Nostro malgrado ci troviamo a scrivere riguardo a quanto accaduto attorno all’organizzazione delle proteste contro il circo di quest’anno nella nostra città.
Lo facciamo con profondo rammarico ma senza stupore e solo perchè riteniamo costruttivo prendere spunto dai fatti accaduti per porre all’attenzione dei nostri lettori le nostre riflessioni.
E’ necessaria una breve premessa per chiarire bene l’accaduto.
Come ogni anno, in previsione dell’arrivo dei circhi in città, abbiamo scelto di organizzare una protesta, per ribadire ancora una volta la nostra posizione che ci vede contrari ad ogni forma di sfruttamento animale e per dare un ennesimo segno contro lo specismo.
Abbiamo scelto il 19 dicembre, davanti al circo Orfei nel giorno del primo spettacolo e abbiamo provveduto a comunicare luogo e data agli uffici competenti.
Dopo un giorno esatto siamo venuti a conoscenza di un’altra protesta organizzata per lo stesso giorno e nello stesso luogo da altri gruppi, nello specifico Gruppo Gandhi, Dipartimento Animalista, Liberacqua Onlus, LIDA Palermo, Lega Italiana dei Diritti dell’Animale, Federazione Dei Verdi , La Costituente Ecologista.
Provvediamo immediatamente, per correttezza, a contattare gli organizzatori per avvisarli del fatto che anche noi saremmo stati davanti al circo Orfei a protestare e per capire come organizzarsi chiarendo che, nonostante le differenze di metodo e di principi dei quali abbiamo avuto modo di discutere in occasione di altre proteste concomitanti e che riteniamo prioritarie, ci sembrava costruttivo ritrovarsi davanti ai cancelli del circo tutti insieme, ognuno con la sua specificità, nello spirito di una protesta volta solo e unicamente a dare un messaggio contro lo specismo e lo sfruttamento animale, così come noi avevamo ovviamente pensato la protesta.
Inizialmente non abbiamo ricevuto un netto rifiuto, al contrario, almeno due dei soggetti in questione, ci hanno dato la loro disponibilità dimostrando anche espressamente di volersi unire a noi piuttosto che notificare un ulteriore presidio per lo stesso giorno e la stessa ora ma, poco dopo, riceviamo la notizia, mediante poche righe inviate via mail, che la protesta di Gruppo Gandhi, Dipartimento Animalista, Liberacqua Onlus, LIDA Palermo, Lega Italiana dei Diritti dell’Animale, Federazione Dei Verdi , La Costituente Ecologista, è spostata allo stesso giorno ma davanti ai cancelli del circo Togni in corso Calatafimi.
Ci pare di comprendere cosa stia dietro a una scelta del genere e ci preme spiegare in modo chiaro, il nostro punto di vista.
Riteniamo estremamente scorretto un atteggiamento di questo tipo da parte dei soggetti di cui sopra, ci teniamo a scusarci con quanti degli interessati si ritroveranno confusi e disorientati davanti a due presidi contemporanei in luoghi diversi e con quanti non avranno ben chiaro a quale protesta si recheranno, ma vogliamo sottolineare che, ancora una volta, la cosa non ci stupisce.
Non ci stupisce che a qualcuno possa non andare giù il fatto che siamo stati noi a notificare la protesta per primi, come se si trattasse di una corsa a chi arriva prima per mettere il cappello e il marchio sulla protesta stessa e non fosse invece solo uno degli odiosi obblighi cui questo Stato ci sottopone.
Non ci stupisce che questi soggetti abbiano ragionato seguendo l’ordine delle LORO priorità preferendo creare confusione e dimostrarsi del tutto privi di un vero interesse alla protesta, che abbiano ritenuto opportuno, a costo di perdere partecipanti e possibilità che la protesta avesse risonanza, spostare il tutto senza spiegare le loro ragioni.
Noi le ragioni le possiamo immaginare ma probabilmente la maggior parte degli interessati intenzionati a partecipare vedranno solamente tanta confusione.
E’ soprattutto a queste persone che rivolgiamo le nostre parole.
Di certo per determinate aree del cosiddetto “movimento animalista” quello che importa maggiormente è avere visibilità (anche politica).
Non temiamo di essere smentiti, non lo siamo stati dai fatti passati e non lo siamo da quelli recenti.
Ci è stato detto che visto che avevamo comunicato noi per primi il presidio non sarebbe stato possibile condividere la piazza. Ma non è una comunicazione a qualsivoglia questura che determina il taglio di un evento, è quello che si comunica alla gente e quanto ci si impegna quotidianamente che invece è fondamentale, di certo noi non abbiamo mai condiviso le posizioni di partiti come i Verdi ma comprendendo la situazione non abbiamo vietato a nessuno di partecipare come singolo individuo.
Se qualcuno ha preferito discostarsi dalla protesta e non ha avuto neppure il coraggio di ammetterne le vere ragioni, certo questo non può ostacolarci. La paura che fosse loro impedito di esporre simboli politici li ha portati a rinunciare a una protesta creando solo confusione, questo hanno poi spiegato dopo svariate richieste di chiarimento.
Se una bandiera conta più di altro, allora noi non possiamo che ribadire le nostre posizioni e pensare che, forse, è meglio che sia andata così.
Speriamo che eventi del genere non si ripetano, ma temiamo fortemente il contrario.
Fin quando si ragionerà sulla base di logiche di partito (proprie non solo dei partiti veri e propri) e si cercherà di sovradeterminare le lotte sperando in questo modo di accaparrarsi dei consensi, il risultato che si otterrà sarà esattamente il contrario. Fin quando si ragionerà su quanto sia grave non poter esporre durante una protesta simboli di partito piuttosto che comprendere quali siano le vere priorità, non si andrà da nessuna parte.
Ci siamo dimostrati aperti a condividere la protesta nonostante le differenze, abbiamo consigliato loro di notificare un’ulteriore presidio per lo stesso giorno e la stessa ora se preferivano, per metterli nelle condizioni di essere presenti ma non per questo essere assimilati a noi e per renderli autonomi anche dal punto di vista dei metodi per ottenere visibilità.
Cosa avremmo dovuto fare?
Violentare il nostro modo di sentire e vedere la lotta per la liberazione animale e tirarci indietro per lasciare posto a tante bandierine con il sole che ride?
Pensiamo che la risposta sia fin troppo scontata.
Ci dispiace dover affrontare questi temi, avremmo preferito dedicarci come sempre alla protesta in sé e a preparare le nostre prossime attività piuttosto che continuare a dover ribadire continuamente gli stessi concetti.













