Barroso: «Non imporrò le colture Ogm ai paesi Ue»
Fonte: LaNuovaEcologia.it
Il dossier sul futuro degli Ogm in Europa, che da mesi cova sotto le ceneri alla Commissione europea, si infiamma improvvisamente proprio nel giorno dell’investitura del nuovo Esecutivo da parte del Parlamento europeo, con al timone il portoghese José Manuel Barroso. E proprio da Barroso, che negli ultimi mesi aveva avocato a se il contestato dossier, oggi vengono delle importanti dichiarazioni e chiarimenti. In primo luogo, dichiara il suo portavoce, il presidente “non vuole imporre la coltura degli Ogm in Europa“. Inoltre, “ha già incaricato il commissario europeo alla sanità, John Dalli, di sviluppare un quadro più consistente e più efficace per gli Ogm, in linea con gli obblighi giuridici dell’Ue e le attese dei cittadini europei“.
Questo quadro sarà basato sugli orientamenti che lo stesso Barroso ha indicato per la futura Commissione. Proprio qui sta la grande novità. In quel testo infatti Barroso fa ammenda: “Non sempre – scrive – abbiamo garantito il giusto equilibrio, e non sempre abbiamo riflettuto a fondo sulle conseguenze della diversità in un’Unione a 27. In un settore come quello degli Ogm, ad esempio, dovrebbe essere possibile combinare un sistema di autorizzazioni comunitarie a base scientifica con la facoltà per gli Stati membri di decidere liberamente se intendono o meno coltivare specie geneticamente modificate sul loro territorio“.
Insomma, Bruxelles volta pagina raccogliendo gli imput giunti da diversi stati membri per mettere fine all’impasse che da anni blocca il processo decisione sugli Ogm in Europa. Il primo a rallegrarsene è il ministro per le politiche agricole e alimentari Luca Zaia che “condivide” l’approccio di Barroso: “Credo che le parole ‘non voglio imporre’ – dice il ministro – siano esattamente quelle che ogni cittadino si aspetta di sentire dalle istituzioni nazionali e comunitarie“. E proprio la posizione dei cittadini europei appare senza equivoci: secondo l’ultimo sondaggio Ue il 62% dei cittadini consultati – tra questi il 77% degli italiani – sostengono di essere “preoccupati” per la presenza di Ogm in alimenti e bibite.
Quali i prossimi passi di Bruxelles? “Bisogna aspettare i tempi politici, al momento non c’é né un calendario né una decisione” spiega il portavoce. Di certo c’é la volontà di avanzare al più presto. Sono diversi i dossier sulla coltivazione di Ogm che attendono una decisione: dal via libera alla patata Ogm Amflora su cui il Consiglio Ue non ha preso posizione alle proposte sui mais Bt11 e Bt1507, fino al rinnovo dell’autorizzazione per il mais Mon810, scaduta dopo 10 anni.





















