Aggiornamento gatta rinchiusa allo Zeta sgomberato. Lalla è libera!
Dopo quasi 4 giorni trascorsi all’interno dei locali del Laboratorio Zeta di via A.Boito 7 a Palermo, Lalla è stata liberata alle ore 17,15.
Ringraziamo tutti coloro i quali ci hanno dimostrato la loro solidarietà e hanno dimostrato interesse verso la vicenda e ribadiamo il nostro impegno nei confronti dei gatti della colonia felina di via Boito.
La gatta attualmente è stata portata presso una casa dove avrà modo di rifocillarsi e calmarsi un pò visto che era molto nervosa e spaventata. Le sue condizioni sembrano abbastanza buone, tranne che per una zampa, la posteriore destra, che non può poggiare bene perchè probabilmente si è ferita durante uno dei tentativi di uscire.
Domani mattina, visto che comunque la situazione non è grave, sarà portata dal veterinario per i controlli.
Ora che tutto si è risolto per il meglio vogliamo sottolineare le mancanze degli organi preposti a intervenire in questi casi, anche di chi ha sbandierato il proprio interesse e non ha poi fatto assolutamente nulla.
Di certo, visto che collegata alle vicende dello sgombero del Laboratorio Zeta, la vicenda è stata senza dubbio più complicata, ma siamo ben lontani dall’immagine tanto nota del pompiere che aiuta un gattino a scendere da un albero.
In questo caso, purtroppo, è stato necessario sentirsi dire tantissimi no, prima di ottenere che fosse concessa l’autorizzazione ad aprire i locali. Sono state necessarie tante ore di attesa assolutamente vana prima di riuscire nel nostro intento.
Fior fiore di assessori comunali hanno detto di essersi interessati alla vicenda e hanno sbandierato su mezzi come Facebook di essere stati in prima linea quando non si sono neppure presentati sul posto e il Canile municipale, da loro allertato, si è presentato quanto tutto era già stato fatto, alle 18.00 e Lalla era già stata portata al sicuro.
Per tutta la giornata di oggi e nei giorni precedenti nessuno di loro si è presentato e, finchè non abbiamo preso la decisione di recarci direttamente in Questura centrale, da cui effettivamente è partita l’operazione che ha portato alla liberazione del gatto alla presenza di un cordone di Polizia con tanto di scientifica e attuale assegnataria dell’immobile che ha autorizzato l’operazione, nient’altro si è mosso.
Tutto è bene quel che finisce bene, potremmo dire, almeno da questo punto di vista della vicenda ma, di certo, da quanto è accaduto trarremo le nostre conclusioni in merito all’interesse e all’impegno che l’amministrazione della nostra città, le istituzioni preposte e infine chi ha detto di essersi interessato hanno dimostrato.
E’ facile scrivere su Facebook, a un orario comodo come le 10 del mattino, “Sto andando a liberare la gatta”, quando non ci si pregia neppure di recarsi sul posto a controllare nè di muovere un dito finchè tutto non viene risolto in altro modo.
Ovviamente è chiaro che in questo momento, al di fuori dello stabile, si trovano ancora i ragazzi che hanno vissuto lo spazio e che restano a presidiare quella che è stata la loro casa per tanto tempo, e la nostra solidarietà e il nostro pensiero va a loro.
La “questione gatto” è di certo qualcosa che si è inserita in un contesto già di per sè delicato ma che con il contesto ha poco a che fare, senza dubbio detestavamo già le mura che adesso chiudono porte e finestre del Laboratorio Zeta costringendo esseri viventi a rimanere fuori (i ragazzi sudanesi) e adesso abbiamo un motivo in più per farlo dato che queste mura hanno costretto un gatto a rimanervi rinchiuso all’interno per 4 giorni.
Solo questo vogliamo sottolineare, la nostra felicità per la risoluzione della vicenda legata al gatto, la nostra rabbia verso chi, organi preposti e presunti animalisti eletti ed elettori, non hanno mosso un dito.
Invitiamo perciò tutti quanti a evitare di strumentalizzare la vicenda per i propri fini, di qualunque tipo.





















