Postato da admin 12 - dicembre - 2009 0 Commenti

Fonte: www.eurekalert.com

9 dicembre 2009

traduzione dall’inglese a cura di Laboratorio Antispecista

articolo originale: 77 percent of European pigs are castrated without anesthetic


La castrazione dei suini  impedisce il “cattivo odore” tipico della carne e fa sì che le loro carni contengano più grasso e risultino più tenere. (…) Adesso, per la prima volta, un gruppo di scienziati ha raccolto dei dati sulle condizioni in cui vengono sottoposti a castrazione i maiali europei. Il risultato principale dello studio che, tra l’altro, fa parte del progetto PIGCAS, è che questi animali vengono castrati direttamente dagli allevatori di bestiame, in alcuni casi persino senza anestesia, contravvenendo alla legislazione europea in materia.


In quanto parte di un progetto di ricerca PIGCAS (assetto, pratiche e condizini della castrazione suina in Europa), una squadra di ricercatori europei ha già dimostrato che, dei 125 milioni di suini macellati ogni anno in Europa, il 77% viene castrato senza anestetico.


Questa inchiesta, che compare nell’ultima pubblicazione della rivista Animal, conferma che alcuni paesi non si conformano alle leggi che regolano queste pratiche. Secondo la legislazione europea, infatti, la castrazione senza anestesia deve essere effettuata entro i primi sette giorni di vita dell’animale. Dopo questo periodo, deve essere praticata da un veterinario e previa anestesia.


La Norvegia e la Svizzera hanno proibito la castrazione chirurgica senza anestesia per risparmiare sofferenze ai maiali e adesso stanno predisponendo degli allevamenti di esemplari maschlii “intatti” (cioè non castrati). Tuttavia, anche quest’opzione presenta dei lati negativi: “L’allevamento di maiali “intatti” è alquanto complicato, perché non appena questi raggiungono la maturità sessuale, si sviluppa una certa aggressività tra gli animali che si va ad aggiungere allo stress e alle ferite” (Maria Font i Furnols, coautrice dello studio e ricercatrice dell’IRTO: Institute for Food and Agriculture Research and Technology).


pig-gastro-adIn Spagna vengono castrati pressappoco il 30% dei maiali maschi per prodotti convenzionali.

Il metodo più utilizzato è la castrazione chirurgica senza anestesia. Nella produzione non-convenzionale, che include l’allevamento su vasta scala dei suini, quasi la totalità degli esemplari maschili viene sottoposta a castrazione, dal momento che vengono macellati dopo aver raggiunto un peso molto elvato per la produzione di prodotti invecchiati di alta qualità.


Secondo Font i Furnols, all’interno dell’IRTA, sono già stati condotto degli studi sugli aspetti dell’allevamento e della gestione di maschi “intatti” per tentare di minimizzare gli effetti dell’interruzione delle castrazioni. Stanno anche lavorando a delle alternative alla castrazione chirurgica, come l’immunocastrazione, una tecnica recentemente autorizzata dall’Unione Europea, che è stata messa in pratica per anni in Australia e Nuova Zelanda e che implica la vaccinazione dei maiali per impedire quell’odore sgradevole della carne.


Per quanto riguarda le scrofe, la legislazione non prende in considerazione la sterilizzazione se non a scopi terapeutici o per ragioni diagnostiche. Nonostante ciò, stando al progetto PIGCAS, è stato confermato che in alcuni paesi questa pratica è ampiamente utilizzata.


Nell’88% dei casi presi in esame in Europa, sono gli stessi allevatori a praticare la castrazione e la sterilizzazione. Ciò seguendo le leggi di domanda del mercato. In questo modo il richiamo sessuale viene evitato, si elimina il cattivo odore dalla carne, gli allevamenti si possono gestire in modo più semplice e la carne in vendita risulta più grassa e con le caratteristiche venature particolarmente apprezzate nei prodotti insaccati.

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