Presentiamo la traduzione di un articolo pubblicato di recente su National Geographic in merito all’allevamento di conigli geneticamente modificati finalizzato alla produzione di una proteina lattea da impiegare nel trattamento dell’angioedema. Lo sfruttamento degli animali, la manipolazione genetica in nome di un presunto progresso appare qui un dato scontato, di più: una conquista umana, risultato di cui gloriarsi e tramite cui andare ad arricchire le tasche di multinazionali farmaceutiche come la Pharming. La produzione dell’inibitore C1 dal latte di conigli geneticamente modificati è ancora in fase di approvazione sia in Europa che negli Stati Uniti e, se approvata, la Pharming avvierebbe un allevamento di circa mille conigli da latte.
di James Owen per National Geographic News
1 dicembre 2009
Traduzione dall’inglese a cura di Laboratorio Antispecista
Articolo originale: Rabbits milked for human protein; Drug soon for sale?
Gli allevatori olandesi sono in procinto di avviare il commercio dei conigli da latte, in attesa di autorizzazione da parte delle autorità europee. Ciò non significa che presto troveremo del formaggio di coniglio sugli scaffali dei negozi di alimentari – i conigli geneticamente modificati, piuttosto, verrebbero munti per produrre grandi quantità di farmaci (potenzialmente) salvavita.
Una componente chimica estratta dalle proteine del latte potrebbe essere impiegata infatti per trattare l’angioedema ereditario. Le persone affette da angioedema hanno per natura livelli bassi di C1 inibitori, il che può comportare seri episodi di gonfiori o manifestazioni simili a reazioni allergiche. Per iniziativa della sede olandese dell’industria di biotecnologie Pharming, ai conigli è stato somministrato un gene umano in grado di produrre una proteina chiamata C1 inibitore. Se non curato, l’angioedema può provocare dolorosissimi crampi e crisi da soffocamento potenzialmente fatali.
Diversamente dai farmaci creati sinteticamente in laboratorio, le proteine da impiegare a scopo terapeutico devono essere il risultato di processi biologici, di qui l’opzione sempre più diffusa di produrre animali transgenici.
Il coniglio, per esempio, è in grado di produrre in media 120 ml di latte al giorno. Il latte dei conigli geneticamente modificati contiene 12 grammi di C1 inibitore umano per litro, stando alle dichiarazioni di Marjolein van Helmond, portavoce della Pharming. Dice van Helmond: “L’inibitore C1 umano si può ottenere grazie ad un donatore di sangue ma il nostro prodotto può essere realizzato in quantità illimitate, tramite un sistema di produzione misurabile e stabile, senza alcun problema di sicurezza in termini di virus (sanguigni)”.
L’allevamento dei conigli
Da anni la Pharming conduce esperimenti sul latte dei conigli e recentemente ha realizzato un farmaco chiamato Rhucin dalla proteina C1 inibitore proveniente dal latte dei conigli. A settembre di quest’anno la Pharming ha presentato all’EMEA (European Medicines Agency, la commissione che valuta la sicurezza dei farmaci) richiesta di approvazione di vendita sul mercato di Rhucin. Si attende un verdetto ufficiale per il 2010. La vendita del farmaco è ancora in fase di approvazione negli Stati Uniti. Se venisse approvato in Europa, la Pharming avvierebbe un allevamento di circa mille conigli da latte, come fa sapere via email Sijmen de Vries, direttore generale della compagnia. Il latte viene estratto dai conigli tramite macchinari dotati di mini pompe che vengono attaccate alle mammelle degli esemplari femminili. Il metodo “si può approssimativamente paragonare alla mungitura delle mucche, ma ovviamente su scala più ridotta” afferma de Vries. E come le mucche da latte, “i conigli sono in una condizione di rilassamento e sembrano non patire alcun disagio durante l’estrazione del latte”. I ricercatori a questo punto estraggono la proteina in laboratorio. Per via delle leggi severe che regolano i prodotti transgenici, ciò che rimane del latte di coniglio viene distrutto.
Allevamento facile
I conigli olandesi non saranno certo i primi animali ad essere munti in nome della salute umana. Un allevamento in Russia, per esempio, ha di recente estratto latte dai topi per produrre la lattoferrina, una proteina presente nel latte umano. I ricercatori russi perseguono l’obiettivo di produrre su vasta scala tale proteina estraendola dalle capre.
Ma i conigli sono particolarmente adatti alla produzione di certi tipi di proteine complesse che potrebbero portare alla realizzazione di nuovi farmaci, secondo de Vries. Per esempio, i conigli transgenici sono sotto studio in relazione a possibili trattamenti su pazienti colpiti da ictus o su soggetti trapiantati. “I processi di allevamento dei conigli sono relativamente veloci (se confrontati con gli allevamenti di bestiame e di capre), e la produzione di latte risulta sufficiente” dichiara de Vries.













