Postato da Ada 27 - giugno - 2010 0 Commenti

Nonostante siano già forti le posizioni contrarie all’approvazione della richiesta da parte della Aqua Bounty Technologies che l’ha “progettato”, della commercializzazione del SUPERSALMONE, è alto il rischio che questa venga approvata e che il pesce OGM arrivi sulle tavole degli americani.

Caratteristiche? Cresce 3 volte il “normale” raggiungendo il peso ottimale per la commercializzazione in 16 mesi anziché in 3 anni.

Chi ci guardagna?

I produttori e chi lo commercia.

Come viene giustificata questa ennesima follia?

Parlandone come di un importante contributo per rispondere al fabbisogno di cibo del pianeta.

Fonte: LaStampa.it – 25 giugno 2010

zoom_SALMONEA breve gli americani potrebbero vedere arrivare sulle proprie tavole il primo salmone geneticamente modificato. Il “New York Times” ha infatti dato la notizia che la Food and Drug Administration sta prendendo seriamente in questione la possibilità di approvare un salmone modificato in laboratorio, che ha la caratteristica di crescere il doppio più velocemente rispetto al normale. Sarebbe il primo caso di un animale geneticamente modificato messo sul mercato per il consumo alimentare.

Il salmone Ogm, realizzato dalla compagnia Aqua Bounty Technologies, contiene un gene che regola la secrezione dell’ormone della crescita proveniente da un altro pesce. Questa modifica gli permette di raggiungere le dimensioni con cui solitamente viene messo in commercio in soli 16 mesi, anziché in tre anni. La compagnia assicura che il salmone modificato non avrà dimensioni superiori rispetto a quello normale.

L’Aqua Bounty Technologies cerca di ottenere questa approvazione da circa dieci anni, ma solo ora è riuscita a raccogliere tutta la documentazione necessaria per sottoporre la richiesta formale all’ F.D.A., che dovrà pronunciarsi sulla sicurezza del salmone Ogm per l’uomo e per l’ambiente. Una riunione per discutere questo tema è prevista al più presto. Ronald Stotish, manager della compagnia ha dichiarato: «Ci aspettiamo di ottenere l’approvazione finale nel giro di qualche mese».

Mentre ambientalisti e Associazioni dei consumatori si preparano a protestare, anche all’interno della stessa F.D.A si è aperto un dibattito sulla possibile messa in commercio del salmone geneticamente modificato. È affiorata per il momento la possibilità di etichettare il salmone in questione come Ogm, cosa che non accade con i vegetali.

L’approvazione del “super salmone” aprirebbe la strada ad altri interventi di ingegneria genetica su animali da parte di compagnie private ed enti di ricerca. Si parla già di bovini immuni alla mucca pazza e di maiali da cui si potrebbe ottenere bacon meno grasso. Dopo il salmone, il prossimo candidato a una possibile approvazione sembra essere l’”eco-maiale”, ovvero il maiale che produce concime a minore impatto ambientale.

Fonte: Repubblica.it – 26 giugno 2010

Frankenstein sul piatto o panacea per sfamare i poveri del pianeta? L’arrivo sulla tavola degli americani di un «supersalmone» OGM, in grado di crescere al doppio della velocità degli altri, torna a spaccare in due gli Usa, scatenando un acceso dibattito anche da noi in Italia dove un’indagine Coldiretti/Swg rivela che quasi 3 cittadini su 4 sono contrari ai cibi transgenici. Secondo quanto riferisce in prima pagina il New York Times, la Food and Drug Administration avrebbe già dato il via libera a 5 dei 7 dossier presentati dalla AquaBounty Technologies, che da ormai dieci anni cerca di commercializzare il suo salmone transgenico: una specie Atlantica che ha al suo interno un gene di salmone Chinook, e uno di Zoarces americanus, un lontano parente del salmone. Se l’FDA darà il suo assenso, l’arrivo sulle tavole è previsto nel giro di due o tre anni.

«La modifica del Dna fa sì che il pesce produca l’ormone della crescita anche d’inverno – spiega il Times – e quindi raggiunga il peso adatto per la vendita in 18 mesi anziché tre anni». «Il nostro obiettivo non è ottenere salmoni giganti, ma salmoni di dimensioni normali in meno tempo – tiene a precisare Ronald Stotish, AD della AquaBounty Technologies – possiamo fornire un importante contributo per rispondere al fabbisogno di cibo del pianeta, usano meno risorse».

Ma contro le presunte buone intenzioni del gigante OGM di Waltham, in Massachusetts, si sono subito mobilitati gruppi di consumatori e ambientalisti. Persino all’interno dell’FDA c’è chi preme per classificare il supersalmone con un’etichetta OGM, contravvenendo alla norma federale che non richiede alcun tipo di marchio differenziato per le colture transgeniche che ormai dominano nei supermercati Usa. E sono consumate tutti i giorni da milioni di consumatori ignari.

Secondo gli esperti l’eventuale approvazione del supersalmone potrebbe spalancare la strada ad altre specie Ogm attualmente allo studio. Dall’enviropig, un maiale studiato da un’università canadese che produce meno inquinamento da fosforo nei liquami, alla mucca resistente al morbo della mucca pazza. Poiché l’escalation di cibi transgenici sarebbe inarrestabile, mette in guardia Margaret Mellon, portavoce di Union of Concerned Scientists, «non ci sarebbe abbastanza tempo per valutarne i possibili rischi per la salute e l’ambiente».

Anche il rischio di un contatto tra i pesci Ogm e quelli normali preoccupa molto gli esperti. Uno studio pubblicato nel 2004 dalla rivista Pnas ha dimostrato che in un ambiente con poco cibo i salmoni transgenici sono in gradi di sopraffare gli altri per accaparrarsi le risorse, arrivando persino al cannibalismo.

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