E’ già del 2008 la notizia data dal giornale inglese Indipendent riguardo a una riunione segreta speciale di burocrati organizzata al fine di al fine di far approvare in tempi brevi l’introduzione massiccia di OGM in Europa durante la quale è stata ventilata una campagna di “sensibilizzazione” pro-Ogm rivolta a tutti i Paesi membri.
A questa iniziativa ha partecipato Barroso sperando di scavalcare di nuovo i cittadini, e di obbligare i Paesi europei a “occuparsi meglio dell’opinione pubblica” che a lui pare molto “male informata” sulla questione OGM, cioè assolutamente contraria all’introduzione di organismi geneticamente modificati nelle colture.
Con questa iniziativa unilaterale Barroso, non tenta solo di scavalcare la volontà popolare ma anche quella dei suoi stessi commissari dell’Ambiente, dell’Agricoltura e della Sanità, nonchè i Ministri competenti dei Paesi membri, tradendo così una fretta che lo avvicina troppo agli interessi economici della Monsanto, della Syngenta & co.
Siamo chiari: in Europa le sementi Ogm sono palesementi inutili, oltre che dannose per la salute.
La scusa che gli Ogm servano a sfamare il mondo da queste parti fa sorridere, in quanto in Europa i coltivatori vengono pagati per produrre sempre dimeno o multati quando producono troppo.
In questo senso paiono addirittura offensivi certi brani dei documenti segreti rivelati dall’Indipendent, in cui le restrizioni europee all’importazione Ogm vengono addirittura definite “una minaccia per l’agricoltura“.
E’ di questi giorni la notizia che riguarda la legalizzazione da parte della Commissione europea della commercializzazione e della semina di numerosi organismi geneticamente modificati, fra cui la patata Amflora (creata nei laboratori BASF, una volta dedita alla fabbricazione dei nastri per registratori vocali) e il mais MON 863.
Il colpo di mano coinvolge ancora una voltaBarroso, riconfermato ad un secondo mandato che ha colto al balzo le notizie diramate dal consiglio della Agenzia Europea della Sicurezza Alimentare (AESA, o EFSA in inglese) che ha decretato che gli OGM non pongono alcun problema per la salute.
L’indipendenza di giudizio della AESA è fortemente messa in discussione dal un fatto rivelato nel gennaio scorso dal «Corporate Europe Observatory»: la direttrice dell’AESA per gli OGM, tale Suzy Reckens, si è licenziata per andare a lavorare, guarda caso, presso la Syngenta azienda produttrice di organismi geneticamente modificati. E’ stata proprio la Reckens a convalidare alcuni dei prodotti che Barroso ha autorizzato.
Del resto, a testare la sicurezza delle sementi modificate sono le stesse aziende produttrici. Non esiste in Europa un ente indipendente per condurre le prove in modo trasparente. (Head of European Food Standards Agency GMO panel moves to Syngenta: Letter to Barroso)
La pratica di Paesi che già ammettono la coltivazione OGM (USA e Canada) mostra ampiamente che la coesistenza sui campi di sementi naturali e modificate è impossibile: in USA un riso OGM coltivato per un solo anno in campi sperimentali ha già contaminato il riso naturale e le sementi.
Barroso aveva dichiarato che il sistema di autorizzazione comunitario di Monsanto non tocca la libertà di quegli Stati membri di lasciare o non coltivare OGM. Anche chi non vuole mangiare OGM finirà per farlo in ogni caso. Se un agricoltore vicino pianta gli OGM, presto anche il campo del coltivatore organico sarà contaminato.
Ma anche i coltivatori che hanno creduto nella propaganda Monsanto sulla resa straordinaria e la facilità di coltivazione degli OGM,dovrebbero considerare quello che succede negli USA dove la Monsanto querela, e chiede risarcimenti miliardari ai coltivatori dando vita a una campagna intimidatoria a colpi di avvocati, che ha messo alla disperazione i contadini di intere regioni agricole.














