Abbiamo avuto modo di leggere su Facebook una nota relativa alle domande che, qualche tempo fa, abbiamo posto, in un articolo comparso sul nostro sito, a chi gestisce il gattile dell’Ediga, una sorta di risposta elaborata da una persona che si definisce volontaria della struttura.
Ci dispiace molto che non sia ancora arrivata una risposta “ufficiale” alle nostre domande, ma che continuino ad arrivare tentativi di risposta da parte di persone che orbitano attorno alla struttura, e soprattutto ci spiace che chi ha deciso di diffondere questo scritto non abbia scelto un mezzo pubblico per farlo, così come abbiamo invece fatto noi, e abbia invece utilizzato una nota privata su un social network che noi abbiamo avuto modo di leggere solo per caso.
In ogni modo, visto che a leggerla siamo riusciti, vogliamo ricordare a chiunque scriva in difesa della struttura, che in questi casi è sempre necessario assumersi la responsabilità di quello che si afferma.
Noi abbiamo posto delle domande, cosa assolutamente lecita, e ce ne siamo assunti pienamente la responsabilità, ma chi si assume quella di rispondere, ovviamente, se ne assume una più grande.
Domandare è lecito – si dice – rispondere è cortesia. E in questo caso, è anche un’assunzione di responsabilità.
Sottolineiamo che, pur rispondendo a questa nota, non la consideriamo una risposta ufficiale dell’Ediga, perché quella, come è giusto che sia, dovrà arrivare pubblicamente, così come noi pubblicamente abbiamo posto le domande e direttamente da parte della gestione delle struttura, perché quella dell’Ediga non è una questione interna agli amici dei volontari su un social network, ma una questione che riguarda l’intera cittadinanza e non è pensabile risolverla con queste modalità.
Per semplicità, riportiamo le risposte così come sono state elaborate ricordando che non seguono la numerazione delle domande e aggiungiamo un nostro commento, per chiarezza.
Leggiamo nella nota:
“1.il gattile Ediga è una struttura privata
2. non riceve finanziamenti statali o comunali
3.le recinzioni garantiscono l’incolumità degli animali stessi
4.i gatti sono liberi di muoversi e non sono legati a catene
5.i gatti malati sono una piccola percentuale,basta solo andare a vedere con i propri occhi
6.mamme gatto con i loro cuccioli sono state abbandonate fuori dal Gattile e sono state accolte nel rifugio
7.la sterilazzione è una prassi del Gattile
8.i gatti dell’Ediga aumentano solo perchè la gente li abbandona per strada o davanti al rifugio senza nemmeno avere il coraggio di farsi vedere
9.I gatti hanno sempre a disposizione cibo e acqua fresca in abbondanza
10.la pulizia delle varie stanze in cui vengono ospitati i felini è effettuata ogni giorno.Chi ha almeno un animale in casa sa che è umanemente impossibile tenere tutto pulito e profumato,bisognerebbe stargli appresso 24 ore su 24 e ciò mi sembra davvero poco fattibile.
11.se i Nas dovessero intervenire dovrebbero far chiudere il 99 % delle strutture di Palermo,e non mi riferisco ai vari rifugi,canili,colonie feline e tant’altro,ma anche servizi commerciali come panifici,ristoranti ect.Siete mai stati in una cucina di un ristorante?o nel retrobottega di una pasticceria?
12.quando qualcuno viene per adottare un cucciolo la prima cosa che dice è : “non ho preferenze,sceglierò quello che ha più bisogno”.e invece la maggior parte di queste persone se ne va a casa con cucciolo di razza e sanissimo,chissà perchè?
13.Gli affidi non sono dati alla leggera. siamo tutti bravi a parole,ma quando ci ritroviamo a casa un animale che ha bisogno di cibo,cure veterinarie(vaccini ect..),pulizia,attenzioni da parte nostra ci rendiamo conto che non è semplice ed economicamente ha il suo costo. Siamo tutti pronti a questo?o come molti dopo un pò si stancano e li riportano indietro?
14.gli animali non sono giocattoli,sono vite e come tali devono essere rispettate,soprattutto i “felini” animali davvero particolari e speciali :sono territoriali,indipendenti ect e chi ha almeno un gatto a casa sa che lo puoi chiamare 100 volte e non verrà mai,lo puoi coccolare quanto vuoi ma si stancherà presto e cercherà un altro posto dove accucciarsi,spesso alla vista di persone estranee scappano o “soffiano” é il loro istinto e nessuno può farci niente.(parla una che la scorsa settimana doveva portare il suo gatto dal veterinario e si è ritrovata con le mani piene di graffi perchè il mio gatto non voleva entrare nel trasportino manco a fucilate,mi “soffiava e graffiava” come se non mi riconoscesse più,intanto dopo aver disinfettato i graffi ho continuato ad amarlo più di prima)
15.Si può fare di più e meglio per i gatti del rifugio Ediga,ma se ve ne state a casa a parlarne solo male senza aver visto con i propri occhi e senza agire dando una mano reale ,vi prego allora di astenervi dai commenti.
16. Bisogna essere propositivi e non distruttivi,le critiche fanno bene quando sono costruttive…e non quando lasciano il tempo che trovano.
17.Ogni aiuto è ben accolto,io non porto soldi (se ne avessi lo farei) ma tanto amore,buona volontà per dare una mano.io Faccio i fatti e voi”
Innanzi tutto si parla del gattile dell’Ediga come di una struttura privata, e vogliamo ricordare a tutti che le strutture adibite a rifugio per animali, pubbliche o private che siano, sono sottoposte alle stesse normative per quanto riguarda il ricovero degli animali e la gestione. L’attivazione del rifugio è subordinata all’acquisizione di autorizzazione sanitaria rilasciata dal Sindaco a seguito di domanda dell’interessato (D.P.R. 320/54 Regolamento di Polizia Veterinaria e Reg. Com. Igiene Vet.) con precise norme anche per dimensione dei box, la dimensione dei recinti, bocchette di scolo per il drenaggio dell’acqua, impianti, attrezzature, illuminazione, ambulatorio interno, autorizzazioni allo scarico etc… com’è possibile vedere dalla documentazione scaricabile.

la gatta Karen e i suoi cuccioli. La gatta è stata ingravidata e ha partorito all'interno del gattile dell'Ediga come ci ha testimoniato una volontaria.
Riguardo alla presenza di gatte gravide e con cuccioli all’interno della struttura, ci è stato riferito più volte, anche direttamente dalla Narzisi e da volontari storici del gattile, che molte di esse sono state ingravidate all’interno della struttura perché non ancora sterilizzate e detenute insieme a gatti maschi interi. Noi stessi abbiamo documentato scene di accoppiamenti e visto coi nostri occhi femmine in calore negli stessi box dei maschi in tutte le occasioni in cui abbiamo visitato il gattile così come è possibile vedere dalle foto che abbiamo scattato a dicembre.
Di certo si saranno anche verificati casi di abbandono, questo non lo abbiamo mai messo in dubbio, ma negare l’evidenza quando si è perfettamente a conoscenza dei dati di fatto, è cercare di coprire ed essere quindi conniventi.
Durante l’ultima nostra visita, ci è stata raccontata da una volontaria la storia della gatta Karen (nella foto coi suoi cuccioli) che ha partorito in gattile e in gattile è stata ingravidata. L’espressione utilizzata è stata “ANCHE LEI CI HA FREGATI” e proprio la volontaria ci ha invitati a fotografarla.
Riguardo alla pulizia della struttura senza dubbio è impensabile che si mantenga pulita come un appartamento, ma che si dica che allora ogni struttura dovrebbe essere multata o sequestrata dai NAS non è una risposta esauriente o esaustiva né costituisce una giustificazione alle condizioni in cui versano i locali dell’Ediga; veramente non è proprio una risposta. Il degrado delle altre strutture non giustifica in alcun modo quello dell’Ediga e il fatto che “esista di peggio” non può essere una giustificazione.
La cattiva igiene ben visibile non è dovuta solo al naturale sporco derivante dalla presenza di animali, ma alle carenze strutturali di cui sopra.
Riguardo alla politica delle adozioni, al di là delle critiche gratuite e personali rivolteci, vogliamo sottolineare ancora una volta che quando parliamo di “adozioni impossibili” all’Ediga, lo facciamo con cognizione di causa perché è successo a noi stessi che ci venisse detto NO davanti a un’adozione ottima adducendo come motivazione quella del TRAUMA per il gatto e molte sono le segnalazioni che abbiamo ricevuto in tal senso (tutte consultabili e verificabili se ce lo richiederete).
Qui non si sta suggerendo di passare ad adozioni indiscriminate. Al contrario, vorremmo che si effettuassero controlli pre e post affido come è giustissimo che sia, ma che non si andasse avanti sulla linea del “IO GATTI ADULTI NON NE DO”, che è quello che la Narzisi ci ha più volte detto.
L’adozione di un gatto adulto è un gesto d’amore incommensurabile, è qualcosa che di rado viene richiesta e porsi davanti a chi vuole davvero aiutare un gatto adulto con un muro, è qualcosa di imperdonabile. Oltretutto, anche riguardo ai cuccioli, così come è stato evidente il 4 luglio durante la giornata dell’adozione, la scelta degli adottabili è fatta con un criterio non ben definito e mentre c’erano dei gattini in adozione, molti altri erano chiusi nei box e non adottabili, pur essendo cuccioli.
Riguardo alla quantità di gatti malati, ci sembra assurdo che una persona che dice di frequentare quel posto possa dire che si tratta solo di “una piccola percentuale”. Noi coi nostri occhi abbiamo visto e con le nostre orecchie abbiamo sentito in certi box il sottofondo angosciante del respiro pesante dei gatti.
Riguardo a come l’aiuto esterno venga accolto, possiamo riportare l’esperienza nostra e di altre persone che hanno offerto il loro aiuto concreto e davanti allo scoglio adozioni sono state malamente allontanate.
Riguardo ai fondi ricevuti dalla struttura e agli incarichi ricevuti da parte del Comune e finanziati, riportiamo solo parte della documentazione che ognuno di voi può comunque facilmente reperire su internet alla voce “Ente difesa gatti Palermo” e sulla Gazzetta Ufficiale.
Ovviamente ci duole che chi dice di prendere parte attiva nella gestione del gattile cerchi in qualche modo di coprire i finanziamenti ricevuti negandoli, non ne vediamo il motivo. Non c’è nulla di male ad averli ricevuti, il male sta nel negare di averlo fatto e soprattutto nel lamentarsene quando ci sono decreti che parlano chiaro.
Nello specifico riportiamo 2 esempi: il primo relativo all’incarico ricevuto dall’Ediga da parte del Comune per la realizzazione del censimento delle colonie feline, finanziato e mai portato a termine.
A questo link potete vedere l’intera pagina
A seguire la parte relativa all’Ediga.
Censimento delle colonie feline nel territorio urbano
REALIZZATO da EDIGA Ente Difesa Gatti
OBIETTIVI : Il progetto è mirato al censimento delle colonie feline urbane.
MODALITA’:1) Utilizzando un proprio archivio di nominativi e luoghi ove vi sono state o vi sono situazioni riguardanti il gatto, l’EDIGA, avvalendosi di tali dati, si propone di preparare materiale cartaceo e questionari da sottoporre a 3000 persone ( persone sensibili al problema dei gatti); il fine è quello di consentire all’Amministrazione Comunale di riconoscere l’attività svolta da questi cittadini per la cura ed il sostentamento delle colonie feline accudite.
2) Verrà distribuita ai professionisti del settore ( veterinari, negozi di animali ) una locandina per incrementare la sensibilizzazione del progetto de quo e un questionario da consegnare ai clienti di tali professionisti.
3) La Città verrà suddivisa in zone per permettere una rilevazione di nominativi per conoscere ulteriori persone che si interessano al problema dei gatti.
DURATA: 3-4 mesi CONCLUSIONE PREVISTA: 31.12.2005
Inutile dire che il progetto non è mai stato portato a termine e a tutt’oggi il Comune di Palermo non ha a disposizione i dati di questo censimento.
E il secondo relativo a un finanziamento per le “Spese per il mantenimento dei cani e dei gatti ospitati presso le strutture, sostenute dalle associazioni animaliste iscritte all’albo regionale” pari a 24.699,5 euro.
Qui il documento
e qui il link della pagina originale dalla Gazzetta Ufficiale.
Ripetiamo, non comprendiamo il motivo di questa ennesima bugia che, unita alle altre, dovrebbe bastare per darvi ancora di più l’idea di quello che ruota attorno alla struttura.
Potete benissimo non credere a noi. Ma i dati di fatto, messi a confronto con le affermazioni dei volontari, parlando da soli.
Invitiamo l’Ediga a provvedere al più presto a produrre una risposta ufficiale alle 20 domande e consigliamo vivamente ai volontari di evitare di rispondere se non conoscono bene i fatti perché rischiano come in questo caso di essere malamente smentiti mettendo oltretutto in cattiva luce la struttura stessa molto più di quanto accusate noi di fare.













