Postato da Ada 7 - maggio - 2010 0 Commenti

Fonte: Liberazione.it – 28 aprile 2010 – Articolo di Stefano Cagno e NewNotizie.it – 6 maggio 2010

lufthansa-300x218E’ notizia recentissima, diffusa dalla Peta (People for the Ethical Treatment of Animals), organizzazione statunitense per i diritti degli animali, che la compagnia aerea Lufthansa ha deciso che non trasporterà più cani e gatti destinati alla vivisezione. La compagnia aerea tedesca ha raccolto l’appello dell’associazione animalista che aveva mostrato sul suo sito le foto di 50 cani beagle terrorizzati che Lufthansa stava trasportando in un laboratorio scozzese, il Charles River Laboratories (Crl), per test su veleni e pesticidi. La foto ha inizialmente scatenato una protesta a livello mondiale degli animalisti, fatto che ha richiamato l’attenzione dei dirigenti della Lufthansa, che tra l’altro già gode di una certa fama positiva nell’ambiente per merito della sua reale attenzione verso il benessere animale. Di qui la decisione di cambiare politica sull’argomento.

Questa notizia dimostra come la sensibilità verso le sofferenze degli animali stia uscendo dai ristretti confini dell’animalismo.

Axel Heitmann, Director Competence Center Animals, della Lufthansa Cargo ha spiegato che “la decisione di non trasportare cani e gatti destinati alla sperimentazione fornisce un ulteriore segnale che noi siamo concentrati sul benessere degli animali”. Le associazioni animaliste stanno ora cercando di ottenere di più; nello specifico vorrebbero che il provvedimento venisse esteso, da parte di Lufthansa, a tutti gli animali vivi. I roditori sono le principali vittime, a livello quantitativo, delle pratiche vivisezioniste, considerate dagli oppositori totalmente inutili, spesso sadiche e dannose per l’uomo.

La speranza da parte di animalisti e ambientalisti in genere è che la decisione della compagnia di volo di bandiera della Germania crei un precedente significativo e che, di conseguenza, molte altre “sue colleghe” ne seguano l’esempio. Se ciò avvenisse sicuramente verrebbe posto un efficace freno all’utilizzo di animali, di qualunque razza, come pura merce, creandogli per scopi scientifici, non sempre giustificati, indicibili sofferenze e morti altrettanto crudeli.

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