L’industria psichiatrica, nel suo sforzo infinito di trasformare artificiosamente ogni attività umana in controtendenza con la maggioranza e potenzialmente lesiva dello status quo in “disordini mentali”, sta ora propagandando il disordine più ridicolo che abbia mai inventato: il Disturbo del Mangiare Sano.
Può sembrare strano ma chiunque sia particolarmente attento a ciò che mangia, può essere facilmente tacciato di essere ”mentalmente malato” e bisognoso di cure farmacologiche con la benedizione della scienza moderna.
Scrive il quotidiano The Guardian:
«La fissazione di mangiare sano può essere il sintomo di un grave disordine psicologico. Questo “disordine” è chiamato ortoressia nervosa, una locuzione Latineggiante che significa “preoccupati riguardo il mangiare correttamente“.»
«Gli ortoressici hanno delle regole rigide sul cibo. Il rifiuto di toccare zucchero, sale, caffeina, alcol, grano, glutine, lievito, soia, cereali e latticini non è altro che l’inizio delle restrizioni dietetiche. Ogni cibo entrato in contatto con pesticidi, diserbanti o che contiene additivi artificiali è inammissibile».
Come se cercare di evitare le sostanze chimiche o – peggio ancora – scegliere uno stile di vita vegan o vegetariano o in qualsiasi modo cercare di prestare attenzione a ciò di cui ci nutriamo renda chiunque un paziente psichiatrico visto che oggigiorno è considerato “normale” nutrirsi in modo inconsapevole di qualsiasi cosa, spesso di cibi tutt’altro che sani.
Il Guardian si spinge perfino al ridicolo dicendo che «L’ossessione su quali sono i cibi “buoni” e quali i “cattivi” può condurre gli ortoressici ad essere malnutriti».
Ora ci domandiamo come possano delle persone che sono attente a cosa mangiano, evitano prodotti chimici, scelgono attentamente gli ingredienti, essere definiti “malnutriti” quando è evidente che chi può avere (ed ha) dei problemi di salute è chi non presta attenzione a cosa mangia e lascia spazio nella sua alimentazione a tutto quello che gli capita sottomano.
Ovviamente l’attenzione della psichiatria per le scelte alimentari è legata agli interessi che ruotano attorno all’industria alimentare stessa ed è sintomatica di quanto le scelte alimentari “diverse” siano ritenute pericolose e da porre sotto controllo perché chi le porta avanti è un individuo che già a partire da cosa mette nel suo piatto si pone delle domande su quanto lo circonda e si da delle risposte contrarie a quanto viene imposto dalla società attuale.
E’ un sovversivo quindi, qualcuno da reprimere catalogandolo come “pazzo” perchè consapevole delle brutture che si nascondono dietro all’apparenza delle cose e che mette in discussione l’ “ordine naturale delle cose” per come questo è propagandato dal potere attuale.
E’ già successo in passato e succederà ancora per infinite categorie umane.
Il messaggio che passa adesso è che i consumatori di cibo spazzatura sono “normali”, “sani” e “ben nutriti” mentre quelli di cibo sano, invece, sono malati, anormali e malnutriti.
Chi gestisce lo nostra società consumistica corre un grossissimo rischio per la diffusione di abitudini legate alle scelte alimentari ed è per questo motivo che chiunque le metta in discussione, deve essere zittito, isolato e curato.













