Domenica 4 luglio in occasione della “Giornata dell’adozione” molte persone si sono ritrovate presso la struttura di via Pandolfini per visitarla, per adottare un cucciolo, per fare una donazione o semplicemente per curiosità.
Anche noi abbiamo voluto essere presenti viste le continue segnalazioni che abbiamo ricevuto relativamente alla gestione delle struttura gattile dell’Ediga e alle difficoltà che molte persone hanno incontrato proprio nell’adozione dei gatti e considerato che anche noi abbiamo in un passato abbastanza recente avuto modo di riscontrare questi problemi di persona.
Dopo questa visita, ribadiamo il nostro intento di sollevare alcune questioni che riteniamo essere fondamentali, a cui vorremmo che in seguito a quest’occasione pubblica chi gestisce la struttura desse una risposta, una volta per tutte.
Riteniamo che un chiarimento sia dovuto, che sia giusto che chi contribuisce o semplicemente è interessato alla gestione del gattile sia a conoscenza di tutto quello che riguarda la sua gestione, per il bene degli animali che vivono al suo interno e per farsi un’opinione precisa al riguardo.
Probabilmente queste domande risulteranno provocatorie e susciteranno una reazione di ostilità nei nostri confronti e nei confronti di tutti quegli altri che vorranno porle insieme a noi e vorranno ricevere una risposta, ma non possiamo esimerci dal porle pubblicamente, perché il nostro pensiero è rivolto ogni giorno ai gatti che vivono all’interno della struttura e che vorremmo trovassero tutti una casa, avessero la possibilità di cambiare vita, di uscire dalle gabbie in cui vivono attualmente e avere quell’affetto e quel calore che meritano.
Non possiamo pensare che questo non avvenga, che una forma di amore morboso li trattenga, per quanto accuditi con le possibilità dei gestori, che un muro venga eretto davanti a proposte concrete di aiuto, che un secco “NO” venga pronunciato davanti a uno spiraglio e una speranza di trovare una casa, che ottime adozioni vengano rifiutate e che i gatti messi in adozione realmente siano pochissimi rispetto a quelli detenuti all’interno della struttura.
Questo non lo possiamo accettare. Non possiamo accettare che nessuna informazione trapeli riguardo alla gestione, che i dubbi che abbiamo raccolto non vengano sciolti.
Perché, se questa struttura è da considerarsi un gattile, per quanto privato, tutti i cittadini hanno il diritto/dovere di essere informati e di scegliere se contribuire o meno, comunque consapevolmente, alle sue attività e intervenire in caso di problemi di gestione.
Ci assumiamo la piena responsabilità delle domande che poniamo, certi del fatto che sia nostro pieno diritto porle e preciso dovere dei gestori rispondere.
Quello che è importante è il bene assoluto degli animali. Perché sebbene privato un gattile è una struttura che deve garantire standard ben precisi nella gestione degli animali e ha precisi doveri e diritti e deve rispondere dei criteri seguiti nella gestione davanti alle domande dei cittadini e davanti alla Legge.
Per questo vi invitiamo a farvi delle domande, se non avete già cominciato a farlo e, ancora di più, a spingere per ottenere delle risposte precise e concrete dopo aver visionato l’ulteriore documentazione fotografica sulle condizioni dei felini.
Alla maggior parte di queste domande noi abbiamo già una risposta e la nostra ultima visita non ha fatto che aumentare le nostre preoccupazioni relativamente alla gestione del gattile.
Di certo molto altro c’è da sapere, ma sarebbe già sufficiente ora come ora ricevere una risposta precisa a ognuna di queste precise domande.
Quello che abbiamo visto durante questa giornata non ha fatto altro che confermare le nostre impressioni e, ancora di più, ci ha sconvolto il fatto che nessun altro a parte noi abbia posto queste domande e la maggior parte dei presenti si sia invece limitata a contribuire economicamente acquistando biglietti per l’estrazione di una crociera e la partecipazione a un’ulteriore giornata di finanziamento non vedendo quello che a noi è invece parso evidente visitando tutti i box.
Condizioni igienico sanitarie precarie, pochissimi gatti messi in adozione rispetto a tutti quelli presenti, una percentuale molto bassa di gatte sterilizzate, maschi e femmine insieme, gattini nati all’interno della struttura.
Come avete fatto a rimanere là senza accorgervi di tutto questo?
Come avete potuto non accorgervi che l’adozione degli adulti è stata ulteriormente rifiutata in almeno 2 casi durante la giornata?
Come avete potuto non notare la presenza di decine di altri gattini oltre a quelli messi in adozione all’interno dei box e quelli nati all’interno della struttura con tanto di madre in allattamento?
Quello che vogliamo è che questa vicenda si risolva e sappiamo che l’unico modo per farlo è che la gestione delle adozioni cambi radicalmente.
Le 20 domande:
1.Gli animali che sono ospitati all’interno della struttura sono tutti registrati?
2.Gli animali che sono ospitati all’interno della struttura sono sterilizzati o quantomeno messi nelle condizioni di non riprodursi in attesa che vengano sterilizzati?
3.Sono state registrate nascite negli ultimi anni?
4.Come mai la struttura non si avvale delle cure gratuite messe a disposizione dai veterinari del presidio di via Tiro a Segno rivolgendosi piuttosto a veterinari privati pagando per riceverle?
5.Esiste un registro ufficiale delle cure a cui i gatti vengono sottoposti?
6.Esiste un registro dove risultino gli animali deceduti nel corso degli anni all’interno della struttura?
7.Esiste un registro degli animali fatti adottare con relativi controlli post affido?
8.Tutti i gatti in caso di bisogno, vengono immediatamente soccorsi e sottoposti a cure?
9.Quali sono i criteri seguiti per le adozioni e quali sono i motivi per cui un’adozione può essere rifiutata?
10.TUTTI i gatti sono in adozione o alcuni di essi sono ritenuti inadottabili? E per quali motivi questo avviene quotidianamente?
11.La struttura, ha ricevuto fondi pubblici negli ultimi anni?
12.Sono stati portati a termine i progetti che sono stati finanziati pubblicamente come il Censimento delle colonie feline finanziato dal Comune di Palermo nel 2006?
13.Delle donazioni ricevute da privati c’è traccia ed è possibile sapere come sono state utilizzate?
14.Qualcuno dei volontari è stato mai allontanato perché rifiutava di attenersi alle regole dettate da chi attualmente gestisce il gattile?
15.La struttura è da considerarsi un gattile o semplicemente un terreno dove un privato cittadino custodisce degli animali?
16.E’ possibile per singoli cittadini o per altre associazioni collaborare con l’attuale gestione del gattile avendo voce in capitolo, facendo delle proposte concrete e impegnandosi per la loro attuazione?
17.E’mai stata rifiutata la collaborazione di qualcuno di essi?
18.Questo è possibile anche riguardo alle adozioni?
19.Sono stati attuati tutti i mezzi per una gestione snella della struttura soprattutto per quanto riguarda lavori per la struttura, cure veterinarie e adozioni?
20.Alcuni dei mezzi di cui il gattile si era dotato come il sito internet sono stati dismessi. Per quali motivi?

















Si, la Narzisi ha spesso (sempre o quasi) rifiutato di discutere con altri (che non fossero soci) la gestione interna. Io stesso smisi di andarci perché non la sopportavo.
Quello che si vede dalle foto su facebook, non mostra pessime condizioni dei gatti, a parte forse quello col naso malato. I gestori hanno sempre gestito il rifugio al massimo delle loro possibilità economiche. Sia chiaro la mia esperienza risale al 94. Allora rimasi scioccato dalle condizioni dei gatti. Moltissimi gattini malati con occhi ormai irrecuperabili che vivevano nella sporcizia. Ma non credo che avessero altra alternativa se non buttarli per strada…allora. Di sicuro, io avevo l’impressione che tutti i gatti introdotti rimanessero lì, mentre almeno i gatti randagi li avrebbero dovuti reintrodurre nel posto da cui venivano. Di sicuro la Narsizi non mi sembrava realmente in grado di gestire un gattile, ma a nessuno gliene fregava niente, e almeno lei si dava da fare.. pur sbagliando. L’atteggiamento chiaramente ostile era causato da questo, poiché molta gente cercava di immischiarsi e criticare, e poi a ora di assumersi impegni se ne lavava le mani..
Come tu stesso dici, la gestione del gattile dell’Ediga ha sempre avuto il grossissimo difetto di passare tutta attraverso le decisioni della Signora che non lascia spazio neppure alle critiche, figuriamoci a degli interventi concreti non in linea con quello che lei sostiene.
Era già così dal 1994 a quanto pare, perché tu stesso dici “non la sopportavo” e ti sei allontanato.
Il punto è che i gatti questo non possono farlo.
Non possono decidere di andare via quando vogliono perché non sopportano la situazione. Sono là, quasi tutti mai messi in adozione e destinati a morire là dentro come la stessa Signora ci ha detto più volte. In condizioni non “pessime” ma assai precarie.
Noi abbiamo proposto un impegno concreto, lontanissimi dall’idea di “lavarcene le mani”, ma sulle adozioni la Signora non vuole che si intervenga. Altri volontari hanno cercato di fare lo stesso, e sono stati allontanati dalla struttura in malo modo.
Conosco e frequento il gattile da due anni. Non sono una volntaria assidua perchè il mio lavoro non me lo permette , ma vado quasi ogni settimana!rimango basita e sconvolta dal leggere il vostro modo di fare informazione che è a dir poco parziale e distruttivo! Toppo semplice e superficiale fissarsi su ciò che secondo voi non va, senza invece sottolineare quanto lavoro, sacrificio, amore e dedizione c’è nella sopravvivenza di una tale struttura. voi vi chiedete come mai solo voi vi siete accorti di certe cose e io vi rispondo che le avete viste perchè vi siete sforzati di vedere il marcio dove marcio non c’è!avete messo volutamente in risalto foto di gatti raffreddati…doppiando le stesse foto da più angolazioni per far intendere chissà cosa…e non avete , come sarebbe stato corretto esposto anche le foto di gatti sanissimi e bellissimi proprio come quelli cresciuti in famiglia.inoltre fotografare le lettiere con la cacca non fa altro che aumentare la mia convinzione rispetto ad un attacco gratuito nei confronti di chi gestisce la struttura. Le lettiere ci sono proprio affinchè i gatti vi facciano i loro bisogni e se voi siete stati presenti il 4 luglio saprete benissimo che hai gatti la segatura viene cambiata quotidianamente e che i box vengono lavati giornalmente con lisoform e candeggina….questo non l’avete scritto, ma pulire non significa certo impedire dopo ai gatti di espletare i loro bisogni per evitare a voi di vedere ciò che è naturale!Se voi pensate di essere in grado di creare dal nulla un rifugio più efficiente e funzionale, facciatelo pure, tutti saremo lieti di sapere dell’esitenza d un paradiso dove potere portare gli animali!L’ediga avrà anche i suoi limiti, ma questi limiti non sono attribuibili alla signora Narzisi ma forse alla notevole spesa che la gestione comporta. E’ troppo semplice fare i demolitori di una delle poche realtà in cui i gatti vengono accuditi con amore e dedizione non solo da parte della signora ma anche di chi la signora ha scelto come volontario, e se c’è reticenza nel banalizzare un’adozione dovreste esserne “felici” perchè ciò significa dare ad un gatto la dignità di un essere umano…voi affidereste con facilità un vostro cucciolo ad uno sconociuto?se tenete a lui non credo proprio. la signora da con molta faciltà i gatti quando ha la certezza che verranno amati e rispettati…lo dico con cognizione di causa!il mio è uno sfogo amaro dopo aver letto un articolo che a mio parere non rende giustizia alla realtà e che non è un servizio onesto nei confronti dei cittadini che vengono in questo caso male informati!Inoltre se l’ediga fosse sequestrata come qualcuno di voi auspica, chiedetevi quale altra struttura esiste in grado di accogliere e accudire in modo appropriato questi animali!non credo che pensiate al loro bene…e onestamente non riesco a comprendere cosa abbia procurato tanto astio nei confronti della signora perchè a me la vostra sembra una battaglia peronale contro di lei.
salve sono un volontario dell’ediga, sono molto amaregiato da ciò che leggo. Io lavoro quotidianamente al rifugio e ritengo il vostro articolo offensivo e non veritiero. Mi chiedo come mai traiate le vostre conclusioni alle spalle di chi in quel posto ci passa parte dela sua vita, dovreste avere il coraggio di venire allo scoperto, dire le cose in faccia e mettervi in posizione di ascolto, perchè tra ascoltare e sentire c’è un abisso!facciamo insieme il giro dei box, diteci cosa non va e ascoltate perchè non va, rispetto ai gatti malati vengono curati da un veterinario attento e preparato…rispetto alle adozioni dei gatti adulti, provate a pensare al trauma di toglirli dal loro habitat, soffrirebbero e avrebbero grandi difficoltà di adattamento in un altro posto…rispetto a tutte le altre questioni è facile parlare soprattutto quando a fare sono gli altri, uno deve parlare dopo avere provato a realizzare delle cose, leggere una ricetta e poi realizzarla sono due cose diverse….vi aspetto al rifugio, a parlarne civilmente con la signora e con i volontari, con lo spirito di chi costruisce e non critica solo per dare fiato alla bocca. vi saluto cordialmente. :.: :. .
Siamo felici di leggere finalmente le parole di qualcuno che ha deciso di rispondere alle nostre parole. Purtroppo fino ad oggi questo non è avvenuto e neppure la sig.ra Narzisi, quando l’abbiamo incontrata, è stata chiara nel rispondere alle domande che le abbiamo posto e che abbiamo inviato.
Che almeno due persone abbiano deciso di prendere una posizione, per quanto contraria alla nostra, ci rallegra molto.
Fino ad oggi purtroppo, le nostre domande sono state ignorate da chi gestisce il gattile, nessuno di interno alla gestione ha risposto e, al contrario, queste sono state rimosse. Che qualcuno provi a farlo è proprio quello che vogliamo e non abbiamo mai rifiutato nessun tipo di incontro o confronto, al contrario, abbiamo posto delle domande proprio perchè queste avessero una risposta.
La nostra posizione non è assolutamente personale contro la Sig.ra Narzisi, non la conosciamo personalmente tanto da aver qualcosa contro di lei. La nostra posizione è rivolta a tutti coloro i quali si sentono parte della gestione dell’Ediga, siano loro volontari, proprietari o solidali e alla struttura e la sua gestione.
Abbiamo visitato più volte il gattile, e abbiamo avuto modo di parlare con la sig.ra proponendole il nostro aiuto attivo. Lei lo ha accettato in parte, per quanto riguarda le raccolte di cibo e fondi, ma non per quanto riguarda le adozioni. Su quelle è stata più volte categorica e a quanto leggiamo, la sua posizione è condivisa anche da voi riguardo ai gatti adulti.
Ovviamente quando si parla di adozioni responsabili è ovvio che troverete d’accordo tutti coloro i quali abbiano a cuore la felicità di un animale, ma qual è il confine fra un’adozione responsabile e un rifiuto continuo?
Noi stessi abbiamo proposto adozioni sicure al 100%, ci siamo resi disponibili a controlli pre e post affido e la risposta è stata un secco NO.
Questo è successo a moltissime persone, e che si continui a parlare di “trauma” usando le stesse identiche parole della Narzisi, ci conferma che questa è la linea da voi scelta.
Proprio per questo abbiamo scelto di non sovvenzionare o aiutare una struttura che pone come categorico il fatto che i gatti adulti debbano restare al suo interno, perchè significherebbe aiutare una struttura destinata ad accogliere sempre più gatti, che non lavora affinchè questi possano trovare una casa e che non si impegna per raggiungere quello che dovrebbe essere il massimo fine di strutture come questa, avere sempre meno gatti perchè quelli che è possibile sistemare sono stati sistemati e quelli che non potranno esserlo vivono nel posto migliore possibile.
Le foto che vedete sono state scattate senza nessuna pretesa di “manipolare”la realtà, quando si dice che abbiamo preferito fotografare gatti malati piuttosto che i “gatti sanissimi e bellissimi proprio come quelli cresciuti in famiglia” si fa un errore di fondo.
Se può essere razionale dire “il gatto è malato non può stare altrove”, di certo non ci sono giustificazioni per tenere reclusi dei gatti “sanissimi e bellissimi proprio come quelli cresciuti in famiglia”.
E’ proprio vedere quelli all’interno della struttura che fa stringere il cuore, quando può essere concepito che un gatto cieco, per esempio, non abbia molte speranze di trovare alternative, non ci si spiega il motivo per cui non possa farlo un gatto perfettamente sano.
Non è un occhio lacrimoso a farci piangere, è un gatto sano che ti si lancia addosso chiedendo coccole e che invece è costretto lì dentro a straziarti.
Siamo attivi nel provvedere alle colonie feline da anni e sappiamo quanto questo sia difficile e di certo sostenere una struttura di questo tipo non è semplice.
Ma immaginate, come spesso abbiamo fatto anche noi proponendo alla sig.ra proprio questo, un gattile diverso.
Provate a immaginare un luogo in cui vengono utilizzati tutti i servizi messi a disposizione dal comune, in cui il denaro non viene inutilmente speso per POCHISSIME sterilizzazioni effettuate o per pagare interventi privati ma viene investito nel migliorare la struttura e la vita degli animali, immaginate una struttura dove è possibile gestire tutto avendo voce in capitolo e dove non si rischia di essere buttati fuori alla parola “adozioni”. Immaginate quante persone in più ci sarebbero ad aiutare, noi per primi e quanti gatti potrebbero avere quella speranza che oggi non hanno. Immaginate quante iniziative sarebbe possibile concretizzare, quanti miglioramenti sarebbe possibile mettere in pratica.
Quello che ci siamo domandati è PERCHè QUESTO NON AVVIENE, perchè chi propone aiuti concreti che non siano semplici sovvenzioni alle attività esistenti viene allontanato.
Ripetiamo, non abbiamo mai rifiutato nessun confronto, anzi, lo abbiamo chiesto e sogniamo di poter ottenere una risposta a quelle domande proprio da chi gestisce il gattile.
Il nostro problema non è certo quello di “sbattersi” e sappiamo che i volontari lo fanno sinceramente.
Ma vogliamo che tutti i dubbi vengano sciolti, che si faccia chiarezza su una gestione che chiara non è, che si mettano le persone nelle condizioni di poter dire che vale la pena collaborare con il gattile, impiegandoci anche tutta la forza che in molti vorrebbero impiegarvi essendo sicuri di stare andando nella direzione giusta.
Così non è purtroppo.
E sogneremmo di poter venire un giorno in gattile e vedelo diverso, avere modo anche di contribuire a renderlo diverso, ma questo non è possibile farlo finchè non saranno chiare certe cose.
Perchè non tutti si accontentano di lavarsi la coscienza con una donazione destinata a una struttura che non chiarisce determinate cose sulla sua gestione ma vogliono capire il perchè delle cose.
Fino ad oggi risposte concrete non ne abbiamo ricevute, non abbiamo ricevuto nessuna proposta di incontro o confronto, non abbiamo riscontrato disponibilità ad accogliere le nostre proposte per le quali saremmo disposti a impegnarci concretamente.
Se questo avverrà saremo i primi ad ascoltare, a sentire le ragioni di chi vorrà esprimerle, a discutere le nostre proposte con chi gestisce il gattile.
Ma per prima cosa, quello che vogliamo sentire, sono 20 risposte.
Informare significa proprio questo, mettere a disposizione tutti gli strumenti possibili per formarsi un’opinione.
vorrei sapere perche’ non pubblicate la mia opinione in favore della struttura EDIGA…..
salve, riceviamo adesso il tuo commento e non ne abbiamo ricevuti altri dal tuo account.
come vedi abbiamo sempre pubblicato i commenti che ci sono pervenuti, anche quelli in favore dell’Ediga, rispondendo di volta in volta.
quindi non c’è nessun motivo per cui non abbiamo pubblicato il tuo commento se non che non l’abbiamo proprio ricevuto.
se vorrai riscriverci saremo come al solito pronti a pubblicarlo e eventualmente a rispondere.
non sapendo di cosa si trattava non posso dirti altro.
attendiamo tue ulteriori notizie.