Postato da admin 18 - gennaio - 2012 0 Commenti

Basf, gigante della chimica e delle biotecnologie, ha annunciato che sta abbandonando i suoi piani per lo sviluppo e la commercializzazione di colture Ogm in Europa.

Il colosso infatti trasferirà negli USA la sede di PlantScience, la controllata che si occupa di ingegneria genetica applicata all’agricoltura, a causa delle fortissime resistenze che ha incontrato nel far accettare i suoi prodotti agricoli OGM, come le patate Amflora, Amadea, Modena e Fortuna.

Le motivazioni dettagliate di questa scelta le spiega in un comunicato stampa Stefan Marcinowski, membro del CDA di BASF:

“Siamo convinti che la biotecnologia sia una tecnologia chiave per il ventunesimo secolo. Ciò nonostante, c’è ancora una scarsa accettazione di questa tecnologia in molte parti d’Europa tra la maggioranza dei consumatori, degli agricoltori e dei politici. Di conseguenza, non ha senso continuare ad investire in prodotti specifici per la coltivazione in questo mercato. Quindi ci concentreremo sugli interessanti mercati del nord e sud America e sui mercati emergenti dell’Asia.”

Immediato il commento di Federica Ferrario, responsabile campagna ogm di Greenpeace, che ha detto in proposito:

“Basf ammette che gli europei non vogliono le colture Ogm e hanno buone ragioni per non volerli. Non solo a causa delle preoccupazioni per i rischi sanitari, ma perché gli ogm vanno a braccetto con l’agricoltura di stampo industriale, l’uso di pesticidi, la resistenza a infestanti e parassiti e hanno rese deludenti a lungo termine”

Inizialmente, BASF aveva sperato di introdursi nel mercato europeo,  vista l’approvazione da parte della Corte di Giustizia Europea (avvenuta nel marzo del 2010) della semina della patata Amflora e di tre varietà di mais transgenico, ma evidentemente le battaglie anti ogm hanno dato i loro frutti.

La fuga di Basf in America non dipende infatti solo dal rifiuto dell’Europa ma è il risultato di  sconfitte verificatesi negli ultimi due anni in Cina, India, Filippine, Thailandia e altrove.

Sono questi i motivi per cui oltre il 90 per cento degli ogm a uso alimentare viene oggi coltivato in soli quattro paesi del continente americano e esempi di rifiuto simile a quello europeo legato alla coltivazione della patata ogm si erano già verificati.

Nel 2011, l’India ha respinto l’autorizzazione della melanzana ogm, l’unico alimento transgenico per il quale era stata chiesta l’autorizzazione, mentre nel settembre 2011 la Cina ha sospeso la commercializzazione di riso ogm. Anche Filippine e Thailandia hanno respinto riso geneticamente modificato.

Basf sta accantonando la sua patata ogm resistente agli antibiotici, l’Amflora, una delle uniche due colture ogm autorizzate per la coltivazione in alcuni paesi europei. “Una coltivazione biotech che si è rivelata un vero e proprio flop commerciale” commenta Greenpeace. La società tedesca Basf prende atto della crescente opposizione della maggioranza dei cittadini europei che in quasi due casi su tre (61 per cento) si sono detti molto contrari ai cibi geneticamente modificati. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare la decisione della multinazionale tedesca di rinunciare allo sviluppo e alla commercializzazione di nuovi prodotti transgenici (ogm) destinati all’Unione europea.

“Un comportamento che – precisa la Coldiretti – non potrà non essere presto seguito anche dalle altre multinazionali come dimostra il calo della superficie coltivata a Ogm in Europa che si è progressivamente ridotta negli ultimi anni fino ad appena 91.643 ettari (2010) mentre su un totale di 27 paesi dell’Unione Europea – continua la Coldiretti – solo in 6 è stato coltivato mais Ogm (Spagna, Romania, Slovacchia, Portogallo, Polonia, e Repubblica Ceca). Sono invece solo 450 gli ettari coltivati con patata ”amflora” da seme che è presente – conclude la Coldiretti – solo in tre paesi (Germania, Svezia e Repubblica Ceca)”.

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