Postato da Ada 21 - aprile - 2010 0 Commenti

Fonte: Blogeko.it 21 aprile 2010

doppiettaLa Camera ha votato sulla caccia. Dopo lungo tiraemolla, ecco l’ultima parola sulla durata della stagione di caccia: le Regioni possono allungarla “solo” fino al 10 febbraio, previo nulla osta vincolante che l’Ispra è tenuta a rilasciare (o negare) entro un mese dalla richiesta.

Uno sfondo tale da costituire l’indubbia garanzia che oggi e domani l’Ispra avrà forze sufficienti ad esaminare entro il mese prescritto i desideri venatori delle Regioni. Non vi pare?

Non è la prima volta che il centrodestra prova ad attuare la deregulation della caccia, e ora ci è almeno parzialmente riuscito.

La Camera ha votato il nuovo assetto del calendario di caccia nell’ambito della Legge Comunitaria 2009, che adegua l’Italia alla normativa e alle richieste europee. L’Unione Europea ha in più occasioni rimproverato all’Italia di essere di manica eccessivamente ampia in materia di caccia. Ed ecco che di questo si tiene conto offrendo alle doppiette più ampia possibilità di esercizio.

I termini “storici” della stagione venatoria sono finora stati 1 settembre-31 gennaio. Finora. D’ora in poi invece le Regioni possono posticipare la chiusura della stagione di caccia al 10 febbraio, previo benestare vincolante dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Il quale si trova nella situazione che sopra ho delineato.

Per difendere i vecchi termini della stagione di caccia gli ambientalisti hanno invano organizzato un presidio nei giorni scorsi davanti alla Camera. La maggioranza di centrodestra si è spaccata sull’emendamento che vincola al parere dell’Ispra l’allungamento della caccia. Contraria la Lega, che avrebbe voluto lasciare campo libero alle Regioni.

Anche se l’80% degli italiani non approva la caccia, la maggioranza di centrodestra si è mossa in direzione della deregulation con il disegno di legge Orsi (ora di fatto congelato) e poi con l’emendamento approvato dal Senato alla Legge Comunitaria.

E’ atteso per l’estate l’esito della procedura d’infrazione aperta contro l’Italia dalla Commissione Europea in materia di caccia. La Corte Europea ha anche sospeso d’urgenza la legge regionale lombarda sull’attività venatoria. Nella procedura d’infrazione sono messe in causa a vario titolo anche le leggi regionali sulla caccia di Abruzzo, Lazio, Toscana, Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Calabria e Puglia.

Il portavoce del commissario europeo all’Ambiente ha già fatto sapere che l’Europa valuterà “nel contesto della vicenda legale in corso” le modifiche alla legge sulla caccia introdotte dal parlamento italiano e che, se del caso, la Commissione non esiterà a lanciare nuove azioni legali contro l’Italia.

Repubblica ne parla come fosse un grande risultato questa estensione di “soli” 10 giorni.

Fonte: Repubblica.it 21 aprile 2010

CACCIA
Soltanto 10 giorni in più. Via libera della Camera

caccia 7Fallisce la spallata di doppietta selvaggia: la crescente opposizione alla deregulation venatoria ha spostato gli equilibri all’interno del centrodestra. Alla Camera è passato l’emendamento che limita l’allargamento del calendario venatorio a soli dieci giorni (la prima decade di febbraio) e lo vincola al parere dell’istituto scientifico di controllo, l’Ispra. Il provvedimento inoltre, per evitare le sanzioni europee, ribadisce l’obbligatorietà della tutela della specie minacciate e la necessità di recepire le direttive europee (la pioggia di deroghe degli anni scorsi ci è già costata l’apertura di varie procedure d’infrazione a carico dell’Italia). L’emendamento all’articolo 43, cioè la modifica che ha bloccato la deregulation totale, è passato con 349 sì, 126 no e 32 astenuti.

Il nodo della caccia si è sciolto quando il governo ha deciso di rimettersi all’aula: dopo il pronunciamento contrario alla caccia no limits di 30 parlamentari e alcuni ministri, all’ultimo momento Palazzo Chigi ha deciso di non forzare la mano. Il risultato è stato un voto che ha spaccato in due la maggioranza seguendo un crinale che potrebbe ripetersi. Da una parte l’ala oltranzista dei cacciatori, una parte del Pdl e il voto compatto della Lega. Dall’altra i dissidenti della maggioranza e il Pd. L’Idv invece ha mantenuta una posizione più radicale votando contro la mediazione che ha limitato a 10 giorni l’allungamento della stagione venatoria.

Durante la discussione non sono mancati i colpi di scena e i distinguo in entrambi gli schieramenti. Alessandra Mussolini ha chiesto a Renato Farina di leggere un testo di Anton Cechov contro la caccia. Il provvedimento dovrà ora passare per l’approvazione definitiva al Senato.

Il Parlamento ha corretto una pericolosa deriva che voleva la caccia fuori dalle regole”, ha commentato il responsabile della green economy del Pd, Ermete Realacci. “E’ un risultato positivo, che non sarebbe stato possibile raggiungere senza la sensibilità dimostrata da un gruppo di parlamentari della maggioranza nei confronti dei temi ambientali. Ora basta con i colpi di mano della minoranza estremista che, contro il volere della maggior parte degli italiani, pretendeva di dare il via libera alla caccia senza freni“.

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