api bottinatrici di tipo europeo. Sono state eliminate la maggior parte delle api selvatiche il cui numero è precipitato del 50% e negli US non ci sono mai state così poche api. Solo una piccola percentuale dei pesticidi utilizzati in agricoltura, tristemente, centra l&#8217;obiettivo. La maggior parte colpisce specie diverse, api comprese.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LA SPERIMENTAZIONE SULLE API</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le api sono sfruttate anche nell&#8217;ambito della vivisezione e della biotecnologia; la maggior parte degli esperimenti cui vengono sottoposte ha lo scopo di sviluppare alveari in grado di produrre più miele e assicurino maggiori guadagni.  In Giappone vengono irradiate per rendere la loro puntura inoffensiva e per creare una specie priva di pungiglione.</p>
<p style="text-align: justify;">Altre ricerche riguardano: effetti dei fitofarmaci, effetti dei feromoni sul sistema endocrino, regolazione del processo riproduttivo, trattamenti topici con ormone giovanile, restrizioni di movimento della regina, confinamento (per indurre la costruzione di cupolini e celle),  costruzione di celle indotta mediante eccesso di affollamento, test di tossicità acuta e residua degli antiparassitari, effetti di diverse diete, influenza del fotoperiodo e del termoperiodo sui ritmi di volo, produzione di veleni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Governo sudamericano ha finanziato nel 1956 l&#8217;introduzione nel Paese dell&#8217;Apis mellifera scutellata, originaria del Sudafrica, per ottenere un ibrido che assommasse le qualità positive delle due razze. La fuga di 26 sciami di api africane determinò invece la nascita di una popolazione di api selvatiche ibride nelle quali a prevalere sono le caratteristiche negative.</p>
<p style="text-align: justify;">I media le hanno battezzate &#8220;api assassine&#8221; a causa dell&#8217;aggressività verso gli alveari di api europee che riescono facilmente a sopprimere.  Anche animali domestici e uomini hanno pagato a caro prezzo questo fallimento della bioingegneria: in Messico dal 1986 al 1991 sono stati segnalati almeno 1000 attacchi a persone che hanno causato 58 decessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Si stima che attualmente in US queste api abbiano ucciso centinaia fra animali e uomini.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>CONCLUSIONI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo questo articolo un buon inizio per chiunque voglia iniziare ad approfondire la &#8220;questione api&#8221; o la &#8220;questione miele&#8221; sia legata al veganismo che in generale.</p>
<p style="text-align: justify;">Crediamo che possa essere un contributo utile per rispondere alle frequenti domande di chi ha sempre affermato con ingenua buonafede o con aria di sottile sfida che <strong><em>&#8220;In fondo, che facciamo di male? Leviamo loro solo il miele in più!&#8221;</em></strong></p>
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		<title>Veganismo è prendere posizione</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2012/01/07/veganismo-e-prendere-posizione/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 12:08:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiuRo</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>

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		<description><![CDATA[Molte persone affermano che l'uomo abbia incominciato a mangiare animali a causa della glaciazione: mancavano derrate alimentari e dunque, per non morire di fame o di carenze varie, l'uomo prese a mangiare animali. Questa motivazione non regge ad un esame attento. Radici culturali del mangiar carne e scelta vegan consapevole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/vegan-label.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5813" title="vegan-label" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2012/01/vegan-label-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a>Lo scientismo imperante ha portato spesso il dibattito che concerne il veganismo entro percorsi facilmente controllabili e identificabili che quasi coincidono con la lezione di un mediocre nutrizionista; in buona parte il dibattito, infatti, si riduce a domande quali: “<em>E&#8217; possibile essere vegani</em>” e a ricerche sulle motivazioni storiche che avrebbero portato un animale frugivoro come l&#8217;uomo originario all&#8217;assunzione di carni animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste motivazioni, poi, scadono spesso nell&#8217;autentico delirio e si attribuisce ai nostri antenati la medesima conoscenza scientifica che abbiamo noi:<em> “L&#8217;assunzione di carne avvenne per sopperire alla scarsità di apporto proteico dovuto a una dieta a base di vegetali</em>”. È già da dimostrare che una dieta di soli vegetali sia carente in proteine (in realtà è assolutamente bilanciata, per un animale, l&#8217;uomo, che non ha grandi bisogni proteici ma di carboidrati&#8230;); è risibile che si attribuisca ai nostri antenati consapevolezza del fabbisogno proteico quotidiano.</p>
<p style="text-align: justify;">
Ma questo atteggiamento si spinge al punto da legarsi alla tradizione, dal legare all&#8217;antica sapienza contadina chiaro discernimento su cosa fosse da assumere, cosa associare, come far sì che una dieta fosse bilanciata: ecco allora che si parla di pasta con i fagioli, ceci con pane raffermo&#8230;si tende però a dimenticare che la stessa tradizione include dei veri aborti nutrizionali: il pane con la milza assunto in Sicilia, luogo caldo e che dunque non può neanche accampare la scusa del grasso per proteggersi dal caldo, le stigghiole della stessa regione, fagioli e cotiche del nord sono solo degli esempi su quanto la tradizione se ne infischiasse bellamente dei nostri principi di nutrizionistica. Gente che non aveva messo appunto nessun principio medico legato alla nutrizione non agiva su suggerimento di principi che ancora non esistevano e se la pasta con i fagioli è un piatto fantastico per equilibrio di aminoacidi essenziali è più un caso che un merito della tradizione. Dunque, anche pensare che gente priva di principi di nutrizionistica cercasse degli equivalenti per compensare dei vuoti non ha alcun senso.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure avviene così: molte persone affermano che l&#8217;uomo abbia incominciato a mangiare animali a causa della glaciazione: mancavano derrate alimentari e dunque, per non morire di fame o di carenze varie, l&#8217;uomo prese a mangiare animali.<br />
Sfugge un fatto: se una cosa è pensata come impossibile, allora quella cosa rimarrà impossibile. Dunque, se fino a qualche giorno prima che la terra gelasse, l&#8217;uomo avesse pensato che mangiare carne fosse impossibile, con la glaciazione l&#8217;uomo non avrebbe certo cominciato a mangiarla ma sarebbe morto di fame ( si vedano per esempio i casi di individui che si lasciano morire di fame in seguito a incidenti con molti morti umani pur di non ricorrere al cannibalismo).</p>
<p style="text-align: justify;">Questa motivazione non regge ad un esame attento. È infatti vero che l&#8217;Europa, l&#8217;America e l&#8217;Asia settentrionale e l&#8217;Oceania vissero tempi tanto rigidi che buona parte della vegetazione e delle specie animali si estinsero, ma è indubbio che le zone in cui sorgono le attuali foreste equatoriali (Borneo, Africa centrale, America centro-meridionale) furono toccare solo marginalmente dal fenomeno e la grande varietà di specie animali e vegetali lì ospitate ne sono la testimonianza più evidente.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, se l&#8217;era glaciale avesse costretto il genere umano ad assumere carne, questo sarebbe un uso SOLO Europeo, Nord Americano e Oceanico sconosciuto nelle zone equatoriali: basta la semplice visione di un documentario sull&#8217;Amazzonia per rendersi conto che le cose vanno altrimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è poi l&#8217;evidenza archeologica, la presenza di strumenti per raschiare le ossa assai prima che nascesse l&#8217;uomo moderno (quando la glaciazione non era neppure pensabile) a documentare un&#8217;assunzione di carne da parte dei nostri antenati, in un tempo in cui, in termini nutrizionali, era assolutamente inutile farlo: v&#8217;erano radici, vegetali a foglia, ortaggi a profusione; nulla spingeva dunque a consumare carogne putrescenti (forse un tipo di adattamento ambientale motivato dal successo dei nostri antenati vegetariani, al dilagare dei primi ominidi e alla necessità di evitare uno scontro per le risorse inserendo nuove varietà di “cibo”nella dieta). Non potremo mai sapere perché avvenne quel passaggio, non ci sarà MAI un nostro antenato che possa venire da noi e ci possa spiegare perché mangiò il primo pezzo di un animale; sbilanciarsi sulle spiegazioni è solo un esercizio letterario da cui chi scrive non rifugge: quello però si chiama narrativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo invece fatti storici documentati e concreti: lungo l&#8217;intera storia umana l&#8217;assunzione di carne non fu mai un fatto essenziale dell&#8217;alimentazione umana ma solo marginale ed esclusivo delle classi dominanti; solo il giorno della festa il contadino poteva sentirsi uguale al latifondista assumendo il corpo di un innocente.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendendo spunto dalle riflessioni d<strong>i René Girard</strong> (La violenza e il sacro, 1972) possiamo asserire che in una società gerarchizzata, quale fu quella uscita dalla rivoluzione del neolitico (in questo periodo l&#8217;introduzione di allevamento e agricoltura introdusse una specializzazione e una fissità, addirittura ereditaria, nella ripartizione dei ruoli) la società del dominio nascente era percorsa da fortissime tensioni interne (Gerard direbbe tensione mimetica) che avrebbe potuto portare ad una deflagrazione del meccanismo per l&#8217;esplosione della rabbia e del malcontento: il neo costituto contadino aveva ancora troppo fresca l&#8217;esperienza dei suoi antenati liberi per non vedere come una distorsione la prevaricazione che la neo costituita classe dirigente perpetrava nei suoi confronti. Fu allora che venne introdotto il sacrificio rituale del capro espiatorio e l&#8217;assunzione collettiva della sua carne; da prima si trattò di carne umana; poi di altri animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sacerdote, chi deteneva il potere, ritenne opportuno stornare la forte carica d&#8217;invidia che lo circondava denunciando come colpevole delle sventure degli esclusi un individuo diverso dalla “norma” fissata culturalmente ed ecco che da prima si focalizzò sugli storpi, sui troppo brutti o i troppo belli.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo genere di sacrificio aveva però un difetto esiziale: i congiunti del sacrificato, membri del gruppo, potevano protestare contro l&#8217;evidente arbitrarietà della scelta e scendere in campo per difendere chi era ingiustamente ucciso. A quel punto divenne necessario scegliere la vittima in assoluto più innocente, l&#8217;essere che nessuno avrebbe mai voluto o potuto vendicare: questa vittima era “l&#8217;animale”, cioè tutto il vivente non umano (anche se, paradossalmente, questa ripartizione si stabilì proprio con l&#8217;atto del sacrificio: chi era sacrificabile era animale, l&#8217;animale è il sacrificabile). Dunque, la scelta del capro espiatorio, di colui su cui riversare tutte le tensioni e la violenza che una società ripartita in gerarchie fisse generava, avvenne stabilendo come principio determinante la scelta l&#8217;assoluta impossibilità di difendersi della vittima: nessuno avrebbe mai reclamato per l&#8217;agnello sacrificato, nessuno avrebbe mai alzata una mano per fermare la mano del carnefice. Come è facile vedere, un simile atto ha le sue fondamenta in quanto di più lontano possibile da qualunque principio di solidarietà, giustizia, compassione l&#8217;uomo possa coltivare:<strong> non colpisco il prepotente, colui che con una conoscenza acquisita tenta di soggiogarmi ma colpisco colui che non mi ha fatto nulla e che mai nulla potrà farmi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ora, in una società che andava stratificandosi velocemente, presto il monopolio della violenza divenne patrimonio esclusivo della classe dominante, del sovrano e dei nobili e quindi a loro spettò il compito di fare giustizia per l&#8217;intera collettività; il monopolio del sacrificio divenne dunque loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro paradosso dunque: chi creava per proprio tornaconto il disequilibrio vendicava il sottomesso, colui che decideva di piegare la schiena, uccidendo per suo conto colui che il potere stesso gli diceva causa della sua miseria. Ma chi poteva fare giustizia e usare la violenza per la collettività era ormai distaccato dal restante popolo, arroccato nei suoi privilegi, primo fra tutti quello di macellare un capro espiatorio e consumane le carni. Non è dunque casuale che uomini come Alessandro di Macedonia, i Cesari, abbiano voluto farsi immortalare nell&#8217;atto della caccia: chi era capace di uccidere individui inermi che stavano nel bosco era certo capace di fare lo stesso con gli inermi che stavano entro le mura delle sue città, e ci teneva a farglielo sapere. In più, l&#8217;atto di macellazione dell&#8217;innocente era ritenuto atto supremo di giustizia verso la comunità umana che salutava quell&#8217;atto di violenza con gratitudine e rispetto. Dunque, l&#8217;assunzione di carne è rivendicazione di potenza, manifestazione del proprio potere. Ora, ciò che portava il contadino a bramare la carne, a desiderare di mangiare un tacchino intero, non era la certezza di poter assumere un giusto apporto proteico e di poter, così, aver accesso ad una dieta più bilanciata: il contadino voleva mangiare il tacchino perché voleva essere ricco, perché voleva, come il ricco, poter sfruttare qualcuno che fosse indifeso; perché voleva essere un potente. Questo è il mostruoso meccanismo mimetico messo in atto dalla società gerarchizzata per perpetuarsi ed espandersi: le classi sottomesse non ambiscono alla libertà, a liberarsi dai ceppi imposti da colui che si è autoproclamato superiore ma vuole essere quello stesso potente, partecipare della sua forza, godere almeno di un riflesso della sua prosperità.</p>
<p style="text-align: justify;">La descrizione più efficace fatta della società che così si costituì è certamente la seguente:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Vista in sezione, la struttura sociale del presente dovrebbe configurarsi all’incirca così: su in alto i grandi magnati dei trust dei diversi gruppi di potere capitalistici che però sono in lotta tra loro; sotto di essi i magnati minori, i grandi proprietari terrieri e tutto lo staff dei collaboratori importanti; sotto di essi – suddivise in singoli strati – le masse dei liberi professionisti e degli impiegati di grado inferiore, della manovalanza politica, dei militari e dei professori, degli ingegneri e dei capufficio fino alle dattilografe; ancora più giù i residui delle piccole esistenze autonome, gli artigiani, i bottegai, i contadini e tutti quanti, poi il proletariato, dagli strati operai qualificati meglio retribuiti, passando attraverso i manovali fino ad arrivare ai disoccupati cronici, ai poveri, ai vecchi e ai malati.</p>
<p>Solo sotto tutto questo comincia quello che è il vero e proprio fondamento della miseria, sul quale si innalza questa costruzione, giacché finora abbiamo parlato solo dei paesi capitalistici sviluppati, e tutta la loro vita è sorretta dall’orribile apparato di sfruttamento che funziona nei territori semicoloniali e coloniali, ossia in quella che è di gran lunga la parte più grande del mondo.</p>
<p>Larghi territori dei Balcani sono una camera di tortura, in India, in Cina, in Africa la miseria di massa supera ogni immaginazione.</p>
<p>Sotto gli ambiti in cui crepano a milioni i coolie della terra, andrebbe poi rappresentata l’indescrivibile, inimmaginabile sofferenza degli animali, l’inferno animale nella società umana, il sudore, il sangue, la disperazione degli animali.</p>
<p>Questo edificio, la cui cantina è un mattatoio e il cui tetto è una cattedrale, dalle finestre dei piani superiori assicura effettivamente una bella vista sul cielo stellato.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Max Horkheimer, «Il grattacielo», da Crepuscolo.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Così il civile uomo moderno non vuole essere privato della carne perché questa privazione gli farebbe mancare anche quel poco di capacità di esercitare violenza e dominio; ciò gli dà un vero panico esistenziale. La stessa strutture del potere/controllo diffuso, oggi la regola, è un meccanismo che si nutre di carne, sia essa quella reale dell&#8217;animale non umano che finisce nel piatto, sia essa quella quasi metaforica dell&#8217;oppresso che sacrifica le ore della sua vita donandole in pasto a qualcuno che se ne nutre per creare la propria prosperità e ricchezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Ecco perché la scelta vegan è e deve essere una CONSAPEVOLE scelta di rottura totale con l&#8217;esistente ed ecco perché il vegano è marginalizzato, ridicolizzato, preso alla leggera: in un sistema che si basa sullo sfruttamento totale e globalizzato, chi si chiama fuori è un pericolo, un reietto, qualcuno da riassorbire o di cui prendersi gioco per sminuirne la pesante carica eversiva; l&#8217;ideologia del dominio pretende un&#8217;autentica eucarestia, una cerimonia globale che renda lo sfruttamento la normalità e affratelli gli individui che fanno parte di questa società; questo atto in cui ciascuno si macchia dell&#8217;identico peccato è il mangiare carne, un atto eucaristico che ci rende tutti partecipi dello sfruttamento del vivente sul vivente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>L&#8217;uomo animale vegetariano</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 23:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiuRo</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[animali vegetariani]]></category>
		<category><![CDATA[scelta]]></category>
		<category><![CDATA[teoria vegetarianismo]]></category>
		<category><![CDATA[Vegan]]></category>
		<category><![CDATA[vegetarismo]]></category>

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		<description><![CDATA[La carne viene mangiata quasi da tutti. Ciò lo rende un fatto giusto? Anche se l'uomo avesse da sempre mangiato carne, fosse un animale onnivoro sarebbe giusto uccidere qualcuno solo perché è più debole e non può difendersi?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/alimenti-vegetali-calcio.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5693" title="alimenti-vegetali-calcio" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/11/alimenti-vegetali-calcio-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>Capita spesso che un vegetariano sia accusato di seguire una dieta gravemente squilibrata che lo destina presto o tardi a incorrere in gravissime carenze vuoi di calcio, vuoi di ferro o b12; non è meno raro che un vegetariano ribalti l&#8217;accusa e dichiari che è la sua l&#8217;unica dieta confacente alla struttura fisica dell&#8217;uomo che, secondo natura, sarebbe frugivoro. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">A quel punto, preso da autentico furore, ilvegetariano che si sente ingiustamente accusato di andare contro natura, mostra con generosità lalunghezza del suo intestino, le dita prensili, l&#8217;assenza di canini, l&#8217;assenza dell&#8217;uricasi, la traspirazionedella sua pelle, la parentela con scimpanzé (preferibilmente bonobo) e gorilla e mette in fuga il confusomangiatore di cadaveri che non ha molte competenze in fisiologia.</p>
<p style="text-align: justify;">Non quello che però ha studiato un po&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui scriviamo proprio per quelle persone che potranno avere la sventura di beccare un sarcofago istruito: usare quegli argomenti non potrà che risultare suicida.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito attorno a cosa sia naturale e cosa non lo sia, cosa sia cultura e cosa sia natura è talmente ottocentesco che risulta davvero strano doverci tornare sopra: Levy-Straus aveva già chiarito che, in ambito umano, il culturale è naturale e, dunque, <em><strong>per l&#8217;uomo cultura è natura e natura è cultura</strong></em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò significa che certi discorsi fatti dai Primitivisti, Zerzan in particolare, su un possibile ritorno alla natura, a un periodo in cui l&#8217;uomo non aveva una cultura ed era candido come neve, sono inconsistenti: la nascita di homo sapiens sapiens avvenne in un contesto fortemente culturale in cui, per esempio, il fuoco era già in uso da millenni per cuocere il cibo (fu l&#8217;erectus a scoprire il fuoco e questa invenzionerimase centrale durante TUTTA l&#8217;ominazione).<br />
Qui si potrebbe dunque smentire ogni velleità crudista: l&#8217;uomo, in quanto uomo moderno ha SEMPRE consumato cibi cotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, <strong>se un fatto è culturale per l&#8217;uomo, per lui sarà anche naturale e viceversa</strong>; ne deriva la semplicissima constatazione che<strong> mangiare carne e assolutamente naturale per la specie umana</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E, in fondo, l&#8217;unico luogo sulla terra in cui mangiare altri animali è un tabù, è l&#8217;India, ma ciò avviene per un fatto culturale, anch&#8217;esso naturale quindi, e non, come piacerebbe a chi difende simili argomentazioni, per un attenersi a pristine purezze antropologiche .</p>
<p style="text-align: justify;">Senza dubbio la carne è repellente, è disgustosa, è immangiabile e tutto quello che sivuole, eppure non esiste angolo della terra (tranne la suddetta India, parte della Cina e, un tempo, il Giappone) in cui non si mangino cadaveri.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi si dirà che fu necessità, ma neppure questo è vero: la carne viene assunta anche in luoghi in cui basterebbe qualche istante per saziarsi di bacche e frutti. Ma non bastano queste semplici considerazioni di tipo antropologico per invitare ad evitare l&#8217;argomento del naturale; vi sono motivazioni fisiologiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Il panda è un animale che si nutre essenzialmente di bambù, eppure fisiologicamente è pressoché identico a un orso. Non molto tempo fa si è analizzato il suo dna e si è trovato che, nei fatti, quel bestione che ci sta tanto simpatico, è fatto al 100% per digerire carne; non la mangia però, per una scelta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dunque, essere fatti per assumere un determinato tipo dinutrimento non implica che si debba assumere quello</strong> e il panda ne è la più palese dimostrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi sono poi prove più spicciole di una assunzione di carne nella specie umana che perdura nel tempo: la tenia si è adattata al nostro intestino, e non avrebbe mai potuto farlo se quell&#8217;assunzione fosse assolutamente recente e saltuaria; il colon si è accorciato&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Come si vede non ho analizzato quali motivi abbiano indotto l&#8217;uomo a mangiare altri animali; non mi interessa e considerare le cause si risolverebbe in una metafisica assolutamente oziosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi serve solo un dato di fatto:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><strong>La carne viene mangiata quasi da tutti. Ciò lo rende un fatto giusto? </strong></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">È questa l&#8217;unica domanda rilevante.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se l&#8217;uomo avesse da sempre mangiato carne, fosse un animale onnivoro (che, si badi, non è un animale che, come comunemente fa comodo credere, DEVE mangiare tutto per restare in buona salute-il che ne farebbe un animale handicappato- ma uno che PUO&#8217; ricavare il suo nutrimento da più alimenti prescindendo dagli altri) sarebbe giusto uccidere qualcuno solo perché è più debole e non può difendersi?</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto il resto sono solo argomenti che si forniscono all&#8217;avversario per ridurci al silenzio.</p>
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		<title>Uno stile di vita Vegan, contrasta la fame nel mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 21:18:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>

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		<description><![CDATA[La teoria che il vegano possa essere considerato l’uomo post-moderno può essere opinabile*, al contrario, non esistono critiche che possano tener testa ai fatti: mangiare carni e derivati animali supporta l’incremento della fame nel mondo, al contrario, uno stile di vita vegan la contrasta.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: TecnologiaEAmbiente.it &#8211; 8 novembre 2011</em></p>
<p style="text-align: justify;">La teoria che il vegano possa essere considerato l’uomo post-moderno può essere <em>opinabile*</em>,  al contrario, non esistono critiche che possano tener testa ai fatti:  mangiare carni e derivati animali supporta l’incremento della fame nel  mondo, al contrario, uno <strong>stile di vita vegan</strong> la contrasta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I Fatti</strong>.  Nel Sud del mondo vi sono vaste terre denominate “Ettari Fantasma”, qui  il sistema Agro-alimentare occidentale produce mangimi o bestiame  destinati a sfamare il ricco Nord. Si parla di milioni di ettari, dove  vengono sprigionati abnormi quantità di azoto a causa dei pesticidi e dello stesso bestiame.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa c’entra questo con la fame nel mondo?</strong> Un fatto  inconfutabile, logisticamente non conviene trasformare alimenti vegetali  in alimenti di origine animale (fieno, cereali <strong>—&gt;</strong> mangimi <strong>—&gt;</strong> carni, latte e derivati). Per comprendere questo fatto basterà pensare che un americano medio consuma in un anno <strong>800 kg di cereali</strong> indirettamente, sotto forma di carne. Un africano medio, in un anno consuma solo 150 kg di cereali, nutrendosi in modo diretto.</p>
<p style="text-align: justify;">L’industria della carne, per esistere ha bisogno di sfruttare intere aree geografiche. Il termine “<strong>sfruttamento</strong>” si riferisce al <strong>neocolonialismo</strong>, cioè quel “<em>processo  economico attuato da un pese industrializzato, tendente a creare o  perpetuare un sistema di sfruttamento in un paese in via di sviluppo,  pur senza esercitare su di esso un dominio miliare visibile</em>“. In  altre parole, l’industria della carne contribuisce al divario tra il  Nord e il Sud del mondo. Paesi occidentali e paesi ricchi di miseria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Storia</strong>. Nel diciannovesimo secolo, con il  colonialismo, nei paesi sottosviluppati venne imposto un tipo diverso di  agricoltura orientata a produrre beni per i paesi già ricchi. All’epoca  i prodotti esportati erano beni superflui come tè e caffè. Così i  colonizzatori importavano le materie prima a basso costo sia in Europa  che in America dove consentivano lauti guadagni. Oggigiorno, il modello  appena descritto è ancora riscontrabile. Certo, oggi non vi è una  tangibile occupazione militare ed è per questo che si parla di <strong>neocolonialismo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esempio Pratico</strong>. Il Bangladesh è un paese ricco di piccoli coltivatori e pescatori, fino a pochi decenni fa l’<strong>economia</strong> del Paese era autocentrata; gli abitanti vivevano dei propri prodotti.  Le zone occupate da questi piccoli produttori erano particolarmente  ghiotte per le <strong>società straniere</strong>. Le grandi lobby  alimentari hanno sfruttato il territorio per la produzione di crostacei e  i poveri contadini non possono permettersi l’acquisto dei crostacei  prodotti proprio nelle loro terre perché destinati alle <strong>massicce esportazioni</strong>. Un effetto secondario della mano delle grandi industrie è stata la <strong>crisi ambientale</strong> che a cavallo tra il 1980-90 ha causato <strong>migliaia di vittime</strong> per le inondazioni: per allevare i gamberi venivano costruite delle  vasche che compromettevano l’equilibrio della zona, in particolare  causavano la rottura degli argini dei fiumi e la distruzione delle  coste. Quello del <strong>Bangladesh</strong> è solo un esempio, la  lista dei paesi sottosvilupati a causa dell’industria alimentare è molto  lunga. Se ancora non avete capito il collegamento tra la produzione di  carni e la fame nel mondo, il prossimo paragrafo sarà quello decisivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualche Cifra</strong>. Tutti coloro che hanno frequentato le scuole elementari hanno sentito parlare di catena alimentare: “<em>Per  nutrire un uomo per un anno ci vogliono trecento trote che a loro volta  consumeranno 90 mila rane, che mangeranno 27 milioni di cavallette, che  divorano 100 tonnellate d’erba</em>“*. A questo punto dovrebbe essere  chiaro che la catena alimentare delle industrie alimentari non ha niente  a che vedere con le scienze naturali; piuttosto si tratta di un  meccanismo che induce i paese in via di sviluppo a restare nella miseria  così da ridurre <strong>oltre 800 milioni di persone alla fame</strong>.  Il problema della fame nel mondo non riguarda la scarsità di  produzione, ne’ la ripartizione di essa, piuttosto riguarda la  specializzazione della stessa produzione.<img class="aligncenter" title="carne" src="http://www.tecnologia-ambiente.it/wp-content/uploads/2011/11/carne.gif" alt="" width="483" height="349" /></p>
<p style="text-align: justify;">La produzione, con il neocolonialismo, è portata a soddisfare  l’egoismo delle classi sociali occidentali e a riempire le tasche delle <strong>lobby alimentari</strong> che non curano ne’ la salute pubblica ne’ il benessere del bestiame che spesso vive tra vermi e carcasse in putrefazione.  Per risolvere il problema della denutrizione, è vero, non basterebbe  ridistribuire i cereali utilizzati per l’alimentazione animale, ma  bisognerebbe sfruttare gli <strong>Ettari Fantasma</strong> per una più  adeguata agricoltura. Non si può andare avanti solo a pane ed acqua  altrimenti si andrebbe incontro a problemi legati ad una malnutrizione -<em>problema molto attuale negli Stati Uniti e in Italia con alti tassi di obesità infantile, soprattutto in <strong>Campania</strong>, legati ad un ipernutrizione da derivati animali-</em>.  Utilizzare gli Ettari Fantasma per una più ponderata coltivazione si  può fare. Nello stesso periodo di tempo, su un ettaro di terreno è  possibile <strong>coltivare</strong>:<br />
-1.000 kg ciliegie<br />
-2.000 kg di fagiolini<br />
-4.000 kg di mele<br />
-6.000 kg di carote<br />
-8.000 kg di patate<br />
-10.000 kg di pomodori<br />
12.000 kg di sedano<br />
<strong>oppure</strong>… solo 50 kg di carne.<br />
Non si può vivere solo di frumento e cereali ma si riducono <strong>800 milioni di persone alla fame</strong> e alla miseria per una manciata di chili di carne.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em> </em></p></blockquote>
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		<title>Francia: Mangiare gli animali diventa obbligatorio.</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/10/06/francia-mangiare-gli-animali-diventa-obbligatorio/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 13:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[Ministro dell'Agricoltura francesce Bruno Le Maire]]></category>
		<category><![CDATA[violazione del diritto di scelta dei cittadini francesi vegetariani e vegani]]></category>

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		<description><![CDATA[I vegetariani difendono la loro libertà di pensiero. Ma quali sono le origini di questo provvedimento? Ovviamente c'è dietro la tutela del settore dell'allevamento da parte del Ministero dell'Agricoltura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: </em><a href="http://www.icdv.info/">http://www.icdv.info/</a><em> &#8211; 4 e 5 ottobre 2011 &#8211; <a href="http://www.icdv.info/index.php?post/2011/09/04/Le-gouvernement-admet-explicitement-que-les-normes-nutritionnelles-visent-%C3%A0-pr%C3%A9server-l-%C3%A9levage-fran%C3%A7ais-%21" target="_blank">1° articolo</a> <a href="http://www.icdv.info/index.php?post/2011/10/05/Communique-%3A-Manger-les-animaux-devient-une-obligation-legale-%21" target="_blank">2° articolo</a><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Traduzione e rielaborazione a cura di Laboratorio Antispecista.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/10/VegeTasRien2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5534" title="VegeTasRien2" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/10/VegeTasRien2.jpg" alt="" width="213" height="196" /></a>In Francia è stato appena pubblicato un decreto che rende obbligatorie alcune regole di composizione dei pasti nell&#8217;insieme della ristorazione scolastica, pubblica e privata. Queste regole imporranno a sei milioni di bambini in età scolare il consumo di carne, pesci, latticini e uova.<br />
Decreti simili sono in preparazione per la quasi totalità della ristorazione collettiva francese, dalla scuola materna fino alle case di riposo per anziani, passando per i ristoranti universitari, gli ospedali e le prigioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Le premesse di questo provvedimento sono precise e importantissime da sottolineare.</p>
<p style="text-align: justify;">Le possiamo ravvisare in un intervento di pochi giorni fa del <strong>Ministro dell&#8217;Agricoltura francesce Bruno Le Maire</strong> che sulle pagine de Le Figaro ha dichiarato:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">«<em>Dobbiamo dare un senso politico all&#8217;agricoltura mettendo l&#8217;alimentazione in una posizione primaria nella nostra programmazione</em>»</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il ministro non ha precisato la data in cui verrà lanciato questo programma volto anche a frenare l&#8217;impatto di certi discorsi, come quelli dell&#8217;ex Beatle Paul McCartney che al vertice internazionale di Copenaghen aveva dato risonanza alla giornata senza carne per dare forza alla lotta contro il surriscaldamento climatico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo appello, aveva suscitato la reazione degli allevatori che, indignati, avevano sottolineato che il consumo di carne il Francia è &#8220;ragionevole&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco perchè il bisogno improvviso di questo provvedimento, per favorire il settore dell&#8217;allevamento e placare le ire degli allevatori che temono il diffondersi di idee che implichino la rinuncia alla carne.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chiaramente questo provvedimento costituisce una<strong> violazione del diritto di scelta dei cittadini francesi vegetariani e vegani</strong> che si mobilitano per difendere il loro diritto alla scelta della propria alimentazione dichiarando apertamente che queste regole sono <strong>un attacco contro la libertà di opinione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il decreto ogni pasto deve obbligatoriamente comprendere un «piatto proteico» le cui proteine sono esclusivamente di origine animale (carne, pesce, uova o formaggio), ignorando l&#8217;esistenza di fonti abbondanti di proteine vegetali, e anche un latticino, reputato il solo mezzo per coprire il fabbrisogno di calcio, ignorando l&#8217;esistenza di alternative vegetali e minerali e al suo interno è specificata una frequenza minima obbligatoria di alcuni tipi di carne (manzo, vitello, agnello o frattaglie) e di pesce.</p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;ora in poi, per i frequentatori regolari delle mense sarà impossibile essere vegetariani, o meglio esserlo tutti i giorni. <strong>Quanto all&#8217;essere vegan, non sarà possibile neanche per un solo pasto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; già da molti anni, in particolare attraverso le edizioni del Piano Nazionale Nutrizione e Salute (PNNS) e della sua interfaccia pubblica, il sito mangerbouger.fr, che i poteri pubblici diffamano il vegetarismo e il vegetalismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Collettivi e associazioni vegetariane e vegane si stanno organizzando ovunque in Francia per esprimere la loro indignazione di fronte a questo decreto, allertare l&#8217;opinione pubblica e contestare le affermazioni nutrizionali diffuse dai poteri pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;">Incoraggiano tutte le persone e organizzazioni interessate a difendere la libertà di convinzione a unire le loro voci a queste proteste.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Iniziativa Cittadina per i Diritti dei Vegetariani (ICDV) ha già contattato l&#8217;ONU nel maggio scorso per segnalare episodi concreti di discriminazione verso persone vegetariane in Francia. Se il decreto non è ritirato, l&#8217;ICDV annuncia una nuova denuncia contro la Francia per violazione della libertà di pensiero.</p>
<p style="text-align: justify;">*****</p>
<p style="text-align: justify;">Contatto stampa : David OLIVIER,             +33 6 42 06 07 47</p>
<p style="text-align: justify;">Mail : <a href="mailto:%20%3Cscript%20language=%27JavaScript%27%20type=%27text/javascript%27%3E%20%3C%21--%20var%20prefix%20=%20%27mailto:%27;%20var%20suffix%20=%20%27%27;%20var%20attribs%20=%20%27%27;%20var%20path%20=%20%27hr%27%20+%20%27ef%27%20+%20%27=%27;%20var%20addy83401%20=%20%27contact%27%20+%20%27@%27;%20addy83401%20=%20addy83401%20+%20%27icdv%27%20+%20%27.%27%20+%20%27info%27;%20document.write%28%20%27%3Ca%20%27%20+%20path%20+%20%27%5C%27%27%20+%20prefix%20+%20addy83401%20+%20suffix%20+%20%27%5C%27%27%20+%20attribs%20+%20%27%3E%27%20%29;%20document.write%28%20addy83401%20%29;%20document.write%28%20%27%3C%5C/a%3E%27%20%29;%20//--%3E%20%3C/script%3E%3Cscript%20language=%27JavaScript%27%20type=%27text/javascript%27%3E%20%3C%21--%20document.write%28%20%27%3Cspan%20style=%5C%27display:%20none;%5C%27%3E%27%20%29;%20//--%3E%20%3C/script%3EQuesto%20indirizzo%20e-mail%20%C3%A8%20protetto%20dallo%20spam%20bot.%20Abilita%20Javascript%20per%20vederlo.%20%3Cscript%20language=%27JavaScript%27%20type=%27text/javascript%27%3E%20%3C%21--%20document.write%28%20%27%3C/%27%20%29;%20document.write%28%20%27span%3E%27%20%29;%20//--%3E%20%3C/script%3E"></a><a href="mailto:contact@icdv.info">contact@icdv.info</a></p>
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		<title>Carne adulterata? Tranquilli. E&#8217; normale</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 08:43:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[anidride solforosa]]></category>
		<category><![CDATA[carne sofisticata]]></category>
		<category><![CDATA[concelamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Da tempo rimbalza su internet e giornali la notizia relativa a una grossa ispezione di NAS e Istituto Zooprofilattico che hanno analizzato la carne in vendita sui banchi di 50 macellai palermitani rinvenendo una percentuale molto alta di solfiti e hanno quindi proceduto alla denuncia degli interessati per frode alimentare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/10/meat.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5520" title="meat" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/10/meat-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Da tempo rimbalza su internet e giornali la notizia relativa a una grossa ispezione di NAS e Istituto Zooprofilattico che hanno analizzato la carne in vendita sui banchi di 50 macellai palermitani rinvenendo una percentuale molto alta di solfiti e hanno quindi proceduto alla denuncia degli interessati per frode alimentare.</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia ha scatenato un&#8217;accesa polemica fra i consumatori che si sono detti indignati per l&#8217;accaduto ritenendo la presenza di queste sostanze pericolosa per la loro salute e definendo la carne interessata &#8220;<strong><em>non naturale</em></strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Complici giornali e organismi di informazione, la discussione è stata posta nel modo sbagliato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quel che è stato detto</strong>, ovvero che la presenza di solfiti (utilizzati per la conservazione del colore rosso delle carni) sia una violazione/adulterazione, <strong>non corrisponde alla verità e ha fomentato l&#8217;idea assolutamente errata che di norma, queste sostanze non siano invece presenti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Così non è.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;anidride solforosa (E220) ed i solfiti (E221 &#8211; E228) trovano impiego nell&#8217;industria alimentare come conservanti antimicrobici, antienzimatici ed antiossidanti. Come tali, vengono utilizzati per inattivare muffe, lieviti e batteri, nonché per preservare il colore dei cibi e proteggerli dall&#8217;imbrunimento.</p>
<p style="text-align: justify;">A seconda della concentrazione, l&#8217;anidride solforosa ed i solfiti possono esibire proprietà batteriostatiche (impediscono la crescita dei microrganismi) o battericide (ne provocano la morte).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli alimenti sono quindi in generale addizionati di solfiti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; il caso di: </strong>Vino ; Aceto di vino; Sidro; Birra; Succhi di frutta; Gelatine; Frutta disidratata; Frutta secca (specie quella pelata); Frutta candita; Frutta glassata; Frutti di mare; Gamberi ed altri crostacei; Baccalà; Verdura conservata (liofilizzata, essiccata, surgelata, sott&#8217;olio, sott&#8217;aceto, ecc.); Funghi secchi; Uvetta; Prodotti a base di carne come hot dog ed hamburger.</p>
<p style="text-align: justify;">Per legge, l&#8217;impiego di solfiti negli alimenti carnei è concesso in dosi limitate in quanto riducono notevolmente la biodisponibilità della tiamina (vitamina B1).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;ADI (dose giornaliera di assunzione accettabile) dell&#8217;anidride solforosa è stata fissata in 0,7 mg/kg/die. In generale nei paesi sviluppati l&#8217;intake giornaliero non supera i 20 mg.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Negli individui sani, alle dosi comunemente impiegate nell&#8217;industria alimentare, l&#8217;anidride solforosa è considerata un <strong>additivo sicuro ma nonostante questa sicurezza d&#8217;uso l&#8217;anidride solforosa ed i solfiti possono arrecare qualche problema, talvolta grave, alle persone per così dire &#8220;sensibili&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Proprio per la potenziale attività similallergenica dei solfiti e dell&#8217;anidride solforosa, i produttori alimentari sono ormai da qualche anno obbligati a dichiarare in etichetta la presenza di queste sostanze; in particolare, tale obbligo vige qualora la concentrazione di anidride solforosa nell&#8217;alimento superi i 10 mg/L o i 10 mg/kg.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nelle carni, il discorso è lo stesso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Queste sostanze, sono sempre presenti, in quantitativi fissati dalla legge, certo, ma ci sono.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi questa battaglia per la CARNE NATURALE, va a farsi benedire.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La materia prima carne, essendo un substrato particolarmente deperibile, si presta a un certo quantitativo di &#8220;frodi&#8221; e l&#8217;allargamento dei mercati e dei consumi costringe i produttori a sperimentare sempre di più sistemi di conservazione del prodotto crudo insieme al desiderio del consumatore finale di avere prodotti sempre più &#8220;freschi&#8221; e &#8220;naturali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune frodi che avvengono normalmente nel commercio delle carni:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Congelamento/Decongelamento</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Svizzera sono stati condotti nel 2002 degli studi secondo i quali il 15% delle carni analizzate fra quelle vendute in macelleria risultò decongelato, lo stesso è avvenuto in Gran Bretagna nel 1996: su 534 campioni analizzati, l&#8217;8% era decongelato e non fresco come invece riportato in etichetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il riconoscimento è stato possibile con l&#8217;applicazione di svariati metodi, dall&#8217;enzimatico all&#8217;istologico e sono state condotte prove anche sul dna.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sostituzione di specie</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una delle frodi più frequenti è quella per sostituzione di una carne pregiata con una di minor pregio perchè appartenente a un&#8217;altra specie. Le frodi per sostituzione di specie hanno scopo commerciale, ma possono assumere risvolti etico-religiosi  per quanto attiene ai consumatori di fede ebraica e musulmana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stabilizzazione del  colore nelle carni rosse</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il colore delle carni è dato per l’80% dalla mioglobina  e per il 20% dall’’emoglobina del sangue. La mioglobina è una molecola molto instabile he varia di stato in base alla concentrazione dell’ossigeno sulle carni.  Per questo motivo vengono aggiunte le sostanze di cui abbiamo parlato prima, per mantenere il colore che altrimenti, a contatto con l&#8217;aria, andrebbe perso.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>L&#8217;ELICICOLTURA. Il massacro delle lumache</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/09/13/lelicicoltura-il-massacro-delle-lumache/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 21:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[SPERIMENTAZIONE ANIMALE]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[chiocciole]]></category>
		<category><![CDATA[divieto raccolta chiocciole in natura]]></category>
		<category><![CDATA[elicicoltura]]></category>
		<category><![CDATA[lumache]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento animale]]></category>

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		<description><![CDATA[Attualmente è diventata una realtà riconosciuta dagli enti pubblici e istituzionali, molti dei quali hanno emanato leggi per incentivarla e fare in modo che la produzione si diffonda.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/09/224_Lumaca_04.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5486" title="224_Lumaca_04" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/09/224_Lumaca_04-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>L&#8217;allevamento delle lumache (o chiocciole) ovvero l&#8217;<strong>elicicoltura</strong> è una branca della zootecnia della quale ci si dimentica molto spesso quando si parla, anche fra interessati e attivisti,  di allevamenti e sfruttamento animale ma che, negli ultimi anni, va sempre più diffondendosi e a nostro avviso merita per questo una particolare attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa tipologia di allevamento ha come obiettivo quello di produrre quantità elevate di molluschi (gli &#8220;elicidi&#8221; appunto, nome scientifico di lumache o chiocciole) che vengono poi venduti alle aziende interessate per il consumo alimentare.</p>
<p style="text-align: justify;">La pratica ha visto la luce a partire dal 1970 in alcune regioni del nord Italia (soprattutto Piemonte e Veneto) ma si è poi diffusa nel resto della penisola e successivamente in tutta Europa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Attualmente è diventata una realtà riconosciuta dagli enti pubblici e istituzionali, molti dei quali hanno emanato leggi  per incentivarla e fare in modo che la produzione si diffonda.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’attività di elicicoltura, da attività marginale e secondaria delle molte aziende agricole di un tempo, sta diventando una vera e propria branca della zootecnia a cui si interessano agricoltori e allevatori che hanno a disposizione terreni che sono stati abbandonati o che vengono coltivati in modo insoddisfacente e vedono in questa tipologia di allevamento una risorsa interessante.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza dubbio la principale ragione di tale diffusione è da ricercare nella necessità di <strong>minimi investimenti</strong> per impiantare un allevamento di discrete dimensioni e nella <strong>generale crisi economic</strong>a che richiede di massimizzare la produzione il più possibile, cosa che con le chiocciole è molto semplice poiché, oltre ai bassi costi di produzione richiesti, è da considerare la naturale predisposizione di questi animali a una doppia fecondazione con conseguente doppia deposizione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ma vedremo meglio tutto questo in seguito.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Un altro motivo da considerare nell&#8217;analizzare la diffusione degli allevamenti di lumache è la sempre più <strong>crescente domanda</strong> e la sempre maggiore carenza del prodotto in natura per via dell&#8217;<strong>inquinamento  e  dell&#8217;estensione di una agricoltura sempre più intensiva</strong>, con l’uso di concimi azotati (dannosi per le lumache) che hanno via via distrutto quell’habitat indispensabile alla riproduzione libera delle chiocciole.</p>
<p style="text-align: justify;">In ultimo ricordiamo che <strong>l&#8217;Unione Europea ha vietato la raccolta di chiocciole in natura</strong>, per cui, di necessità l&#8217;uomo ha fatto virtù dando vita a questo ennesimo sfruttamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Analizzeremo, in questa trattazione, gli aspetti generali dell&#8217; &#8216;elicicoltura in Italia per dare modo a tutti di conoscere un settore che comporta la sofferenza di milioni di esseri viventi ogni anno, troppo spesso dimenticati, e siamo ben coscienti nel farlo di essere lontani da una trattazione completa.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo raccolto dalla rete i dati che abbiamo ritenuto più significativi e utili alla comprensione il più possibile completa di questa tipologia di allevamento e per questo abbiamo consultato i siti dei principali istituti che se ne occupano e anche quelli degli stessi produttori.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo realizzato un documento che mettiamo quindi a vostra disposizione in versione pdf.</p>
<p>SCARICA IL PDF: <a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/09/lelicicoltura.pdf" target="_blank">L&#8217;ELICICOLTURA. IL MASSACRO DELLE LUMACHE.</a></p>
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		<title>Investigazione tedesca su un allevamento di polli</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/09/05/5443/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 12:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[VIDEO]]></category>
		<category><![CDATA[Wiesenhof “libere dalla gabbia”]]></category>

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		<description><![CDATA[La PETA Germania ha reso pubblico un reportage, realizzato sotto copertura, all’interno di un’azienda agricola di proprietà di Wiesenhof “libere dalla gabbia”.

L’azienda vende i suoi prodotti di carne di pollo in tutto il mondo Stati Uniti compresi e il video mostra le crudeltà a cui sono sottoposti gli animali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object width="500" height="300"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/SxFi8rvLgaU&amp;rel=0"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/SxFi8rvLgaU&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="500" height="300"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">La PETA Germania ha reso pubblico un reportage, realizzato sotto copertura, all’interno di un’azienda agricola di proprietà di <strong>Wiesenhof “libere dalla gabbia”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’azienda vende i suoi prodotti di carne di pollo in tutto il mondo Stati Uniti compresi e il video mostra le crudeltà a cui sono sottoposti gli animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Si vedono i dipendenti applaudire mentre lanciano animali vivi contro il muro, un tacchino ancora vivo fatto a pezzi, colatoi per il letame non puliti da mesi e si sentono, in sottofondo, grida terribili di morte.</p>
<p style="text-align: justify;">La PETA Germania ha presentato una denuncia legale contro la Wiesenhof,accusandola di violare la legge tedesca sul benessere degli animali, la macellazione e le leggi tedesche di trasporto, le leggi ambientali, e le leggi relative ai focolai dell’epidemia e igiene.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche questo filmato dimostra quanto siano importanti le investigazioni portate avanti dagli attivisti  di tutto il mondo per portare alla luce la verità di dolore e morte degli allevamenti.</p>
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		<title>Se niente importa e Foer. Una riflessione.</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 21:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GiuRo</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[VARIE]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[foer]]></category>
		<category><![CDATA[jonathan safran foer]]></category>
		<category><![CDATA[scelta vegana]]></category>
		<category><![CDATA[se niente importa]]></category>
		<category><![CDATA[Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?]]></category>
		<category><![CDATA[veganismo]]></category>

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		<description><![CDATA[“Siamo realisti, l'uomo ha sempre mangiato carne e sempre la mangerà; non è realistico che il mondo intero divenga vegetariano”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/08/se-niente-importa.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5437" title="se-niente-importa" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/08/se-niente-importa-300x126.jpg" alt="" width="300" height="126" /></a>L&#8217;anno ormai volge al termine e, benché sia ancora presto per i bilanci, alcune considerazioni riassuntive sono già possibili. In editoria, per esempio, è possibile dire che uno dei maggiori successi sia stato il libro di <em>Foer</em> “<em><strong>Se niente importa”</strong></em>, libro che ha già avute molteplici edizioni; in ambito “<em>politico</em>” l&#8217;episodio che probabilmente ha avuto più risonanza è stato il no al nucleare in un referendum che, dopo un tempo assai lungo, ha raggiunto il quorum.</p>
<p style="text-align: justify;">Di primo acchito questi due eventi non hanno alcuna parentela e sono associati solo dalla cronologia; nei fatti, come vedremo, ambedue gli episodi rispondono ad uno stesso spirito.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma procediamo con ordine.</p>
<p style="text-align: justify;">Difficilmente chi cura questo sito si sarebbe dedicato ad un libro come quello di Foer: se si dovesse iniziare a consigliare testi “Se niente importa”non sarebbe certo in cima alla nostra lista e cominceremmo da libri ben più interessanti quali, ad esempio, il troppo poco pubblicizzato “<em><strong>Liberi dalla civiltà</strong></em>”o “<em><strong>Un mondo sbagliato”</strong></em>, opere che possono offrire al lettore varie tematiche su cui riflettere; libri come quello di Foer, invece, sarebbe bene passassero sotto silenzio. E allora perché parlarne? Semplice, perché quel testo all&#8217;apparenza anodino, forse accattivante, è in realtà un volume superficiale molto pericoloso per il lettore non iniziato alle tematiche “animaliste”( o troppo iniziato a queste e troppo poco a quelle Liberazioniste). È per rispondere a quel pericolo che buttiamo giù queste righe.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro parte bene. La prima parte, molto poetica, narra dei ricordi dell&#8217;autore, d&#8217;una nonna che assurge ad un ruolo quasi mitico. Poi vi sono considerazioni molto interessanti sull&#8217;incomprensibilità del perché la nostra cultura abbia determinato di alimentarsi si mucche e non di cani e gatti. Segue una rassegna, su modello di quella di Peter Singer, degli orrori della pesca e degli allevamenti intensivi aggiornata ai livelli dell&#8217;orrore odierno.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin qui il livello del libro è più che soddisfacente e sembra che l&#8217;autore abbia intuizioni che lascerà alla seconda parte del volume; qui però tutto cambia ed è fortissima l&#8217;impressione che questa prima parte appartenga ad un periodo successivo a quello della seconda e che motivi editoriali abbiano impedito all&#8217;autore di tornare sulle sue carte e concludere ciò che aveva iniziato; se così non fosse saremmo davanti ad uno schizofrenico. La compassione mostrata nella narrazione della morte dei pesci non ha più seguito, <strong>le riflessioni sfumano e d&#8217;improvviso si comprende che, secondo Foer, il problema non è il mangiare carne ma gli allevamenti intensivi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per dimostrare questa sua tesi l&#8217;autore accumula materiale: parla di allevamenti etici, di mattatoi deliziosi, di mucche che vivono felici nella natura e che poi si sacrificano per il nostro bene e, come campioni di un&#8217;etica più intelligente, ecco che sono riportati gli esempi di una allevatrice di animali vegetariana e di un creatore di mattatoi vegano. Ed in fine l&#8217;alta riflessione, rivolta ai fondamentalisti</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">“siamo realisti, l&#8217;uomo ha sempre mangiato carne e sempre la mangerà; non è realistico che il mondo intero divenga vegetariano”</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">(cito a memoria, ma non altero il fondo).</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, a prescindere dall&#8217;evidente falsità che è nel proclamare l&#8217;umanità mangiatrice di carne da sempre (e non stiamo parlando dell&#8217;involuzione del paleolitico superiore, ma del fatto, evidente, che le nostre nonne mangiavano carne solo in occasione delle feste), l&#8217;errore maggiore del buon Foer è nel focalizzare la sua attenzione sull&#8217;aberrazione degli allevamenti intensivi e nel fare il democratico rimanendo, perciò, su posizioni vaghe che non offendano, al più, che quella minoranza di scalmanati che vogliono cambiare il mondo (il che, in democrazia è la norma).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La verità, però, è ben diversa da come la crede il nostro autore: gli allevamenti intensivi non sono il problema, ma la soluzione al problema. E con questo possiamo tornare a collegare fatti che in apertura avevamo accostato senza essere troppo chiari al riguardo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A giugno il popolo italiano è stato chiamato a dire no al nucleare (gli altri punti li tralasciamo perché non attinenti). Qui non ci soffermeremo a considerazioni sul vero significato di una votazione, di qualunque natura essa sia, o a considerazioni sulla così detta democrazia diretta; quello che più ci preme in questo luogo è discutere sulla vera natura del nucleare. In molti, già oggi si sentono sereni: hanno fatto il loro dovere di bravi cittadini ed hanno scongiurata la catastrofe; adesso possono dormire sonni tranquilli e tornare al loro vivere abituale. E tuttavia le centrali nucleari non hanno smesso di esistere; sono solo appena fuori confine e noi, Italia, continuiamo ad attingere allegramente a quelle fonti. Infatti, l&#8217;unica verità è che il referendum è passato con questo consenso oceanico non perchè il paese sia davvero contrario al nucleare, ma perché dopo Fukushima la gente temeva per la propria sorte; l&#8217;unico motivo per cui il referendum è passato è l&#8217;egoismo del “Not in may backyard”. Se a morire, in una prossima esplosione saranno francesi, sloveni e chissà chi altro non ci interesa; noi abbiamo fatto il nostro dovere.</p>
<p style="text-align: justify;">A noi piace tenere la testa sotto la sabbia, lavarci la coscienza e figurarci buonissimi: se davvero il popolo italiano fosse contro il nucleare smetterebbe subito di importare questa forma di energia dall&#8217;estero; ma ciò non accadrà mai e, se non ci fosse stata la tragedia giapponese, il Bel Paese rigurgiterebbe di centrali nucleari. Ed in fondo è giusto così, perché le centrali nucleari, come gli allevamenti intensivi, non sono il problema ma la soluzione al problema.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fin tanto che, infatti, il nostro modello di sviluppo richiederà quantitativi di energia sempre crescenti, non ci sarà altro modo di ottenere quell&#8217;energia se non con il nucleare; finché si vorrà mangiare carne, l&#8217;allevamento intensivo sarà la soluzione, non il problema. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>Come si aspetta il nostro Foer che sia soddisfatto il fabbisogno annuo di carne, in tempi in cui anche la Cina, il Brasile ed anche l&#8217;India si avviano a consumi di tipo americano? I suoi allevamenti da fiaba in cui le mucche scrivono poemetti alla luna e poi muoiono immolandosi volontariamente prendendo loro stesse il mano il pugnale che le giugulerà per esprimere in questo modo l&#8217;alta gratitudine per il loro padrone, oltre ad essere una stupida invenzione di cattiva letteratura, non soddisferebbero mai la richiesta se non a prezzi tanto esorbitanti da causare rivolte.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre dunque fermarsi a riflettere prima di scrivere libri con una morale tanto superficiale come quello di Foer.</p>
<p style="text-align: justify;">La soluzione al problema della sofferenza animale non è quella di scegliere carne di allevamenti biologici ma di smettere immediatamente di mangiare del tutto carne e suoi derivati; la soluzione contro il nucleare non è andar a votare per un referendum ipocrita e poi sentirsi leggeri come una libellula; in ambo i casi l&#8217;unica soluzione è una presa di posizione radicale, un cambio di vita radicale; altrimenti non saremo che vittime della nostra stupida superficialità, e il mondo perirà con noi per una costoletta di maiale in più e per un brivido di freddo a ferragosto.</p>
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		<title>Latte: in un bicchiere 20 farmaci diversi</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 00:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici nel latte]]></category>
		<category><![CDATA[consumo di latte]]></category>
		<category><![CDATA[Evaristo Ballesteros]]></category>
		<category><![CDATA[Journal of Food Chemistry]]></category>
		<category><![CDATA[latte]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Vegan]]></category>

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		<description><![CDATA[Latte, un cocktail di farmaci. Un bicchiere di latte contiene diversi prodotti chimici, dai farmaci agli ormoni, frutto dei trattamenti eseguiti sugli animali che lo producono. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La scoperta dell&#8217;acqua calda.</p>
<p style="text-align: justify;">O forse sarebbe meglio dire, del latte caldo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo, udite udite, contiene farmaci, ormoni e sostanze nocive!</p>
<p style="text-align: justify;">A noi i motivi sembrano chiari, e provengono proprio dall&#8217;origine del latte vaccino che molte persone si ostinano ancora a bere credendolo addirittura salutare, ovvero mucche sfruttate al massimo per ottimizzare la produzione, imbottite di antibiotici, ingravidate artificialmente con ormoni e mantenute in condizioni al limite della sussistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Come dovrebbe essere il prodotto di tanto sfruttamento secondo voi se non nocivo?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: NewNotizie.it &#8211; 11 luglio 2011</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/08/latte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5350" title="latte" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/08/latte-234x300.jpg" alt="" width="234" height="300" /></a>Latte, un cocktail di farmaci. </strong>Un bicchiere di latte contiene diversi prodotti chimici, dai farmaci agli ormoni, frutto dei trattamenti eseguiti sugli animali che lo producono. Il latte quindi non sarebbe così salutare come crediamo.</p>
<p style="text-align: justify;">A sostenere questa tesi è un gruppo di ricercatori dell&#8217;Università di Jaen (Spagna), diretta da Evaristo Ballesteros e pubblicata sul &#8220;<strong>Journal of Food Chemistry</strong>&#8220;. Secondo il team di scienziati di Spagna e Marocco in un bicchiere di latte ci sarebbero <strong>tracce diffuse di diversi farmaci come antibiotici, antidolorifici, per un totale di circa 20 sostanze “estranee</strong>” (acido niflumico, acido mefenamico e ketoprofene, ma anche una forma di estrogeni quali l’ormone 17 beta-estradiolo).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo studio.</strong> Lo studio ha raccolto campioni di 20 varietà di latte, provenienti da mucche allevate in Spagna e Marocco, ma anche da latte di capra e latte materno. <strong>I test di laboratorio hanno riscontrato in tutti i tipi di latte tracce di analgesici</strong> (acido niflumico, mefenamico e chetoprofene)<strong> antinfiammatori e ormoni sessuali ed estrogeni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong>Quello che tuttavia ne presentava maggiori quantità era proprio il latte vaccino (il latte di mucca). Anche se la misura di sostanze chimiche presenti era molto bassa, i ricercatori sottolineano che ormai le sostanze chimiche artificiali sono presenti in tutta la catena alimentare; da qui il motivo per cui sono state trovate anche nel latte materno. Secondo il dottor Ballesteros e colleghi, tali sostanze sono conseguenze del processo a cui i bovini sono sottoposti: ad esempio gli ormoni sessuali sono impiegati per stimolare la produzione di latte, che poi sono trasmessi al latte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un test utile per tanti alimenti</strong>. In base ai dati raccolti, l&#8217;esperto ed i suoi colleghi ritengono che le quantità di prodotti chimici siano troppo piccole per danneggiare la salute. Conclude allora Ballesteros:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>&#8220;La nostra metodologia di test è altamente sensibile e fornirà un sistema molto più efficace per determinare la presenza di questo tipo disostanze&#8221;.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Questo tipo di test, sottolineano gli scienziati, potrebbe essere utile nel rilevare la presenza di sostanze estranee anche in altri tipi di alimenti. Lo scopo di questa ricerca è fornire ai laboratori di controllo qualità le basi per operare al meglio e controllare la catena alimentare.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>&#8220;Ciò contribuirebbe a sensibilizzare i consumatori e dare loro la consapevolezza che il cibo è innocuo, puro, genuino, benefico per la salute e privi di residui tossici&#8221;</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">ha concluso Ballesteros</p>
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		<title>Carne bovina contaminata da diossina</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 23:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[carne diossina]]></category>
		<category><![CDATA[carne tossica]]></category>
		<category><![CDATA[contaminazione da diossina]]></category>
		<category><![CDATA[contaminazioni alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[diossina]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[«Diossina Venafro»]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella carne proveniente da due differenti allevamenti bovini è stata rilevata la presenza di diossina oltre i limiti stabiliti dal regolamento della Comunità Europea. Secondo quanto evidenziato dai dati dell'Arpa Molise, già nell'ottobre scorso erano state rilevate tracce di diossina sulla carne di un mattatoio venafrano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/08/diossina.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-5345" title="diossina" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/08/diossina.jpg" alt="" width="180" height="150" /></a>Un ennesimo caso di contaminazione da diossina riguarda le carni e il territorio venafrano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta la contaminazione è stata tenuta nascosta alla popolazione che, venutane a conoscenza, è oggi in allarme.</p>
<p style="text-align: justify;">La presunta sicurezza delle carni consumate, di cui tanto si parla in termini positivi per rassicurare la popolazione in tg e giornali, non esiste.</p>
<p style="text-align: justify;">Non può esistere perchè è logica conseguenza dell&#8217;allevamento industriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Se vi risponderanno che allora conviene ripiegare su carni provenienti da allevamenti estensivi, rispondete che l&#8217;allevamento estensivo non è affatto &#8220;migliore&#8221; di quello intensivo.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; semplicemente un palliativo ma resta strettamente legato a quello industriale e gli animali, che si pensa godano di una vita più dignitosa di quelli allevati in modo industriale, sono destinati alla stessa sorte.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: IlTempo.it/Molise &#8211; 6 agosto 2011</em></p>
<p style="text-align: justify;">Come spesso accade in Italia, invece di prevenire un malore di cui sono palesi i sintomi, si tende a girare il capo dall&#8217;altra parte facendo finta di nulla. Anche se, in fondo, la diagnosi è già chiara, si preferisce aspettare che accada il peggio per sentirsi poi motivati a trovare una cura.In molti però, si augurano che questo esempio non debba valere anche per il caso «<strong>diossina</strong>» che sta investendo nuovamente Venafro.</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia è di questi giorni. <strong>Nella carne proveniente da due differenti allevamenti bovini è stata rilevata la presenza di diossina oltre i limiti stabiliti dal regolamento della Comunità Europea</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto evidenziato dai dati dell&#8217;Arpa Molise, già nell&#8217;ottobre scorso erano state rilevate tracce di diossina sulla carne di un mattatoio venafrano. Le informazioni sono però state divulgate solo un paio di mesi fa, a giugno. Situazione questa che ha indotto i veterinari dell&#8217;Asrem a varare un piano straordinario di controlli. <strong>«Diossina Venafro»</strong> il nome dell&#8217;operazione, il cui scopo sarà quello di tenere costantemente sotto controllo gli eventuali casi di rischio sulla <strong>contaminazione da diossina</strong>. Un intreccio di fattori che torna nuovamente alla ribalta. A denunciare lo stallo in cui versa ormai da tempo la situazione era già stata l&#8217;associazione delle «Mamme per la salute», subito dopo essere venuta a conoscenza del nuovo caso di contaminazione, tenuto nascosto, stranamente, per troppi mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad aumentare le preoccupazioni della popolazione ci sono poi altri due elementi. Uno è l&#8217;ipotetica realizzazione di una centrale elettrica turbogas, l&#8217;altro è la querelle sull&#8217;autorizzazione all&#8217;uso dei combustibili derivati dai rifiuti, in modo particolare quelli extra regionali. Fonti energetiche che alimentano sempre forti dubbi sulla loro affidabilità e sicurezza dal punto di vista ambientale. Sarebbero dunque gli inceneritori i maggiori indiziati al ruolo di fonti di inquinamento. A destare sospetto c&#8217;è poi anche l&#8217;attività di due aziende del nucleo industriale di Pozzilli-Venafro. Intanto sono in molti i cittadini che in coro tornano a chiedere l&#8217;istituzione di un registro dei tumori.</p>
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		<title>Hot dog come le sigarette, negli USA i medici danno l’allarme</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/08/02/hot-dog-come-le-sigarette-negli-usa-i-medici-danno-l%e2%80%99allarme/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 10:35:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[American Institute for Cancer Research ed il World Cancer Research Fundù]]></category>
		<category><![CDATA[consumo di carne]]></category>
		<category><![CDATA[danni del consumo di carne]]></category>
		<category><![CDATA[hot dog dannosi per la salute]]></category>
		<category><![CDATA[Indianapolis Motor Speedway]]></category>
		<category><![CDATA[Physicians Committee for Responsible Medicine]]></category>
		<category><![CDATA[Susan Levin]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuova battaglia negli USA. Gli hot-dog, i panini più amanti da questa nazione, sembra che possano danneggiare la salute provocando il tumore al colon-retto. Una dura battaglia fra le diverse fazioni è ora in corso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mangiare hot-dog risulta essere insano tanto quanto fumare. Questa affermazione, insieme a una fotografia di un hot-dog in un pacchetto di sigarette, si trova attualmente presso l’<strong>Indianapolis Motor Speedway</strong>, dove sono stati serviti circa 1 milione di prodotti a base di carne solo l’anno scorso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/08/hot_dogCancro.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5314" title="hot_dogCancro" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/08/hot_dogCancro.jpeg" alt="" width="299" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questo avviso è stato pubblicato dal gruppo <strong>Physicians Committee for Responsible Medicine</strong>,  un’organizzazione no-profit che incoraggia, tra le altre cose, una dieta completamente vegetale per prevenire e curare le malattie.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’altro lato l’industria della carne si difende affermando che gli appartenenti a questo gruppo sono degli pseudo-medici e che il loro unico obiettivo sia quello di preservare i diritti degli animali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Susan Levin</strong>, dottore specializzato in dietologia e direttore del P.C.R.M. di educazione alimentare, ha comunicato che tutti i salumi dovrebbero avere un’etichetta, come per le sigarette, per avvertire i consumatori dei rischi per la salute. Questo in quanto afferma che la carne che subisce lavorazioni potrebbe contenere sostanze chimiche che danneggerebbero la salute.</p>
<p style="text-align: justify;">Un rapporto della <strong>American Institute for Cancer Research ed il World Cancer Research Fund</strong> ha dimostrato che <strong>le persone che mangiavano una determinata quantità di carne lavorata al giorno avevano una probabilità maggiore del 36% di soffrire di cancro al colon. </strong>Inoltre, un altro studio pubblicato nel 2010 dal National Institutes of Health afferma che chi consuma questo tipo di alimento aumenta la probabilità di sviluppare cancro alla prostata.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente, l’American Meat Institute, un’associazione di categoria gestito dalla industria della carne e pollame, non è d’accordo. <strong>J. Patrick Boyle</strong>, il presidente di questa associazione, ha affermato in un comunicato stampa che gli Hot-dog fanno parte di una dieta sana e bilanciata e che sono un’ottima fonte di proteine, vitamine e minerali. Inoltre afferma che, secondo una ricerca fatta dalla Harvard School nel 2004, non sono state trovate relazioni tra l’assunzione di carni rosse lavorate con il tumore al colon-retto.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le varie diatribe tra chi possa o meno avere ragione, resta il fatto che l’assunzione di carni rosse lavorate può potenzialmente rappresentare un grave rischio per la salute, soprattutto in paesi dove il consumo giornaliero è molto elevato.</p>
<h2 style="text-align: center;">La nostra posizione sull&#8217;argomento resta ovviamente una: Go Vegan!</h2>
<h2 style="text-align: center;">Per gli animali, per la salute, per la terra!</h2>
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		<title>Sicurezza alimentare: la carne di tacchino potrebbe essere veicolo per la Salmonellosi. Cresce l’allarme negli USA</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/08/02/sicurezza-alimentare-la-carne-di-tacchino-potrebbe-essere-veicolo-per-la-salmonellosi-cresce-l%e2%80%99allarme-negli-usa/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 10:26:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Inspection Service (FSIS)]]></category>
		<category><![CDATA[Salmonella]]></category>
		<category><![CDATA[Salmonella Heidelberg]]></category>
		<category><![CDATA[salmonellosi]]></category>
		<category><![CDATA[USDA]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti è (USDA) per la sicurezza alimentare e Inspection Service (FSIS) hanno lanciato un allarme per la salute pubblica. Sotto accusa stavolta la carne di tacchino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/08/tacchino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5310" title="tacchino" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/08/tacchino-300x290.jpg" alt="" width="300" height="290" /></a>Il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti è (USDA) per la sicurezza alimentare e Inspection Service (FSIS) hanno lanciato un allarme per la salute pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra infatti che ci sia allerta  a causa di alcune patologie causate dalla <strong>Salmonella Heidelberg </strong>che possono essere associate al consumo di tacchino allevato a terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Diversi rapporti medici hanno messo in luce qualche nesso ed infatti ci sono numerose  indagini in corso con diversi  test condotti da vari dipartimenti di salute in tutta l’America.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; stata evidenziata infatti un’associazione tra il consumo di prodotti di tacchino  e circa 77 malattie rilevate in 26 stati.</strong> Le malattie sono state collegate attraverso una indagine epidemiologica e analisi PFGE dai dipartimenti sanitari statali e il Centers for Disease Control and Prevention (CDC).</p>
<p style="text-align: justify;">Leggiamo in una nota stampa diffusa da Giovanni D’Agata che il CDC sta collaborando con i dipartimenti sanitari statali per il monitoraggio dello scoppio mentre FSIS focalizza la sua indagine sulla individuazione di una potenziale fonte di contaminazione e ricorda ai consumatori l’importanza fondamentale di <strong>seguire le istruzioni pacchetto di cottura per prodotti macinati surgelati o freschi tacchino e le linee guida generali di sicurezza alimentare durante la manipolazione e preparazione delle carni crude o di pollame</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, se le istruzioni di cottura indicano un determinato numero di minuti di cottura per ogni lato  per il raggiungimento di 165 ° C della temperatura interna, i consumatori dovrebbero essere consapevoli del fatto che il tempo effettivo sia variabile a seconda del metodo di cottura (griglia, frittura, o alla griglia) e la temperatura del prodotto (se congelato, refrigerato o surgelato) per cui è importante che la temperatura finale di 165 ° Fvenga comunque raggiunta per poter parlare di un prodotto &#8220;sicuro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quando viene riportato è consigliabile non fare affidamento sul tempo di cottura,  ma utilizzare un termometro per alimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il colore del pollame cotto non è sempre un segno sicuro della sua sicurezza. Solo usando un termometro per alimenti si può determinare con precisione che il pollame abbia raggiunto una temperatura minima di sicurezza interna di 165 ° C per tutto il prodotto.</p>
<p style="text-align: justify;">La carne di tacchino infatti può rimanere rosa anche dopo la cottura in forno persino quando la  carne è rosolata o affumicata mantiene il tipico colore rosa. Il consumo di alimenti contaminati da Salmonella possono causare la <strong>salmonellosi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le infezioni da Salmonella possono essere pericolose per la vita, specialmente in soggetti con sistema immunitario debole, come i neonati, gli anziani e le persone con infezione da HIV o sottoposti a chemioterapia. I sintomi più comuni di salmonellosi sono diarrea, crampi addominali e febbre entro otto a 72 ore. Altri sintomi possono essere brividi, cefalea, nausea e vomito che può durare fino a sette giorni.</p>
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		<title>Pesce: additivi e sostanze ignote sulla tavola di chi lo mangia</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/07/29/pesce-additivi-e-sostante-ignote-sulla-tavola-di-chi-lo-mangia/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 07:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[IN EVIDENZA - SLIDESHOW]]></category>
		<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Agenzia di sicurezza alimentare dell'Ue ha segnalato la presenza di batteri nei molluschi italiani, di cadmio all'interno dei calamari congelati spagnoli, di salmonella nei gamberi congelati del Bangladesh ma che vengono poi confezionati in Italia.

La lista in realtà è molto più lunga: il pescato è rischioso perché tossico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/07/pesce-pescato.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5289" title="pesce-pescato" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/07/pesce-pescato-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>L&#8217;Agenzia di sicurezza alimentare dell&#8217;Ue ha segnalato la presenza di batteri nei molluschi italiani, di cadmio all&#8217;interno dei calamari congelati spagnoli, di salmonella nei gamberi congelati del Bangladesh ma che vengono poi confezionati in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La lista in realtà è molto più lunga: il pescato è rischioso perché tossico.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Rasff (Rapid alert system for Food and Feed), l&#8217;agenzia di sicurezza alimentare dell&#8217;Unione Europea, ha tracciato un quadro che di certo non tranquillizza.</p>
<p style="text-align: justify;">Segnala il rinvenimento di batteri nella maggior parte dei pesci importati in Italia in particolare dal Vietnam, dove peraltro è permesso un trattamento per il pesce con antibiotici che in Europa è vietato quanto pericoloso per la salute.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il rischio non è soltanto quello dell&#8217;importazione. Uno dei problemi arriva dall&#8217;utilizzo massiccio di alcuni additivi chimici che i pescatori usano per &#8220;rinfrescare&#8221; il pesce. In pratica questo viene trattato con sostanze come ammoniaca per dare un aspetto più &#8220;fresco&#8221; al pesce che in realtà fresco non è.</p>
<p style="text-align: justify;">Si parla di esperienze quasi da film, consumatori sconvolti alla vista di tonno comprato come fresco che al buio diventa addirittura fluorescente a causa di un additivo simile a quello che si usa per smacchiare i vestiti.</p>
<p style="text-align: justify;">I carabinieri del Nas lo sequestrano in continuazione in tutta Italia. Non si tratta di per sé non è molto tossico. Ma può provocare danni di un certo rilievo a chi lo mangia.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il pesce &#8211; spiega il professor Alberto Mantovani, tossicologo del dipartimento di Sanità alimentare e animale dell&#8217;Istituto superiore di sanità &#8211; e in particolare alcune specie come il pesce azzurro o il tonno, rilascia istamina in quantità sempre maggiori con il tempo. Mangiando quindi pesce vecchio si ingeriscono alte quantità di istamina che possono provocare un avvelenamento acuto. I rischi sono quelli di un&#8217;allergia violenta&#8221;.</p>
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		<title>Nasce la guida per il &#8220;Mangiatore di Carne&#8221;</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/07/22/nasce-la-guida-per-il-mangiatore-di-carne/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 09:23:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>

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		<description><![CDATA[Un rapporto americano di questi giorni arriva a una conclusione tanto ovvia da far ridere: mangiare troppa carne fa male alla salute. Nasce la GUIDA PER IL MANGIATORE DI CARNE]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/07/logo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5245" title="logo" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/07/logo.jpg" alt="" width="185" height="273" /></a>L’<strong>Environmental Working Group</strong> ha compilato la guida del “<strong>Mangiatore di carne</strong>”. Una vera e propria guida nella quale ha analizzato l’impatto sull&#8217;uomo e sull&#8217;ambiente del consumo di 20 tipi di carni, latticini e proteine vegetali e rivolta a chi la carne la consuma per invitare a un &#8220;<strong><em>Consumo Consapevole</em></strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente l&#8217;obiettivo della guida è quello di dare l&#8217;illusione al lettore di poter continuare a mangiare carni e derivati &#8220;risolvendo&#8221; questi problemi con un pò di ACCORTEZZA.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella guida viene sottolineato il potenziale impatto sulla salute di un&#8217; alimentazione troppo ricca di carne e si raccomanda in sintesi di <strong>diminuirn</strong>e l’assunzione per evitare malattie cardiache e alcuni tipi di cancro.</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">“L’obiettivo è quello di rendere davvero accessibili queste informazioni ai consumatori”</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">ha detto<strong> Hamerschlag Kari</strong>, avvocato e analista in campo agricolo del gruppo di ricerca.</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">“Dal punto di vista sanitario, abbiamo davvero messo insieme tutte le informazioni e cercato di renderle il più chiare possibile perchè i motivi per limitare il consumo di carne sono veramente tanti”.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto intreccia vari studi e statistiche e traccia un profilo dell’enorme consumo di carne.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal nostro punto di vista, uno studio così attento sui danni della carne sulla salute umana, sull&#8217;ambiente, sul clima, uno studio così dettagliato e preciso dovrebbe portare a una conclusione: <span style="color: #993300;">UNA SCELTA VEGAN</span>!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente non è questo il punto di vista di chi ha confezionato questa guida e ci si ritrova davanti all&#8217;immensa contraddizione di chiunque mette in evidenza tutto ciò che non va nel consumo di carne (clima, salute, emissioni e addirittura la sofferenza animale) e poi si ritrova a sottolineare che <strong>nonostante tutto</strong> &#8220;Il manzo è una grande fonte di proteine, zinco, selenio, ferro e vitamine del gruppo B.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Ci viene in mente la guida alla pesca pubblicata tempo fa dal WWF.. stesso spirito. Peschiamo ma con attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invitiamo comunque a leggere la guida, perchè contiene dei dati veramente interessanti e gli studi citati sono interessantissimi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Certo.. speriamo tutti che vi porti alla conclusione di smettere di mangiare carne e derivati animali, ovvero alla conclusione più logica visto quanto afferma.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un consumo  &#8220;CONSAPEVOLE&#8221; di carne e derivati animali non è la soluzione. Per quanto possiate illudervi di stare attenti, la realtà dell&#8217;industria della carne e dei derivati animali è ormai nota.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Goffi tentativi come questo di darvi l&#8217;illusione di poter fare qualcosa non mettendo in atto una scelta radicale sono solo il segno dell&#8217;efficacia delle scelte radicali stesse.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA GUIDA LA TROVATE <a href="http://breakingnews.ewg.org/meateatersguide/" target="_blank">QUI</a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		</item>
		<item>
		<title>No al foie gras alla fiera di Anuga. La Germania esclude la Francia</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/07/19/no-al-foie-gras-alla-fiera-di-anuga-la-germania-esclude-la-francia/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 08:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Le Maire]]></category>
		<category><![CDATA[Christine Hackmann]]></category>
		<category><![CDATA[foie gras]]></category>
		<category><![CDATA[Ilse Aigner]]></category>

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		<description><![CDATA[Vietando la presenza dei produttori di foie gras francesi all’importante mostra gastronomica Anuga che si terrà a ottobre a Colonia, hanno scatenato una mini-bomba diplomatica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Polemica sulla partecipazione dei produttori francesi di foie gras a un&#8217;importante fiera alimentare tedesca. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>La partecipazione, infatti, è stata vietata dagli organizzatori tedeschi che contestano ai francesi di produrre foie gras con metodi non conformi alla normativa europea.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>La polemica ruota tutta attorno all&#8217;alimentazione forzata, vietata in Germania e in molti altri Paesi già dal 1993 ma ancora praticata in Francia e ritenuta tradizionale.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Lo scontro è aperto e sia autorità che associazioni animaliste si stanno confrontando sul tema con toni molto accesi.<br />
</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>La Germania, che tanto sta tenendo duro e non sembra voler ritrattare la scelta di esclusione della Francia dalla fiera, resta però uno dei maggiori importatori di foie gras francese&#8230; una bella ipocrisia!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: liberation.fr &#8211; 15/07/2011 &#8211; traduzione a cura di Laboratorio Antispecista</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/07/foie-gras.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5224" title="foie-gras" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/07/foie-gras-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a>Un affronto al foie gras può congelare le relazioni franco-tedesche?</p>
<p style="text-align: justify;">Vietando la presenza dei produttori di questa specialità tipica francese, e ogni degustazione, gli organizzatori dell’importante mostra gastronomica Anuga che si terrà a ottobre a Colonia, hanno scatenato una mini-bomba diplomatica.</p>
<p style="text-align: justify;">Informato di questo affronto dai produttori del settore francese, Bruno Le Maire, ministro dell&#8217;Agricoltura ha inviato immediatamente  una lettera all&#8217;attenzione del suo omologo tedesco suggerendo di intervenire con gli organizzatori  della fiera.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>“E&#8217; importante per il settore francese di produzione del foie gras essere presenti ad una vetrina visitata da molti acquirenti, in un periodo antecedente le festività natalizie,&#8221;</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">così ha scritto a Ilse Aigner, prima di minacciare addirittura di boicottare lo spettacolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli organizzatori, invece replicano:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>&#8220;Crediamo che il foie gras non debba avere  un posto al nostro evento”</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ha detto Christine Hackmann, responsabile della comunicazione.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>&#8220;E’ vietato produrlo  in molti Paesi, in Germania ma anche in Italia, Norvegia, Argentina &#8230; Abbiamo preso una decisione molto chiara e abbiamo intenzione di rispettarla.”</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ovviamente in discussione è il metodo di ingrassamento del fegato degli animali.</strong></p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>&#8220;E &#8216; non c&#8217;è foie gras senza alimentazione forzata.</em> <em>Noi non approviamo questa pratica &#8220;</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em> </em>ha detto Christine Hackmann.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Foie gras senza l&#8217;alimentazione forzata, infatti,  non esiste in Francia, dove si difende la pratica in nome della tradizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, ci sarebbero delle alternative, sebbene richiedano più tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Con gli attuali metodi oche e anatre sono pronte per lasciare il macello in tre mesi,  con quelli “naturali” ci vogliono due anni per ottenere un fegato malato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In Germania, l&#8217;alimentazione forzata è stata vietata nel 1993</strong>, ma non sono vietate le importazioni: <strong>170 tonnellate di foie gras grezzo e lavorato sono state spedite in Germania nel 2010</strong>.<br />
<em> </em></p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>&#8220;E &#8216;un po&#8217; ipocrita da parte dei tedeschi mettere al bando il foie gras francese, a loro piace&#8221;</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Secondo le ONG che si occupano di diritti animali, l&#8217;ipocrisia è altrove.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sua risposta al ministro tedesco, Bruno Le Maire, afferma che &#8220;<em><strong>la Francia applica in tutto rigorosamente le norme comunitarie sul benessere degli animali.&#8221;</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, per l&#8217;associazione dei diritti degli animali L214 quest’ affermazione è una bugia.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal primo gennaio 2005, una direttiva del Consiglio d&#8217;Europa ha di fatto vietato l&#8217;uso di gabbie singole durante l&#8217;allevamento sulla base del fatto che ostacolano l’apertura delle ali degli uccelli. Ma in Francia, i produttori hanno ricevuto una proroga di cinque e dieci anni per attuare le norme.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;La maggior parte della produzione di foie gras in Francia non è conforme alla normativa europea&#8221;,</em> ha dichiarato Brigitte Gothière di L214. <em>&#8220;le gabbie individuali sono utilizzati nel 90% delle aziende agricole&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Il ritorno delle farine animali. Ma erano mai sparite davvero?</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/07/07/il-ritorno-delle-farine-animali-ma-erano-mai-sparite-davvero/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 17:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia Nazionale di Sicurezza Sanitaria dell'Alimentazione (Anses)]]></category>
		<category><![CDATA[BSE (encefalopatia spongiforme bovina)]]></category>
		<category><![CDATA[Eric Chapelle]]></category>
		<category><![CDATA[farine animali]]></category>
		<category><![CDATA[farine animali all'interno degli allevamenti.]]></category>
		<category><![CDATA[Gazzetta ufficiale delle Comunità europee]]></category>
		<category><![CDATA[mucca pazza]]></category>
		<category><![CDATA[vice direttore della Federazione Nazionale Bovini.]]></category>

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		<description><![CDATA[Vietate dal 1990 per fermare l'epidemia della mucca pazza, le farine animali potrebbero venire nuovamente autorizzate dal Parlamento Europeo.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/07/0002104842YY-1920x1440.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5158" title="0002104842YY-1920x1440" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/07/0002104842YY-1920x1440-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>A fine 2000, sull&#8217;onda della psicosi legata alla diffusione della <strong>BSE (encefalopatia spongiforme bovina)</strong>, l&#8217;Italia si fece portavoce di una campagna volta ad accelerare il divieto, da parte dell&#8217;Unione Europea, di somministrare farine animali all&#8217;interno degli allevamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; del 16 novembre 2000 l&#8217;approvazione da parte dell&#8217;Unione Europea di questo di questa istanza e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee di questo divieto.</p>
<p style="text-align: justify;">Vedi il documento &#8220;<a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2001:223:0281:0283:IT:PDF" target="_blank">ESB e divieto di utilizzare farine animali nell’alimentazione di tutti gli animali</a>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">Stando a quanto leggiamo in questo testo, l&#8217;Unione Europea basa l&#8217;approvazione del divieto su più considerazioni tra cui:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>&#8220;Considerando che (secondo quanto risulta dalle ispezioni veterinarie effettuate nel 1999 dalla Commissione) in taluni Stati membri si sono ancora verificati casi di ruminanti vengano alimentati con farine di carne e di ossa, in seguito a frodi o a contaminazioni incrociate&#8221;</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">E ricorda che</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>&#8220;Dal 1994 è in vigore in tutta l’UE il divieto di alimentare i capi di bestiame con farine di carne e di ossa; insiste sul fatto che i non ruminanti non vanno in alcun caso nutriti con proteine animali derivanti da fonti non autorizzate per il consumo umano&#8221;</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Già allora, quindi, nonostante il divieto del 1994, la pratica di somministrare farine animali non si è mai arrestata ma <strong>è di oggi la notizia che il Parlamento europeo stia pensando a una possibile reintroduzione nonostante la posizione contraria della maggior parte dei Paesi e dando credito all&#8217;invito della Francia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Francia il Ministero dell&#8217;Agricoltura ha deciso di interpellare l&#8217;Agenzia Nazionale di Sicurezza Sanitaria dell&#8217;Alimentazione  (Anses) per valutare i rischi eventuali legati a un ritorno delle farine.</p>
<p style="text-align: justify;">« <strong><em>Se ci sono dei dubbi non si prenderà alcun rischio</em> </strong>», assicura il Ministero. « <em><strong>Non é stata riscontrata la BSE tra i maiali e il pollame, non c&#8217;é dunque motivo di stigmatizzare queste farine</strong></em>»<em>,</em> stima il direttore dell&#8217;Anses, Marc Mortureux.</p>
<p style="text-align: justify;">A condizione che ci siano dei piani di controllo, una buona tracciabilità ed una impermeabilità delle filiere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed é anche questo il problema, oltre al fatto logico che sia innaturale nutrire degli erbivori con carcasse di altri animali essiccate e tritate. Ma pare che gli esperti si preoccupino solo del pericolo di una nuova diffusione del prione della mucca pazza.</p>
<p style="text-align: justify;">Per prevenire la contaminazione da prione le farine non dovrebbero essere mischiate. E invece possono esserlo accidentalmente durante il processo di fabbricazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Da cinque anni gli allevatori militano per il ritorno delle «<em>farine di carne e ossa</em>».</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>I maiali e il pollame hanno bisogno di proteine animali</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">ritiene Eric Chapelle, vice direttore della Federazione Nazionale Bovini.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>In ogni modo tutti i gamberetti importati dall&#8217;Asia o dal Cile venduti sui mercati parigini sono già nutriti con farine animali </strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">aggiunge Nicolas Douzain, direttore della Federazione Nazionale delle Industrie e del Commercio all&#8217;ingrosso di carne.</p>
<p style="text-align: justify;">Direttore di ricerca al CEA (Commissariat à l’énergie atomique, Commissariato all&#8217;energia atomica) specialista in prioni, il dottor Jean-Philippe Deslys non é contrario a togliere parzialmente l&#8217;interdizione alle farine:</p>
<p style="text-align: justify;">« Ma non si deve assolutamente abbassare il controllo perché, altrimenti, la malattia della mucca pazza potrebbe ripartire».</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo lui l&#8217;annuncio, mercoledì scorso, di un nuovo caso di de Creutzfeldt-Jakob in Italia in una giovane donna di 42 anni, in coma, « suona come un avvertimento».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Dieta vegan migliore scelta contro il cancro</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/06/27/dieta-vegan-migliore-scelta-contro-il-cancro/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 07:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo spiega il dottor Michael Greger è specialista della nutrizione e famoso per le sue conferenze negli Stati Uniti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/06/0006546420K-1920x1440.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5111" title="0006546420K-1920x1440" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/06/0006546420K-1920x1440-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Il dottor <a href="http://www.drgreger.org/" target="_blank">Michael Greger</a> è uno specialista della nutrizionemolto celebre negli Stati Uniti per le sue conferenze sull&#8217;argomento.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il dr. Greger la dieta vegana è la migliore per prevenire l&#8217;insorgenza di tumori.</p>
<p style="text-align: justify;">Piatti composti da soia e leguminose combinati sarebbero la migliore prevenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sue conclusioni si basano sull&#8217;attenta analisi di oltre 5.000 pubblicazioni degli ultimi anni. E&#8217; ormai assodato che il regime alimentare influisce sullo sviluppo dei tumori più di fattori genetici o del tabagismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le conferenze del dott. Greger si sviluppano come dei questionari. Domanda dopo domanda il nutrizionista risponde a ogni dubbio e spesso demolisce i preconcetti che accompagnano la scelta vegan.</p>
<p style="text-align: justify;">Per esempio, in risposta ad una domanda che verteva sullo studio di più di trenta verdure consumate regolarmente e sulle loro proprietà nel frenare lo sviluppo delle cellule di otto tipi di tumori si scopre che gli spinaci escono vincenti come protettori di pancreas, seno, polmoni, reni, prostata, stomaco e certi tumori al cervello.</p>
<p style="text-align: justify;">Le rape frenano l’evoluzione del tumore allo stomaco, i peperoni arancioni invece no, ma rallentano il progredire del cancro alla prostata anche del 75% secondo il dr. Greger.</p>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte delle verdure più consumate (carote, cetrioli, pomodori, lattuga, patate…) non hanno proprietà anti-cancro, ma l’aglio è da posizionare allo stesso livello degli spinaci in quanto a benefici.</p>
<p style="text-align: justify;">Da evitare con cura anche pesce e carne a causa dei prodotti chimici tossici che contengono come i policlorobifenili (BPC), consigliato invece il consumo di soia e derivati, che secondo gli studi aumentano la memoria e diminuiscono i tassi di mortalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante le sue conferenze il dr. Greger consiglia di dubitare sempre degli studi e anche delle sue affermazioni, ma quello che è importante sottolineare è l’abbinamento di certi tipi di vegetali che frenano la proliferazione di certi tumori: un’insalata di spinaci, radicchio, rapa e tofu, condita con una vinaigrette agliata sarebbe un’ottima scelta, tanto per fare un esempio.</p>
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		<title>Escherichia coli: sono davvero le verdure l&#8217;origine del male?</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/06/20/escherichia-coli-sono-davvero-le-verdure-lorigine-del-male/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 09:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti ed emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[ALLEVAMENTO ANIMALI]]></category>
		<category><![CDATA[deiezioni animali allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[EPIDEMIA]]></category>
		<category><![CDATA[escherichia coli]]></category>

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		<description><![CDATA[Relativamente all'epidemia di Escherichia coli che è scoppiata in Germania e uccidendo venti persone e mandandone migliaia in ospedale, in molti hanno espresso le loro opinioni cercando di trovare "L'ORIGINE DEL MALE".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/06/mucche.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5034" title="Dairy Cows in a Milking Parlor" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/06/mucche.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Relativamente all&#8217;epidemia di <strong>Escherichia coli </strong>che è scoppiata in Germania uccidendo venti persone e mandandone migliaia in ospedale, in molti hanno espresso le loro opinioni cercando di trovare &#8220;<em>L&#8217;ORIGINE DEL MALE</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è parlato prima di cetrioli, poi di germogli e fagioli di soia, poi di lattuga.</p>
<p style="text-align: justify;">Milioni di persone si sono fatte influenzare a tal punto che hanno evitato di comprare frutta e verdura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Poi, per la prima volta, si è parlato finalmente di CARNE</strong>, nello specifico degli hamburger venduti presso una celebre catena di supermercati.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno (o quasi) ha pero&#8217; riflettuto su un dato così ovvio da lasciare sgomenti: <strong>l’Escherichia coli vive nell’intestino degli animali, uccelli o mammiferi che siano.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>E allora?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Bè.. se consideriamo che le verdure non hanno un intestino, quindi non sono di sicuro dei soggetti che rilasciano deiezioni ma che le <em>&#8220;subiscono</em>&#8221; crescendo in un terreno &#8220;contaminato&#8221; e essendo irrigate con acque che a loro volta contengono batteri fecali.. allora possiamo pensare che l&#8217;origine della diffusione del batterio vada cercata innanzitutto negli <strong>allevamenti intensivi</strong> e nei liquami usati per la concimazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Due elementi chiarissimi conducono in questa direzione secondo varie fonti.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Il batterio individuato fa parte di un ceppo nuovo, mai individuato prima. </strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Negli allevamenti intensivi gli animali il fatto che gli animali vivano ammassati in ambienti decisamente poco salubri permette la ricomposizione dei batteri fino alla formazione di nuovi ceppi.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Il ceppo killer è </strong><strong>resistente ad </strong><strong>otto tipi di</strong><strong> antibiotici</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;interno degli allevamente intensivi, come è noto, vengono impiegati in grosse quantità antibiotici che vengono somministrati agli animali. Ovviamente, nel tempo, i batteri divengono resistenti ai numerosi antibiotici utilizzati.. e questo è il risultato.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati relativi sia al numero che alle tipologie di antibiotici che vengono somministrati agli animali negli allevamenti sono tutt&#8217;altro che certi, nonostante il Parlamento europeo ne abbia sollecitato la raccolta.</p>
<p style="text-align: justify;">Però nel rapporto “<em>Tackling antibiotic resistance from a food safety perspective in Europe</em>”, pubblicato lo scorso aprile, <strong>l’Oms</strong> non si è limitata a sottolineare il legame fra antibiotici negli allevamenti e comparsa di ceppi batterici resistenti, pubblicando anche una tabella relativa all&#8217;uso di antibiotici veterinari negli allevamenti europei.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blogeko.iljournal.it/wp-content/uploads/2011/06/tabella-oms-antibiotici-zootecnia-europa.jpg"><img class="aligncenter" title="tabella oms antibiotici zootecnia europa" src="http://blogeko.iljournal.it/wp-content/uploads/2011/06/tabella-oms-antibiotici-zootecnia-europa.jpg" alt="" width="500" height="316" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In Olanda e Francia vengono venduti quasi <strong>2 grammi</strong> di antibiotici zootecnici ogni <strong>10 chili</strong> di carne prodotta. Nella Repubblica Ceca, Svizzera, Regno Unito e  Germania quasi un grammo ogni 10 chili di carne. Un pò meno in  Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati relativi all&#8217;Italia non sono disponibili, presumibilmente perchè <strong>la maggior parte delle somministrazioni non sono neppure effettuate in maniera legale, quindi non vengono rilasciate nè ricette nè prescrizioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ora, se vi ha convinto quel che abbiamo sostenuto circa l&#8217;origine del cosiddetto &#8220;batterio killer&#8221;, vi invitiamo a fare delle semplici riflessioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vi invitiamo a focalizzare per un attimo la vita di un animale &#8220;da carne&#8221; all&#8217;interno di un allevamento intensivo</strong>: costretto a vivere in spazi ristretti, circondato da un ambiente assolutamente non salubre, vicino ad altri animali e quindi esposto a un numero enorme di malattie e per questo imbottito di antibiotici.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo animale verrà macellato, in condizioni ancora una volta non igienicamente ideali, verrà trasportato, venduto, comprato e finirà sul vostro piatto.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;interno del corpo di quell&#8217;animale, gli antibiotici somministrati, sono ormai divenuti resistenti ai batteri, che nel frattempo si sono &#8220;evoluti&#8221;.. il risultato è quello che avete visto in questi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pensiamo non sia necessario neppure ripetere ciò che pensiamo in merito e che anche le persone che da sempre hanno ignorato la sofferenza animale all&#8217;interno degli allevamenti intensivi non avendo nessuna remora etica a consumare carne, debbano fare i conti con una realtà innegabile. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.regione.piemonte.it/sanita/sanpub/vigilanza/dwd/relaz09/farma.pdf" target="blank"><br />
</a></p>
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		<title>Che male ci può essere nel mangiare uova?</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 15:27:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[VIDEO]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa c'è di male nelle uova di galline allevate a terra? E nelle normali uova (di batteria)? Ma non è vero che mangiare uova non richiede l'uccisione di nessun animale? Con cosa si possono sostituire le uova?
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa c&#8217;è di male nelle uova di galline allevate a terra?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per avere delle galline ovaiole sono necessarie delle uova fertili; dalla metà di queste uova nasceranno però anche pulcini maschi. Questi vengono uccisi immediatamente o allevati per ottenere galletti (generalmente in allevamenti intensivi) che saranno macellati non appena raggiungono un peso economicamente favorevole. Quindi per ogni gallina che gironzola felicemente nell&#8217;aia di qualche fattoria o nel giardino di qualche contadino pagando l&#8217;affitto con un uovo non fertile al giorno (certo, se sapesse mercanteggiare&#8230;), un galletto della stessa covata sta trascorrendo la sua straziante vita in un allevamento intensivo o è già stato ucciso oppure semplicemente gettato via, come spazzatura. Ogni anno solamente in Gran Bretagna vengono uccisi oltre trentacinque milioni di pulcini di un giorno di vita: sono usati principalmente come fertilizzante o scaricati in qualche interramento. Le stesse galline vengono uccise non appena la loro produzione decresce. Bisogna inoltre considerare il fatto che molte galline che si pensa vengano allevate a terra vivono invece in condizioni ben diverse: sono rinchiuse in enormi capannoni dove hanno effettivamente la possibilità di uscire all&#8217;aria aperta, ma in realtà, dal momento che il cibo e la luce sono all&#8217;interno, le galline non si avventurano mai fuori dal capannone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E nelle normali uova (di batteria)?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un destino ancora peggiore attende le galline costrette negli allevamenti in batteria, ed è da queste che si ottengono la stragrande maggioranza delle uova vendute e praticamente tutte le uova utilizzate nella preparazione di paste dolci ecc. Le galline in batteria sono degli uccelli frustrati, ansiosi e tormentati, ammassate per dieci o dodici mesi in piccole gabbie di ferro assieme anche ad altre nove galline. In capannoni bui ed oscuri si trovano numerose file di queste gabbie che contengono da 50 a 125 mila uccelli. Sono rinchiuse per tutta la loro vita, senza la possibilità di muoversi e, a causa della perdita di calcio utilizzato per formare il guscio delle uova, sviluppano una grave forma di osteoporosi dovuta all&#8217;imprigionamento conosciuta come sfinimento della gallina ovaiola. Completamente prive di calcio, milioni di galline finiscono paralizzate e muoiono di fame e sete a pochi centimetri dal cibo e dall&#8217;acqua. Alle galline in batteria viene tagliato il becco con una macchina dotata di una lama rovente una o due volte durante la loro vita; la prima volta quando hanno un giorno di vita e poi a sette settimane poiché il becco di un animale giovane può ricrescere. Il taglio del becco provoca fortissimi dolori cronici che alcuni ricercatori paragonano al dolore dell&#8217;arto fantasma o di un arto monco. Tra la parte cornea e l&#8217;osso del becco si trova uno strato spesso di tessuto estremamente sensibile. La lama rovente passa attraverso questo tessuto rendendo disabile la gallina, che non è più in grado di mangiare, bere, pulirsi il becco e lisciarsi le piume normalmente. Il taglio del becco viene effettuato per limitare gli effetti del frenetico beccarsi che a volte manifestano le galline, animali creati dalla natura per vagare liberi, graffiare e becchettare il terreno tutto il giorno, e non per essere imprigionate a vita. Gli animali privati di parte del becco non sono in grado di alimentarsi normalmente e patiscono continuamente dolori e stress, mangiano quindi meno, non sprecano il mangime, e consumano meno energia che gli uccelli integri.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma non è vero che mangiare uova non richiede l&#8217;uccisione di nessun animale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Da Franco Tedaldi:</em></p>
<p style="text-align: justify;">Quando un vegano afferma che non mangia uova si sente spesso rispondere con battute come: &#8220;Sei antiabortista?&#8221;. La realtà è così atroce che è ben comprensibile come venga rimossa rapidamente da tutti anche pochissimo tempo dopo che i giornali (o questo amabile rompiscatole) l&#8217;hanno riportata alla memoria. Pur dimenticando per un momento i trattamenti cui sono sottoposte le galline negli allevamenti intensivi, la sola risposta a questa domanda è tremenda. La razza delle galline ovaiole è selezionata per le uova, e le norme comunitarie europee stabiliscono che i pulcini maschi devono essere soppressi alla nascita &#8211; gasati oppure tritati vivi. Nella sola Italia vengono uccisi ogni anno centinaia di milioni di pulcini maschi di galline ovaiole, quasi tutti nati in due grandi allevamenti di cui uno a Cocconato d&#8217;Asti. E&#8217; una quantità così grande che rende impossibile lo smaltimento, e le farine animali prodotte vengono in parte utilizzate come cibo per altri animali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con cosa si possono sostituire le uova?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una ditta chiamata Ener-g vende un surrogato in polvere che sostiene essere un buon sostituto per le uova in cucina. Costa circa 5 dollari americani, dovrebbe equivalere a 9 o 10 dozzine d&#8217;uova e non contiene derivati animali. Viene prodotto con amido di patate, farina di tapioca e agenti lievitanti (lattato di calcio &#8211; vegan -, carbonato di calcio e acido citrico) e una resina ottenuta dai semi di cotone. Dovrebbe essere utilizzato principalmente per sostituire le caratteristiche di lievitazione e amalgamazione delle uova in cottura, ma si può usare in cibi non cotti e in kiche.</p>
<p style="text-align: justify;">In alternativa le uova si possono sostituire con (dosi per uovo da sostituire): 60 gr di tofu tenero miscelato con dell&#8217;acqua, può essere usato per dare consistenza, o la stessa quantità di purea di fagioli o di patate, o di burro di noci.</p>
<p style="text-align: justify;">Oppure con la purea di una mezza banana o un quarto di tazza di purea di mele o di altra frutta.</p>
<p style="text-align: justify;">Si può anche mescolare un cucchiaio di semi di lino (si trovano nei negozi di alimentazione naturale) con tre cucchiai di acqua e farli bollire per dieci minuti o comunque finché non si ottiene la consistenza desiderata.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine un cucchiaino di farina di soia e un cucchiaio di acqua possono sostituire un uovo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Da alcuni membri della lista vegan-it di Vegan LifeStyle (Partner IVU):</em></p>
<p style="text-align: justify;">Le uova possono spesso essere semplicemente omesse, nelle torte ad esempio non sono sempre essenziali. Ad ogni modo si possono sostituire anche con una pastella di acqua e:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>farina di ceci</li>
<li>arrow root (amido di amaranta arundinacea)</li>
<li>fecola di patate</li>
<li>polvere di latte di soia</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><em>Oppure, dal sito di ricette www.vegan3000.it: </em>“ Il kuzu è una polvere bianca ricavata dalla radice di una pianta: sciogliendola nell&#8217;acqua calda diventa una specie di gelatina appiccicosa che funziona da legante nelle ricette”</p>
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		<title>Latte umano prodotto da una mucca OGM in Argentina</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 12:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BIOTECH/OGM]]></category>
		<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[AFP]]></category>
		<category><![CDATA[argentina mucca clonata]]></category>
		<category><![CDATA[biotecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[clonazione]]></category>
		<category><![CDATA[latte mucca simile a quello umano]]></category>
		<category><![CDATA[mucca transgenica]]></category>
		<category><![CDATA[OGM]]></category>
		<category><![CDATA[Rosita Isa]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Agraria di Pechino]]></category>

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		<description><![CDATA[Un laboratorio argentino ha annunciato ieri di aver creato prima mucca transgenica al mondo con geni umani che permette all’animale di produrre l’equivalente del latte materno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/06/0003280614B-1920x1440.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5008" title="0003280614B-1920x1440" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/06/0003280614B-1920x1440-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Ecco l&#8217;ennesima forzatura di una scienza che rema in una direzione assolutamente contraria alla natura&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: gaianews.it &#8211; 11 giugno 2011</em></p>
<p style="text-align: justify;">Un laboratorio argentino ha annunciato ieri di aver creato prima mucca transgenica al mondo con geni umani che permette all’animale di produrre l’equivalente del latte materno.</p>
<p style="text-align: justify;">L’annuncio è arrivato solo qualche giorno dopo le notizie giunte dalla Cina secondo cui alcuni scienziati prevedevano la possibilità di allevare mucche geneticamente modificate per la produzione di latte materno. Il latte prodotto potrebbe essere in vendita nei supermercati entro tre anni.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori dell’Università di Agraria di Pechino hanno dichiarato di avere una mandria di 300 mucche transgeniche, che sono state allevate con l’inserimento di geni umani in embrioni di mucca clonata, successivamente impiantati in madri surrogate.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, l’agenzia AFP ha riferito che l’istituto nazionale argentino per la tecnologia agroalimentare ha detto che “la mucca clonata di nome <strong>Rosita Isa</strong> è il primo bovino al mondo che incorpora i geni umani che contengono le proteine ​​presenti nel latte materno.”</p>
<p style="text-align: justify;">Rosita ISA è nata il 6 aprile da cesareo, perchè pesava più di 45kg, circa il doppio del peso normale delle vacche Jersey, secondo il comunicato.</p>
<p style="text-align: justify;">Da adulta, “<strong><em>la mucca produrrà latte simile a quello degli esseri umani</em></strong>”, dice la nota.</p>
<p style="text-align: justify;">In Cina, i lavoratori di un’azienda casearia che lavora per l’Università hanno già assaggiato il latte – e ha detto che è più dolce e più forte della varietà bovina.</p>
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		<title>“Batterio killer, più che la verdura bisogna temere la carne”</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 07:17:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[batterio killer]]></category>
		<category><![CDATA[Donato Greco]]></category>
		<category><![CDATA[epidemiologo esperto Oms per le malattie batteriche]]></category>
		<category><![CDATA[escherichia coli]]></category>
		<category><![CDATA[germania batterio killer]]></category>
		<category><![CDATA[malattie batteriche]]></category>
		<category><![CDATA[’infezione di escherichia coli che sta colpendo la Germania.]]></category>

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		<description><![CDATA[L’epidemiologo Donato Greco parla dell’infezione di escherichia coli  e indica la carne come alimento che può maggiormente trasmettere il batterio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/06/Batterio-Killer-Germania.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4949" title="Batterio-Killer-Germania" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/06/Batterio-Killer-Germania-300x217.jpg" alt="" width="204" height="147" /></a><em>Al di là degli allarmi lanciati con toni catastrofisti in questi giorni, noi non avevamo dubbi che dovessero essere considerate le carni la fonte principale di batteri.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Lo confermano le parole dell&#8217;epidemiologo Donato Greco che ovviamente non prende una posizione legata alla possibilità di non mangiare carne del tutto ma si limita a consigliare di cucinarla bene..</em></p>
<p style="text-align: justify;">L’epidemiologo <strong>Donato Greco</strong> parla dell’infezione di escherichia coli</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>“Abitualmente questo microrganismo vive nell’intestino dei bovini. Quindi si puo’ trovare nelle carni crude, come le tartare, ma anche negli hamburger.<br />
Il mio consiglio e’ di cuocere tutto molto bene”.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Lo dichiara in un’intervista a ‘la Repubblica’ Donato Greco, epidemiologo esperto Oms per le malattie batteriche, in merito all’infezione di escherichia coli che sta colpendo la Germania.</p>
<p style="text-align: justify;">DIFFUSIONE ATTRAVERSO L’ACQUA – Quanto all’ipotesi che l’infezione possa diffondersi attraverso l’acqua, Greco aggiunge:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>“Il modo in cui si sta diffondendo la malattia mi fa escludere questa ipotesi. Tra l’altro quel germe non ama stare nell’acqua, dove pure puo’ essere presente. Anche frutta e verdura mi sembrano meno probabili rispetto alla carne: non ho mai visto dei coli enterotossici su questi alimenti. Comunque credo, e mi auguro, che l’Oms nel giro di poco ci dica da dove parte la malattia. Mi sorprendono i tempi lunghi impiegati dalla Germania per capire cosa sta succedendo”.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">In merito alle cure, secondo l’epidemiologo, “<em>Gli antibiotici non sono indicati come terapia. Il danno non lo fa il batterio ma la tossina da questo prodotta. E’ questa che va combattuta. Gli antibiotici piuttosto rischiano di sconquassare ancora di piu’ la flora naturale dell’intestino e quindi usarli potrebbe essere controproducente. Ci sono altre terapie, anche complesse vista la gravita’ della malattia”</em>.</p>
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		<title>Slow Fish = Slow Death</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 20:51:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[PROTESTE]]></category>
		<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[bio violenza]]></category>
		<category><![CDATA[massacro dei pesci]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Fish]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Fish = Slow Death]]></category>
		<category><![CDATA[sterminio dei pesci]]></category>
		<category><![CDATA[Veganzetta]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando la morte non fa rumore: l'olocausto dei pesci. Presidio contro Slow Fish - Genova - Domenica 29 maggio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/05/SLOWFISH_BOZZA3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4829" title="SLOWFISH_BOZZA3" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/05/SLOWFISH_BOZZA3-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" /></a>Fonte: Veganzetta.org </em></p>
<p style="text-align: justify;">Domenica 29 maggio gli attivisti del Progetto “<strong>BioViolenza</strong>” insceneranno una protesta contro SlowFish, la fiera della pesca di Genova, promossa da Slow Food e dalle istituzioni locali.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la partecipazione di manifestanti provenienti da varie regioni, gli animalisti rappresenteranno il massacro dei pesci in modo scenografico, per mostrare la crudeltà insita nell’abitudine di uccidere gli abitanti del mare.<br />
La pesca, “sostenibile” o meno, è per noi un’attività ingiustificabile: anche se il dolore di questi esseri muti non risuona per i mari, esso non è meno importante di quello degli animali cacciati, allevati, macellati, né degli umani vittime delle guerre e delle torture che affliggono il pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SlowFish presenta tale massacro in una veste di “sostenibilità”,</strong> di qualità del cibo, di salvaguardia delle tradizioni della pesca locale. Tutte tematiche interessanti e degne di considerazione, ma sostanzialmente funzionali a non far arrivare le voci delle vere vittime alle coscienze dei consumatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Le cifre di questo massacro non sono neppure conosciute al grande pubblico. Migliaia di tonnellate di corpi vengono catturate nei mari, uccise e lasciate agonizzare. Non esiste neppure un conto delle vittime: i pesci, i crostacei e i molluschi sono gli ultimi persino fra gli animali sfruttati, tanto che la loro strage si misura a peso e non a numero (senza contare tutti gli individui la cui morte è un “effetto collaterale” della pesca: uccelli, tartarughe, cetacei…).</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo, abbiamo deciso di dedicare loro questa giornata di mobilitazione, per puntare i riflettori su un vero e proprio olocausto silenzioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Saremo quindi presenti con un presidio ed un banchetto informativo davanti all’ingresso della Fiera di Genova (p.le Kennedy), dalla mattina fino alla sera, per mostrare concretamente che cosa si cela dietro questa immensa kermesse costruita sull’agonia di miliardi di pesci innocenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Come accaduto lo scorso autunno al Salone del Gusto di Torino, dove la conferenza conclusiva fu interrotta platealmente dalla protesta degli animalisti, SlowFood non potrà far finta di nulla di fronte alla forza della compassione e del desiderio di uguaglianza che vuole dar voce alle vittime della schiavitù animale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bioviolenza.blogspot.com/" target="_blank">www.bioviolenza.blogspot.com</a> – bioviolenza@gmail.com – infoline 335-8376756</p>
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		<title>Finiti i pesci? Il rapporto Fish dependence</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/05/04/finiti-i-pesci-il-rapporto-fish-dependence/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 15:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[Coldiretti Impresa Pesca]]></category>
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		<category><![CDATA[ecological debt]]></category>
		<category><![CDATA[European Union]]></category>
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		<category><![CDATA[oceans]]></category>
		<category><![CDATA[sovrasfruttamento degli stock ittici europei]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.laboratorioantispecista.org/?p=4765</guid>
		<description><![CDATA[Il comunicato stampa emesso dalle organizzazioni Ocean2012 e NEF relativamente al quantitativo di pesci pescati nei mari europei è senza dubbio allarmante. a notizia sta rimbalzando su molti giornali e televisioni e si parla di un fermo pesca di 4 mesi come possibile soluzione al problema.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/05/pesci.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4766" title="pesci" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/05/pesci.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il comunicato stampa emesso dalle organizzazioni Ocean2012 e NEF relativamente al quantitativo di pesci pescati nei mari europei è senza dubbio allarmante.</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia sta rimbalzando su molti giornali e televisioni e si parla di un fermo pesca di 4 mesi come possibile soluzione al problema.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema ha una spiegazione molto semplice. La popolazione mondiale cresce, il consumo pro capite aumenta (più 3,6 per cento l´anno), le navi da pesca diventano giganti. Risultato: si preleva a un ritmo più veloce del tasso di riproduzione e i mari si svuotano. Secondo la Fao, a livello globale, il 28 per cento degli stock ittici è sovrasfruttato e un altro 52 per cento è arrivato al limite oltre il quale inizia il declino. Se si andasse avanti così, tutti gli stock commerciali subirebbero il collasso entro il 2048.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente nessuno parla della strage di pesci come qualcosa di evitabile totalmente e non solo razionalizzabile e non ci stupiamo della cosa visto che addirittura molti sedicenti vegetariani consumano pesce.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: IlCambiamento.it &#8211; 3 maggio 2011</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro Paese sta consumando molto più pesce rispetto alla produzione nazionale e dal 30 aprile, di fatto, dipende dai prodotti ittici provenienti da altri mari. A rivelarlo è il dossier <strong>Fish Dependence </strong>presentato da Nef (New Economics Foundation) e Ocean2012.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto si legge nello studio, dal 2000 <strong>la differenza tra la ricchezza dei mari e il prelievo è divenuta sempre maggiore e il deficit alimentare è cresciuto ininterrottamente</strong>. Come ha dichiarato Aniol Esteban di Nef/Ocean2012 e co-autore del rapporto, “<em>gli studiosi avvertono che il 54% dei 46 stock ittici Mediterranei esaminati sono sovra sfruttati</em>”. Così, “<em>mentre il consumo di prodotti ittici rimane invariato e il divario rispetto alle importazioni cresce sempre di più, l&#8217;Italia registra il peggiore squilibrio commerciale di tutti i paesi membri</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">A livello comunitario, infatti, la data indicata per la fine dell&#8217;autosufficienza alimentare per il pesce è quella del 2 luglio. “<em>L’UE</em> &#8211; ha spiegato Serena Maso, coordinatrice nazionale di OCEAN2012 &#8211; <em>aveva la più grande zona di pesca al mondo, ricchissima tra l’altro, ma non è riuscita a gestirla responsabilmente. Per soddisfare la sempre maggiore richiesta di pesce, è aumentato il sovrasfruttamento in altre parti del mondo</em>”. Al fine di invertire questo “trend disastroso”, ha aggiunto Maso, è necessario “ripristinare la salute degli stock ittici europei, pescando secondo criteri di sostenibilità e consumando solo prodotti ittici pescati in sicurezza”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda il caso italiano, la proposta avanzata dalla <strong>Coldiretti Impresa Pesca</strong> è quella di un <strong>fermo pesca</strong> di quattro mesi per la fascia costiera e il blocco dell&#8217;attività delle imprese per 30 o 60 giorni, al fine di frenare una tendenza che nei primi mesi del 2011 ha visto crollare la produzione ittica.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli effetti del <strong>sovrasfruttamento degli stock ittici europei </strong>sono &#8216;nascosti&#8217; dall&#8217;aumento delle importazioni di pesce proveniente da altri mari. Tuttavia, come sottolinea il rapporto, il dato di fondo è che lo sviluppo dell&#8217;acquacoltura non è riuscito a bloccare la crescente dipendenza dal pesce importato.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fatto, spiega Esteban, il report dimostra che gli Stati dell&#8217;Unione Europea “<em><strong>avendo fallito nella gestione degli stock ittici, si procurano il pesce altrove piuttosto che impegnarsi per riportare gli stock ittici ad un buono stato di salute</strong></em>”. Eppure, “<em>consumare molto più pesce di quanto le acque europee siano in grado di produrne significa compromettere il futuro degli stock ittici e delle comunità che dipendono dalla pesca e mettere a rischio posti di lavoro e mezzi di sussistenza sia in Europa che in altre parti del mondo</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>La crisi che ha investito le nostre banche</em> – continua Esteban &#8211; <em>ci ha insegnato i rischi del vivere al di là delle nostre possibilità finanziarie. Ancora più pericoloso sarebbe vivere oltrepassando la soglia della sostenibilità ecologica</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.neweconomics.org/sites/neweconomics.org/files/Fish_dependence_2011_Update.pdf" target="_blank">Scarica il dossier Fish Dependence – 2011</a></p>
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		<title>Proteine della carne, donne e malattie intestinali</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 08:32:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ada</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[American Journal of Gastroenterology.]]></category>
		<category><![CDATA[Bicetre]]></category>
		<category><![CDATA[Centre Hospitalier Universitaire]]></category>
		<category><![CDATA[colite ulcerosa]]></category>
		<category><![CDATA[malattie intestinali]]></category>
		<category><![CDATA[morbo di Chron]]></category>
		<category><![CDATA[proteine della carne]]></category>

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		<description><![CDATA[Mangiare troppe proteine della carne può aumentare nelle donne il rischio di sviluppare malattie intestinali: è quanto sostiene uno studio condotto presso il Centre Hospitalier Universitaire di Bicetre a Parigi e pubblicato sulla rivista American Journal of Gastroenterology.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/06/sausage_2.jpg"><img class="size-full wp-image-4739 aligncenter" title="sausage_2" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2010/06/sausage_2.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mangiare troppe <strong>proteine della carne </strong>può aumentare nelle donne il rischio di sviluppare <strong>malattie intestinali</strong>: è quanto sostiene uno studio condotto presso il <em>Centre Hospitalier Universitaire </em>di Bicetre a Parigi e pubblicato sulla rivista <em>American Journal of Gastroenterology.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Fra le malattie intestinali dello studio si noverano il <strong>morbo di Chron </strong>e la <strong>colite ulcerosa</strong>, patologie spesso di tipo familiare: capire il ruolo svolto dalle proteine nella loro genesi potrebbe essere molto utile soprattutto in caso di familiarità.<br />
I ricercatori hanno studiato i dati relativi a 67000 donne, di età compresa fra i 40 e i 65 anni con<em>follow up </em>decennale; durante questo periodo il 77% delle donne ha sviluppato malattie intestinali di tipo infiammatorio.<br />
Il 90% del campione iniziale consuma più dell’RDA raccomandato di <strong>proteine</strong>; le donne con il consumo più alto di proteine corrono un rischio triplo rispetto alle altre di sviluppare malattie intestinali di tipo infiammatorio; il rischio è massimo se le proteine consumate derivano dalla<strong> carne </strong>e dal <strong>pesce</strong> mentre decresce se le proteine provengono da <strong>uova</strong> e <strong>latticini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La digestione delle proteine della carne può determinare la costituzione di sottoprodotti tossici per il colon e il largo consumo di proteine della carne può alterare la normale <strong>flora batterica </strong>del colon.</p>
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		<title>IOWA: 67 voti a favore e 27 contro</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/03/29/iowa-67-voti-a-favore-e-27-contro/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 13:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[VIDEO]]></category>
		<category><![CDATA[florida allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[florida divieto di fotografare allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[iowa]]></category>
		<category><![CDATA[lobby degli allevatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Approvata la legge che impedisce i filmati animalisti. Non avevamo alcun dubbio sul fatto che il potere avrebbe votato una legge che va a favore della lobby degli allevatori, del resto è ovvio che la legge tuteli chi produce denaro e ricchezza, poco importa se a fare le spese di questo business sono gli animali e se il provvedimento è assolutamente liberticida.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>È stata approvata in prima istanza dal Parlamento dello Iowa (USA) la proposta di legge che impedisce di filmare all’interno di strutture che utilizzano animali, ed in modo particolare quelle di allevamento. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non avevamo alcun dubbio sul fatto che il potere avrebbe votato una legge che va a favore della lobby degli allevatori, del resto è ovvio che la legge tuteli chi produce denaro e ricchezza, poco importa se a fare le spese di questo business sono gli animali e se il provvedimento è assolutamente liberticida.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, vista l&#8217;efficacia delle investigazioni all&#8217;interno degli allevamenti di animali che rendono pubbliche le crudeltà perpetrate al loro interno, il potere si tutela. Si tutela dai danni economici provenienti dal calo delle vendite, si tutela dai danni di immagine  e da quelli materiali legati ad azioni di boicottaggio e di liberazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sia mai che qualche estremista animalista si introduca all&#8217;interno di queste strutture portando alla luce quello che la gente non deve assolutamente vedere, la sofferenza, la prigionia, la morte in nome del profitto.</p>
<p style="text-align: justify;">Potrebbe accadere quanto speriamo, ovvero che quante più persone possibile aprano gli occhi vedendo la verità, quello che tutte le aziende produttrici di prodotti di origine animale tenta di celare in ogni modo propinando un&#8217;immagine falsamente idilliaca di quanto avviene all&#8217;interno degli allevamenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le mucche da carne non stanno sui prati.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le galline non razzolano su aie sterminate.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>I maiali non corrono liberi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le pecore non cedono volentieri la loro lana.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questa è la verità, ed è proprio questa verità che questo provvedimento vuole impedire che si conosca.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma se questo provvedimento vieterà che queste immagini vengano diffuse in Iowa, non sarà possibile fermare, per la lobby degli allevatori, gli attivisti di tutto il mondo, che continueranno a diffondere immagini e filmati provenienti da allevamenti in tutto il mondo che, tristemente, da questo punto di vista, è tutto uguale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro precedente<a href="http://www.laboratorioantispecista.org/?p=4499" target="_blank"> articolo</a> sulla vicenda.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Il video è tratto dal documentario &#8220;Meet your Meat&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Florida: Il senatore Norman propone disegno di legge che punisce chi fotografa gli allevamenti</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/03/21/florida-il-senatore-norman-propone-disegno-di-legge-che-punisce-chi-fotografa-gli-allevamenti/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 22:28:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[florida allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[florida divieto di fotografare allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[lobby degli allevatori]]></category>
		<category><![CDATA[macelli]]></category>
		<category><![CDATA[senatore Norman]]></category>

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		<description><![CDATA[Un disegno di legge presentato dal senatore Jim Norman , mira a punire chi fotografa le aziende (fattorie, allevamenti e stabilimenti) di produzione di prodotti animali senza il consenso scritto del proprietario rendendo quest'azione un vero e proprio crimine in Florida.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: Floridaindependent.com &#8211; 21 marzo 2011</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/03/norman.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4500" title="norman" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/03/norman-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a>Un disegno di legge presentato dal senatore Jim Norman , mira a punire chi  fotografa le aziende  (fattorie, allevamenti e stabilimenti) di produzione di prodotti animali senza il consenso scritto del proprietario rendendo quest&#8217;azione  un vero e proprio crimine in Florida.</p>
<p style="text-align: justify;">Il disegno di legge ha suscitato grande scalpore tra gli animalisti e gli attivisti per i diritti animali che evidenziano quanto questo disegno di legge miri a nascondere le condizioni di sofferenza degli animali all&#8217;interno degli allevamenti a vantaggio della lobby degli allevatori.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em><strong>Questa legge è davvero scandalosa e francamente Sen. Norman dovrebbe vergognarsi di se stesso</strong></em>&#8220;, afferma Jeff Kerr, consulente generale della PETA.</p>
<p style="text-align: justify;">Il testo del disegno di legge sancisce l&#8217;illegalità delle foto scattete nelle fattorie e negli allevamenti e espone il  “colpevole” a sanzioni molto pesanti (10 mila dollari di multa e fino a 30 anni di prigione).</p>
<p style="text-align: justify;">“<em><strong>Il provvedimento va oltre il ridicolo oltre ad essere palesemente incostituzionale e chiaramente volto a proteggere torturatori di animali</strong></em>&#8220;, spiega Kerr. &#8221;<strong><em>Dovrebbero essere stanziati fondi per installare telecamere nei macelli e negli allevanti in modo che i torturatori possano essere identificati e perseguiti, non tutelati a porte chiuse</em></strong>.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente non ci sono meccanismi atti a monitorare il benessere degli animali nelle fattorie della Florida e le ispezioni si concentrano sul cibo somministrato ma non sulle condizioni degli animali.Secondo organizzazioni come la PETA e la Fondazione per i Diritti degli animali della Florida Norman avrebbe redatto il disegno di legge in risposta a una serie di rivelazioni legate alle condizioni orribili nelle aziende agricole in tutto il paese per fare in modo che gli operatori del settore possano continuare indisturbati.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Gli informatori svolgono un ruolo importante nella nostra società evidenziando abusi non solo nell&#8217;industria agro-alimentare, ma in ogni settore&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Paul Shapiro, portavoce della Humane Society dice. &#8221;<em>L&#8217;agrobusiness è notoriamente reticente perché molte delle sue pratiche standard sono estreme e crudeli</em>”</p>
<p style="text-align: justify;">Anche dagli stessi operatori del settore si levano voci contrarie al disegno di legge di Noman.</p>
<p style="text-align: justify;">Il direttore di CattleNetwork.com, un sito web affiliato con il più antico mensile nazionale sugli allevamenti di  bestiame (Drovers) ha di recente firmato un articolo in polemi con il disegno di legge, affermando che tali misure &#8220;estreme&#8221; possono dare l&#8217;impressione che l&#8217;industria del settore abbia qualcosa da nascondere.</p>
<p style="text-align: justify;">Di questo noi siamo sempre stati certi ed è proprio per questo che nasce il disegno di legge Norman, per proteggere con un muro di disinformazione gli allevatori ed evitare che vengano diffusi immagini e filmati che ovviamente potrebbero orientare l&#8217;opinione pubblica contro questa lobby di assassini.</p>
<p style="text-align: justify;">Coltivatori e allevatori, secondo il direttore di CattleNetwork.com non dovrebbero nascondere le loro pratiche di produzione ma coinvolgere il pubblico  una politica di trasparenza ma siamo certi che non lo faranno mai.</p>
<p style="text-align: justify;">Le immagini di prati verdi con animali felici al pascolo sono talmente lontani dalla verità che gli allevatori hanno l&#8217;urgenza di nascondere la verità.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Nell&#8217;Henan, carne di maiale contenente “veleno”. Sospesi i responsabili sanitari locali</title>
		<link>http://www.laboratorioantispecista.org/2011/03/20/nellhenan-carne-di-maiale-contenente-%e2%80%9cveleno%e2%80%9d-sospesi-i-responsabili-sanitari-locali/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 22:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCELTA VEGAN]]></category>
		<category><![CDATA[China Central Television]]></category>
		<category><![CDATA[clenbuterolo idrocloride]]></category>
		<category><![CDATA[contee dell’Henan]]></category>
		<category><![CDATA[huanghui Investment and Development Co]]></category>
		<category><![CDATA[Jiyuan e altre contee dell’Henan]]></category>
		<category><![CDATA[maiali alimentati con sostanze illegali cina]]></category>
		<category><![CDATA[Mengzhou]]></category>
		<category><![CDATA[Qinyang]]></category>
		<category><![CDATA[Uffici per l’Allevamento Animale]]></category>

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		<description><![CDATA[La televisione denuncia che nel mangime per i maiali è usato clenbuterolo idrocloride, sostanza che rende la carne più magra, ma velenosa per l’uomo. Ordinate immediate ispezioni. Coinvolta la ditta Shuanghui, leader nazionale per le carni lavorate.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Dietro all&#8217;industria della carne non solo sofferenza per gli animali ma anche rischi elevati per la salute di chi la consuma. In Cina ennesimo scandalo legato all&#8217;uso di sostanze atte ad incrementare la produzione ma illegali perchè nocive nell&#8217;allevamento dei maiali.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: AsiaNews/Agenzie &#8211; 17 marzo 2011</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/03/suini-maiali-zootecnia-IMG_8684.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4495" title="suini-maiali-zootecnia-IMG_8684" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/03/suini-maiali-zootecnia-IMG_8684-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>I responsabili degli Uffici per l’Allevamento Animale sono stati sospesi nelle <strong>contee dell’Henan </strong>dove <strong>gli allevatori nutrono i maiali con sostanze illegali e nocive per l’uomo</strong>, dopo la denuncia del 15 marzo in un servizio della China Central Television.</p>
<p style="text-align: justify;">Le riprese mostrano allevatori di Mengzhou, Qinyang, Jiyuan e altre contee dell’Henan che mischiano nel mangime <strong>clenbuterolo idrocloride</strong>, sostanza che rende la carne più magra ma è nociva per l’uomo. <strong>Gli ispettori sanitari sono anche filmati mentre fingono di non vedere le violazioni, dopo avere preso tangenti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I maiali così nutriti si sviluppano con rapidità e possono essere macellati prima, inoltre la loro carne è molto pregiata perché poco grassa.<strong> Ma il clenbuterolo idrocloride è proibito perché velenoso per l’uomo, può aumentare la pressione del sangue ed è causa di malattie cardiache e, in caso di consumo prolungato, anche tumori</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I maiali avviati al macello devono ottenere 3 certificati di quarantena ed essere contrassegnati con punzoni alle orecchie. Ma la Cctv mostra che per circa 200 yuan (22 euro) un “<em>intermediario</em>” forniva tutti i certificati, senza chiedere documenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il ministro per l’Agricoltura ha subito mandato squadre d’indagine e il governo provinciale dell’Henan ha ordinato ai 16 allevatori indicati nel servizio di cessare le vendite e distruggere oltre 130 tonnellate di carne di maiale lavorata sospettata di contaminazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lo scandalo è grande anche perché dal servizio televisivo l’espediente appare molto diffuso e sono coinvolti allevatori che forniscono i maiali alla ditta <strong>Shuanghui Investment and Development Co</strong>., leader nazionale per le carni che vende in tutto il Paese. La ditta, con sede a Luohe (Henan), ieri ha fatto pubbliche scuse e ha sospeso la produzione nelle zone coinvolte dalla denuncia.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda richiama lo scandalo del settembre 2008 del latte in polvere per neonati cui era aggiunta la tossica melamina per farlo sembra più nutriente, che causò almeno 6 morti accertati e oltre 300mila malati gravi. Anche allora erano coinvolte primarie ditte alimentari. Ci furono pene esemplari per alcuni responsabili della ditta più coinvolta, ma le famiglie danneggiate non hanno ricevuto adeguati indennizzi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il governo, nonostante norme più rigide sulla sicurezza alimentare, non riesce a debellare le continue gravi frodi, che coinvolgono anche aziende nazionali. Esperti commentano sarebbe necessario dare maggior spazio alle denunce private e alle richieste di risarcimento, invece di mettere a tacere e arrestare chi protesta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>No alla carne da animali clonati. Battaglia in corso a Bruxelles</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 22:15:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BIOTECH/OGM]]></category>
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		<category><![CDATA[import e al consumo di carne clonata in Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Oecd (Organisation for economic cooperation and development)]]></category>
		<category><![CDATA[regolamento (CE) n. 258/97]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea carne animali clonati]]></category>

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		<description><![CDATA[Braccio di ferro tra Parlamento europeo e Consiglio dei ministri Ue sul consumo di prodotti ottenuti da clonazione. Gli europarlamentari si oppongono, mentre molti Stati membri, Gran Bretagna in testa, sono favorevoli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: Repubblica.it &#8211; 02 febbraio 2011 </em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/03/pecora_dolly.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4491" title="pecora_dolly" src="http://www.laboratorioantispecista.org/wp-content/uploads/2011/03/pecora_dolly.jpg" alt="" width="260" height="273" /></a>I discendenti della pecora Dolly e altri animali clonati destinati a finire nei piatti dei consumatori europei. O almeno così chiede il Consiglio dei ministri dell&#8217;Ue, che ha espresso parere favorevole all&#8217;<strong>import e al consumo di carne clonata in Europa</strong>. Ieri la questione è stata animatamente ridiscussa in un incontro tra i ministri delle politiche alimentari dell&#8217;Ue e gli eurodeputati. Tra Europarlamento e Consiglio, infatti, è in corso da mesi un braccio di ferro sulla proposta di utilizzo per finalità alimentari degli animali clonati e della loro progenie.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti Stati membri, Gran Bretagna in testa, con il sostegno del parere favorevole espresso sia dalla britannica Fsa (Food standard agency) sia dall&#8217;europea Efsa, l&#8217;Agenzia per la sicurezza alimentare con sede a Parma, sono propensi ad aprire le porte ai prodotti alimentari ottenuti da questi animali. <strong>Il Parlamento europeo, invece, reputa inaccettabile questa ipotesi e la restituisce al mittente, chiedendo alla Commissione di presentare una proposta di regolamento.</strong> &#8220;<em>Una posizione</em> &#8211; chiarisce Dario Dongo del Fattoalimentare.it &#8211; <em>che appare in linea con il principio della &#8216;better regulation&#8217; (il legiferare al meglio, ndr), cui l&#8217;attività legislativa europea dovrebbe sempre ispirarsi. Secondo i parlamentari non si può mettere sullo stesso piano, e sottoporre a identiche procedure, l&#8217;approvazione di alimenti la cui novità sia legata all&#8217;impiego di nuovi microrganismi ed enzimi con quella di cibi derivati dalla manipolazione genetica dei nipoti della pecora Dolly</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il conto alla rovescia per definire il nuovo regolamento è già iniziato. Secondo la procedura di conciliazione legislativa, se entro il 29 marzo Parlamento e Consiglio non troveranno un accordo, si dovrà ripartire da capo. E la disciplina dei nuovi alimenti rimarrà ancorata al vecchio regolamento (CE) n. 258/97</strong>, la cui complessità ha di fatto ostacolato la ricerca e lo sviluppo di prodotti potenzialmente utili alla popolazione europea che, come risulta dal recente rapporto Oecd (Organisation for economic cooperation and development), tende a invecchiare e aumentare di peso oltre misura.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;europarlamentare Pd Gianni Pittella, primo vicepresidente del Parlamento europeo e il responsabile di questo negoziato, ritiene necessario trovare un punto di equilibrio. &#8220;<em>Non vogliamo latte e carni degli animali clonati sulle nostre tavole</em> &#8211; spiega Pittella &#8211; <em>quello della clonazione a fini alimentari costituisce il principale nodo politico da sciogliere e l&#8217;Europarlamento vuole chiarezza. Per questo continueremo a chiedere un quadro legislativo vincolante in grado di coprire tutti i principali aspetti relativi alla clonazione. Fino a quando questo quadro di norme non sarà in vigore riteniamo necessario prevedere una moratoria nei confronti di tutti i cibi derivanti da animali clonati e dalla loro discendenza</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Circa le sorti del negoziato e le probabilità che si raggiunga un accordo entro fine marzo, Pittella ha le idee chiare: &#8220;<em><strong>Ci sono buone possibilità di trovare una soluzione condivisa a condizione che il Consiglio dimostri maggiore ragionevolezza. Le scelte in una materia tanto delicata &#8211; la salute dei cittadini &#8211; non possono essere condizionate dagli interessi economici e dalle relazioni commerciali con i principali Paesi d&#8217;oltreoceano, USA e Paesi latinoamericani, dove la clonazione a fini alimentari è prassi corrente. Un buon segnale pare arrivare da Italia e Francia che sembrano volersi schierare contro l’ingresso di animali clonati nel mercato, spaccando così l&#8217;unità in seno al Consiglio</strong></em>&#8220;.</p>
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